LA GIORNATA

Von der Leyen: i dazi un errore, la nostra risposta sarà ferma

  • Proteste a Strasburgo, tensione sull’accordo Mercosur
  •  Georgieva (Fmi): l’Ia può portare a un aumento della produttività fino allo 0,8%, sarebbe enorme
  • Oice, nel 2025 messi in gara 2,8 mld. di servizi tecnici (+47,1 sul 2024)

21 Gen 2026 di Maria Cristina Carlini

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“I dazi aggiuntivi proposti” dal presidente Donald Trump “sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”: “l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Davos, evidenziando che la risposta europea sarà “ferma, unita e proporzionata”. “Consideriamo il popolo degli Usa non solo come nostri alleati, ma come amici. Trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico”, ha sottolineato. “Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un’opportunità per l’Europa. A mio avviso, il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo”, ha sottolineato, indicando che “oggi esiste un vero consenso su questo”. Al Forum di Davos, von der Leyen ha annunciato la presentazione a breve del 28mo regime. “L’obiettivo finale è creare una vera struttura societaria europea, che chiamiamo Eu Inc.: un insieme unico e semplice di regole, valido in tutta l’Unione, che consenta alle imprese di operare molto più facilmente tra gli Stati membri. Gli imprenditori potranno registrare un’azienda in qualsiasi Paese Ue entro 48 ore, completamente online, e beneficeranno dello stesso regime dei capitali in tutta l’Unione. In prospettiva, abbiamo bisogno di un sistema in cui le imprese possano fare affari e raccogliere finanziamenti senza attriti in tutta Europa, con la stessa facilità dei mercati uniformi come Stati Uniti o Cina”, ha spiegato. “Se faremo le cose nel modo giusto – e abbastanza in fretta – questo non aiuterà solo le imprese europee a crescere, ma attrarrà investimenti da tutto il mondo”, ha aggiunto. Inoltre,”stiamo lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell’Artico. Il primo principio è piena solidarietà con la Groenlandia e la Danimarca: la sovranità e l’integrità del loro territorio non sono negoziabili”. Nell’agenda europea, dopo l’accordo di libero scambio con il Mercosur, c’è anche un accordo con l’India. “C’è ancora del lavoro da fare, ma siamo alle soglie di un accordo commerciale storico” con l’India: “c’è chi lo definisce la madre di tutti gli accordi: un’intesa che creerebbe un mercato di 2 miliardi di persone, pari a quasi un quarto del Pil globale. E, cosa cruciale, che offrirebbe all’Europa un vantaggio da first mover con una delle economie più dinamiche e a più rapida crescita del mondo”, ha detto von der Leyen.  “L’Europa vuole fare affari con le potenze economiche di questo secolo. Dall’America Latina all’Indo-Pacifico e ben oltre, l’Europa sceglierà sempre il mondo. E il mondo è pronto a scegliere l’Europa”. Intanto, a tuonare contro i nuovi dazi è stato anche il presidente francese Emmanuel Macron, che li ha definiti  “inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”. “Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia”, con “oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte” e “un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”.

Trump, ‘un anno di successi, in America c’è il boom’

“Nessuno ha mai fatto nulla del genere, in America c’è il boom”: lo ha detto Donald Trump nel briefing con i media, esibendo uno dei pacchetti distribuiti alla stampa che evidenziano “365 vittorie in 365 giorni”. Il tycoon ha ribadito di aver ereditato il caos dall’amministrazione Biden e ha vantato quelli che ritiene i successi dei suoi primi 12 mesi. Mia moglie pensa che sia un genio della finanza come Warren Buffett. Mia moglie ha passato tutta la vita a criticarmi perché non sono abbastanza intelligente finanziariamente, Ora, invece, mi ama di più”, ha detto Donald Trump lodando i successi ottenuti dalla sua amministrazione. “Abbiamo messo fine alla stagflazione di Biden. Non abbiamo inflazione”, ha aggiunto Trump sottolineando che l’amministrazione sta attendendo la decisione della Corte Suprema sui dazi. “Non so come andrà il caso ma abbiamo incassato decine di miliardi di dollari. Se perdiamo è possibile che dovremo lavorare per restituirli”, ha spiegato.

 

Proteste a Strasburgo, tensione sull’accordo Mercosur

Tornano le proteste contro l’accordo Mercosur a pochi giorni dalla firma in Paraguay. Circa 5mila agricoltori hanno circondato ieri il Parlamento europeo di Strasburgo mentre nell’Aula è salita la tensione politica. La mobilitazione ha raccolto consensi trasversali: dai Verdi e dalle Sinistre fino ai sovranisti. Spaccata invece la maggioranza italiana. A sfilare accanto ai trattori – assieme a Confagricoltura, Coldiretti e Cia – sono stati infatti gli eurodeputati della Lega insieme al M5S. Il momento della verità arriverà mercoledì a mezzogiorno quando l’Aula dovrà decidere se rinviare il testo alla Corte di giustizia dell’Ue per un parere legale. Un escamotage messo a punto da un gruppo di eurodeputati, in larga parte francesi, dei Verdi, della Sinistra Ue e dei Liberali, con l’obiettivo di rallentare l’entrata in vigore dell’intesa con i Paesi latinoamericani. Uno scenario che la Commissione vuole evitare a ogni costo.  Oltre a Verdi, Sinistra e parte dei Liberali, il rinvio alla Corte Ue potrebbe trovare sponde anche tra le destre sovraniste dei Patrioti e di Ens, sempre pronte a ostacolare la presidente della Commissione. Sul fronte opposto invece Socialisti, Popolari e una parte consistente di Renew Europe e dei conservatori di Ecr. A rendere il quadro ancora più incerto pesano però le variabili nazionali: dal fronte del no si sfilano le delegazioni francesi di tutti i gruppi, mentre restano in bilico quelle polacche e irlandesi. Stando a calcoli fatti a tavolino a tarda notte dagli assistenti, si parla di un margine di 12 voti, troppo pochi per fare pronostici affidabili.

 Georgieva (Fmi): l’Ia può portare a un aumento della produttività fino allo 0,8%, sarebbe enorme

“Nella nostra analisi l’AI puo’ portare a un aumento della produttivita’ fra lo 0,1% e lo 0,8% che sarebbe enorme. Se ottenessimo un aumento della produttivita’ dello 0,8%, la crescita globale sarebbe oggi piu’ alta rispetto al periodo pre-pandemia. Con 0,1% invece sarebbe piu’ modesto”. E’ quanto ha detto la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale intervenendo al World Economic Forum a Davos a una tavola rotonda sull’AI. Secondo l’Fmi, i settori in cui l’AI sta aumentando la produttivita’ in modo piu’ evidente sono due. “Il primo e’ traduzione e interpretariato: siamo passati da 200 persone a 50, 150 sono state sostituite dall’AI. Il secondo e’ quello degli analisti di ricerca: li’, in realta’, siamo semplicemente in grado di fare molta piu’ ricerca di alta qualita’. In altre parole, si tratta di un miglioramento, non di una sostituzione”. Quello dell’Ia è “uno tsunami che colpisce il mercato del lavoro. E anche nei Paesi meglio preparati, non credo che siamo preparati a sufficienza”, ha detto Georgieva. “Al Fmi ci siamo chiesti quanto stiano davvero cambiando i posti di lavoro – ha detto Georgieva -. Abbiamo scoperto che nelle economie avanzate, negli Stati Uniti per esempio, leggendo gli annunci di lavoro, uno su dieci richiede una nuova competenza che prima non esisteva. Almeno una nuova competenza, forse due, tre o quattro. E queste persone ottengono salari più alti. Qual è l’impatto di questo? Questi lavoratori hanno più soldi in tasca. Vanno più spesso al ristorante, al cinema. Di conseguenza aumenta la domanda di lavoro poco qualificato nei servizi. E nel mezzo si crea una pressione, una compressione, per quei lavoratori nei posti che non vengono migliorati o che subiscono carichi maggiori”.

Lavrov a Meloni, ‘chi ci vuole parlare seriamente ci chiami. Le relazioni con l’Italia rimangono al livello più basso’

“Chi vuole parlare con noi in modo serio, ci chiami”. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha risposto alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e altri leader europei sulla necessità di aprire un dialogo con Mosca. I rapporti tra Russia e Italia rimangono al “livello più basso”, ha aggiunto Lavrov, stigmatizzando tra l’altro la cancellazione delle esibizioni di artisti russi in Italia. “Non mi aspettavo questo dall’Italia”, ha insistito il capo della diplomazia di Mosca.

Sisma 2012, il Cdm nomina De Pascale commissario alla ricostruzione

Il Governo, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha nominato oggi pomeriggio il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, quale Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori regionali colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012. ‘La nomina – spiega Musumeci – e’ finalizzata ad assicurare il coordinamento e l’efficace prosecuzione delle attivita’ di ricostruzione ancora in corso. Si stabilisce inoltre che l’incarico avra’ una durata pari allo stato di ricostruzione e, comunque, non oltre il termine del mandato politico. L’incarico e’ svolto senza corresponsione di compensi, gettoni di presenza, rimborsi spesa o altri emolumenti a carico della finanza pubblica’.

Maggioranza divisa sulla nomina del presidente Consob, il Cdm rinvia

Fumata nera per il nuovo presidente della Consob. E’ stata rinviata la decisione del Consiglio dei ministri, sull’avvio della procedura di nomina del nuovo presidente della Consob. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni, deputato della Lega, secondo le indiscrezioni della vigilia era il principale candidato alla successione dell’attuale presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa, il cui incarico scade l’8 marzo. Ma a frenare è stata Forza Italia. “Di questa cosa se ne occupa il nostro leader di partito Antonio Tajani. Segnalo solamente che non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione”, ha detto il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. “Secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza. La tratteranno i leader nelle prossime ore. Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”, ha concluso. Poi è arrivata la posizione di Fdi spiegata da Marco Osnato:  il sottosegretario all’Economia “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo” alla Consob “ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. In mezzo è arrivato l’endorsement del segretario della Lega Matteo Salvini: “Freni è stato un bravissimo sottosegretario dell’economia, quindi penso che possa fare con altrettanta capacità altri ruoli”. E anche il sostegno a Freni di Maurizio Lupi, leader di Nm: “Evitiamo veti pregiudiziali, soprattutto in un momento così delicato per l’economia italiana, sottoposta alle tensioni della situazione internazionale. Non sempre, peraltro, i ‘tecnici’ si dimostrano migliori”. Durante il Consiglio dei ministri, durato ieri pomeriggio circa venti minuti, FI avrebbe ribadito la propria posizione. Nella discussione, riferiscono fonti dell’esecutivo, c’è chi, pur senza esprimere preclusioni nei confronti di Freni, ha sollevato anche il tema della necessità di avere come presidente una figura indipendente, prospettando anche il rischio di rilievi sulla nomina da parte della Corte dei conti. Sarebbe stata anche valutata l’ipotesi di avviare la nomina di Freni alla Consob ma solo come “componente”. Poi, a quanto si apprende, il governo ha deciso di congelare la nomina, con il rinvio della decisione, anche per approfondimenti sul requisito di indipendenza del futuro presidente.

La Camera approva il dl ex Ilva con 136 sì, è legge. Ulteriore finanziamento per 149 mln

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva con 136 voti a favore, 96 contrari e 4 astenuti, il decreto-legge ex Ilva. Il provvedimento che contiene misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti è legge. Il provvedimento autorizza AdI ad utilizzare i 108 milioni residui trasferiti da Ilva per garantire la continuita’ operativa degli impianti, mentre con una modifica introdotta in Commissione a Palazzo Madama e’ stata prevista la possibilita’ di un ulteriore finanziamento fino a 149 milioni per il 2026 in favore di Ilva se la procedura di cessione a terzi non si conclude entro il 30 gennaio 2026, sempre con la finalita’ di consentire la prosecuzione dell’attivita’ produttiva.

Oice, nel 2025 messi in gara 2,8 mld. di servizi tecnici (+47,1 sul 2024)

Nel 2025 sono stati mandati in gara servizi tecnici di ingegneria e e progettazione per 2,8 miliardi di euro, il 47,1% in piu’ rispetto all’anno prima, mentre nel mese di dicembre 2025 si e’ registrato un ‘vero e proprio boom’ con 708,7 milioni di euro di importi di gara, ‘la migliore performance di fine anno di sempre’. Lo dice l’Oice – associazione delle societa’ di ingegneria – in una nota che riassume il bilancio del 2025 delle gare pubbliche di progettazione e servizi tecnici, in base alle rilevazioni dell’osservatorio Oice/Informatel. Il report segnala che rispetto al 2024 sono piu’ che raddoppiati gli accordi quadro, che nel 2025 pesano per 1.580,2 milioni di euro (+158,9%). Forte crescita anche per gare di importo sopra la soglia comunitaria che nel 2025 sono cresciute del 66,5% in valore e del 12,1% in numero. Forte aumento anche per i bandi di progettazione, arrivati a 889,9 milioni di euro (+83,2% sul 2024). “L’aggiornamento di fine anno sul mercato dei servizi tecnici – si legge nella nota – consente di fare un bilancio particolarmente positivo”. ‘Siamo particolarmente soddisfatti che il 2025 sia andato ben oltre le nostre previsioni – commenta il presidente dell’Oice Giorgio Lupoi – invertendo nettamente, con quasi un +50%, il dato del 2024 che a questo punto speriamo rimanga un caso isolato: tre mesi fa avevamo stimato un 2025 a 2,1 miliardi ma a dicembre le stazioni appaltanti sono state particolarmente dinamiche determinando un’accelerazione mai vista negli anni scorsi’. ‘Il quadro – conclude Lupoi – e’ quindi positivo, sia per la ‘coda’ del Pnrr e delle altre opere programmate, che comunque saranno portate a termine tramite altre forme di finanziamento, sia per questi nuovi bandi’. Il presidente dell’Oice segnala anche tre criticita’: ‘il raddoppio degli accordi quadro rende sempre attuale il tema della certezza delle attivazioni e delle garanzie richieste, spesso eccessive; l’aumento della domanda e la necessita’ di attrezzarsi per farvi fronte riporta alla necessita’ di anticipazioni obbligatorie, quando richieste dall’operatore economico, e di livello almeno pari al 20% come negli altri settori; il livello di bandi anomali rimane inalterato, segno che la deregulation del codice appalti e l’eccesso di discrezionalita’ assegnato alle stazioni appaltanti crea piu’ problemi che benefici soprattutto in tema di par condicio, di concorrenza e di accesso al mercato’.

Milleproroghe, Fioravanti in audizione: dal riparto TPL alla mobilità volontaria, le richieste Anci

Proroghe per utilizzare i criteri del 2025 per il riparto delle risorse del tpl; deroga dell’obbligo della mobilità volontaria preventiva e del termine per la registrazione nell’RNA (Registro Nazionale Aiuti di Stato): queste le principali richieste illustrate da Marco Fioravanti, presidente del Consiglio nazionale Anci e sindaco di Ascoli Piceno stamani in audizione davanti alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, nell’ambito della conversione del decreto ‘Milleproroghe’. Fioravanti ha anche sollecitato la proroga del termine di efficacia per la pubblicazione provvedimenti TARI 2025, quella di 15 anni del periodo di rateizzazione del ripiano dell’eventuale disavanzo da iscrizione del Fondo anticipazione di liquidità (enti locali in dissesto) ed una migliore definizione della disciplina del FAL e degli interessi applicabili ai debiti in caso di dissesto. Anci ha segnalato altresì la necessità di rinviare le modalità di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche e, sul versante degli investimenti, dei termini dell’affidamento (al 30 aprile 2026), di fine lavori (al 30 settembre 2026), e per la salvaguardia delle opere medie concluse o in corso. Fioravanti ha poi ricordato l’opportunità di prevedere una proroga sulla salvaguardia delle indennità per gli amministratori locali e sull’utilizzo delle economie del Fondo per le assunzioni dei segretari comunali nei piccoli Comuni. Nello specifico, si tratta “di un’ulteriore proposta emendativa senza cui – ha rilevato il sindaco di Ascoli – gli enti che hanno già ricevuto il contributo ma non hanno fatto in tempo ad utilizzarlo per effetto dei tempi tecnici necessari per il reclutamento a tempo determinato o per l’assegnazione del segretario comunale da parte del ministero dell’Interno, saranno costretti a restituire il contributo”. Infine, Anci ha chiesto un rinvio sulle disposizioni in materia di incarichi di vicesegretario comunale e del cosiddetto ‘turn over’ dinamico, misura di fondamentale importanza per le assunzioni nelle Unioni di Comuni.

Pontecorvo (Leonardo): nessuna ipotesi di fusione con Fincantieri

Nessuna ipotesi di fusione tra Leonardo e Fincantieri. A precisarlo è stato il presidente del gruppo dell’aerospazio e difesa, Stefano Pontecorvo. “In riferimento alle dichiarazioni da me rilasciate e successivamente riportate da alcuni organi di stampa nazionali, desidero – in qualità di Presidente di Leonardo – fornire una doverosa precisazione al fine di evitare ricostruzioni inesatte”, ha dichiarato in una nota. “In occasione della mia partecipazione all’inaugurazione di Shield – Strategic Hub for Integrated Education on Leadership & Defense presso l’Università Bocconi, ho pronunciato, in tono evidentemente scherzoso, una battuta in merito a una possibile fusione tra Leonardo e Fincantieri – chiarisce Pontecorvo – . Mi preme precisare che tale affermazione è priva di qualsiasi intento programmatico o anticipazione strategica, e pertanto non riflette alcuna ipotesi attualmente in discussione né tantomeno l’esistenza di dossier formali relativi ad operazioni industriali tra le due società”.

Alstom: 4,8 mld vendite nel terzo trimeste, ordini piu’ che raddoppiati a 9,6 mld

Alstom, societa’ attiva nella mobilita’ intelligente e sostenibile, ha chiuso il terzo trimestre dell’anno fiscale 2025/2026 con ordini piu’ che raddoppiati a 9,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale precedente e un fatturato in aumento del 2,6% a 4,8 miliardi di euro. Al netto degli effetti valutari negativi, il fatturato organico e’ aumentato del 5,9%. Nei nove mesi gli ordini acquisiti ammontano a 20 miliardi e il fatturato a 13,9 miliardi (+3%). Il portafoglio ordini, al 31 dicembre 2025, ha raggiunto i 100,3 miliardi di euro. “Il continuo successo di Alstom nell’ottenere contratti storici sottolinea la nostra leadership nella fornitura di soluzioni ferroviarie innovative, sostenibili e integrate su larga scala. Progetti importanti stanno procedendo, con il lancio della nuova metropolitana di Parigi a ottobre, metropolitane e sistemi di segnalamento in India, nonche’ la soluzione ad altissima velocita’ Avelia Horizon che sta entrando nella fase finale del processo di approvazione. Insieme, questi risultati riflettono la nostra capacita’ di realizzare progetti complessi in diverse regioni e consentono ad Alstom di raggiungere gli obiettivi prefissati per l’intero anno”, ha dichiarato in una nota il ceo Henri Poupart-Lafarge. La societa’ prevede, per l’esercizio finanziario in corso, una crescita organica delle vendite superiore al 5% e un margine Ebit intorno al 7%. La generazione di flusso di cassa libero e’ stimato tra 200 e 400 milioni di euro.

Erg porta avanti riposizionamento geografico, compra in Uk e vende in Svezia

In conformità con le linee guida del piano industriale che prevedono un riposizionamento geografico, Erg annuncia il signing e contestuale closing di due importanti operazioni nel Regno Unito ed in Svezia. ERG, attraverso la propria controllata ERG UK Holding Ltd, ha acquisito da OnPath Energy Midco Limited, controllata da OnPath Energy, storico sviluppatore di impianti rinnovabili attivo nel Regno Unito, il 100% di un gruppo di società di diritto inglese proprietarie di sette impianti eolici onshore operativi nel Nord dell’Inghilterra, per una capacità installata totale di 73 MW. I parchi acquisiti, tutti supportati da Renewable Obligation Certificates (ROC) con una durata media residua di nove anni, sono entrati in esercizio tra il 2011 e il 2017 e contribuiranno ai risultati di Gruppo già a partire dal 2026. Nel 2024 il portafoglio ha registrato una produzione di 174 GWh ed un Ebitda di circa 18 milioni di sterline (pari a circa 21 milioni di euro). Gli impianti si trovano in diverse contee del Nord dell’Inghilterra ed hanno una produzione annua stimata in circa 173,3 GWh, con una producibilità di 2.387 ore equivalenti, corrispondenti a 65 kt di emissioni di CO2 evitate ogni anno, pari al fabbisogno energetico di circa 40.000 famiglie. L’enterprise value dell’operazione ammonta a circa 97 milioni di sterline. In parallelo ERG, attraverso la propria controllata ERG Power Generation S.p.A., ha ceduto a Nordetic AB, società del gruppo eNordic, Indipendent Power Producer operante nei paesi nordici di proprietà del fondo Ardian, il 100% di ERG Sweden Holding AB, proprietaria di Furukraft AB, società proprietaria del parco eolico di Furuby, situato in Svezia. L’impianto eolico ha una capacità installata di 62 MW, entrato in esercizio nel novembre del 2022, nel 2024 ha registrato una produzione annua di 134 GWh ed un Ebitda di 6,3 milioni di euro. L’enterprise value dell’operazione è di 71 milioni di euro e potrà essere incrementato fino ad un massimo di 6 milioni di euro grazie a meccanismi di earn-out legati alle future produzioni dell’impianto. Paolo Merli, ceo di ERG, ha commentato: “Con queste due operazioni diamo il via ad una strategia di rifocalizzazione geografica finalizzata all’uscita da paesi “non core”, come la Svezia, per consolidare mercati strategici con una presenza industriale significativa, come il Regno Unito. Il portafoglio acquisito in Inghilterra ha, peraltro, importanti opportunità di repowering nel medio termine, area di sviluppo in cui il gruppo vanta una grande competenza. Grazie a questo accordo il Regno Unito, con 412 MW, diventa per capacità installata il terzo Paese del Gruppo, consolidando il nostro posizionamento tra i primi dieci operatori eolici onshore. Da un punto di vista finanziario le due operazioni risulteranno accrescitive in termini di Ebitda e Utile Netto con un impatto limitato sull’indebitamento di gruppo”.

Tlc, Di Raimondo (Asstel): il 2026 deve essere l’anno della svolta

“Il 2026 deve rappresentare l’anno di svolta per il settore delle telecomunicazioni in Italia. Le Tlc sono l’abilitatore digitale del Paese e senza una loro piena sostenibilità industriale ed economica non è possibile garantire crescita, competitività e innovazione per il futuro digitale del Paese”. Lo ha affermato Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, intervenendo alla conferenza conclusiva del progetto Restart “Shaping Horizons in Future Telecommunications”.
Tra i punti chiave individuati da Asstel: stesse regole per tutti, per attrarre gli investimenti servono regole eque, chiare, moderne in Italia e in Europa; investimenti sostenibili che garantiscano un adeguato ritorno economico alle imprese, la crescita passa dallo sviluppo di infrastrutture digitali, veloci, diffuse, sicure in tutto il Paese; allocazione non onerosa delle frequenze; energia a costi competitivi, regole e incentivi che considerino la Filiera alla pari con gli altri settori considerati energivori; la realizzazione di una visione industriale per i call center e il contrasto al dumping contrattuale; puntare sulle persone per crescere, formazione permanente focalizzata sulle competenze a prova di futuro e politiche per il lavoro moderne. Ampio spazio è stato dedicato al nodo delle competenze, indicato come leva decisiva per lo sviluppo del settore. Infine, un focus sul Digital Network Act, che “va nella giusta direzione perché riconosce che la competitività digitale europea passa dalle reti, dagli investimenti e da una visione coerente ed equa della catena del valore di Internet. Funzionerà se saprà spostare il baricentro su semplificazione e investimenti sostenibili” ha concluso Di Raimondo ricordando la necessità di una regolazione di livello europeo per il mercato digitale.

Hydro Extrusion Italy: primo tavolo al Mimit sul sito di Feltre

Primo tavolo di confronto al Mimit sulla crisi di Hydro Extrusion Italy, azienda attiva nella produzione di alluminio a basse emissioni di carbonio e nelle energie rinnovabili, che ha annunciato la possibile chiusura entro il 2026 dello stabilimento di Feltre (BL), dove lavorano circa 250 dipendenti. Nel corso dell’incontro – convocato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, in stretta sinergia con la Regione Veneto e con le istituzioni locali – Hydro ha confermato la propria disponibilità a individuare una soluzione industriale. “La nostra priorità, condivisa dalle parti sociali e dalle istituzioni del territorio, è quella di garantire la piena continuità produttiva del sito di Feltre e la tutela dei livelli occupazionali”, ha dichiarato il ministro Urso a margine del tavolo. L’azienda ha annunciato che provvederà a nominare a stretto giro un advisor, che parteciperà ai prossimi incontri del tavolo con il compito di individuare soggetti industriali solidi e affidabili interessati al rilancio del sito. Il Mimit, dal canto suo, ha ribadito che la soluzione dovrà essere industrialmente solida e duratura e assicurare, al contempo, la valorizzazione e la tutela dei livelli occupazionali. Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 11 febbraio per approfondire i passaggi operativi successivi.

Bocconi e Polimi rafforzano Tef, polo tecnologia avanzata per la crescita di nuove imprese

L’università Bocconi e la Fondazione Politecnico di Milano hanno deliberato il trasferimento in Tech Europe Foundation (Tef) delle rispettive attività di supporto alla nascita e crescita di nuove imprese. L’operazione prevede il conferimento da parte della Fondazione Politecnico di Milano di PoliHub., il deep tech hub del Politecnico di Milano, e, in parallelo, da parte della Bocconi, del suo hub imprenditoriale – Bocconi for Innovation (B4i) – e del relativo fondo di Venture Capital B4i Fund SIS.
“Con questa operazione – rileva in una nota Ferruccio Resta, presidente di Tech Europe Foundation – le due università lanciano un segnale chiaro: per competere su scala internazionale è necessaria massa critica, mettendo a sistema competenze e risorse”.”L’unione dei due incubatori in Tef segna una svolta radicale. Un’operazione che per il Politecnico di Milano rappresenta un passo decisivo in oltre vent’anni di esperienza nell’incubazione d’impresa”, evidenzia Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano. “L’integrazione in Tech Europe Foundation consente a Bocconi di portare in un progetto comune la propria esperienza nella formazione imprenditoriale, nella costruzione di dealflow qualificato e nel dialogo con la finanza, mettendola a sistema con l’eccellenza tecnologica del Politecnico”, sottolinea Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi.

Consob: Piazza Affari +28,8% nel 2025, vale quasi la metà del Pil italiano

Si rafforza l’attività dei mercati finanziari italiani nel 2025: la capitalizzazione complessiva delle società vigilate dalla Consob ha registrato una crescita significativa (+28,8%), portando il valore di mercato delle azioni scambiate vicino alla metà del Pil italiano (48%), il valore più alto dall’avvio delle rilevazioni della Consob (2010). Inoltre, l’aumento degli scambi si è consolidato e il numero di società quotate e ammesse alle negoziazioni, seppur in calo rispetto al 2024, nella seconda parte dell’anno è tornato a salire. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’ultimo Bollettino statistico, sezione Mercati, pubblicato dalla Consob, relativo al secondo semestre 2025. A fine dicembre le società quotate su mercati regolamentati italiani o ammesse alle negoziazioni su sistemi multilaterali di negoziazione, sottoposte alla vigilanza della Consob, sono risalite a 426 – di cui 411 con sede legale in Italia – dalle 423 di giugno. Un numero che resta inferiore rispetto alle 434 unità di fine 2024, confermando una riduzione del perimetro su base annua, ma che nel secondo semestre interrompe la tendenza decrescente dei periodi precedenti. Nonostante il numero di società in contrazione rispetto al 2024, il valore totale in Borsa è cresciuto. La capitalizzazione complessiva è salita in modo netto: da circa 836 miliardi di euro a fine 2024, a circa 1.077 miliardi a fine 2025 (+28,8%). L’incremento ha interessato in misura marcata le 411 società italiane, la cui capitalizzazione è aumentata del 40,6%, grazie in particolare al settore finanziario. In coerenza con questo andamento, il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e prodotto interno lordo è cresciuto nel corso dell’anno, passando da circa 38% a fine 2024 a valori prossimi al 48% a fine 2025. Anche sul fronte dell’attività di negoziazione c’è stato un rafforzamento diffuso. Nel 2025 il controvalore degli scambi azionari delle società vigilate è cresciuto del 30% circa rispetto al 2024. In aumento significativo quello degli scambi di titoli di Stato italiani (+39% circa), mentre resta sostanzialmente stabile l’attività sulle obbligazioni degli emittenti italiani diversi dallo Stato. In continua crescita gli scambi di Etf e di strumenti finanziari derivati cartolarizzati (Etc ed Etn), con un aumento che supera il 44%. In calo deciso, invece, gli scambi di fondi comuni (-45%). Moderato l’incremento delle negoziazioni di derivati (+12%), in crescita anche quelli di covered warrant e certificate (circa +25%). Guardando alle piattaforme di negoziazione, prosegue il ridimensionamento del mercato regolamentato Euronext Milan: a fine anno le quotate erano 198, in calo rispetto alle 202 di fine giugno e alle 209 di fine 2024, senza nuove ammissioni. Sul segmento dedicato alle piccole e medie imprese, Euronext Growth Milan, dopo un avvio debole c’è stato invece un recupero nel secondo semestre: da 204 società a fine giugno si sale a 211 a fine dicembre, un livello prossimo a quello del 2024.

“Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”: presentato il Position Paper per un sistema dei trasporti più inclusivo

Si è tenuto ieri a Bologna il convegno dedicato al tema “Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”. Durante l’evento promosso da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Associazione Sipotra, Associazione FederMobilità, ASSTRA, TPER SPA è stato presentato il Position Paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne” propedeutico al confronto per disegnare un sistema di trasporto più inclusivo, flessibile e sicuro e per valorizzare le professioni delle donne nella mobilità. Nato dalle esperienze in corso e dai percorsi per la certificazione Parità di Genere UNI PdR 125/2022, hanno assicurato la propria adesione all’evento anche una ventina di aziende, associazioni e realtà che lavorano quotidianamente sulla mobilità e le professioni delle donne. Le relatrici ed i relatori hanno preso parte alle sessioni di dibattito sui temi proposti dal position paper, analizzando i dati relativi al gender gap, che caratterizza la domanda di mobilità, la percezione della sicurezza e il mercato del lavoro nel settore dei trasporti. Lo studio evidenzia come la domanda di mobilità femminile in Italia sia caratterizzata da una maggiore erraticità e flessibilità rispetto a quella maschile, che segue modelli di pendolarismo; più rigidi legati alla maggiore presenza degli uomini nel mercato del lavoro nazionale.
I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort rivelano che  Il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% di quelli degli uomini.
Le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile (34,5%), ricorrendo più spesso al trasporto pubblico (8,5%) e agli spostamenti
a piedi (23%) rispetto agli uomini. Resta però marcato il divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1% degli spostamenti femminili è motivato da ragioni professionali, contro il 31% di quelli maschili. Secondo i dati ISTAT 2024 sulla incidentalità sulle strade italiane, sono morti 3.030 persone di cui 80,1% sono uomini ed il 19,9% sono donne. Uno dei temi centrali del documento è la sicurezza percepita. Secondo i dati ISTAT, le donne hanno una probabilità doppia rispetto agli uomini di sentirsi insicure quando escono da sole la sera (16,4% contro 7,4%). Questa percezione incide profondamente sulle scelte di mobilità, spingendo molte donne ad abbandonare il trasporto pubblico nelle ore notturne a favore dell’auto privata, spesso ritenuta — a torto — l’unica alternativa sicura. Il Position Paper evidenzia come, per decenni, la pianificazione urbana sia stata improntata a una presunta “neutralità al maschile”, trascurando esigenze fondamentali per le donne in termini di illuminazione, visibilità e accessibilità. Il settore dei trasporti e della logistica rimane fortemente a trazione maschile, con una presenza femminile che si attesta solo al 22% e cala drasticamente nei ruoli apicali e operativi, come la guida dei mezzi. Tuttavia, esperienze come quelle del Gruppo FS (con il progetto Women in Motion) e di TPER (con la rete Capo D) dimostrano che investire in politiche di welfare, certificazione di genere e orientamento verso le carriere STEM può colmare il divario e favorire l'innovazione.
Il convegno punta, pertanto, a promuovere un pacchetto di azioni concrete per una mobilità più equa, con una serie di proposte ed azioni rivolte ad istituzioni, aziende, politiche tra cui rafforzare la disponibilità di dati disaggregati per genere, per comprendere in modo più accurato i reali modelli di spostamento; definire criteri guida per lo spazio pubblico ispirati ai principi della natural surveillance (vedere ed essere viste) e all’eliminazione delle barriere architettoniche, a beneficio di passeggini, persone con carichi e utenti fragili; sviluppare servizi innovativi, più flessibili e tariffe dinamiche, come i sistemi pay as you go o le fermate a richiesta nelle ore notturne; prevedere incentivi per le aziende che conseguono la certificazione per la parità di genere. per la valorizzazione del lavoro delle donne nella mobilità. La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro, ma deve essere riconosciuta come uno strumento di democrazia e di parità. Progettare una città che funzioni per le donne significa, infatti, progettare una città più sicura e accessibile per tutti: bambini, anziani e per l’intera comunità.

Nhood completa la cessione del Centro Commerciale Casamassima

Nhood Services Italy, società internazionale specializzata nel commercial real estate e nella rigenerazione urbana, ha agito in qualità di financial advisor nell’operazione di cessione del Centro Commerciale Casamassima, in Puglia. L’asset di 100.000 mq è stato acquisito da Klepièrre e costituisce il principale polo retail dell’area metropolitana di Bari e tra i più rilevanti della regione Puglia. In particolare, il dipartimento Capital Markets and M&A Advisory di Nhood ha supportato la precedente Proprietà in tutte le attività propedeutiche alla vendita, inclusa l’assistenza alla negoziazione e fino al signing e closing della transazione, attivando il team dedicato composto da Dario Ferraina – Capital Markets and M&A Advisory Italy Director, Marco Fuggetta – Capital Markets and M&A Advisory Manager, con il coordinamento internazionale di Federico Valentini – Head of Capital Markets and M&A Advisory. L’operazione ha visto inoltre il supporto legale e fiscale di Nctm ADVANT, con un team legale composto dall’avv. Luigi Croce – Partner, Valentina Bartolini – Managing Associate, e Rossella Vaiano – Managing Associate, e un team fiscale guidato da Federico Trutalli – Partner, e Andrea Mantellini – Counsel. Con questa operazione, Nhood consolida la propria leadership nel settore dei servizi al commercial real estate, rispondendo alle esigenze di un mercato sempre più complesso. La società mette infatti a disposizione dei propri partner competenze specialistiche che integrano visione finanziaria, capacità operative, relazioni internazionali e al contempo una profonda conoscenza dei territori.

 

 

 

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