DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri / 57

Prevenzione incendi, dalla conformità alla gestione del rischio: il geometra al centro della sicurezza che evolve

23 Lug 2026 di Michele Specchio

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Il nuovo Vademecum Prevenzione Incendi 2026 richiama i professionisti a un approccio sempre più integrato: valutazione del rischio, gestione nel tempo, manutenzione tracciabile e capacità di governare tecnologie e scenari emergenti. Per il consigliere CNGeGL Michele Specchio, competenza specialistica e aggiornamento continuo sono le condizioni per trasformare gli obblighi normativi in una reale strategia di tutela delle persone, del patrimonio edilizio e della continuità delle attività.

La prevenzione incendi non può più essere considerata un insieme di adempimenti amministrativi. Oggi rappresenta un processo continuo di gestione del rischio che accompagna l’intero ciclo di vita dell’edificio. La prevenzione incendi sta attraversando una trasformazione profonda. Non è più sufficiente verificare la corrispondenza di un edificio a una serie di prescrizioni: occorre comprendere il rischio, individuare le soluzioni più adatte al contesto e assicurare che il livello di sicurezza progettato venga mantenuto durante l’intero ciclo di vita dell’opera.

È questo il messaggio centrale del Vademecum Prevenzione Incendi 2026, realizzato per offrire a geometri professionisti, amministratori e tecnici uno strumento operativo capace di ricondurre a una visione unitaria normativa, responsabilità, strategie progettuali e possibili scenari evolutivi.

Il Vademecum nasce proprio con questo obiettivo: non limitarsi a raccogliere disposizioni normative, ma offrire uno strumento operativo che accompagni il professionista nella progettazione, nella gestione e nell’aggiornamento delle misure di sicurezza antincendio.

In particolare, per il geometra specializzato in prevenzione incendi, il primo punto di attenzione è il passaggio dall’approccio prescrittivo a quello prestazionale. Il Codice di prevenzione incendi attribuisce maggiore flessibilità alla progettazione, ma richiede anche una più elevata capacità di analisi. Le soluzioni non possono essere applicate automaticamente: devono essere motivate in relazione alle caratteristiche dell’edificio, alla destinazione d’uso, agli occupanti, agli impianti presenti e agli scenari di incendio ragionevolmente prevedibili.

La flessibilità, quindi, non riduce la responsabilità professionale. Al contrario, la accresce. Ogni scelta deve risultare tecnicamente fondata, chiaramente documentata e verificabile. Il professionista è chiamato a collegare progettazione, realizzazione, asseverazione, esercizio e controllo, confrontandosi con il committente, con le imprese, con gli altri tecnici e con i Comandi dei Vigili del Fuoco.

Un secondo ambito decisivo riguarda il patrimonio edilizio esistente. È qui che il geometra può esprimere pienamente la conoscenza degli immobili e la capacità di tradurre il quadro normativo in interventi concretamente realizzabili. Adeguare un edificio esistente significa spesso operare in presenza di vincoli strutturali, distributivi, economici e funzionali. Occorre allora valutare correttamente il rischio residuo, individuare eventuali misure compensative e definire percorsi di miglioramento compatibili con l’uso e con la continuità delle attività.

Tra i temi che richiedono oggi maggiore specializzazione rientrano le autorimesse, soprattutto per la crescente presenza di infrastrutture di ricarica e veicoli elettrici. Compartimentazione, ventilazione, controllo di fumi e calore, impianti elettrici, sistemi di rivelazione e gestione dell’emergenza devono essere considerati congiuntamente. Lo stesso vale per le facciate degli edifici multipiano, dove materiali combustibili, intercapedini, aperture e carenze manutentive possono favorire la propagazione verticale dell’incendio.

Il vademecum pone, inoltre, l’accento su un principio che deve orientare l’attività professionale: la sicurezza non si esaurisce con la conclusione dei lavori o con la presentazione della pratica. Impianti, porte tagliafuoco, vie di esodo, segnaletica e dispositivi di protezione devono conservare nel tempo la loro efficienza. Da qui la centralità della gestione della sicurezza antincendio, dei controlli periodici, delle prove di evacuazione, della formazione degli addetti e della manutenzione programmata.

In questa prospettiva, anche la documentazione assume un valore sostanziale. Registri, certificazioni, piani di emergenza, rapporti di verifica e scadenziari non rappresentano un apparato burocratico separato dalla sicurezza: ne costituiscono la memoria tecnica. Una gestione documentale ordinata e tracciabile consente di ricostruire le attività svolte, programmare gli interventi e individuare tempestivamente omissioni o criticità.

Le prospettive indicate dal documento confermano che la professione dovrà confrontarsi sempre più con digitalizzazione, modellazione BIM, sistemi di monitoraggio da remoto, manutenzione predittiva, intelligenza artificiale e digital twin. Sono strumenti che potranno migliorare la conoscenza degli edifici e anticipare condizioni di rischio, ma che richiederanno competenze adeguate, interoperabilità dei sistemi e un uso consapevole dei dati.

Parallelamente, la transizione energetica introduce nuove variabili: materiali innovativi, sistemi di accumulo, impianti alimentati da fonti rinnovabili e infrastrutture elettriche devono essere valutati anche sotto il profilo antincendio. Efficienza energetica e sicurezza non possono procedere su binari separati, ma devono trovare una sintesi già nella fase progettuale.

La stagione della rigenerazione del patrimonio edilizio e della transizione energetica rende ancora più centrale il tema della sicurezza antincendio, che deve accompagnare ogni intervento di trasformazione e riqualificazione.

Il geometra specializzato sarà, dunque, sempre meno un tecnico chiamato a intervenire sul singolo adempimento e sempre più un professionista capace di presidiare un processo continuo: analizzare, progettare, documentare, verificare e migliorare. Formazione permanente, indipendenza di giudizio e collaborazione multidisciplinare rappresentano le condizioni per affrontare questa evoluzione.

La prevenzione incendi non è soltanto un settore tecnico. È una responsabilità verso le persone e le comunità, ma anche uno strumento per proteggere il patrimonio, assicurare la continuità delle attività e rendere gli edifici più resilienti. In questo scenario, la competenza del geometra può fare la differenza: trasformando la norma in cultura della sicurezza e la cultura della sicurezza in comportamenti, scelte e risultati concreti.

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