LA GIORNATA

Von der Leyen: la Ue deve correre anche senza unanimità

  • Italia, Germania e Belgio, ‘semplificazione e neutralità tecnologica, Paper per la riunione di giovedì: ‘Freno di emergenza per oneri burocratici’
  • Industria, 2025 altro anno nero, produzione in calo dello 0,2%
  • Casa, Istat: tra il 2021 e il 2023 il patrimonio abitativo aumenta dell’1% con 35,6 mln di unità. Più case vuote al Sud e nelle isole

12 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

La competitività europea è il pilastro della prosperità, della sicurezza e della tenuta democratica dell’Unione. È questo il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo nel dibattito sulla competitività e sul rapporto Draghi. Un messaggio che arriva alla vigilia del vertice straordinario sulla competitività che oggi si tiene nel castello di Alden Biesen in Belgio. Von der Leyen ha sottolineato l’urgenza di completare l’integrazione e rafforzare la vigilanza dei mercati dei capitali, ribadendo che le proposte della Commissione sono già sul tavolo e che ora serve la volontà politica per portarle a termine. «Le nostre aziende hanno bisogno di capitali subito. Facciamolo quest’anno», ha affermato, indicando come prima opzione il consenso a 27. Qualora non fosse possibile, ha ricordato che i Trattati prevedono lo strumento della cooperazione rafforzata. La presidente ha evidenziato che il peso dell’Europa sulla scena globale dipende in larga misura dalla sua forza economica. Per questo, fin dall’inizio del mandato, la Commissione ha trasformato i rapporti Draghi e Letta in un vero e proprio piano di cambiamento. «È stato un anno di azione», ha rimarcato. Tra le prossime iniziative figura la proposta del cosiddetto “28° regime”, denominato “EU Inc”: un insieme unico e semplice di regole valide in tutta l’Unione, pensato per permettere alle imprese di operare più facilmente nei diversi Stati membri. Il nuovo regime consentirà di registrare una società entro 48 ore, interamente online, faciliterà l’accesso ai finanziamenti nelle fasi di avvio ed espansione, permetterà operazioni transfrontaliere più fluide e garantirà procedure rapide in caso di fallimento. «Questa è la velocità di cui abbiamo bisogno. È così che l’Europa può diventare indipendente», ha sottolineato. Von der Leyen ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre una tabella di marcia congiunta per il mercato unico fino al 2028, da approvare al Consiglio europeo di marzo. La roadmap includerà l’impegno ad adottare rapidamente alcune proposte chiave, tutte entro la fine del prossimo anno. «Dobbiamo essere guidati dal massimo senso di urgenza», ha insistito. Il completamento del mercato unico passa anche dalla realizzazione di una vera Unione dell’energia, fondamentale per ridurre i prezzi e renderli meno volatili. Attualmente, ha osservato, i costi restano troppo elevati a causa della mancanza di interconnessioni e reti adeguate e della persistente dipendenza dai combustibili fossili. Nel 2025 l’elettricità prodotta dal gas costerà in media oltre 100 euro per megawattora, contro i 34 euro del solare e i 50-60 euro del nucleare. «Le cifre parlano chiaro», ha affermato. Per questo l’Unione sta investendo massicciamente nelle energie a basse emissioni di carbonio, che oltre a essere pulite e prodotte localmente garantiscono maggiore indipendenza, sicurezza e costi più contenuti. L’obiettivo, ha concluso la presidente, è semplice: fare in modo che l’energia pulita possa circolare liberamente in tutta l’Unione europea.

Italia, Germania e Belgio, ‘semplificazione e neutralità tecnologica, Paper per la riunione di giovedì: ‘Freno di emergenza per oneri burocratici’

Semplificazione, revisione del meccanismo Ets e della carbon tax, neutralità tecnologica, completamento del mercato unico: sono questi i principali obiettivi che Italia, Germania e Belgio sottolineano in un paper redatto in vista della riunione convocata domani prima del vertice sulla competitività. “Un meccanismo di freno di emergenza dovrebbe consentire di fermare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio per intervenire su richiesta di uno Stato membro”, si legge nel testo, nel quale si chiede a Ursula von der Leyen di riferire al Consiglio europeo sui progressi nella semplificazione. “Un mercato unico pienamente integrato rimane il pilastro centrale della competitività dell’Ue. Per ridurre ulteriormente le barriere esistenti e sbloccare il potenziale di crescita, la Commissione e i colegislatori dovrebbero essere incaricati di intraprendere azioni decisive per superare la frammentazione tra gli Stati membri. Ciò include l’adozione di un 28° regime giuridico entro la fine dell’anno per superare la frammentazione dei sistemi nazionali e sostenere l’espansione delle imprese innovative. Il rafforzamento delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, ad esempio attraverso un solido pacchetto sulla rete, è essenziale per approfondire il mercato dell’energia e abbassare i prezzi dell’energia. Il consolidamento di catene del valore resilienti, sicure e sostenibili per le materie prime critiche è fondamentale anche per ridurre possibili interruzioni dell’approvvigionamento. Il piano ResourceEU dovrebbe essere attuato rapidamente”, si legge nel paper. “Per accelerare in modo sostanziale le procedure amministrative e di rilascio delle autorizzazioni, la Commissione dovrebbe avvalersi della futura legge sull’acceleratore industriale (che promuove i mercati guida per i prodotti europei puliti) e presentare un omnibus intersettoriale sul rilascio delle autorizzazioni entro la fine dell’anno, facendo ampio ricorso ai meccanismi di approvazione tacita. Una revisione completa dell’acquis dell’Ue dovrebbe identificare ulteriori atti giuridici da semplificare o ritirare, anche attraverso una legge omnibus sui servizi finanziari nella prima metà del 2026”, proseguono Italia, Germania e Belgio aggiungendo: “Il pacchetto automobilistico, così come la revisione del Cbam e la futura revisione dell’Ets, dovranno concentrarsi sull’eliminazione di tutti gli oneri non necessari per l’industria e sulla piena applicazione del principio di neutralità tecnologica”. “L’Ue dovrebbe perseguire un approccio differenziato, equo e basato su regole, con una maggiore attenzione ai rapidi progressi e tenendo pienamente conto delle potenzialità e delle esigenze di tutti i settori economici, compresa l’agricoltura. Ciò include la rapida conclusione di accordi di libero scambio ambiziosi, negoziati più rapidi, accordi solo Ue e un’azione decisiva per contrastare le pratiche sleali e salvaguardare le condizioni di parità e i nostri interessi di politica commerciale”. E’ quanto si legge nel paper di Italia, Germania e Belgio redatto in vista della riunione pre-vertice sulla competitività.
“Tali misure, compresi i regimi di preferenza dell’Ue, devono rispettare la nostra strategia complessiva di politica commerciale e i partner preferenziali, devono essere di natura eccezionale, limitata e proporzionata”, aggiungono.

Garante e Salvini: spostare gli scioperi del trasporto aereo a dopo Milano-Cortina

La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha segnalato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “il concreto pericolo di pregiudizio alla libertà di circolazione in occasione delle mobilitazioni nel trasporto aereo proclamate per il 16 febbraio e il 7 marzo”. Tali date sono state ritenute critiche dall’Autorità a causa della sovrapposizione con i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026. Per garantire un equo bilanciamento tra l’esercizio del diritto di sciopero e il regolare svolgimento della manifestazione olimpica, la Commissione ha proposto di riposizionare le astensioni collettive nell’intervallo temporale tra il 24 febbraio e il 4 marzo, non interessato dal calendario delle competizioni. Il Garante nella nota parla delle mobilitazioni nel trasporto aereo proclamate per il 16 febbraio e il 7 marzo. Scorrendo il calendario delle prossime agitazioni sul sito del Mit il 16 febbraio sono previste astensioni dal lavoro nazionali di 24 ore. Interessato il personale di Ita airways (proclamazione di Filt-Cgil/Fit-Cisl/Uilt-Uil/Ugl/Anpac/Anp), della società Alha Aeroporto di Milano Malpensa (Cub), della Airport handling di Milano Linate e Malpensa (Cub) e gli assistenti di volo della Vueling airlines (Filt Cgil e Anpac). Si ferma per 4 ore il personale di terra e di volo di Ita airways (Usb lavoro privato). Il 7 marzo invece sono già in calendario gli scioperi del personale Enav di Roma indetti da Astra (8 ore), Rsa Filt-Cgil/Fast-Confsal-Av (8 ore), Rsa Ugl-Ta (4 ore) e Rsa Uilt-Uil (4 ore). Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini “condivide quanto sostenuto dalla Commissione di Garanzia a proposito degli scioperi aerei durante Milano Cortina 2026, compresi i Giochi Paralimpici”. Lo sottolinea il Mit spiegando in una nota che il vicepremier “è pronto a formalizzare la richiesta di rinvio ai sindacati, con disponibilità a successiva convocazione al Ministero”.

Antitrust: rating di legalità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Regolamento

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 33 del 10 febbraio 2026) il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (delibera AGCM, 27 gennaio 2026, n. 31812), che entrerà in vigore il prossimo 16 marzo. Il nuovo Regolamento, aggiornato alla prassi applicativa e all’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali, tiene conto delle osservazioni e dei suggerimenti arrivati dagli stakeholder durante la Consultazione pubblica. Le imprese possono già consultare il nuovo Regolamento i relativi documenti sul sito dell’Autorità. In particolare, si evidenzia il Comunicato messo a disposizione delle imprese come guida alla lettura della nuova disciplina, anche transitoria. Questi i principali elementi di novità: il rating attribuito o rinnovato con il nuovo Regolamento avrà una durata di tre anni; verrà riconosciuto un punteggio aggiuntivo all’impresa che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risulti averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti; l’attestato di attribuzione del rating verrà rilasciato anche in lingua inglese, così da rendere l’attestazione più spendibile anche sui mercati esteri. A fronte della maggiore durata del rating di legalità e per la sua natura premiale, sono stati rafforzati i presidi di legalità – con riferimento ai motivi di carattere penale, prefettizio o giudiziario – e sono state inasprite le conseguenze in caso di violazione degli obblighi informativi.Dal 16 marzo le imprese dovranno utilizzare i nuovi Formulari e Modelli che saranno resi disponibili sulla piattaforma WebRating e sul sito dell’Autorità – sezione Rating di legalità.

Industria, 2025 altro anno nero, produzione in calo dello 0,2%

Chiude in negativo la produzione industriale nel 2025. A consuntivo dell’anno, al netto degli effetti di calendario, la flessione rilevata dall’Istat è dell0 0,2%. <i dati grezzi segnano un calo dell’1%. Tra le attività manifatturiere  il calo maggiore si registra infatti per le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,5% su base annua), seguito dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (-4,7%). Corrono, invece, la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,8%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+2,6%); segno più anche per le industrie alimentari, bevande e tabacco (+1,6%).  Tra gli altri raggruppamenti industriali, la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria registra un aumento del 2,3%. Intanto, sempre secondo le rilevazioni dell’Istat, a dicembre la produzione industriale torna a calare, dopo il rialzo di novembre, dello 0,4% mentre su base annua si registra un aumento del 3,2%. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali nei comparti dell’energia (+1,2%) e dei beni strumentali (+0,5%); variazioni negative registrano, invece, i beni intermedi (-0,4%) e i beni di consumo (-0,9%). Nel confronto annuo, tra i settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi ci sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%). Le flessioni più ampie si rilevano invece nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,9%).  A commentare i dati dell’Istat è la Cgil secondo la quale l’industria italiana è 5 punti sotto il 2021 in calo per il terzo anno consecutivo. “Mentre il ministro Urso continua a evocare un presunto ‘rinascimento’ dell’industria italiana e a descrivere uno scenario di rilancio internazionale, i dati ufficiali dell’Istat raccontano una realtà molto diversa”, commenta il segretario confederale Gino Giove. Il dato di dicembre non è “un episodio isolato, l’ennesimo segnale di una difficoltà strutturale”. “L’indice destagionalizzato si attesta a 94,5 (base 2021=100): significa – spiega il dirigente sindacale – che l’industria italiana è ancora oltre cinque punti sotto i livelli del 2021. Un dato che diventa ancora più preoccupante se letto in prospettiva: dopo il -2% registrato nel 2023 e il pesante -4% del 2024, anche il 2025 si chiude con un ulteriore arretramento (-0,2%). Siamo di fronte a tre anni consecutivi di contrazione o stagnazione, che hanno eroso progressivamente la capacità produttiva del Paese. Altro che ciclo temporaneo, è una traiettoria di indebolimento che si consolida nel tempo”. Per Giove “nei numeri che emergono dal report si legge la crisi di intere filiere produttive, con flessioni più ampie per le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori, la fabbricazione di mezzi di trasporto, la chimica e il comparto legno-carta-stampa. Settori strategici, ad alta intensità occupazionale, che stanno pagando l’assenza di una politica industriale nazionale degna di questo nome. A completare il quadro di un’industria che arretra e della propaganda che avanza – aggiunge il segretario confederale della Cgil – sono ammortizzatori sociali e crisi industriali. Nel 2025 sono state autorizzate circa 560 milioni di ore di cassa integrazione, con un incremento del 10% rispetto al 2024. Presso il MIMIT risultano aperti tavoli di crisi che coinvolgono 103 aziende e oltre 131.000 lavoratori, cui vanno aggiunte le vertenze gestite a livello regionale, che ampliano ulteriormente il perimetro della sofferenza occupazionale” A vedere i presupposti per una ripresa è, invece, Confcommercio. “Il dato della produzione industriale di dicembre si inserisce in un contesto ancora caratterizzato da alternanze di recuperi e riduzioni. Se il dato congiunturale è moderatamente negativo, lo scrutinio delle informazioni grezze su base tendenziale esprime con chiarezza una condizione di progressivo netto miglioramento: la produzione passa da -3,5% del primo quarto del 2025 a +1,6% dell’ultimo trimestre. È presto per immaginare una forte ripresa nel
2026, ma alcuni presupposti si stanno consolidando”,  scrive l’Ufficio Studi Confcommercio. “D’altra parte, – continua la nota – è lecito supporre che la ripresa del PIL nell’ultima parte del 2025 sia stata ancora una volta legata al positivo andamento delle attività dei servizi, con un ruolo significativo del turismo
(presenze a +6,4% tendenziale nell’ultimo mese)”.

Dl Energia, Urso:  provvedimento in Cdm la prossima settimana

“La prossima settimana il Consiglio dei ministri esaminerà il nuovo decreto Bollette con interventi significativi a sostegno del sistema industriale al fine di conseguire effetti immediati, duraturi e strutturati sulla dinamica dei costi”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time nell’aula della Camera rispondendo a una interrogazione di Italia viva sulle “iniziative urgenti di carattere strutturale per la riduzione del costo dell’energia per le imprese italiane, al fine di preservare la competitività del sistema manifatturiero e scongiurare un processo di deindustrializzazione”.

Casa, Istat: tra il 2021 e il 2023 il patrimonio abitativo aumenta dell’1% con 35,6 mln di unità. Più case vuote al Sud e nelle isole

Tra il 2021 e il 2023 il patrimonio abitativo in Italia è aumentato dell’1% e ha superato i 35,6 milioni di unità: al Nord si contano quasi 16,5 milioni di abitazioni, al Centro circa 6,7 milioni, al Sud oltre 8,1 milioni e nelle Isole poco più di 4,2 milioni. Le abitazioni occupate da persone residenti hanno superato i 26 milioni, pari a circa il 73% dell’intero patrimonio abitativo, e sono aumentate dell’1,4% rispetto al 2021; quelle non occupate ammontano a 9,5milioni e sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto alla precedente rilevazione censuaria. Lo rileva l’Istat nel report ‘Abitazioni occupate 2021-2023’ diffuso ieri. Nel Nord e nel Centro Italia le quote di abitazioni occupate sono più elevate della media nazionale, indicando un maggiore utilizzo del patrimonio abitativo disponibile. Nel periodo 2021-2023 si osserva una riduzione delle abitazioni non occupate nel Centro-Nord, indice di un uso più efficiente del patrimonio abitativo, mentre il Sud e le Isole evidenziano una lieve crescita delle abitazioni non occupate, probabilmente a causa della ripresa delle migrazioni in uscita dal territorio oltre che per un’elevata presenza di seconde case. Dai risultati del censimento 2023 risulta che il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% sono quelle che vivono in affitto e il 6,5% in abitazioni occupate ad altro titolo (uso gratuito o altre forme). La proprietà della casa in cui si vive è più diffusa nelle Isole e nel Nord-est (74,9%), mentre il valore più basso è quello del Sud (72,4%). Le quote più elevate di famiglie in affitto o che occupano l’abitazione ad ‘altro titolo’ si rilevano, rispettivamente, nel Nord-ovest (21,6%) e nelle Isole (10,3%). L’1% delle abitazioni occupate a livello nazionale rientra nell’indice delle situazioni di disagio abitativo (corrispondente ad oltre 268mila abitazioni, per un totale di circa 1.367mila persone coinvolte), ovvero laddove vive una famiglia con almeno quattro componenti che dispone di una superficie abitativa inferiore o pari al quinto percentile della distribuzione nazionale dei metri quadri per componente. Il report Istat sulle abitazioni nel 2021-2023 rileva un un divario non irrilevante a svantaggio delle ripartizioni del Centro e del Mezzogiorno (valori sempre pari a 1,2%) rispetto a quelle Settentrionali (0,7% nel Nord-est e 0,9% nel Nord-ovest). La Campania è la regione che presenta il valore più elevato di superficie abitativa critica (detta Isac, quasi 1,8%), seguita a notevole distanza dal Lazio e dalla Sicilia (con valori prossimi all’1,4%), nonché dal Trentino-Alto Adige-Südtirol e dalla Toscana (circa 1,1%). Molise, Friuli-Venezia Giulia e Umbria segnalano, invece, valori molto contenuti (tra lo 0,3% e lo 0,4%), come pure Veneto, Sardegna e Abruzzo (tra lo 0,4% e lo 0,6%).

Fs: collocato nuovo green bond da 180 mln

Fs Spa ha collocato in private placement un nuovo green bond, a valere del Programma EMTN ed interamente sottoscritto dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), per un ammontare di 180 milioni di euro a tasso variabile e una durata pari a 17 anni. I proventi saranno destinati al finanziamento dei treni ad alta velocità di Trenitalia  (Frecciarossa 1000). Con questa operazione salgono a 1,88 miliardi di euro i bond FS sottoscritti dalla BEI dal 2015 ad oggi, a valere del programma EMTN di FS.

Adr: concluso con successo il nuovo Sustainability linked bond da 500 mln a sostegno dello sviluppo aeroportuale

Si è concluso con successo il collocamento del nuovo Sustainability- Linked bond di Aeroporti di Roma, che collega direttamente il costo del debito agli obiettivi di sostenibilità dell’azienda. L’emissione di 500 milioni di euro, dedicata ad investitori istituzionali, ha una durata di 8 anni e prevede il rimborso in un’unica soluzione a febbraio 2034, con il pagamento di una cedola annua a tasso fisso pari al 3,625%. Il prezzo di emissione è stato fissato in 99,530% ed il rendimento effettivo a scadenza è pari a 3,694%. La data prevista per il regolamento dell’emissione è martedì 17 febbraio. Il prestito obbligazionario, emesso a valere sul Programma EMTN di Aeroporti di Roma (come integrato dal supplemento del 6 febbraio 2026), sarà quotato presso la Borsa irlandese. È inoltre atteso che al prestito obbligazionario sia assegnato un rating in linea con quello di ADR (“Baa1” da Moody’s, “BBB-” da Standard &amp; Poor’s, “BBB” da Fitch). ADR, società del Gruppo Mundys che gestisce e sviluppa gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, consolida così la propria strategia finanziaria con una quota complessiva di debito “ESG-labelled”, che supera ormai il 78%, dopo l’emissione del Green Bond inaugurale nel 2020 e tre Sustainability-Linked bonds (SLBs), rispettivamente nel 2021 (primo gestore aeroportuale al mondo), nel 2023 e nel 2025. Il nuovo Sustainability-Linked bond conferma, sottolinea la società, la forte credibilità del credito ADR a livello internazionale, con il collocamento presso investitori esteri di una quota superiore all’80%, e il forte
apprezzamento da parte degli operatori specializzati in investimenti ESG (Environmental, Social and Governance), con ordini complessivi di oltre tre volte l’importo offerto. L’operazione sostiene il considerevole impegno nello sviluppo aeroportuale di ADR, testimoniato da un volume di investimenti che ha superato i 3 miliardi di euro negli ultimi 10 anni e confermato da una previsione per il 2026 di oltre 400 milioni di euro, in linea con l’anno precedente: ciò consentirà di gestire al meglio i flussi di traffico tuttora in forte sviluppo, che posizionano Fiumicino al primo posto come crescita tra i principali hub europei e tra i top 10 a livello globale come connettività. In coerenza con il grande potenziale di crescita del traffico anche a medio-lungo termine, l’impegno di investimento in corso punta a raccordare al meglio le opere previste per il lungo periodo, con particolare riferimento al Piano di sviluppo sostenibile da 9 miliardi di euro completamente autofinanziati. “La nuova emissione – ha affermato l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone – testimonia la solidità della strategia di Sustainable Financing di ADR, accolta con crescente favore dai mercati internazionali. In particolare, la fiducia accordata dagli investitori conferma la credibilità del potenziale di sviluppo futuro del sistema aeroportuale della Capitale e della capacità di Aeroporti di Roma di continuare a coglierlo al meglio. Il Piano di sviluppo sostenibile del Leonardo da Vinci si pone infatti l’obiettivo di rafforzare la competitività del Paese e continuare a intercettare nuovi flussi di traffico di qualità, in costante crescita, che nel 2025 hanno fatto registrare il record di passeggeri più alto di sempre a Roma Fiumicino, posizionandolo tra i 10 aeroporti più connessi al mondo”.  L’emissione collega il costo del debito al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità (SPTs) legati a indicatori di performance (KPIs) relativi sia all’azzeramento al 2030 delle emissioni di CO 2 controllate direttamente da ADR (Scope 1 e 2) sia alla riduzione delle emissioni Scope 3 per passeggero derivanti dagli aeromobili in fase di rullaggio, decollo e atterraggio (landing and take-off), entrambi con riferimento all’aeroporto di Fiumicino. Sugli Scope 1 e 2 il piano prevede il raggiungimento del Net Zero al 2030, attraverso la
realizzazione di ulteriori impianti fotovoltaici come la Solar Farm inaugurata nel gennaio 2025, la più grande ad essere realizzata all’interno del sedime di uno scalo europeo, l’elettrificazione della flotta dei veicoli operativi in aeroporto e l’utilizzo di biocarburanti. Per quanto riguarda invece lo Scope 3, l’obiettivo di sostenibilità prevede una riduzione del 18,9% al 2030, rispetto alla baseline del 2024, delle emissioni di CO 2 per passeggero, promuovendo iniziative per supportare programmi di decarbonizzazione delle compagnie aeree. ADR è tra i pochi aeroporti al mondo ad aver assunto impegni nella riduzione di emissioni Scope 3 legate a fonti aeronautiche. Queste iniziative rientrano all’interno della strategia ESG della capogruppo Mundys, i cui obiettivi sono stati certificati da SBTi (Science Based Target Initiative), in linea con lo scopo di mantenere il riscaldamento globale entro una traiettoria di 1.5°C, il target più ambizioso previsto dal protocollo, oggi adottato da pochi gruppi attivi nel settore aeroportuale. In caso di mancato conseguimento di uno o più SPTs è prevista l’applicazione di uno step-up sulle tre cedole pagabili nel 2032, nel 2033 e nel 2034: in particolare, (step-up di 20 bps per anno in caso di mancato raggiungimento di un solo SPT o, step-up di 25 bps per anno in caso di mancato raggiungimento di entrambi gli SPTs. L’operazione è stata guidata da un sindacato di banche che ha visto coinvolte, in qualità di “joint bookrunners” del collocamento, Banca Akros, Barclays, BNP Paribas CIB, Crédit Agricole CIB, IMI-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Natixis, Société Generale e UniCredit (B&amp;D). Tra queste, Crédit Agricole CIB ha agito anche in qualità di “Sustainability Structuring Agent”. La documentazione della nuova emissione è stata elaborata con il supporto degli studi legali Legance e A&amp;O Shearman.

Sparkle, Alcatel Submarine ed Elettra Tlc realizzano Greenmed, il nuovo sistema di cavi sottomarini nel Mediterraneo

Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, annuncia la costruzione di GreenMed, il sistema di cavi sottomarini di nuova generazione ideato per migliorare la diversificazione delle rotte, la resilienza e la connettività a bassa latenza tra Europa e Medio Oriente. Il sistema sarà progettato e realizzato da Alcatel Submarine Networks (ASN), uno dei principali operatori nel settore, e installato da Elettra Tlc, società specializzata nell’installazione e manutenzione di cavi sottomarini per le telecomunicazioni a livello globale. GreenMed East attraverserà il Mar Adriatico, offrendo connettività diversificata in fibra ottica tra i Paesi del Levante e il ricco ecosistema digitale di Milano; il cavo toccherà i gateway strategici di Creta e Sicilia e collegherà, lungo il percorso, i Paesi balcanici, supportando così la crescita della domanda trainata dal cloud, dalla distribuzione di contenuti, dalla digitalizzazione delle imprese e dalla progressiva adozione dell’intelligenza artificiale. Il nuovo sistema sarà pienamente integrato nella più ampia strategia di backbone e landing hub di Sparkle, consentendo l’erogazione di servizi di connettività internazionale sicurime diversificati a operatori, cloud e content provider, nonché a imprese multinazionali. GreenMed si basa sull’esperienza maturata con BlueMed – il progetto di punta di Sparkle nel Mar Tirreno – e sul suo approccio pionieristico di “open architecture”. In questo contesto, GreenMed rafforza ulteriormente il modello di “open cable”, consentendo a ciascun tenant di una coppia di fibre di scegliere la propria architettura di illuminazione ottica e il proprio fornitore di riferimento, in linea con i requisiti di progettazione e di esercizio del sistema. Il contratto tra Sparkle, ASN ed Elettra Tlc, siglato ieri a Dubai durante l’evento di settore Capacity Middle East 2026, entrerà in vigore entro la fine di febbraio 2026, con i primi segmenti del sistema previsti entro la fine del 2028. In base all’accordo, ASN sarà responsabile della progettazione del sistema e della realizzazione dell’infrastruttura ottica sottomarina, inclusi i componenti di wet plant e le apparecchiature associate, mentre Elettra Tlc si occuperà delle operazioni marine, compresi i rilievi del percorso e le attività di installazione e posa del cavo. “GreenMed rappresenta un ulteriore passo concreto nella strategia di Sparkle volta a rafforzare il bacino del Mediterraneo come snodo digitale chiave e a consolidare il ruolo dell’Italia come hub privilegiato per la connettività internazionale”, ha dichiarato Enrico Maria Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle. “Con GreenMed nell’Adriatico e BlueMed nel Tirreno, Sparkle offre due rotte altamente innovative tra l’Europa e il Medio Oriente, per la massima diversificazione e resilienza”. “ASN è orgogliosa di mettere a disposizione di GreenMed la propria competenza end-to-end nel settore sottomarino e le sue capacità di progettazione avanzate”, ha aggiunto Alain Biston, amministratore delegato di ASN. “Questo progetto metterà in mostra le tecnologie di wet plant di nuova generazione, soluzioni di capacità scalabili e standard industriali di eccellenza, abilitando un’infrastruttura innovativa in grado di supportare le applicazioni più complesse e l’evoluzione dei modelli di traffico”. “Elettra è onorata di essere stata scelta per le operazioni marine di GreenMed”, ha commentato Didier Dillard, presidente e amministratore delegato di Elettra Tlc. “I nostri team gestiranno le fasi di rilevamento e installazione con una forte attenzione alla sicurezza, alla precisione e alla responsabilità ambientale, facendo leva sulla propria profonda esperienza nelle operazioni di posa dei cavi nel Mediterraneo per garantire un’implementazione efficiente e affidabile”.

Saipem fornirà il ROV subacqueo Hydrone-W alla nuova nave oceanografica di ISPRA

Saipem si è aggiudicata un contratto con il cantiere T. Mariotti di Genova per la fornitura del ROV (Remotely Operated Vehicle) subacqueo a controllo remoto Hydrone-W, destinato alla nuova nave oceanografica Arcadia di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Hydrone-W supporterà ISPRA nelle attività oceanografiche avanzate, contribuendo all’osservazione, monitoraggio e studio degli ecosistemi, della geomorfologia e delle infrastrutture strategiche presenti in ambienti profondi e di alto mare. Hydrone-W, Work Class ROV interamente elettrico, è stato sviluppato nell’ambito del programma di robotica subacquea “Hydrone” di Saipem, un’iniziativa per la progettazione e l’industrializzazione di una flotta di droni sottomarini in grado di lavorare in mare in completa autonomia fino a 3 mila metri di profondità. Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative finanziate dal PNRR, in particolare all’interno del programma MER (Marine Ecosystem Restoration), che prevede anche l’acquisizione di una nuova unità navale oceanografica, l’Arcadia, dotata di apparecchiature altamente tecnologiche dedicate allo studio e al monitoraggio degli ecosistemi marini e ai rilievi geofisici dei fondali profondi. Il contratto rafforza ulteriormente il ruolo di Saipem nel settore della robotica subacquea, ambito in cui l’azienda opera tramite Sonsub, la propria linea di business specializzata in tecnologie subsea avanzate. La collaborazione con T. Mariotti e ISPRA conferma la valenza nazionale di queste tecnologie e il contributo di Saipem allo sviluppo della ricerca scientifica e della sostenibilità ambientale.

Eni ottiene una nuova licenza di esplorazione offshore in Libia

Eni si è aggiudicata la licenza di esplorazione offshore O1 nell’ambito della gara competitiva internazionale per l’assegnazione di blocchi esplorativi lanciata dalla National Oil Corporation (NOC) della Libia nel 2025. La concessione è stata affidata a un consorzio guidato da Eni in partnership con QatarEnergy, segnando un passo avanti nel rafforzamento della posizione di Eni nel settore upstream nel Paese. Il blocco, che si estende su un’area di circa 29.000 chilometri quadrati, è situato nell’estensione offshore della prolifica provincia petrolifera e del gas della Sirte. Presenta rilevanti potenzialità esplorative, con ampie porzioni ancora senza copertura sismica 3D che potrebbero ospitare ulteriori accumuli di idrocarburi. Il blocco presenta inoltre diverse evidenze di idrocarburi, tra cui scoperte di petrolio e gas non ancora sviluppate. In base ai termini dell’accordo, Eni sarà operatore della concessione, con il consorzio che deterrà il 100% della partecipazione nelle fasi di esplorazione e sviluppo. I partner prevedono di realizzare acquisizioni sismiche 2D e 3D e attività di perforazione durante il primo periodo esplorativo di cinque anni. La firma formale dell’accordo è prevista a Tripoli entro la fine di febbraio, alla presenza dei rappresentanti della NOC e dei partner del consorzio. Eni è presente in Libia dal 1959 ed è attualmente il principale operatore internazionale energetico nel Paese, con una produzione equity di idrocarburi pari a circa 162 mila barili di petrolio equivalente al giorno nel 2025.

Nucleare, Eni: energia da fusione sostenibile, sicura e potenzialmente illimitata

Eni sta lavorando per “accelerare la piena commercializzazione di energia da fusione in tempi il più possibile brevi, perché, basandosi su uno sviluppo tecnologico, industriale e commerciale pensato in anticipo, vogliamo portare ad alimentare parte del mix energetico con questa energia che è sostenibile, sicura, e potenzialmente illimitata, dato che i due componenti si trovano l’uno nell’acqua di mare, per mezzo di una distillazione, e l’altro viene generato all’interno del processo”. Lo ha detto Francesca Ferrazza, responsabile iniziative fusione magnetica di Eni, in audizione davanti alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera sui progetti di legge di delega al Governo in materia di energia nucleare. Ferrazza ha spiegato che si tratta inoltre di una fonte di energia “non intermittente” e “quindi complementare per esempio alle rinnovabili”.

Tim si rafforza nella fibra in Brasile, accordo per salire al 100% di I-System

Tim si rafforza nella banda larga in Brasile. Tim Brasil, la controllata latinoamericana del gruppo, ha raggiunto un accordo con IHS Fiber Brasil per l’acquisizione del restante 51% del capitale di I-Systems Soluções de Infraestrutura per 950 milioni di reais (circa 154 milioni di euro) da pagare al closing dell’operazione, vincolata all’approvazione del Cade (Antitrust) e di Anatel (l’agenzia nazionale per le tlc).
I-Systems, ricorda una nota, opera nel settore delle reti in fibra ottica neutrali nel mercato brasiliano, offrendo infrastrutture indipendenti per il segmento wholesale. L’azienda è presente negli stati di San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Goiás, Paraná, Bahia, Pernambuco e Amazonas, per un totale di circa 9 milioni di abitazioni servite. (

Fincantieri e Generative Bionics avviano una partnership industriale per lo sviluppo di un robot umanoide saldatore destinato ai cantieri navali

Fincantieri, leader globale nella cantieristica navale ad alta complessità, e Generative Bionics, azienda italiana impegnata nello sviluppo di robot umanoidi autonomi, avviano una partnership industriale finalizzata all’implementazione di un robot umanoide saldatore destinato a operare nei cantieri navali del Gruppo assieme agli esseri umani. La collaborazione si sviluppa attraverso un lavoro congiunto tra le competenze industriali di Fincantieri e la piattaforma robotica realizzata da Generative Bionics, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza e l’efficienza operativa, la qualità delle lavorazioni e la sostenibilità del lavoro in cantiere. Il progetto prevede, come primo ambito di collaborazione, lo sviluppo di un umanoide progettato per supportare specifiche attività di saldatura in ambito navale. L’umanoide sarà dotato di intelligenza artificiale e capacità avanzate di manipolazione, percezione e visione dedicata al monitoraggio del cordone di saldatura, nonché di una locomozione ottimizzata per operare in contesti complessi. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza, affinché il sistema possa operare in collaborazione diretta con i lavoratori, nel pieno rispetto delle normative vigenti e senza limitazioni delle aree di lavoro. Il programma di collaborazione avrà una durata complessiva prevista di quattro anni, con un’impostazione orientata a una rapida introduzione delle soluzioni in ambito operativo. I primi test in cantiere sono infatti programmati entro la fine del 2026, con l’obiettivo di rendere disponibili funzionalità operative già nel corso dei primi due anni, proseguendo poi con attività di affinamento, estensione e certificazione industriale nel periodo successivo. Le attività di sviluppo e sperimentazione saranno condotte presso il cantiere Fincantieri di Sestri Ponente, che fungerà da contesto di riferimento per la validazione e certificazione industriale della tecnologia. La collaborazione si inserisce nella strategia di Fincantieri in ambito robotica avanzata, physical AI e innovazione, tra i pilastri del nuovo Piano Industriale del Gruppo. In un contesto caratterizzato da una crescente complessità produttiva e da una progressiva carenza di manodopera specializzata, l’adozione di soluzioni basate su sistemi di Physical AI consente di supportare la continuità produttiva e di affiancare i lavoratori nelle attività più ripetitive, gravose o ergonomicamente sfavorevoli, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza. Per Generative Bionics, il progetto rappresenta uno dei primi percorsi strutturati di validazione industriale della propria piattaforma in un contesto produttivo ad alta complessità.La partnership tra Fincantieri e Generative Bionics assume un valore strategico anche nel quadro della sovranità tecnologica europea, valorizzando competenze di eccellenza sviluppate all’interno della filiera della ricerca e dell’industria avanzata. Il progetto si affianca agli altri percorsi di validazione di robotica già in corso nel Gruppo Fincantieri, ampliando il perimetro delle lavorazioni che possono essere eseguite con soluzioni avanzate. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ha commentato: “La robotica avanzata e l’intelligenza artificiale applicata ai processi industriali rappresentano una leva strategica per l’evoluzione della cantieristica e per la competitività del sistema industriale europeo. La collaborazione con Generative Bionics si inserisce nel percorso di trasformazione che stiamo portando avanti per rafforzare la nostra eccellenza operativa, valorizzare il lavoro delle nostre persone e affrontare in modo strutturato le sfide legate alla crescente complessità produttiva e alla disponibilità di competenze specializzate. In questo contesto, il cantiere di Sestri Ponente assume un ruolo centrale come laboratorio industriale in cui tecnologia, sicurezza e competenze evolvono insieme, consentendoci di integrare soluzioni di robotica avanzata a supporto delle attività più gravose e ripetitive, mantenendo elevati standard di qualità, sostenibilità e tutela del lavoro”. Per Daniele Pucci, ceo e Co-Founder di Generative Bionics, “la collaborazione con Fincantieri fa parte del nostro percorso di industrializzazione verso il mercato. I cantieri navali rappresentano un asset strategico della manifattura globale e per questo abbiamo scelto Fincantieri per dimostrare come le nostre soluzioni di Physical AI possano tradursi in sistemi affidabili, sicuri e realmente utili. Questo progetto ci consente di sviluppare robot umanoidi progettati attorno al lavoro umano, capaci di operare fianco a fianco con le persone, contribuendo a rendere sostenibili nel tempo attività ad alta intensità e specializzazione.”

Hydro: Mimit all’azienda, accelerare su individuazione soggetto per reindustrializzazione sito Feltre

Nuovo incontro ieri al Mimit sul futuro dello stabilimento bellunese di Hydro Extrusion Italy, società norvegese attiva nella produzione di alluminio a basse emissioni di carbonio e nelle energie rinnovabili, che ha annunciato la possibile chiusura, entro il 2026, dello stabilimento di Feltre (BL), dove lavorano circa 106 dipendenti. Durante l’incontro odierno è stato presentato l’advisor incaricato dall’azienda con il compito di favorire il processo di reindustrializzazione, attraverso l’individuazione di soggetti industriali solidi e affidabili, interessati a gestire questa fase di transizione e a rilanciare il sito. L’azienda ha precisato che il trasferimento delle matrici produttive allo stabilimento di Ornago (MB) si è reso necessario a seguito dei recenti incendi nello stabilimento di Feltre e che tali competenze rientreranno nel sito bellunese una volta riavviata l’attività produttiva. Il Mimit ha quindi chiesto alla proprietà di procedere rapidamente all’individuazione di un soggetto in grado di preservare la produzione e la lavorazione dell’alluminio, nonché di garantire la tutela dei livelli occupazionali del sito di Feltre, evidenziando la necessità di un confronto costante tra tutte le parti sul percorso di reindustrializzazione e sulla valorizzazione delle professionalità presenti nello stabilimento. Il Dicastero ha inoltre espresso l’auspicio che l’advisor possa procedere già dal prossimo mese alla presentazione delle manifestazioni di interesse e ha ribadito la necessità di un rapido ripristino dell’attività produttiva nel sito bellunese. Un nuovo incontro sulla vertenza è stato fissato per il 31 marzo.

Pnrr M7 I17, più tempo per accedere ai fondi: domande entro il 31 maggio 2026

C’è più tempo per presentare le richieste di ammissione alla Misura Pnrr missione 7 Investimento 17. Su indicazione della Struttura di Missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il termine per l’invio delle istanze al GSE è stato prorogato alle ore 18:00 del 31 maggio 2026,  La decisione punta a favorire la più ampia partecipazione allo sportello previsto dal Dm 9 aprile 2025 consentendo a Comuni, gestori dell’edilizia residenziale pubblica ed ESCo di disporre di più tempo per predisporre la documentazione necessaria. Sul sito del GSE sono disponibili le regole operative e l’avviso aggiornato. Per accompagnare i soggetti interessati nella fase di presentazione delle domande, il Gestore ha attivato un tutor dedicato e una sezione di FAQ, costantemente aggiornata, con chiarimenti su requisiti, modalità operative e tempistiche.

La proroga rappresenta un’opportunità per ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare l’attuazione degli interventi previsti dalla Misura.

Aree Idonee, la Regione Emilia Romagna potrà riprendere l’iter di approvazione del progetto di legge

Dopo una fase di sospensione, la Regione Emilia-Romagna potrà riprendere l’iter di approvazione del progetto di legge per la “Localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale” (aree idonee), sebbene con delle modifiche. Rispetto, infatti, a quanto previsto dalla recente normativa nazionale l’Emilia-Romagna, come le altre Regioni, dovrà individuare con la propria legge “ulteriori” aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, rispettando i criteri nazionali e garantendo il raggiungimento entro il 2030 dell’obiettivo di 6.330 Mw. Su quest’argomento è intervenuta ieri in Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo. “Riprendiamo il nostro iter normativo, che si era interrotto lo scorso maggio per effetto di numerose sentenze del Tar che hanno determinato la modifica o l’annullamento di parti della norma nazionale- ha ricordato Priolo-. Ora, con la pubblicazione della nuova legge che ha recepito parti del nostro progetto, completeremo il quadro normativo nella maniera più chiara e sostenibile possibile. Sappiamo che la transizione energetica deve essere accelerata, ma deve avvenire con un patto chiaro tra istituzioni, imprese, cittadine e cittadini. Tutelare il territorio e promuovere lo sviluppo non devono essere obiettivi in contraddizione, ma due facce della stessa politica”. A maggio 2025, la Giunta aveva approvato la delibera del progetto di legge, avviando così il percorso verso l’Aula: un passaggio significativo sia per l’attuazione delle politiche regionali in materia di transizione ecologica e sviluppo sostenibile, sia per garantire il rispetto degli obiettivi assegnati all’Emilia-Romagna dalla normativa nazionale. Il provvedimento si inseriva infatti nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di 6,3 Gw di potenza aggiuntiva da fonti di energia rinnovabile in Emilia-Romagna, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 80 Gw. Il potenziale incremento di potenza installata sulle aree idonee, così come identificate dall’atto, può raggiungere circa 10 Gw, andando oltre quindi gli obiettivi assegnati. Il progetto di legge regionale è stato però sospeso a causa dell’annullamento della norma nazionale sulle aree idonee da parte del Tar del Lazio, che ha imposto al legislatore di riformare la disciplina in materia ai fini dell’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Dopo la pubblicazione della nuova norma, è ora possibile riprendere il progetto di legge che sarà approvato dalla Giunta regionale entro il prossimo marzo e approderà in Aula entro il mese di aprile.

Assorup: parte la campagna elettorale della competenza, Rup presidio legalità ed efficienza

“Oggi apriamo la nostra campagna elettorale della competenza: basta corrotti, basta incompetenti”. Lo afferma il presidente di ASSORUP, Daniele Ricciardi, aprendo ieri  i lavori della giornata nazionale del Rup 2026. L’Associazione continuerà il tour nazionale e porterà i Rup europei a Napoli il 15 e 17 ottobre. “Abbiamo ricevuto oltre cento adesioni alla giornata nazionale del Rup da enti di tutta Italia: molti hanno aderito, altri non hanno organizzato l’iniziativa perché ritenuta ‘non prioritaria’. Questo dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare per far comprendere il valore strategico del Rup. Ringraziamo le amministrazioni che hanno creduto nell’iniziativa: da Albanella a Bagnaria, da Genova a Gerace, da Trapani a Palermo, da Palombara Sabina a Cantalice, da Reggio Emilia a Cagliari, fino a Badia Calavena. Una rete nazionale che cresce e si rafforza”, dichiara il presidente. “Oltre cento adesioni da tutta Italia alla giornata nazionale 2026 confermano l’interesse crescente, nonostante alcune amministrazioni non abbiano ritenuto prioritaria l’iniziativa”, secondo Ricciardi. “Ringraziamo gli enti che hanno aderito, da Albanella a Badia Calavena. Con 1.500 iscritti, 12mila partecipanti alle nostre iniziative e una comunità di 123.000 professionisti che nel 2025 hanno gestito 430 miliardi di euro, vogliamo essere il Movimento dei RUP. La nostra campagna elettorale inizia oggi. E non si fermerà fino a quando la politica non in agenda seriamente la professionalizzazione della categoria. Siamo aperti al confronto con tutti coloro che, mettendo da parte le parole, dimostrino con i fatti di sostenere le nostre istanze’.”I Rup sono e devono essere riconosciuti come i veri protagonisti degli affidamenti pubblici”, dichiara il presidente di Anac, Giuseppe Busía. “I Responsabili unici del progetto rappresentano il cuore pulsante delle stazioni appaltanti. Per Anac costituiscono un interlocutore decisivo e una figura centrale del processo di acquisto, imprescindibili per il successo degli investimenti pubblici e sempre più chiamati a garantire capacità di visione strategica e leadership”. ”Come Anac lavoriamo per rafforzare il ruolo dei Rup anche raccogliendo i dati sulla loro esperienza e professionalità, per valorizzarne il ruolo e la funzione, in modo da creare i presupposti per premiare adeguatamente e selettivamente la professionalità con cui assolvono alla funzione”. ”Risulta infatti essenziale investire nella loro professionalizzazione, anche misurando in modo oggettivo e premiando le loro performance sulla base del merito, grazie agli incentivi tecnici. Oggi questo è possibile, con l’ausilio delle piattaforme digitali interconnesse con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, costituita presso Anac, dalla quale diventa possibile calcolare in modo oggettivo non solo il valore del contratto gestito, ma anche i tempi di realizzazione e ultimazione, creando un circolo virtuoso fra corretto uso delle risorse pubbliche, efficienza nella gestione dei contratti, professionalizzazione dei Rup e loro gratificazione economica”.  Secondo il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Tullio Ferrante, “il momento di confronto odierno promosso da ASSORUP è molto importante, perchè mette al centro del dibattito il Responsabile unico del progetto, una figura ben più che procedurale: egli rappresenta il garante della qualità, della trasparenza e dell’efficacia della spesa pubblica. Con il nuovo codice abbiamo rafforzato il suo ruolo, chiedendo competenze più elevate e una capacità decisionale più matura”. “Questo richiede un investimento serio sulla formazione continua e sulla crescita professionale, anche grazie al contributo di realtà come ASSORUP, che svolgono un prezioso lavoro di raccordo e supporto alla comunità dei Rup. Come Mit stiamo accompagnando questa evoluzione con l’hub contratti pubblici e con un forte impulso alla digitalizzazione, perché senza Rup messi nelle condizioni di operare bene non esistono infrastrutture moderne né politiche pubbliche credibili”.

A Palermo al via nuove pedonalizzazioni e modifica accessi alla ZTL

La Giunta Comunale di Palermo ha approvato la proposta presentata dall’Assessore alla mobilità sostenibile, Maurizio Carta, per l’estensione della pedonalizzazione definitiva di nuove aree all’interno della ZTL Centrale e alcune piccole estensioni di tratti stradali di libero transito, con l’obiettivo di migliorare la qualità urbana, la sicurezza e la vivibilità del centro storico. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e del programma di mandato 2022–2027, puntando a ridurre l’impatto del traffico veicolare, valorizzare gli spazi pubblici e migliorare l’accessibilità. La delibera prevede l’istituzione delle seguenti nuove aree pedonali: via Seminario Italo Albanese (tratto compreso tra via A. Gagini e via del Poeta);• via Candelai (tratto compreso tra vicolo Travicelli e via Maqueda); Piazzetta delle Sedie Volanti; via Venezia (tratto compreso tra via Maqueda e il civico 88); Piazza SS. 40 Martiri; Via dei Cassari (tratto compreso tra via dei Tintori e Piazzetta Porta Carbone); Vicolo San Carlo (tratto compreso tra la Piazza San Carlo e il vicolo Lanza); Via Ballarò, Piazza del Carmine a Ballarò, via Giovanni Naso, via Collegio di Maria al Carmine, via Dalmazio Birago. La delibera, inoltre, prevede l’istituzione permanente delle seguenti aree pedonali, già oggetto di provvedimenti a carattere sperimentale: via Divisi (tratto compreso tra civ. 49 accesso incluso e piazza Rivoluzione);  piazza Rivoluzione (tratto compreso tra via Divisi e via Vincenzo Cantavespri/via Giuseppe Garibaldi); via Maestri d’Acqua (tratto compreso tra via Divisi e vicolo Forno ai Maestri d’Acqua); vicolo Mezzojuso; Via Sant’Agostino (tratto compreso tra piazzetta San Marco e vicolo Mirabella); Vicolo Mirabella; Cortile del Ricottaro; Discesa Maccheronai (tratto compreso tra Piazza S. Domenico e Piazza Caracciolo);Via Coltellieri (tratto compreso tra la Discesa S. Domenico e Piazza Caracciolo); Vicolo Sant’Andrea (tratto compreso tra via Coltellieri e Piazza Sant’Andrea);Vicolo Madonna Dei Travicelli (tratto compreso tra via Coltellieri e Discesa Maccheronai); Via della Rosa Bianca (tratto compreso tra via Coltellieri e il civ. 4); Piazza Caracciolo (tratto compreso tra Piazza S. Domenico e Piazza Caracciolo); Discesa Caracciolo Viceré (tratto compreso tra Piazza Caracciolo e Via Roma);Via Pannieri (tratto compreso tra Piazza Caracciolo e via Vittorio Emanuele); Vicolo Mezzani; Via dei Frangiai (tratto compreso tra piazza Caracciolo e vicolo Paterna);• Via Argenteria (tratto compreso tra piazza Caracciolo e piazza Garraffello); Piazzetta Garraffo (tratto compreso tra via dei Frangiai e via Argenteria).

L’attuazione del provvedimento sarà seguita dalle conseguenti ordinanze dirigenziali e da attività di informazione rivolte ai cittadini, agli operatori economici e ai residenti, al fine di garantire una transizione ordinata e consapevole verso il nuovo assetto della mobilità. Infine, alcuni interventi riguardano la conferma ed estensione dei percorsi di libero transito per agevolare l’accesso ai parcheggi perimetrali, come richiesto da un apposito ordine del giorno del Consiglio Comunale e il conseguente riassetto dei varchi di controllo della ZTL per garantirne l’efficacia. In particolare i tratti di libero transito che consentiranno di raggiungere alcune centralità culturali e mercatali sono: Via Cesare Battisti (tratto compreso tra via P. Magnosi e il vicolo Zimmillari), Via Chiappara al Carmine (tratto compreso tra il vicolo Zimmillari e la via P. Magnosi), Via Generale Cadorna; Via del Bastione (tratto compreso tra la Via Gen. Cadorna e Piazza Indipendenza); Piazza Giuseppe Verdi (tratto compreso tra la via Volturno e la via G. Donizetti), Via delle mura di San Vito (tratto compreso tra Piazza G.ppe Verdi e via della Zagara), Via della Zagara, Piazza San Gregorio, Via San Gregorio, Piazza delle Stigmate, Piazza S. Vito, Via Favara, Via A. Scarlatti, Via G. Donizetti, (tratto compreso tra la via U.A. Amico e la Piazza G.ppe Verdi), Via G. Rossini (tratto compreso tra la via A. Scarlatti e la via U.A. Amico), Via F.sco Raimondo, Piazza degli Aragonesi, Via S. Agostino (tratto compreso tra Piazza degli Aragonesi e via F. Raimondo), Via dello Spirito Santo, Piazzetta delle Sedie Volanti, Via delle Sedie Volanti, Via delle Lettighe, Piazza del Monte di Pietà, vicolo del Secco, vicolo Agalbato, vicolo Agnetta, vicolo Fajia, Via Judica, Piazza Beati Paoli, Piazza S. Cosmo, Via Gianferrara (tratto compreso tra la via M. Bonello e la Piazza S. Cosmo), Via Gioiamia (tratto compreso tra la via M. Bonello e la Piazza S. Cosmo);  Via Nicolò Cervello, Arco di Santa Teresa, Salita Santi Romano.

Per il sindaco Roberto Lagalla, «questo provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di modernizzazione e rigenerazione urbana della nostra città. Stiamo costruendo una Palermo più curata, più sostenibile e più attenta ai bisogni dei cittadini, in cui la mobilità pedonale diventa uno strumento di coesione sociale, sviluppo economico e qualità della vita. La valorizzazione del Centro Storico passa anche dalla capacità di renderlo più fruibile, sicuro e accogliente. Le pedonalizzazioni e il miglioramento della circolazione nella ZTL si inseriscono, quindi, in una visione più ampia che punta a rafforzare l’identità culturale della città, il commercio di prossimità e il turismo. Ringrazio l’Assessorato alla mobilità sostenibile, il Consiglio Comunale, gli uffici comunali e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto che ci consente di continuare a investire su politiche urbane innovative, basate sull’ascolto e sulla responsabilità, per accompagnare Palermo verso un futuro più sostenibile». «Con questo provvedimento – dichiara l’Assessore alla mobilità sostenibile, prof. Maurizio Carta – proseguiamo con determinazione nel percorso di trasformazione di Palermo in una città più vivibile, sicura e sostenibile. L’estensione corposa delle aree pedonali, che si aggiunge a quelle già aggiunte dall’inizio della consiliatura, e la riorganizzazione dei flussi di traffico non sono misure isolate, ma parti di una strategia integrata che mette al centro le persone, la qualità dello spazio pubblico e il diritto alla mobilità. Vogliamo restituire ai cittadini e ai visitatori un Centro Storico più accessibile, inclusivo e attrattivo, capace di sostenere la vita culturale e sociale, le attività economiche e il turismo, riducendo al contempo l’inquinamento e la congestione. È un investimento sul futuro urbano di Palermo. Di particolare rilievo sono le pedonalizzazioni permanenti di piazza Caracciolo e della Vucciria, delle aree del mercato di Ballarò, fortemente volute insieme al Consiglio Comunale e alle commissioni di merito, di via Candelai e di piazza Quaranta Martiri: interventi, tra gli altri, che miglioreranno non solo la sicurezza ma anche la bellezza e la vivibilità di importanti parti della città storica, anche attraverso la stipula di appositi patti di collaborazione per la gestione condivisa dello spazio pubblico. Queste scelte sono il risultato di un lavoro tecnico e politico condiviso, fondato sul dialogo con i territori. Continueremo a monitorare gli effetti degli interventi e a migliorare il sistema in modo partecipato e responsabile».

Assarmatori, Stefano Messina confermato alla presidenza, rinnovata la squadra di vertice

Sarà Stefano Messina il presidente di Assarmatori anche per il quadriennio 2026-2030. Lo ha stabilito l’assemblea dell’associazione armatoriale, riunitasi ieri a Roma. La nomina è stata approvata all’unanimità da parte degli associati, dopo che nello scorso autunno la Commissione di Designazione – formata da Franco Del Giudice in qualità di presidente affiancato da Stefano Beduschi e Franco Ronzi – era giunta, al termine di un approfondito iter di consultazione degli stessi associati, alla medesima conclusione. In questo senso, i lavori assembleari si sono aperti con la relazione del presidente e del Consiglio Direttivo uscenti e con un aggiornamento delle regole statutarie al fine di incrementare gli standard di efficienza ed efficacia dell’Associazione. Nella stessa sede si è poi proceduto al rinnovo del Consiglio Direttivo di Assarmatori. Confermati Stefano Beduschi, Gaudenzio Bonaldo Gregori, Matteo Catani, Franco Del Giudice, Mariaceleste Lauro, Luigi Merlo, Achille Onorato, Salvatore Ravenna, Vincenzo Romeo e Pasquale Russo. Entrano nell’organo di vertice, a conferma del percorso di crescita e qualificazione dell’Associazione registrato dalla fondazione nel 2018 ad oggi, Luigi Cafiero, Giacomo Gavarone, Corrado Neri e Ivanhoe Romin. Confermati i due Vicepresidenti uscenti, Achille Onorato e Vincenzo Romeo, ai quali si aggiunge Franco Del Giudice. A guidare la struttura, presso la sede di Roma e gli uffici di Genova e Bruxelles, restano il Segretario Generale Alberto Rossi e il Vice Segretario Generale Giovanni Consoli. “Sono gratificato per la proposta dei miei colleghi, che hanno valutato il lavoro svolto in questi anni e il posizionamento nazionale e internazionale della nostra Associazione, a partire dalla struttura che abbiamo saputo far crescere e consolidare, anche grazie ai contributi di competenze e capacità dei tanti soggetti associati che abbiamo coinvolto in questo affascinante progetto – commenta a caldo Stefano Messina – Tuttavia non abbiamo tempo per le autocelebrazioni, la rotta che abbiamo imboccato presenta ancora molte onde da affrontare. Fra i punti prioritari su cui ci concentreremo nei prossimi mesi figura la necessità di rivedere l’assurda e controproducente politica di sostenibilità ambientale dell’Unione europea, l’ulteriore opera di semplificazione dell’apparato burocratico che regola il trasporto marittimo, la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo della nostra industria nell’ottica di rinsaldare la storica vocazione marittima dell’Italia”.

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