IL 9° RAPPORTO OICE SULLA DIGITALIZZAZIONE

Progettazioni in BIM: gli obblighi di legge spingono i bandi ma solo uno su tre ha capitolato informativo

10 Apr 2026 di Giorgio Santilli

Bandi BIM a quota 638 nel 2025 (+81% in numero e +151% in valore sul 2024). Ma la strada verso la maturità delle PA è lunga se non esprimono le proprie esigenze in gara. Demanio, Difesa e Anas fanno il 40% del totale. Lupoi: “Digitalizzazione e IA percorsi ineluttabili ma occorre organizzarsi, investire e studiare per cogliere tutte le opportunità; anche per il BIM va rivisto il decreto parametri”.

Analisi dei documenti della gara di appalto e predisposizione dell’offerta nei processi per l’affidamento dei contratti pubblici tramite IA

10 Apr 2026 di Angelo Ciribini

Vi è, in premessa, da dire che è presumibile che, ben presto, si smorzerà, parzialmente, l’entusiasmo da parte delle parti in causa (principalmente, nel caso presente, dei concorrenti nei processi di affidamento dei servizi e dei lavori) per l’Intelligenza Artificiale Generativa poiché è immaginabile che il ricorso a questo tipo di dispositivi migliori qualitativamente, ma pure quantitativamente, la capacità di analizzare i documenti di gara e di predisporre le offerte metodologicamente, ma, altresì, originando da modelli fondazionali comuni o simili, è possibile che conduca a un innalzamento del livello in termini di mediocrità (nel senso letterale), rendendo sempre meno distinguibili e competitive le proposte dei candidati.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La manodopera tra obbligo di scorporo e libertà di ribasso condizionato

10 Apr 2026 di Gabriella Sparano

Una delle questioni più controverse e frequentemente oggetto di contenzioso riguarda la ribassabilità dei costi della manodopera. Nonostante la giurisprudenza abbia ormai chiarito il significato dell’articolo 41, comma 14, del Codice, permangono incertezze applicative tra gli operatori economici e, spesso, tra le stesse stazioni appaltanti.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La trasparenza dichiarativa come presupposto dell’affidabilità dell’operatore economico

03 Apr 2026 di Gabriella Sparano

Fin dai primi articoli dedicati ai principi generali, il Dlgs. 36/2023 chiarisce che la corretta gestione delle procedure di affidamento si fonda su un rapporto di collaborazione leale e trasparente tra operatori economici e stazione appaltante, orientato al perseguimento dell’interesse pubblico. In questa prospettiva, infatti, gli articoli 2 e 5 delineano un modello in cui, da un lato, l’operatore economico è tenuto a garantire chiarezza e completezza informativa, e, dall’altro, la stazione appaltante esercita una valutazione autonoma, responsabile e sostanziale.

In questo contesto, è evidente che assumono particolare rilievo le problematiche relative alle omissioni dichiarative dell’operatore economico, che possono configurare un illecito professionale e richiedere alla stazione appaltante di verificare non solo ciò che è stato dichiarato, ma anche se il patrimonio informativo acquisito sia completo e idoneo a sostenere una decisione consapevole sull’affidabilità dell’operatore economico.

Vediamo,  quindi,  i criteri interpretativi e le indicazioni operative per affrontare tali questioni in modo coerente con i principi del Codice.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La domanda di partecipazione: che cos’è e perché è così importante per la gara

27 Mar 2026 di Gabriella Sparano

Nel sistema delineato dal Dlgs. 36/2023, la domanda di partecipazione ha assunto una centralità che, nel sistema previgente, non aveva, consistendo allora in una mera dichiarazione di volontà partecipativa alla procedura di affidamento e per questo ritenuta meno pregnante rispetto ad altri documenti da inserire nel plico di gara (per esempio, il DGUE). Oggi, invece, grazie al nuovo Codice e alla giurisprudenza più recente, la domanda di partecipazione è assurta a documento autonomo, primario e costitutivo della partecipazione alla gara. (…)

Indici prezzi in ritardo e scostamenti dalla realtà: salta l’equilibrio economico dei contratti, SA in difficoltà

26 Mar 2026 di Gabriella Sparano

Il sistema di revisione dei prezzi introdotto dal Decreto Legislativo 36/2023 e poi definito dal Correttivo del 2024 nasce con un obiettivo chiaro: garantire l’equilibrio economico dei contratti pubblici in presenza di oscillazioni significative dei costi, senza compromettere la certezza della spesa pubblica. 

Tuttavia, la attuale congiuntura internazionale, rappresentata dalla guerra in Medio Oriente, sta mettendo in luce, in maniera sempre più netta e crescente, i limiti strutturali del modello revisionale codicistico, rivelando un vero e proprio cortocircuito tra indici ufficiali e prezzi effettivi. (…)

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