Siracusa rilancia il suo waterfront: ecco il concorso da 13,7 milioni di euro per la nuova stazione marittima

16 Dic 2025 di Giusy Iorlano

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Siracusa rilancia il suo waterfront: ecco il concorso da 13,7 milioni di euro per la nuova stazione marittima

Siracusa si prepara a ridisegnare uno dei suoi punti più delicati e strategici, quello in cui il tessuto urbano ottocentesco incontra il fronte mare contemporaneo. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale ha infatti bandito un concorso di progettazione in due fasi, con procedura aperta, per la riqualificazione del fabbricato destinato a Stazione Marittima e degli spazi di servizio annessi al Molo Sant’Antonio. Il montepremi complessivo è pari a 125 mila euro.

L’area oggetto dell’intervento, che si estende per circa 65 mila metri quadrati, riveste un ruolo cruciale nel sistema urbano e portuale della città. Si tratta di una vera e propria “cerniera” tra la Siracusa storica e il suo waterfront, per anni rimasta un vuoto urbano, una porzione di città penalizzata da una situazione di degrado che ha inciso negativamente sulla funzionalità e sull’immagine del Porto Grande, uno scalo con una marcata vocazione turistica e crocieristica.

Gli obiettivi

Un’iniziativa, questa, che, dunque, nasce dall’esigenza di dotare la città di spazi e servizi adeguati allo sviluppo delle attività portuali e all’aumento dei flussi crocieristici attesi nei prossimi anni. Attualmente, infatti, le aree del Molo Sant’Antonio risultano fortemente compromesse, poco accoglienti e non idonee a sostenere una crescita ordinata e qualitativa del traffico passeggeri. La riqualificazione della stazione marittima è dunque pensata non solo come intervento infrastrutturale, ma come leva di rigenerazione urbana e di rilancio dell’intero fronte mare.

Il progetto si innesta, infatti, in un contesto che conserva tracce significative della storia infrastrutturale della città. Tra la banchina n. 5 e due edifici storici – la sede dell’Agenzia delle Dogane e quella della Guardia Costiera – si apre Piazzale IV Novembre, unico spazio dell’area ancora caratterizzato da una pavimentazione storica in pietra lavica, che il progetto dovrà recuperare e integrare.

Proprio l’edificio oggi sede della Guardia Costiera ospitava la storica Stazione Siracusa Marittima, terminale ferroviario inaugurato nel 1892 e divenuto nel 1930 simbolo della relazione diretta tra la città e il mare, anche grazie alla visita di Vittorio Emanuele III. La dismissione progressiva della linea ferroviaria, culminata nel 2004, ha segnato l’inizio del declino funzionale dell’area.

Il progetto tra rigenerazione urbana e qualità ambientale

Il progetto dovrà trasformare, dunque, un ambito oggi quasi interamente asfaltato, privo di vegetazione e soggetto a fenomeni di isola di calore e a criticità idrauliche in occasione di piogge intense, in uno spazio capace di restituire qualità ambientale, comfort e nuove opportunità di fruizione pubblica. In questo senso, la nuova stazione marittima è chiamata a svolgere anche un ruolo urbano, diventando un luogo riconoscibile, aperto e integrato con la città.

Particolare attenzione dovrà essere posta ai temi della sostenibilità ambientale e delle prestazioni energetiche: il progetto dovrà essere sviluppato in coerenza con gli standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), privilegiando soluzioni capaci di ridurre i consumi e l’impatto ambientale. Allo stesso tempo, sarà fondamentale l’inserimento armonico nel contesto storico e paesaggistico circostante, sia attraverso l’uso di materiali locali sia mediante scelte planivolumetriche in grado di favorire l’apertura verso la città e il rapporto visivo e funzionale con il mare.

Tra gli obiettivi indicati dal bando figurano anche la cura dell’involucro edilizio, inteso come elemento urbano a tutti gli effetti, la progettazione di un sistema qualificato di spazi pubblici – con aree di sosta, spazi attrezzati e superfici verdi – e la garanzia di un’accessibilità universale, evitando qualsiasi barriera architettonica.

Un investimento da 13,7 milioni di euro

Il costo stimato per la realizzazione dell’opera, comprensivo degli oneri per la sicurezza, ammonta a 13,77 milioni di euro.

Dal punto di vista procedurale, il concorso si svolgerà in forma anonima e gratuita esclusivamente in modalità digitale, attraverso la piattaforma dell’Autorità di Sistema Portuale. È articolato in due fasi: la prima, dedicata alla presentazione di proposte ideative, si concluderà alle ore 12 del 10 febbraio 2026 e porterà alla selezione di cinque progetti che accederanno al secondo grado. La seconda fase sarà invece finalizzata all’elaborazione progettuale e all’individuazione della proposta ritenuta migliore.

Per la prima fase sono richiesti una relazione illustrativa di massimo 15 pagine formato A4, sei tavole formato A1 e un book di riepilogo, sempre in A4, anch’esso entro le 15 pagine. Le proposte saranno valutate sulla base della qualità complessiva e della coerenza con gli indirizzi progettuali, dell’originalità e della capacità di integrazione urbana e, soprattutto, della qualità architettonica e dell’accessibilità, che rappresentano il criterio con il peso maggiore.

L’AdSP si riserva inoltre la possibilità di affidare successivamente anche la progettazione esecutiva mediante procedura negoziata. Tutti i livelli progettuali adotteranno la metodologia BIM (Building Information Modeling).

Il Documento di Indirizzo alla Progettazione è stato redatto recependo le indicazioni emerse nel confronto con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e con il Comune di Siracusa.

Montepremi da 125 mila euro

Il sistema dei premi prevede un riconoscimento di 30 mila euro al primo classificato, quale acconto sulla parcella per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, mentre agli altri quattro finalisti saranno assegnati premi decrescenti, per un totale di 125 mila euro. Un investimento che conferma la volontà dell’Autorità Portuale di puntare sulla qualità progettuale come motore di sviluppo urbano e turistico per Siracusa e ricucire, così, il rapporto tra la città sicula e il suo mare, restituendo spazi pubblici, identità e qualità ambientale.

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