L'EDITORIALE

Sul BIM il ragionevole compromesso delle linee guida MIT/CSLP

24 Feb 2026 di Giorgio Santilli

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Uno dei cinque adempimenti previsti dal traguardo M1C1-97 ter del Pnrr prevede che entro il 31 dicembre 2025 si provvedesse alla pubblicazione sul sito web del MIT degli “orientamenti per sostenere le stazioni appaltanti nell’uso del Building Information Modeling (BIM) per le opere pubbliche”. Le linee guida sono state approvate venerdì scorso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e pubblicate ieri in tarda serata sul sito del MIT. Diario DIAC ha avuto la possibilità di visionarle prima della pubblicazione e l’articolo di Mauro Giansante ne racconta quindi i contenuti principali. Ci vorrà ancora qualche giorno per metabolizzare tutto il contenuto e ci torneremo presto sopra, con i nostri articoli e quelli dei nostri esperti.

Quello che si può dire, dopo una primissima lettura, è che il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il MIT sono riusciti nel difficile compromesso – richiesto dallo stesso target europeo – di tenere ferma la barra a dritta sul BIM, come d’altra parte dispone il codice degli appalti che lo impone per opere di importo superiore a due milioni, rendendo al tempo stesso più digeribile l’obbligo dei adottare i modelli informativi per quelle stazioni appaltanti, spesso piccole e medie, che ancora soffrono di fronte al salto tecnologico. Lo fanno, per esempio, dando la possibilità alle stazioni appaltanti – tramite il concetto di prevalenza contrattuale e di praticabilità tecnologica – di ridurre l’area in cui i modelli informativi prevalgono sempre, in casi di contrasto, sugli elaborati grafici tradizionali.

Saranno appunto gli esperti di DIAC, ben più attrezzati di noi, a dire se questo passaggio acceleri o rallenti l’assorbimento delle tecnologie del vasto e articolato sistema degli appalti. A noi sembra, in nome della realpolitik, che sia un passo avanti e che non abbiano vinto né le spinte a tornare indietro né quelle a strappare il tessuto dell’attuale sistema. Ci risulta che della stessa idea di “ragionevole compromesso” sia il presidente di ANAC, Giuseppe Busìa, che in questi anni si è battuto, forse più di tutti, perché il processo di digitalizzazione andasse avanti. Sua l’idea – che affianca ora queste linee guida – di sostenere proprio quel tessuto di piccole e medie stazioni appaltanti attraverso il supporto – e qualche volta la supplenza – delle due stazioni appaltanti che più hanno fatto sulla progettazione in BIM: l’Agenzia del Demanio e Italferr (ora Fs Engineering). Da qui il protocollo firmato dall’ANAC con questi due soggetti pubblici la settimana scorsa.

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