Appalti
Appalti pubblici più verdi: il programma 2026 del Mase in materia di CAM
Consip, nel 2026 in programma 132 gare. Al 6 febbraio pubblicate 8 procedure per 4,5 miliardi
Crescita del 23% rispetto al 2025. La strategia della società (nella foto il presidente Stefano Tomasini) è consolidare gli acquisti pubblici come leva strutturale di innovazione e qualificazione della spesa, in una fase in cui digitalizzazione, transizione energetica e modernizzazione dei servizi pubblici richiedono strumenti contrattuali sempre più evoluti e capacità di programmazione anticipata.
Dopo la sentenza CGUE non c’è obbligo di disapplicare l’art. 193 ma tutte le gare aperte sono a rischio. Anche la disapplicazione del solo diritto di prelazione non mette al riparo da contenziosi
Con decisione resa in causa C-810/24 lo scorso 5 febbraio, la Corte di Giustizia ha sancito il contrasto con l’art. 3, par. 1, della direttiva 2014/23/UE, in combinato con l’art. 49 TFUE, nonché con gli artt. 30 e 41 ed il considerando 68 di detta direttiva, della normativa italiana attributiva del diritto di prelazione all’operatore economico che propone all’Amministrazione un investimento assistito da finanziamento privato ritenuto di pubblico interesse, da esercitarsi nella gara bandita su tale proposta ai sensi della disciplina dei contratti pubblici, laddove il proponente non ne risulti, di suo, aggiudicatario. (…)
Progettazione post-Pnrr, affrontare le criticità: più coordinamento, permessi veloci, tempi giusti, sostegni ai Rup. Intesa Anac-Demanio-Fs Eng. sul Bim
L’evento Conforma a Milano: dietro le “non conformità” rilevate dalle verifiche di progetto, Alessandro Sudati vede tempi troppo accelerati dovuti a una programmazione disordinata e la mancanza di coordinamento tra i soggetti che lavorano sui progetti. Lupoi (Oice): verifiche anche sulla programmazione e sulla direzione lavori. Ricciardi (Assorup): più sostegni ai Rup, anche interni alle SA. Il presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, ha raggiunto lo scopo che perseguiva da mesi: l’accordo con dal Verme e Lo Bosco per diffondere la cultura del Bim e aiutare le piccole stazioni appaltanti.
Ppp, la Corte di giustizia Ue affonda il diritto di prelazione: “Violata la parità di trattamento”
Uno Stato membro non può riconoscere al promotore di una procedura di PF “un diritto di prelazione che gli consente, nell’ipotesi in cui il contratto non gli sia stato inizialmente aggiudicato, di adeguare la sua offerta a quella dell’aggiudicatario inizialmente prescelto e di ottenere così l’aggiudicazione di tale contratto”. Per salvare il Ppp senza prelazione ora si dovrà intervenire sull’articolo 193 del codice.
Il soccorso istruttorio non ripara gli errori degli operatori economici. La sentenza del CdS
Colpa grave e copertura assicurativa della relativa responsabilità tra codice dei contratti e legge 1/2026. La fine dello scudo previsto dal decreto legge 76/2020
L’entrata in vigore della legge 1/2026 segna un passaggio significativo nell’evoluzione della disciplina della responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici e di quanti sono assoggettati al relativo regime, oltre che dell’operatività e dei compiti della Corte dei Conti. Il testo, che si compone di sei articoli, insieme ad alcune previsioni di immediata ed autonoma operatività interviene modificando dall’interno l’ultima complessiva riforma di settore, la legge 20/1994, altresì conferendo al Governo un’ampia delega in materia di funzioni della stessa Corte.
La strategia Anac 2026-2028 per i piani anticorruzione: l’integrità pubblica diventi un parametro di performance
Debiti fiscali non definitivi: la mera informativa dell’Agenzia delle Entrate non basta a escludere il concorrente
La gestione dei requisiti di esecuzione nella lex specialis dev’essere chiara, senza tradire concorrenza né proporzionalità
Per il Consiglio di Stato il divieto di commistione vale anche nel minor prezzo
Il Consiglio di Stato chiarisce e ridisegna il rito super accelerato dell’accesso: le due vie per interpretare il termine di 10 giorni
A Comuni e Regioni va l’Oscar degli appalti 2025. Reti nazionali al palo: Fs (-91%), Anas e autostrade
Sul totale dei mercati (che comprendono anche concessioni e PPP) gli enti territoriali fanno +34,3% e i gestori di reti nazionali fanno -71,9% (si veda la tabella a fianco). Ma nei mercati tradizionali (appalti di lavori e appalti integrati) gli enti territoriali, con 23,3 miliardi, fanno il 69% del mercato.
L’individuazione della corretta giurisdizione per i contratti attuativi di accordi quadro
Il Consiglio di Stato: Anac riveda il bando-tipo sull’accesso agli atti, il bilanciamento fra riservatezza e trasparenza l’ha già fatto il legislatore a monte
Il nuovo prezzario nazionale dei lavori pubblici: l’obiettivo è ridurre le frammentazioni omogeneizzando i sistemi regionali
L’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) segna una svolta strutturale nella gestione economica dei lavori pubblici in Italia. Dopo un triennio caratterizzato da una volatilità dei prezzi senza precedenti, dovuto alle instabilità economiche legate alle guerre ed alle emergenze sanitarie che ci hanno interessato davvero da vicino, il legislatore ha scelto di abbandonare le misure emergenziali e temporanee a favore di un sistema organico basato sulla stabilità e sulla trasparenza dei costi. Il fulcro di questa riforma risiede nell’articolo 1, commi da 487 a 494 della Legge di Bilancio recentemente approvata, che introduce il nuovo Prezzario Nazionale ed istituisce l’Osservatorio permanente per il monitoraggio dei prezzi.
L’Albo della Regione Lazio professionalizza il RUP. Aperta la strada alla fine della figura tutta interna?
L’approvazione all’unanimità della legge regionale 1/2026 ha destato grande clamore e un dibattito non solo a livello locale, prefigurando un’evoluzione della figura anche a livello nazionale, nel vuoto di una normativa chiara sulla professione del RUP. L’analisi della legge regionale. Il rischio di depauperamento dell’ente di appartenenza è elevato.
Serve un’Agenzia per l’intelligenza artificiale avanzata nel settore delle costruzioni
Sulla scorta di precedenti considerazioni, avanzate in questa sede, la presente riflessione concerne l’opportunità di istituire una Agenzia Nazionale per la Gestione delle Forme di Intelligenza Artificiale Avanzata nel Settore dell’Ambiente Costruito che si prospettano nel medio e nel lungo termine e che pongono gravi interrogativi su molteplici livelli, nella misura in cui l’Artificial Intelligence si muove dal piano del supporto e del sostegno all’operatore umano a quello della autonomia e dell’indipendenza nei processi decisionali, richiedendo modalità inedite di dialettica con entità che potrebbero tendere alla sostituzione e che, al contrario, dovrebbero essere allineate alle finalità umane.