Appalti
La trasparenza dichiarativa come presupposto dell’affidabilità dell’operatore economico
Fin dai primi articoli dedicati ai principi generali, il Dlgs. 36/2023 chiarisce che la corretta gestione delle procedure di affidamento si fonda su un rapporto di collaborazione leale e trasparente tra operatori economici e stazione appaltante, orientato al perseguimento dell’interesse pubblico. In questa prospettiva, infatti, gli articoli 2 e 5 delineano un modello in cui, da un lato, l’operatore economico è tenuto a garantire chiarezza e completezza informativa, e, dall’altro, la stazione appaltante esercita una valutazione autonoma, responsabile e sostanziale.
In questo contesto, è evidente che assumono particolare rilievo le problematiche relative alle omissioni dichiarative dell’operatore economico, che possono configurare un illecito professionale e richiedere alla stazione appaltante di verificare non solo ciò che è stato dichiarato, ma anche se il patrimonio informativo acquisito sia completo e idoneo a sostenere una decisione consapevole sull’affidabilità dell’operatore economico.
Vediamo, quindi, i criteri interpretativi e le indicazioni operative per affrontare tali questioni in modo coerente con i principi del Codice.
L’illegittimità della gara per affidamento diretto: il TAR di Napoli riafferma la facoltà del principio di semplificazione
Prossimità territoriale e parità di genere: il richiamo di ANAC alle stazioni appaltanti per procedure di gara trasparenti e in par condicio
I tre chiarimenti della Corte dei Conti sugli incentivi tecnici: efficacia retroattiva, rinnovo o proroga contrattuale e in house
Grave illecito professionale: la stazione appaltante è chiamata a dare una propria valutazione sull’incidenza di un “fatto patologico” precedente sull’affidamento in corso
Il superminimo blindato garantisce l’equivalenza economica del CCNL
La domanda di partecipazione: che cos’è e perché è così importante per la gara
Nel sistema delineato dal Dlgs. 36/2023, la domanda di partecipazione ha assunto una centralità che, nel sistema previgente, non aveva, consistendo allora in una mera dichiarazione di volontà partecipativa alla procedura di affidamento e per questo ritenuta meno pregnante rispetto ad altri documenti da inserire nel plico di gara (per esempio, il DGUE). Oggi, invece, grazie al nuovo Codice e alla giurisprudenza più recente, la domanda di partecipazione è assurta a documento autonomo, primario e costitutivo della partecipazione alla gara. (…)
Indici prezzi in ritardo e scostamenti dalla realtà: salta l’equilibrio economico dei contratti, SA in difficoltà
Il sistema di revisione dei prezzi introdotto dal Decreto Legislativo 36/2023 e poi definito dal Correttivo del 2024 nasce con un obiettivo chiaro: garantire l’equilibrio economico dei contratti pubblici in presenza di oscillazioni significative dei costi, senza compromettere la certezza della spesa pubblica.
Tuttavia, la attuale congiuntura internazionale, rappresentata dalla guerra in Medio Oriente, sta mettendo in luce, in maniera sempre più netta e crescente, i limiti strutturali del modello revisionale codicistico, rivelando un vero e proprio cortocircuito tra indici ufficiali e prezzi effettivi. (…)
La garanzia provvisoria è inesistente se non è digitale fin dall’origine: la sentenza del Consiglio di Stato
Costruzioni, il digitale è presupposto di legittimità. Deldossi (Ance): “Raccogliere dati ad hoc per prendere decisioni per tempo”
Dal 7 aprile cambia l’articolo 67 del Codice dei contratti pubblici: niente stravolgimenti ma un affinamento per le pmi in consorzio
La gestione dei contratti attivi della PA: i chiarimenti della sentenza del Tar Palermo
L’IA Agentica nelle gare di appalto pubbliche: collusioni e diversità algoritmiche tra candidati e stazioni appaltanti
Iscrizione e domanda di iscrizione nella White List antimafia: differenza e conseguenze per operatori economici e stazioni appaltanti
Codice appalti, quando è legittimo il ribasso totale sulla quota variabile dei servizi tecnici
Collegialità e riservatezza della valutazione nell’era digitale, il CdS: nessun obbligo di seduta comune, il download dei file non lede
Il cortocircuito OS21: urge l’intervento del legislatore
Era ampiamente prevedibile: il Comunicato n. 3 del 25 febbraio 2026 del Presidente ANAC (ne abbiamo parlato qui https://diariodiac.it/dl-pnrr-4marzo/) ha sollevato un polverone tra le stazioni appaltanti. (…)
Stretta alla qualificazione delle stazioni appaltanti, ma nei lavori si sente meno. Per ogni SA ci sono 2,4 PA convenzionate a CC
L’apertura del secondo biennio a luglio 2025 cancella 245 SA già qualificate nelle forniture e servizi (ora sono 3.045). Il settore dei lavori registra 2.858 SA grazie anche alla “clausola di salvaguardia” che ne salva il 21,5% per un anno.
Il codice appalti italiano e il “protocollo Giubileo” nella proposta delle Regioni europee (firmata Gualtieri)
Il parere del comitato: “Troppo rigore e vincoli amministrativi eccessivi su comuni e Regioni. Si tenga conto delle nostre posizioni in tutto il percorso di riforma. Introdurre il principio di risultato”. Genovesi (Cgil): “Le tutele del codice italiano su clausole sociali, contratti collettivi e responsabilità nelle filiere possono diventare modello di riferimento a livello Ue”.