LA GIORNATA

Scontro Salvini-Vannacci. Fdi e Fi: non è un problema per il centrodestra

  • Musumeci: in arrivo il decreto con i fondi per le regioni colpite
  • Pil, Upb: cresce dello 0,5% nel 2025, lieve accelerazione nel 2026 a +0,7%
  • Fs, Trenitalia: nel 2025 consegnati 108 treni regionali per 1 mld, altri 103 in arrivo entro il 2027

05 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Duro botta e risposta Vannacci-Salvini il giorno dopo lo strappo annunciato martedì dal generale che ha lanciato la nuova forza politica ‘Futuro Nazionale’. ‘Per me il caso è chiuso: mi dispiace umanamente, ma non mi preoccupa. Ora la Lega è più forte’, dice il leader del Carroccio. ‘Il traditore è Salvini, dalle armi all’Ucraina ai princìpi sulla famiglia. Fino alla legge Fornero: ha detto per anni che andava demolita, poi ha chinato il capo, si è messo in posizione prona in una coalizione che invece la conferma’, contrattacca il generale da Modena, alla prima uscita pubblica da leader di Futuro Nazionale, 3mila richieste di partecipazione. ‘Un sondaggio ci dava al 4%, mica male per qualcosa che non esiste’, commenta Vannacci. Dalle Regioni prende forma,intanto, una sorta di mappa del ‘vannaccismo’: l’ex di Fdi Pozzolo in Piemonte primo deputato, Simoni primo consigliere regionale in Toscana, forse Fuoco consigliere comunale di Selargius in Sardegna. In Europa Afd apre. Nella Lega l’ex governatore del Veneto Luca Zaia difende Salvini, ma , al contempo, afferma che è stato ‘un errore’ imbarcare il generale. Sui possibili contraccolpi sulla maggioranza di governo di questo divorzio in casa Lega e sul rischio di una erosione di voti per i partiti che la compongono, i rappresentanti del centrodestra mandano segnali rassicuranti. Il  caso di Roberto Vannacci “non mi pare un argomento di fondamentale importanza per i destini della Repubblica”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Sarà una forza politica come tante altre, poi saranno gli elettori a decidere la forza di questo movimento”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Chi votava Fratelli d’Italia due giorni fa non è che adesso c’è Vannacci e non vota più Fratelli d’Italia: poteva votarlo prima, poteva votare la Lega. Francamente mi sembra un personaggio molto sopravvalutato”, ha rimarcato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani conversando con i cronisti in Transatlantico al Senato. “L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non rappresenta un problema per il centrodestra di governo, ma semmai contribuisce a chiarire e rendere ancora più omogenea l’alleanza che oggi guida il Paese», è un’altra voce fa Forza Italia , quella di Raffaele Nevi, portavoce nazionale.  “Il centrodestra ha dimostrato in questi anni una forte coesione nell’azione di governo e una sostanziale unità sui grandi temi, dalla politica estera alla sicurezza, dall’economia alle riforme. Una maggiore chiarezza politica rafforza questa alleanza, non la indebolisce. Forza Italia non è interessata a operazioni di corto respiro né a inseguire posizionamenti estremi. Il nostro progetto è chiaro: un centrodestra di governo, europeista, atlantista e fondato su una solida cultura liberale. Chi condivide valori, principi e programmi del centrodestra riformatore è naturalmente libero di dialogare. Ma la forza della nostra coalizione sta proprio nell’aver mantenuto una linea responsabile e coerente, lontana da derive radicali che non appartengono alla nostra storia”,  conclude.

Musumeci: in arrivo il decreto con i fondi per le regioni colpite

“Si sta procedendo in questi giorni a una stima la più attendibile possibile. Di certo, il Governo nei prossimi giorni provvederà ad integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile”. Lo ha detto in aula al Senato il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, nel corso dell’informativa sugli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. “Intanto – ha aggiunto – con le prime risorse erogate i commissari delegati possono procedere all’affidamento degli incarichi per i progetti delle opere danneggiate da ricostruire”. Per quanto riguarda le risorse stanziate dal Governo Meloni su prevenzione e ricostruzione, secondo il ministro, i numeri parlano chiaro: in materia di protezione civile, il Governo ha indicato per la prima volta la prevenzione come strategia politica nazionale. In funzione di questo obiettivo ci si è comportati in questi anni. Sulla materia della prevenzione contro il rischio idrogeologico sono in fase di realizzazione oltre 700 milioni di euro solo col Dipartimento Casa Italia. Dal Mase la programmazione negli ultimi tre anni ha un valore di 2 miliardi di euro”. “Sulla prevenzione contro il sisma per le infrastrutture pubbliche sono in corso interventi di oltre 600 milioni di euro ed è in fase di attuazione una risorsa di 285 milioni. 350 milioni di euro per il bilancio 2026 sono stati stanziati e devono essere spesi entro l’anno per ridurre l’esposizione ai rischi naturali. 540 milioni per i Campi Flegrei, dove è stata predisposta una strategia di intervento che mai aveva conosciuto un precedente.100 milioni per consolidare le infrastrutture pubbliche nelle isole minori, terre abbandonate da molti governi. Un miliardo e 200 milioni la Protezione civile ha messo a disposizione delle regioni dai fondi del Pnrr”.

“Sulla grave frana di Niscemi, i documenti che ho potuto consultare offrono un quadro complesso e articolato degli ultimi 28 anni. Dopo la prima frana del 1997 venne adottata una sequela di ordinanze, nove in appena 5 anni, vennero stanziate le prime risorse, 7 milioni di euro, e nominati vari soggetti attuatori che si alternarono tra presidenti di regione, capi di dipartimento protezione civile, prefetti di Caltanissetta competenti per territori. Gli interventi da realizzare furono chiari fin da subito, ma il rimpallo di responsabilità e competenze produsse una situazione di stallo quasi permanente: basti pensare che il progetto esecutivo arrivò 10 anni dopo la frana”, ha detto Musumeci.  “Credo di poter dire – ha proseguito – che tutte le istituzioni in questa triste storia debbano sentirsi coinvolte, da Roma a Palermo, da Caltanissetta a Niscemi. Non sono ad uso a sottrarmi alle mie responsabilità e non lo farò neanche stavolta nell’assumermi tutte le responsabilità istituzionali legate al funzionamento delle strutture della regione siciliana durante il mio mandato. Non c’è mai stato il tema legato al rischio incombente che il centro abitato correva di una frana che per i tecnici era ormai irrisolvibile. Qualunque intervento su quel fronte – ha aggiunto – sarebbe stato vano. Non è mio dovere cercare i responsabili, ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto”. Musumeci ha riferito che, sotto la sua presidenza,  la regione siciliana ha impegnato il 90,7% dei 540 milioni che aveva a disposizione. Nella contabilità speciale la regione siciliana dal 2017 al 2023 è stata la prima regione in Italia per spesa contro frane e dissesto idrogeologico”.

 

Pil, Upb: cresce dello 0,5% nel 2025, lieve accelerazione nel 2026 a +0,7%

L’Ufficio parlamentare di bilancio vede per il 2025 una crecista del Pil dello 0,5%. Le previsioni macroeconomiche dell’Upb, contenute nella nota sulla congiuntura di febbraio, prospettano poi un rafforzamento allo 0,7% nel 2026, sostenuto dalla domanda interna e in particolare dall’attuazione del Pnrr, e analogo valore per il 2027. Rispetto alle stime autunnali predisposte per la validazione delle previsioni del Mef nel Dpfp, precisa l’Autorità di controllo dei conti pubblici, “il quadro è stato migliorato per il 2026, alla luce di ipotesi internazionali meno penalizzanti per la domanda estera e di minori prezzi al consumo”. Sempre in virtù delle nuove ipotesi l’attesa sul Pil del 2027 è stata invece appena limata. “Resta elevata l’esposizione a rischi orientati al ribasso, riconducibili soprattutto al contesto globale oltre che agli umori dei mercati finanziari e al cambiamento climatico”, precisa. L’Upb spiega che sulla base dei conti trimestrali preliminari resi noti dall’Istat, il Pil sarebbe aumentato nel 2025 dello 0,7 per cento, “ma la crescita calcolata sui dati annuali dovrebbe essere inferiore di due decimi di punto percentuale; la differenza riflette l’aggiustamento per i giorni lavorativi (non considerati nei conti annuali) che nel 2025 sono stati tre in meno rispetto al 2024”, precisa. Per quanto riguarda l’occupazione, la nota evidenzia che in estate è cresciuto l’input di lavoro, trainato dal recupero delle ore lavorate per addetto, soprattutto nella manifattura e nei servizi. “Nello scenario previsivo l’occupazione continuerebbe a espandersi a ritmi contenuti, con una stabilizzazione del tasso di disoccupazione intorno al 6 per cento. La dinamica salariale resta moderata per cui rimane ampio il gap negativo delle retribuzioni in termini reali rispetto al periodo pandemico”, viene sottolineato. Infine, l’inflazione in Italia si mantiene contenuta (1,5 per cento nel 2025) e inferiore a quella dell’area dell’euro. I consumi delle famiglie crescono con gradualità, anche se l’atteggiamento prudente delle famiglie è confermato dalla propensione al risparmio (all’11,4 per cento nel terzo trimestre 2025, su livelli superiori di circa quattro punti rispetto al periodo pre-pandemico), mentre le aspettative di famiglie e imprese restano orientate alla stabilità. Il tasso di investimento resta intorno al 23% del Pil, un valore relativamente elevato nel confronto storic

Ue, von der Leyen:  con Georgieva ottimo confronto sulla competitività

“Ottimo scambio con la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva sulla competitività dell’Europa: un valido punto di partenza per le discussioni di oggi al seminario della nostra riunione del Collegio”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il seminario del Collegio dei commissari sulla competitività. “In un mondo di forte concorrenza e orizzonti brevi, stiamo costruendo la competitività dell’Europa”, afferma von der Leyen nel suo messaggio. “Si inizia con la forza in patria, con posti di lavoro e crescita in Europa e con regole più semplici per le nostre imprese e i nostri cittadini”, si legge ancora. La competitività, prosegue von der Leyen, “si estende attraverso la nostra rete sempre più ampia di partner commerciali fidati e non vediamo l’ora di partecipare alla discussione di oggi”, aggiunge. “Questo lavoro proseguirà con i leader dell’Ue il 12 febbraio: l’urgenza è chiara a tutti noi”, scrive il capo dell’Esecutivo Ue.

 

A gennaio rallenta l’inflazione +1%,  il carrello della spesa sale al 2,1%

Nel mese di gennaio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua dal +1,2% di dicembre. E’ quanto rilevano le stime preliminari diffuse dall’Istat. L’inflazione di gennaio torna a un livello appena superiore a quello di ottobre 2024 (+0,9%). Sulla crescita dei prezzi pesano principalmente gli alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), i servizi relativi all’abitazione (+4,4%), i tabacchi (+3,3%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). Nel mese di gennaio l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,8% e quella al netto dei soli beni energetici allo 1,9%. Sempre il mese scorso i prezzi dei beni registrano una variazione del -0,2% rispetto a gennaio 2025, mentre i prezzi dei servizi risultano in crescita, su base tendenziale, del 2,5%. Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, è pari a +2,7 punti percentuali. La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,4%) risente principalmente dell’andamento dei prezzi degli energetici regolamentati (+8,7%), dei servizi relativi all’abitazione (+1,9%), degli alimentari non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,9%), degli energetici non regolamentati (+0,8%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). L’unica riduzione su base congiunturale si registra per i prezzi dei servizi di trasporto (-3,7%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile e a +1,0% su base annua (da +1,2% del mese precedente). Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che comprende I prezzi i beni alimentari, per la cura della casa e della persona è pari al 2,1%.Nel 2026 nel paniere Istat per la rilevazione dei prezzi al consumo entrano nuovi prodotti per migliorarne la rappresentatività: tra questi ci sono il grembiule di scuola, i kit per la videosorveglianza che segnalano i tentativi di furto, le ambulanze private, gli articoli da campeggio e i software (esclusi i videogiochi) tipo gli antivirus. Da quest’anno, spiegano inoltre all’Istat, entra in funzione una nuova classificazione europea del paniere. L’aggiornamento del campione di beni e servizi inclusi nel paniere, spiega una nota dell’Istat, tiene conto sia dell’evoluzione di norme e classificazioni, sia dell’evoluzione dei comportamenti di consumo, così da garantire che il campione sia ampiamente rappresentativo della spesa per consumi delle famiglie. I principali elementi di novità che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie riguardano aggregati di prodotto quali le uniformi scolastiche, al cui interno vengono rilevati i grembiuli per bambini e le uniformi per ragazzi; gli accessori per l’abbigliamento, al cui interno vengono rilevati i filati per maglia e uncinetto; le apparecchiature di sicurezza, al cui interno vengono rilevati i kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto; carbone di legna, al cui interno vengono rilevate carbonella o bricche di carbone per barbecue; altri tessili per la casa, al cui interno vengono rilevati i tappetini per il bagno; servizi di trasporto di emergenza di pazienti e soccorso di emergenza, al cui interno si rileva il trasporto con ambulanza privata. Ci sono poi gli articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto, al cui interno vengono rilevati tende e zaini da campeggio. E a questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus. In base alle nuove disposizioni europee, dal 2026 l’Ipca sarà calcolato includendo anche i prezzi di giochi, lotterie e scommesse, servizi che già contribuivano alla stima dell’inflazione misurata dall’indice Nic e Foi. L’Istat sottolinea inoltre che la principale novità che interessa l’indagine sui prezzi al consumo riguarda l’adozione della nuova classificazione Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose, versione 2), articolata su quattro livelli classificatori gerarchicamente ordinati: 13 Divisioni di spesa, 47 Gruppi, 122 Classi e 234 Sottoclassi. Sul piano delle fonti, la principale novità riguarda l’utilizzo della banca dati di Ivass anche per il settore delle due ruote. Nel complesso, sono circa 27 milioni le quotazioni di prezzo utilizzate nel 2026 per la stima dell’inflazione e sempre 80 i comuni (in cui risiede l’84% della popolazione residente in Italia) che contribuiscono al calcolo degli indici dei prezzi al consumo; altri 10 comuni (in cui risiede un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.

Appalti, Mit: a regime la nuova piattaforma digitale per il monitoraggio dei collegi consultivi tecnici

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accelera sulla digitalizzazione e sulla trasparenza nel settore degli appalti pubblici. La nuova piattaforma informatica dedicata ai Collegi Consultivi Tecnici (CCT) ha lo scopo di essere uno strumento di monitoraggio centrale per la fase di esecuzione delle opere pubbliche. La nuova infrastruttura digitale – lanciata lo scorso 3 dicembre – sviluppata dalla Direzione Generale per la digitalizzazione del MIT con il supporto dell’Osservatorio permanente presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, segna un ammodernamento per la gestione dei dati degli appalti pubblici. La piattaforma implementata si caratterizza per un’elevata semplificazione dei processi di accesso grazie a un’interfaccia intuitiva, utilizzabile tramite SPID o CIE, permettendo ai Collegi, già costituiti o di nuova costituzione, di registrare con facilità tutte le informazioni obbligatorie, dalla fase di costituzione fino alle pronunce conclusive. Questa nuova architettura permette all’Osservatorio di aggregare i dati in tempo reale e di elaborare statistiche precise per valutare l’impatto e l’efficacia dei CCT all’interno del sistema dei contratti pubblici. Allo stesso tempo, la piena integrazione con la Banca dati nazionale dell’ANAC assicura un costante presidio sulla legalità e sulla conformità normativa. L’arricchimento degli strumenti di monitoraggio risponde alla strategia del MIT di garantire una gestione dei contratti pubblici sempre più fluida, riducendo i tempi del contenzioso e assicurando che le opere strategiche per il Paese procedano senza blocchi burocratici o tecnici.

Lavoro: in Cdm atteso Dlgs sulla trasparenza delle retribuzioni e i divari di genere

E’ atteso in Consiglio dei ministri il decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva europea 2023/970  e che nasce con un obiettivo preciso: rendere finalmente effettiva in Italia la parità di retribuzione tra uomini e donne, intervenendo non solo sulle discriminazioni manifeste, ma soprattutto su quelle più sottili e strutturali che si annidano nei meccanismi di determinazione degli stipendi. Per farlo, il provvedimento introduce un sistema articolato di regole sulla trasparenza salariale, che riguarda l’intero mondo del lavoro, pubblico e privato, e si applica a tutte le tipologie contrattuali, comprese le posizioni dirigenziali e le forme di lavoro più flessibili. Il punto di partenza del decreto è il modo in cui le retribuzioni vengono definite. I contratti collettivi e le disposizioni di legge dovranno assicurare sistemi di classificazione e determinazione degli stipendi basati su criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere, capaci di garantire la stessa retribuzione non solo per lo stesso lavoro, ma anche per lavori di pari valore. In questa logica, la trasparenza diventa uno strumento centrale: i datori di lavoro sono tenuti a rendere facilmente accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per stabilire i livelli retributivi e le regole che governano la progressione economica, così da rendere visibili le logiche che stanno dietro alle differenze di salario. Solo le imprese con meno di cinquanta dipendenti sono esentate dall’obbligo di rendere noti i criteri di avanzamento economico. La trasparenza non si ferma però ai rapporti di lavoro già in essere, ma viene anticipata al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro. Già nella fase di selezione, i candidati devono essere informati della retribuzione iniziale prevista per la posizione offerta, delle sue componenti e delle modalità di pagamento. Queste informazioni devono comparire direttamente negli avvisi e nei bandi di lavoro. Al tempo stesso, il decreto rompe una prassi consolidata che spesso alimenta le disuguaglianze: ai candidati non possono più essere richieste informazioni sulle retribuzioni percepite in precedenza, né tali dati possono essere acquisiti con altri mezzi. Le procedure di selezione e assunzione devono inoltre essere condotte in modo non discriminatorio, a partire dal linguaggio e dai criteri utilizzati negli annunci, che devono essere neutrali sotto il profilo del genere.

Una volta instaurato il rapporto di lavoro, il decreto rafforza in modo significativo il diritto dei lavoratori all’informazione. A ciascun lavoratore è riconosciuta la possibilità di richiedere e ottenere per iscritto, entro due mesi, informazioni sui livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Se le informazioni fornite risultano incomplete o poco chiare, il lavoratore ha diritto a chiedere ulteriori spiegazioni. A tutela di questo diritto, il provvedimento stabilisce esplicitamente che nessuno può essere impedito dal rendere nota la propria retribuzione e vieta le clausole contrattuali che limitino tale facoltà. Il cuore operativo del decreto riguarda però la raccolta e l’analisi sistematica dei dati sul divario retributivo di genere. I datori di lavoro con almeno cento dipendenti sono obbligati a raccogliere e comunicare annualmente una serie articolata di informazioni: dal divario retributivo complessivo, comprensivo delle componenti variabili e accessorie, alla distribuzione di uomini e donne nei diversi quartili retributivi, fino alle differenze salariali per categoria professionale. Questi dati devono essere trasmessi a un apposito organismo di monitoraggio istituito presso il Ministero del Lavoro, ma anche resi accessibili ai lavoratori e ai loro rappresentanti e forniti, su richiesta, all’Ispettorato del lavoro e agli organismi di parità competenti. La raccolta dei dati non ha un fine meramente conoscitivo. Se dalle informazioni emerge l’esistenza di differenze retributive non giustificate, il datore di lavoro è chiamato ad agire. Il decreto impone infatti l’obbligo di correggere, entro sei mesi, le disparità salariali che non trovano fondamento in criteri oggettivi e neutrali, in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e con le autorità competenti. In presenza di situazioni più gravi, il legislatore introduce uno strumento ancora più incisivo: la valutazione congiunta delle retribuzioni. Questa diventa obbligatoria quando il divario retributivo medio tra uomini e donne raggiunge almeno il 5 per cento in una determinata categoria, non è adeguatamente giustificato e non viene corretto nei tempi previsti. La valutazione congiunta serve a individuare le cause delle disuguaglianze, a correggerle e a prevenire il loro ripetersi, imponendo l’adozione di misure concrete entro sei mesi dalla sua conclusione. Il decreto fissa anche una tempistica precisa per l’attuazione degli obblighi: la raccolta dei dati non potrà andare oltre il 7 giugno 2027 per i datori di lavoro con almeno 150 dipendenti e il 7 giugno 2031 per gli altri soggetti obbligati. A garanzia dell’effettività delle nuove regole, lavoratrici e lavoratori possono ricorrere al giudice per la tutela dei propri diritti. Nei casi di discriminazione accertata, le conseguenze per i datori di lavoro possono essere particolarmente rilevanti, arrivando fino all’esclusione, per un periodo massimo di due anni, da agevolazioni finanziarie, creditizie e appalti pubblici. A presidio dell’intero sistema, il decreto istituisce presso il Ministero del Lavoro un organismo di monitoraggio con funzioni di analisi, supporto e sensibilizzazione. A questo organismo spetta il compito di studiare le cause del divario retributivo di genere, promuovere la cultura della parità salariale e riferire periodicamente alla Commissione europea sull’andamento dei dati e sull’applicazione della direttiva. Entro il 2027 dovrà essere elaborata una prima relazione organica, destinata a confluire nel sistema di monitoraggio europeo, con aggiornamenti biennali successivi. Nel suo insieme, il decreto delinea un passaggio culturale prima ancora che normativo: la parità retributiva non viene più affidata solo al divieto di discriminazione, ma a un sistema strutturato di trasparenza, controllo e responsabilizzazione, pensato per rendere visibili le disuguaglianze e obbligare i datori di lavoro ad affrontarle in modo concreto e verificabile.

 

Infrastrutture, Mit: destinati 12 mln a 97 piccoli comuni per la manutenzione della viabilità

“Il divario infrastrutturale che ancora caratterizza alcune aree del Paese richiede un approccio integrato: da un lato la realizzazione delle grandi opere strategiche e la modernizzazione della rete nazionale; dall’altro un sostegno costante agli enti territoriali nello svolgimento dei loro compiti, affinché possano garantire manutenzione e sicurezza anche attraverso interventi mirati, spesso di piccola entità ma fondamentali per la qualità della vita delle comunità locali”. Lo afferma il ministero delle INFRASTRUTTURE e dei trasporti in risposta alle diverse interrogazioni sulla manutenzione della rete stradale presentate da alcuni deputati del Pd in commissione Ambiente alla Camera. “In questo quadro – sottolinea il Mit – si inserisce il ‘Fondo investimenti stradali nei piccoli comuni’, che nel dicembre 2025 ha individuato 97 comuni sotto i cinquemila abitanti come beneficiari di 12 milioni di euro destinati alla manutenzione della viabilità comunale”. “Si tratta – viene evidenziato – di un percorso già avviato negli anni precedenti: nel biennio 2023–2024 sono stati finanziati interventi in 326 comuni, per un totale di 39,5 milioni di euro”. “Promuovere questi interventi – si sottolinea dal Mit – significa rafforzare la sicurezza degli utenti, garantire la continuità dei collegamenti e contrastare lo spopolamento delle aree interne, valorizzandone il patrimonio storico, culturale e paesaggistico”.

Milano-Cortina: Mit, completate infrastrutture per Giochi in Valtellina

Milano Cortina: Mit, completate infrastrutture per Giochi in Valtellina Milano, 4 feb. (LaPresse) – “In Valtellina il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 passa dalle piste, ma anche dai binari. In vista dei Giochi, Rete Ferroviaria Italiana ha completato gli interventi di riqualificazione delle principali stazioni della valle, con un investimento complessivo di 38,9 milioni di euro, pensato per sostenere l’evento olimpico e, soprattutto, per migliorare in modo strutturale mobilità, accessibilità e qualità urbana del territorio”. Lo comunica una nota del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, in cui si sottolinea che “gli interventi hanno interessato le stazioni di Colico, Morbegno, Sondrio, Lecco e Tirano, con lavori su sottopassi, marciapiedi, ascensori, percorsi tattili, fabbricati di stazione e nuovi spazi per i viaggiatori. Stazioni più accessibili, più sicure e più integrate con il tessuto urbano, in grado di gestire i flussi straordinari dei Giochi e di restare pienamente operative e funzionali anche nel lungo periodo”. Con la conclusione di questi lavori, aggiunge il Mit, “tutti gli interventi infrastrutturali olimpici previsti in Valtellina risultano completati”.”Accanto alle infrastrutture ferroviarie, la Valtellina ospita due grandi poli sportivi dei Giochi. Livigno è sede delle competizioni di snowboard e sci freestyle, mentre Bormio accoglie lo sci alpino maschile sulla storica pista Stelvio, uno dei tracciati più iconici del panorama internazionale. A Livigno il cuore delle gare è rappresentato dal Livigno Snow Park, una sede all’avanguardia, orgoglio del MIT e di SIMICO, in cui cinque campi gara confluiscono in un’unica area di arrivo, consentendo al pubblico di assistere a più competizioni contemporaneamente. Qui si svolgono le prove di snowboard e quattro discipline di sci freestyle – skicross, halfpipe, slopestyle e big air – su tracciati progettati per esaltare le capacità tecniche degli atleti e offrire uno spettacolo di alto livello, anche con competizioni in notturna grazie a strutture illuminate di grandi dimensioni. Sempre a Livigno, l’Aerials & Moguls Park ospita le competizioni di sci freestyle in un’area già punto di riferimento internazionale, testata anche con eventi di Coppa del mondo, con tracciati e tribune pensati per garantire massima visibilità e coinvolgimento del pubblico”, sottolinea il Mit. “A Bormio, la pista Stelvio sarà teatro delle competizioni di sci alpino maschile. Con i suoi 3.442 metri di lunghezza, 1.023 metri di dislivello e pendenze che raggiungono il 63%, lo Stelvio Ski Centre rappresenta uno dei simboli dello sci mondiale e si prepara ad accogliere migliaia di spettatori, con una capienza complessiva fino a 7.000 persone. Gli interventi hanno riguardato piste, aree di gara e infrastrutture di servizio, nel rispetto degli standard olimpici e con una chiara attenzione alla continuità post-Giochi”, prosegue la nota.”Soddisfazione del vicepresidente del Consiglio e Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per la qualità e la precisione degli interventi realizzati da SIMICO, che stanno già riscuotendo ampi consensi tra le delegazioni internazionali e tecniche. Nel loro insieme, spiegano dal Ministero, gli interventi realizzati in Valtellina raccontano una strategia coerente: infrastrutture ferroviarie che migliorano la connessione e l’accessibilità della valle, impianti sportivi adeguati alle competizioni olimpiche e paralimpiche, opere pensate non come soluzioni temporanee ma come patrimonio stabile per il territorio”.

 

Fs, Trenitalia: nel 2025 consegnati 108 treni regionali per 1 mld, altri 103 in arrivo entro il 2027

Prosegue il piano di rinnovo della flotta del Regionale di Trenitalia (Gruppo FS Italiane). Nel 2025 sono stati consegnati 108 nuovi treni, per un investimento complessivo di un miliardo di euro. Il programma, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo FS e del relativo aggiornamento, prevede la consegna di ulteriori 103 treni per arrivare a un totale di 1.081 convogli di nuova generazione entro il 2027. Nel corso del 2025 le nuove consegne hanno interessato l’intero territorio nazionale, grazie ai Contratti di Servizio stipulati con le Regioni e le Province Autonome,
committenti del servizio. In particolare, 51 treni sono stati destinati al Centro Italia, 25 al Nord e 32 al Sud e alle Isole, rafforzando l’offerta del trasporto ferroviario regionale in tutto il Paese. Con 643 treni di nuova generazione consegnati fino a oggi, sommati ai 335 acquistati in precedenza, Regionale di Trenitalia conta attualmente 978 treni di nuova generazione in circolazione. L’investimento complessivo è di 7 miliardi di euro. “Il rinnovo della flotta regionale è espressione della capacità industriale di Trenitalia e del Gruppo FS’, ha dichiarato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. “Investiamo in treni sempre più tecnologici, confortevoli e sostenibili con l’obiettivo di elevare gli standard operativi del servizio. Basti pensare che, al completamento del piano, l’Italia avrà la flotta regionale più giovane d’Europa, con un’età media inferiore a dieci anni. Le nostre scelte sono orientate a favorire le esigenze dei passeggeri che ogni giorno viaggiano per lavoro, studio o tempo libero, con una responsabilità chiara: ridurre le distanze e accompagnare i territori nel loro percorso di crescita”. Trenitalia, con il servizio Regionale, garantisce una mobilità capillare su tutto il territorio nazionale, con oltre 6.000 corse giornaliere e più di 400 milioni di passeggeri trasportati ogni anno. L’offerta punta alla sostenibilità e all’innovazione, grazie anche ai suoi circa 180 Link – soluzioni intermodali treno+bus, navi e altri mezzi-, che permettono di raggiungere facilmente le destinazioni più remote, potenziando l’efficienza e la qualità del trasporto regionale lungo tutta la Penisola.

 

Webuild, Lane vince contratto in Usa da 389 mln di dollari

Lane, controllata statunitense del Gruppo Webuild, si è aggiudicata il contratto da 389 milioni di dollari (circa 336 milioni in euro, 100% Lane) per la progettazione e realizzazione dei lavori di ampliamento e ammodernamento della Interstate 64 (I-64) a Norfolk, Virginia, negli USA. Commissionata dal Virginia Department of Transportation (VDOT), l’opera è strategica per la mobilità in una delle aree più dinamiche della costa orientale degli Stati Uniti. Con questo nuovo contratto, Webuild consolida la leadership negli Stati Uniti, dove è impegnata in progetti chiave per la mobilità sostenibile e il potenziamento della resilienza delle infrastrutture. Di questi giorni è anche l’annuncio dell’avvio di USD 643 milioni (€547 milioni) complessivi di lavori per la realizzazione del progetto Westshore Interchange, la più grande iniziativa infrastrutturale del Florida Department of Transportation (FDOT) nell’area di Tampa Bay, Florida, che Lane realizzerà con un partner locale. Questi contratti rafforzano ulteriormente il ruolo del Gruppo Webuild nella realizzazione di infrastrutture complesse in Nord America, il suo terzo mercato estero per fatturato.

Il nuovo contratto riguarda circa 11 chilometri del corridoio I-64 Hampton Roads Express Lanes (HREL) e prevede la trasformazione delle tre corsie esistenti in una corsia express, riservata ai veicoli ad alta occupazione, e in tre corsie GP (General Purpose) per ciascun senso di marcia, oltre all’ampliamento e/o alla riqualificazione di diciannove ponti già presenti lungo il tracciato. Il progetto è concepito per migliorare la sicurezza, ridurre i tempi di percorrenza e garantire un flusso di traffico più scorrevole. I lavori, che si prevede saranno ultimati entro la fine del 2029, integreranno soluzioni progettuali innovative per minimizzare l’impatto sul traffico durante la costruzione e ridurre le esigenze di manutenzione nel lungo periodo. Lane è attualmente attiva in Virginia su numerosi progetti infrastrutturali di rilievo, come i lavori di ampliamento di due ulteriori tratte della I-64, il progetto I-495 NEXT nell’area metropolitana di Washington, D.C., e l’ammodernamento della Naval Air Station (NAS) Oceana, base aerea della Marina militare degli Stati Uniti (US Naval Force). Webuild ha una presenza storica negli USA, dove con Lane sta realizzando altri importanti progetti infrastrutturali, come i due tunnel gemelli Palisades per potenziare i collegamenti ferroviari di New York e, in Florida, il progetto Seminole Expressway/SR 417 e intersezioni strategiche tra la I-4 e la Sand Lake Road e tra la I-4 e la SR 535 nella contea di Orange. A luglio scorso, il Gruppo si è aggiudicato i lavori di ampliamento e ammodernamento lungo la I-85 in Carolina del Nord e quelli di ammodernamento di una tratta della I-75, uno dei principali corridoi per la viabilità del Nord in Florida.

 

Il Sole Che Non C’Era: Plenitude riporta la luce nel borgo di Viganella

Plenitude presenta “Il Sole che Non C’era”, un nuovo progetto di comunicazione che unisce storytelling e impatto sul territorio per raccontare la storia del borgo di Viganella. Frazione di Borgomezzavalle nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Viganella è conosciuto in tutto il mondo come il “paese senza sole”. Per la sua posizione unica nella Valle Antrona, circondato dalle Alpi Pennine, questo borgo non viene illuminato dai raggi solari per 83 giorni all’anno, dall’11 novembre al 2 febbraio. Per ovviare a questa condizione, nel 2006 è stato installato un grande specchio di 40 metri quadrati a 1.070 metri di quota, capace di riflettere i raggi sulla piazza e sulla Chiesa di Santa Maria Nascente, trasformando Viganella nel primo paese al mondo ad aver modificato scientemente il proprio microclima. Ma nel 2023 lo specchio è stato danneggiato, lasciando la popolazione di Viganella nuovamente al buio nei mesi invernali. Anche grazie a Plenitude, lo specchio tornerà presto operativo, riportando la luce del sole agli abitanti del paese. La Società contribuirà infatti ai lavori che il Comune di Borgomezzavalle effettuerà quest’anno per ripristinare lo specchio. Per celebrare il ritorno del sole a Viganella, dal 17 al 24 novembre 2025 Plenitude ha inoltre dato vita a una grande installazione artistica posta al centro del borgo: una sfera luminosa che richiama metaforicamente la luce solare e l’impegno continuo di Plenitude a trasformare l’energia in valore condiviso. Il progetto è raccontato anche attraverso la voce degli abitanti del Paese con un video disponibile da oggi su https://corporate.eniplenitude.com/it/one-plenitude-magazine/storie-di- business/viganella-e-il-sole-ritrovato. Il progetto creativo si è ispirato anche al servizio di Plenitude “Adotta un Pannello”, pensato per i clienti Plenitude luce che non possono installare pannelli fotovoltaici sul proprio tetto, per chi vive in condominio o in zone con pochissimo sole come Viganella. “Adotta un Pannello” offre infatti lanpossibilità di beneficiare virtualmente dell’energia solare prodotta da un impianto fotovoltaico di Plenitude su territorio nazionale.

 

A Greenvolt un finanziamento da 58,5 mln per lo sviluppo di un impianto eolico in Romania

Il Gruppo Greenvolt, attraverso Greenvolt Power, ha ottenuto un finanziamento da 58,5 milioni di euro da Erste Group Bank AG e Banca Comerciala Romana (Bcr) per sostenere lo sviluppo di un impianto eolico onshore da 49,8 MW situato a Sacele in Romania. Il finanziamento supporta l’avanzamento del progetto, con i lavori di costruzione gia’ avviati e il completamento previsto per il secondo trimestre del 2026. Una volta operativo, il parco eolico aggiungera’ nuova capacita’ rinnovabile al sistema elettrico rumeno, contribuendo alla sicurezza energetica del Paese e agli obiettivi di decarbonizzazione. ‘L’Europa centrale e orientale, e la Romania in particolare, restano mercati strategici per Greenvolt, dove continuiamo a realizzare progetti di alta qualita’ con un impatto chiaro e concreto sulla transizione energetica’, ha dichiarato in una nota Joao Manso Neto, Ceo del Gruppo Greenvolt. ‘Questo finanziamento riflette la nostra fiducia nel track record di Greenvolt e nelle solide prospettive a lungo termine del mercato rumeno delle energie rinnovabili’, ha aggiunto Ladislav Tolmaci, Head of project finance di Erste Group Bank. ‘Siamo lieti di collaborare con Greenvolt in un progetto che contribuisce a rafforzare la capacita’ rinnovabile del Paese e la sua sicurezza energetica nel lungo periodo’, ha continuato Manuela Trisnevschi, Head of energy and utilities di Bcr. In Romania, Greenvolt dispone di una pipeline di utility scale composta da 555 MW di eolico, 77 MW di solare e 156 MW di sistemi di accumulo. I consulenti coinvolti nell’operazione sono Mpr Partners, Clifford Chance Badea, Afry, Marsh, Ul e PwC.

Tim connette i Giochi Olimpici: nuove reti 5G, connessioni ultraveloci, servizi digitali innovativi per una platea mondiale

Connettere un’Olimpiade che si sviluppa tra città, arene storiche e piste in quota oltre i 2.000 metri, lasciando al tempo stesso un’infrastruttura adatta a servire i territori coinvolti anche dopo i Giochi Invernali: è questa la sfida che TIM ha affrontato come Official Telecommunications Partner di Milano Cortina 2026, realizzando l’intera connettività dell’evento con un piano straordinario di potenziamento della copertura mobile 5G e dei collegamenti ultraveloci in tutte le sedi di gara, nei luoghi simbolo e lungo le principali direttrici. Il Gruppo TIM porta così l’innovazione tecnologica al centro di Milano Cortina 2026, offrendo ai 2 milioni di spettatori attesi da oltre 93 Paesi un’esperienza di servizio unica e di fruizione di altissima qualità. Risultati ottenuti grazie a un’infrastruttura di rete di trasporto nazionale (backbone) di oltre 8.000 chilometri, con una connettività capillare, in grado di garantire comunicazioni sicure e in tempo reale. Un sistema progettato per garantire continuità e resilienza anche dopo i Giochi Invernali, con connessioni ridondate ad altissima capacità fino a 100 Gigabit al secondo. L’obiettivo è creare un patrimonio tecnologico duraturo per trasformare città e territori in smart city e smart land. Si parte dallo Stadio San Siro, sede della Cerimonia di inaugurazione, dove la rete mobile di TIM è stata fortemente potenziata per gestire picchi di traffico eccezionali tipici di eventi massivi. In particolare, è stata sviluppata una rete 5G ad hoc con tecnologia innovativa ed unica in Italia, aumentando del 500% la velocità in download, per una customer experience senza precedenti, che farà viaggiare centinaia di terabyte di dati abbattendo le distanze tra gli atleti e il pubblico di tutto il mondo. Il potenziamento della copertura mobile ha inoltre interessato tutti i luoghi strategici dei Giochi Invernali: dal PalaItalia Santa Giulia, alla Fiera Milano City e Fiera Milano Rho fino all’Arena di Verona, che ospiterà la Cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e quella di apertura dei Giochi Paralimpici, che è stata dotata di una nuova rete 5G progettata nel rispetto del contesto storico. L’impegno tecnologico di TIM si estende anche alle località olimpiche, da Bormio a Livigno, da Cortina d’Ampezzo alla Val di Fiemme, con significativi miglioramenti delle prestazioni del 4G e del 5G e particolare attenzione alle aree alpine, dove le esigenze di copertura si confrontano con i vincoli ambientali e paesaggistici. Nelle aree delle Tofane, Cortina, Duca d’Aosta, Rumerlo e Socrepes sono stati adottati impianti a basso impatto visivo per una copertura di aree sciistiche dei rifugi più iconici. Connettività potenziata anche lungo le principali direttrici di mobilità che collegano le sedi di gara, dallo Stelvio alla SS51 di Cortina, fino ai tratti di Ponte di Legno e Valdidentro–Bormio e le autostrade A4, A22, A23 e A27 per un totale di oltre 1.300 chilometri. La copertura sulla Pedemontana Veneta è stata significativamente ampliata, garantendo continuità lungo tutta l’arteria percorsa ogni giorno da oltre 84mila veicoli. Potenziamento della copertura anche delle aree aeroportuali di Malpensa e Venezia. TIM ha inoltre fornito all’organizzazione di Milano Cortina 2026 oltre 10.000 tra SIM e router 4G/5G e più di 3.600 SIM dedicate ad atleti e paratleti e garantirà, per l’intero periodo, un presidio operativo di oltre 1.000 tecnici al lavoro per la copertura continua di tutti gli eventi presso le sedi olimpiche. L’impegno di TIM si riflette anche nell’esperienza digitale del pubblico: gli appassionati potranno seguire tutte le gare dei Giochi Invernali sui canali Eurosport disponibili su TimVision, la piattaforma che si distingue come l’aggregatore di servizi streaming più completo sul mercato italiano. La partnership tra TIM e Milano Cortina 2026 si configura come un investimento strategico per il futuro digitale del Paese: un’infrastruttura pensata per un grande evento internazionale che resterà patrimonio delle comunità locali per abilitare nuove opportunità di crescita economica e sociale e favorire lo sviluppo digitale, il turismo e nuovi servizi per cittadini e imprese.

 

Sace e Simest, accordo per far far crescere l’export valorizzando il Credito Fornitore

Far crescere l’export italiano attivando le sinergie operative, gli strumenti e i servizi per la competitività di SACE e di SIMEST. Questo è l’obiettivo dell’accordo firmato da Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, e Regina Corradini d’Arienzo, amministratore delegato di SIMEST. La capacità delle imprese di offrire soluzioni di pagamento competitive ai propri clienti esteri è una leva strategica per l’espansione nei mercati internazionali, soprattutto nei settori ad elevato contenuto di beni strumentali. In questa direzione, l’accordo firmato tra SACE e SIMEST pone le basi per una collaborazione operativa che punta a promuovere e valorizzare insieme le potenzialità dello strumento del Credito Fornitore. Concedendo dilazioni di pagamento ai propri acquirenti esteri e combinando le coperture assicurative di SACE e un contributo a fondo perduto erogato da SIMEST direttamente all’esportatore italiano fino al 5% del costo dell’anticipo di fatture e altri titoli di pagamento, le imprese italiane possono contare su un vantaggio in termini di competitività finanziaria che il sistema italiano di supporto all’export mette andisposizione di tutte le imprese esportatrici, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Tra le iniziative in fase di lancio: un’offerta commerciale integrata e semplificata per valorizzare i vantaggi dello strumento, iniziative di formazione e divulgazione, congiunte, mirate e sinergiche con il sistemanbancario e altri partner commerciali strategici, incluso le associazioni di categoria, scouting e promozione di contratti quadro con primari acquirenti esteri valorizzando l’export delle PMI italiane, mettendo a fattor comune le potenzialità delle sedi e presidi esteri di SACE e SIMEST e promuovendo eventi di business matching per favorire incontri tra aziende italiane e primari player esteri. “Per crescere su nuovi mercati, è fondamentale offrire condizioni competitive mantenendo allo stesso tempo un solido equilibrio finanziario, per questo l’assicurazione del credito rappresenta un alleato strategico – ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE -. Siamo lieti di lavorare in questa direzione al fianco di SIMEST per offrire un supporto integrato alle aziende esportatrici e promuovere iniziative in grado di rispondere alle loro crescenti e nuove necessità per competere al meglio sui
mercati internazionali”. «L’accordo con SACE rafforza un modello di collaborazione secondo una logica di sistema, fondamentale per sostenere la crescita dell’export italiano. Grazie alla combinazione tra le coperture assicurative di SACE e i contributi SIMEST, il Credito Fornitore diventa una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare delle PMI – ha dichiarato Regina Corradini D’Arienzo, amministratrice delegata di SIMEST -. SIMEST ha
inoltre recentemente innovato questo strumento per potenziarne l’impatto, attraverso l’introduzione di un contributo export fino al 5%, erogato
direttamente all’impresa italiana, e la possibilità di offrire pagamenti dilazionati a medio-lungo termine, pari o superiori a 24 mesi. L’accordo si
inserisce pienamente nell’azione coordinata del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina e composto da CDP, SIMEST, SACE e ICE, con l’obiettivo di accompagnare le nostre imprese sui mercati globali grazie a strumenti sempre più integrati, mirati e orientati alla competitività».

 

Pmi, Acomea Sgr: migliora il sentiment. Cresce l’ottimismo con l’arrivo del Fnsi

Il quadro di fiducia delle PMI italiane mostra segnali di graduale miglioramento, pur restando in area dibcontrazione, con un recupero guidato dalle aspettative sui prezzi e dai nuovi ordinativi. In questo contesto, il 2026 rappresenta una fase cruciale: l’accelerazione della spesa del PNRR – finora inferiore al potenziale nonostante l’elevato volume di risorse ricevute – può costituire un importante stimolo ciclico alla crescita. Sul fronte dei mercati finanziari, il recupero delle small cap italiane nella seconda parte del 2025 segnala un rinnovato interesse per l’asset class, che continua a trattare a valutazioni contenute e beneficia di prospettive di crescita degli utili e di supporti istituzionali attesi nel 2026. E’ quanto emerge dalle rilevazioni dell’AcomeA PMI Tracker, un indicatore prospettico volto a tracciare il ciclo economico delle PMI italiane quotate e non – basandosi su aspettative di ordinativi, produzione, dimensioni dell’organico, prezzi e ordini dall’estero. La soglia del 50 separa l’area espansiva dall’area recessiva.  L’AcomeA PMI Tracker, aggiornato a dicembre 2025, evidenzia un miglioramento del sentiment delle piccole e medie imprese italiane rispetto ai due mesi precedenti. Pur rimanendo al di sotto della soglia di
50, e quindi ancora in area di contrazione, l’indicatore segnala un recupero nella parte finale dell’anno. Il principale driver positivo è rappresentato dalle aspettative sui prezzi di vendita; le PMI mostrano una maggiore capacità di adeguare i listini, con implicazioni favorevoli per la profittabilità del comparto.
Migliorano anche le aspettative sui nuovi ordinativi che, pur restando sotto la soglia di neutralità, rappresentano un segnale particolarmente rilevante in quanto indicatore anticipatore del ciclo economico. Faticano invece a recuperare le componenti legate agli ordini dall’estero, alla produzione e all’occupazione, che continuano a riflettere un contesto ciclico ancora complesso, soprattutto sul fronte della domanda internazionale.Il  2026 rappresenta l’ultimo anno operativo del Pnrr. Ad oggi l’Italia ha ottenuto complessivamente 153,2 miliardi di euro, di cui 54,2 miliardi a fondo perduto e 99
miliardi sotto forma di prestiti, pari a circa il 79% delle risorse complessive disponibili. A dicembre è stata ricevuta l’ottava rata e richiesta la nona. Nonostante l’elevato ammontare di risorse ricevute, la spesa effettiva finora si attesta a circa il 66% dei fondi ricevuti. Nel 2026 la spesa delle risorse ricevute
dovrebbe ulteriormente accelerare, portando un effettivo stimolo alla crescita economica. Pertanto quest’ultima fase pone le basi per benefici strutturali nel medio-lungo periodo. Il 2025 si conclude con una performance positiva per tutti gli indici del mercato italiano. A partire dall’estate abbiamo assistito a un marcato recupero delle quotazioni delle società a piccola capitalizzazione. Infatti, per la prima volta dal 2022 l’indice FTSE Italia Small Cap ha superato, in alcune fasi di mercato, la performance del FTSEMIB. Inoltre, anche negli ultimi due mesi dell’anno, il gap tra le società esportatrici verso gli US e le società più domestiche si è allargato, a favore delle seconde. Il movimento dell’indice ha certamente influito sulle valutazioni, ma nel complesso l’asset class tratta
ancora a valutazioni a sconto rispetto ai listini globali e mostra prospettive di crescita degli utili superiori, secondo i dati di consensus di mercato. Le prospettive per il 2026 sono sostenute anche dai flussi in arrivo dal Fondo nazionale strategico indiretto (Fnsi) che è atteso supportare l’asset class.

Bradisismo nei Campi Flegrei, incontro in Regione Campania su sicurezza del territorio e trasporti

Sicurezza del territorio e sistema dei trasporti al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina in Regione Campania sul fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei. All’incontro, promosso dal vicegovernatore Mario Casillo, hanno partecipato Luigi Manzoni, primo cittadino di Pozzuoli; Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli; e Salvatore Scotto di Santolo, sindaco di Monte di Procida, insieme ai rappresentanti della Direzione Generale della Regione Campania, di EAV e di ACaMIR. Il confronto si è focalizzato sulla necessità di rafforzare la sicurezza delle comunità flegree attraverso una pianificazione integrata che metta in relazione le misure di protezione del territorio con la mobilità e le vie di fuga, anche in scenari di emergenza legati alle variazioni del suolo tipiche del bradisismo. Nel corso della riunione è stata condivisa l’esigenza di costruire un tavolo di coordinamento permanente che consenta di pianificare in maniera integrata gli interventi necessari, garantendo tempestività, efficacia e coerenza delle azioni sul territorio flegreo, particolarmente esposto agli effetti del bradisismo. “La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta e per questo è fondamentale lavorare insieme, Regione e Amministrazioni Locali, mettendo in connessione le scelte sulla mobilità con le esigenze di protezione del territorio. Il bradisismo impone una pianificazione attenta e condivisa, soprattutto per quanto riguarda i trasporti e le vie di fuga, affinché il sistema sia pronto e funzionale in ogni scenario” – ha dichiarato a margine dell’incontro il vicegovernatore Mario Casillo. “Desidero ringraziare la Regione e tutte le istituzioni impegnate al fianco dei Comuni dei Campi Flegrei. I cittadini di Pozzuoli chiedono risposte concrete: tempi certi, interventi visibili e misure capaci di rafforzare realmente la sicurezza e la qualità della vita. Il confronto istituzionale deve tradursi rapidamente in azioni sul territorio, dalla tutela ambientale al sistema dei trasporti, dalle vie di fuga ai servizi essenziali. È fondamentale garantire informazioni chiare su cosa verrà fatto, quando e con quali modalità, perché la serenità delle famiglie e la tutela delle comunità vengono prima di tutto” – ha spiegato Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli. Per Josi Gerardo Della Ragione, primo cittadino di Bacoli si è trattato di “un incontro molto positivo. Ringrazio il vicegovernatore Mario Casillo per l’immediata sensibilità dimostrata verso i Campi Flegrei. Abbiamo posto al tavolo, come priorità per Bacoli, la riattivazione delle linee Cumana e Circumflegrea, il finanziamento di opere stradali strategiche, l’arretramento della stazione di Torregaveta e il collegamento dalla stazione di Baia alla piazza Rigatti. Fondamentale è progettare e realizzare la strada che superi Arco Felice Vecchio. Sono infine molto contento che si stia affrontando anche il tema portualità flegrea e porteremo al tavolo il grande progetto di potenziamento del porto di Baia”. Anche Salvatore Scotto di Santolo, sindaco di Monte di Procida, ha evidenziato la disponibilità del vicepresidente Casillo a intervenire concretamente sul territorio: “Per quanto riguarda la linea Cumana, siamo fiduciosi nel lavoro in corso e nelle iniziative che saranno messe in campo per rafforzare la sicurezza e migliorare il sistema dei trasporti, aspetti fondamentali per le nostre comunità. Desidero inoltre ringraziare l’assessore per l’attenzione mostrata alle vie di fuga e al porto di Acquamorta, elementi cruciali per garantire sicurezza e accessibilità sul territorio”. Il tavolo proseguirà il proprio lavoro nelle prossime settimane con ulteriori momenti di confronto tecnico, finalizzati a rafforzare il coordinamento e a definire interventi concreti a tutela delle comunità dell’area flegrea.

 

Patto europeo per il clima: il cambiamento climatico è una realtà, la prevenzione deve diventare la priorità

Le immagini che arrivano da Niscemi (CL) impongono a tutti noi un’approfondita riflessione. Il Patto Europeo per il Clima esprime solidarietà alla comunità di Niscemi, colpita da una grave frana che ha ferito profondamente il suo territorio. Questo fenomeno mostra come gli effetti del cambiamento climatico possano essere amplificati dalla carenza di interventi di prevenzione e manutenzione del territorio. Il territorio italiano è molto delicato. Secondo l’ISPRA, in Italia la popolazione residente nelle aree a pericolosità da frana è molto elevata (P3+P4) pari a 1.304.000 abitanti (2,2% del totale), mentre quella a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media P2 raggiunge 6.818.000 abitanti (11,5%). Anche edifici, famiglie, imprese e beni culturali risultano significativamente esposti: oltre 565.000 edifici si trovano in aree a pericolosità elevata o molto elevata da frana, e più di 642.000 unità produttive sono a rischio di inondazione nello scenario medio. Questi dati confermano quanto il dissesto idrogeologico sia un tema centrale per la sicurezza delle comunità. L’aumento della temperatura media globale genera cambiamenti nella dinamica atmosferica e oceanica, rendendo più frequenti e intensi, anche alle nostre latitudini, eventi meteorologici estremi come piogge torrenziali, mareggiate e ondate di calore. Inoltre, il Mediterraneo risulta essere un hot-spot climatico, ovvero tende a riscaldarsi in modo molto più rapido della media intensificando i cicloni mediterranei. Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana e Ambasciatore europeo per il clima, sostiene che “a dispetto delle opinioni prive di fondamento scientifico che in questo periodo, anche per bocca di leader politici, deridono la scienza climatica, il riscaldamento globale procede inesorabile, con i dati termici globali rilevati dall’Osservatorio satellitare Copernicus sempre al di sopra della media. Non possiamo permetterci di perdere tempo prezioso dietro a capricci personali e interessi di parte, altrimenti la finestra di intervento per evitare danni climatici gravi e irreversibili per le generazioni più giovani, si chiuderà vanificando ogni futuro sforzo di mitigazione”. In territori vulnerabili, come Niscemi, la combinazione di precipitazioni intense, terreni instabili e urbanizzazione aumenta il rischio di frane e smottamenti, mettendo a repentaglio vite umane, edifici e infrastrutture. Questo caso conferma l’urgenza di strategie di prevenzione, pianificazione del territorio e mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. La scienza ci mette in guardia circa i rischi derivanti dal riscaldamento globale, la cronaca dei nostri giorni ci costringe a non ignorare più quei pericoli. Una transizione energetica giusta, la maggiore cura per il territorio e il rispetto per la natura sono l’unica strada per evitare che eventi come quelli di Niscemi diventino una tragica e inaccettabile normalità.

 

Autostrade per l’Italia in mostra in Triennale: “Italia in movimento, autostrade e futuro”. Dal 7 febbraio il racconto dell’evoluzione della rete infrastrutturale

“Italia in Movimento. Autostrade e futuro” è la mostra che, dal 7 febbraio, apre al pubblico all’interno di Triennale Milano, proponendo una riflessione sul ruolo strategico delle infrastrutture autostradali come vie di accesso, connessione e accoglienza. Una rete capace di avvicinare e unire i viaggiatori ai grandi eventi come i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Promossa da Autostrade per l’Italia e realizzata con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra – curata da Pippo Ciorra con Angela Parente – accompagna i visitatori in un percorso che intreccia storia, architettura, paesaggio e visione futura, rileggendo l’autostrada non solo come opera ingegneristica, ma come infrastruttura culturale e fattore abilitante della mobilità contemporanea. “Le infrastrutture autostradali – dichiara Arrigo Giana, Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia – rappresentano molto più di una rete di collegamento. Sono vettori di crescita e coesione sociale per l’intero Paese. La presenza di Aspi a Milano Cortina 2026 ribadisce la centralità della nostra rete come asset strategico capace di connettere territori e grandi eventi internazionali. Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell’autostrada come elemento di progresso culturale e di identità: un patrimonio condiviso che accompagna la trasformazione dell’Italia, sostenendone lo sviluppo economico e sociale attraverso l’innovazione”. Il progetto espositivo nasce in occasione del centenario della costruzione della prima autostrada italiana e sviluppa una narrazione che mette in relazione lo sviluppo delle infrastrutture con i grandi momenti di mobilità collettiva. Attraverso materiali d’archivio, fotografie d’autore, mappe e contributi visivi, viene restituito il ruolo delle autostrade come reti di accesso che rendono possibile l’incontro tra territori, persone ed eventi, e come sistemi chiamati a confrontarsi con i temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e della trasformazione del paesaggio. Il percorso della mostra si articola in quattro sezioni tematiche. La prima è dedicata alla costruzione della rete autostradale, intesa come infrastruttura capillare di connessione tra territori. La seconda esplora l’esperienza del viaggio come pratica sociale e culturale, legata all’evoluzione dei servizi e dei luoghi della mobilità, e arricchita dal contributo progettuale di alcuni tra i massimi esponenti dell’architettura italiana. La terza sezione presenta il paesaggio autostradale attraverso le fotografie di Iwan Baan, che raccontano il rapporto tra infrastruttura e territorio. L’ultima sezione guarda alla tecnologia e al futuro della mobilità, con le immagini di Emiliano Ponzi, che offrono una visione prospettica delle infrastrutture come elementi chiave per l’accessibilità e la mobilità dei grandi eventi contemporanei. Visitabile fino al 22 febbraio, “Italia in Movimento. Autostrade e futuro” si propone come uno spazio di riflessione sul ruolo delle infrastrutture autostradali che garantiscono accessibilità ai territori e alle comunità.

 

 

E-commerce, multa di 9 mln dell’Antistrust a eDreams per pratiche commerciali scorrette

L’Antitrust ha comminato una sanzione di 9 milioni di euro a eDreams – agenzia di viaggi online – per “due distinte pratiche commerciali scorrette, che causano persuasione visiva ed emotiva in ambiente digitale”. Nello specifico – si legge in una nota dell’Antitrust – l’azienda avrebbe “utilizzato strategie di design ingannevoli e tecniche manipolative – i cosiddetti dark patterns – per descrivere i presunti vantaggi dell’abbonamento al servizio Prime e per imporre ai consumatori l’iscrizione e la permanenza in tale abbonamento”. L’Autorità – spiega infatti il comunicato – ha accertato che le società, nell’offrire voli e soggiorni tramite sito web e app, ha fatto ricorso a prospettazioni ingannevoli e a tecniche di indebito condizionamento, incluse strategie manipolative, per indurre i consumatori ad aderire all’abbonamento Prime, talvolta inconsapevolmente. A tal fine – prosegue Agcm – eDreams ha presentato l’offerta di Prime fornendo informazioni ambigue sulle caratteristiche e sui vantaggi dell’abbonamento, sfruttando tecniche di ‘time pressure’ e di ‘artificial scarsity’, in modo da far affrettare la scelta d’acquisto e guidare il consumatore nell’adesione a Prime. Inoltre è stata prospettata in modo ingannevole l’effettiva entità degli sconti derivanti dalla sottoscrizione ed è stata presentata in modo poco trasparente l’esistenza di differenziazioni di prezzo, in funzione del percorso di atterraggio (diretto o tramite siti metasearch) ad eDreams, ovvero dello stato di adesione a Prime. La libera scelta del consumatore – aggiunge l’Antitrust – è risultata compromessa anche perché eDreams ha preselezionato la versione più costosa dell’abbonamento, ossia Prime plus, e perché gli utenti non in possesso dei requisiti per accedere al periodo di prova gratuita previsto dal servizio, dopo essere stati indotti ad aderire a tale prova, sono stati sottoposti a un addebito immediato del prezzo dell’abbonamento annuale, senza una adeguata comunicazione preventiva. Queste condotte, configurando una pratica che presenta profili di ingannevolezza e di aggressività, integrano violazioni degli articoli 20, 21, 22, 23, comma 1, lettera g), 24, 25 e 26, lettera f) del Codice del consumo e hanno comportato l’irrogazione di una sanzione pari a 6 milioni di euro. L’Autorità ha inoltre accertato che le società hanno ostacolato l’esercizio del diritto di recesso da parte dei consumatori, sia prima della scadenza del periodo di prova, sia durante la vigenza dell’abbonamento Prime, attraverso strategie di trattenimento attuate anche tramite il servizio clienti. Questa seconda pratica configura una pratica commerciale aggressiva, in violazione degli articoli 20, 24, 25 e 26, lettera f) del Codice del consumo, e ha portato a una ulteriore sanzione pari a 3 milioni di euro.

 

Nucleare: economia circolare, da ENEA nuovi combustibili per ridurre i rifiuti

Enea sta mettendo a punto nell’ambito del progetto FREDMANS combustibili nucleari pronti per il riutilizzo, così da ridurre la quantità dei rifiuti da gestire e dare applicazione concreta ai principi dell’economia circolare anche in questo settore. Si tratta di combustibili di ultima generazione, come i nitruri, in grado di migliorare sicurezza, sostenibilità e costi dell’energia nucleare; attualmente presso il Centro Ricerche Enea di Bologna è in corso l’ideazione degli impianti di fabbricazione di questi combustibili, elemento cardine del funzionamento di un impianto nucleare, e nelle varie attività di education & training per formare le nuove generazioni di ricercatori europei. “L’obiettivo più ampio è creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare l’attuale processo (fabbricazione, riprocessamento e rifabbricazione) e far sì che il combustibile venga già prodotto tramite tecniche e tecnologie avanzate, come la manifattura additiva e la stampa 3D, che possano poi facilitarne il recupero e la gestione”, spiega il responsabile del progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla – aggiunge – per definire il layout di un impianto per la fabbricazione industriale di nitruri sulla base di tecnologie e metodologie innovative”. Enea ha contribuito in modo significativo anche alla realizzazione di iniziative formative, come scuole dedicate e training sul campo, mettendo a disposizione la storica esperienza nella progettazione di reattori nucleari avanzati e nel combustibile. I risultati del progetto FREDMANS, sia documentali che sperimentali, mirano a creare una filiera nucleare europea più efficiente nell’uso delle risorse, sia attraverso l’innovazione tecnologica sia mediante la formazione di nuove generazioni di ricercatori. “La sicurezza del nucleare del futuro – conclude Lodi – si basa su professionalità preparate che saranno sempre più consapevoli dell’importanza dell’integrazione della sostenibilità nel sistema nucleare”.

 

Enac:  al Palazzo dell’Aviazione Civile riunione del CISA. Addetti security aeroportuali e certificazione autotrasportatori tra i temi del tavolo interministeriale

Si è riunito ieri, nella sede del Palazzo dell’Aviazione Civile, il CISA – Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti Aerei e degli Aeroporti,
presieduto da Pierluigi Di Palma Presidente Enac e del CISA. Un proficuo confronto con le istituzioni e le associazioni degli operatori aeroportuali che
presidiano il complesso sistema del trasporto aereo sui temi di maggior rilievo per gli aspetti relativi alla security del settore. Nella seduta odierna sono stati riportati da Enac alcuni aggiornamenti sui controlli governativi in merito alle apparecchiature di sicurezza utilizzate negli aeroporti italiani e le relative procedure di protezione dei dati. Un confronto importante, rimandato a un successivo approfondimento in un apposito tavolo tecnico, ha riguardato il superamento del divario temporale che si verifica per i giovani che pur avendo superato la formazione Enac come addetti alla security, devono attendere un lasso di tempo prima dell’effettiva assunzione nei ruoli aeroportuali. Il CISA ha preso atto anche della normativa europea che prevede, dal 1° gennaio 2027, che tutti gli autotrasportatori che consegnano merce negli aeroporti debbano essere certificati da Enac. L’Ente ha già avviato le procedure per dare attuazione alle indicazioni europee nei tempi previsti per l’entrata in vigore della normativa. Per Enac, presenti alla riunione, oltre al Presidente Pierluigi Di Palma, il Direttore Generale Alexander D’Orsogna, il Vice Direttore Generale Fabio Nicolai, il Direttore Centrale Presidenza Gianluca Lo Bianco, il Direttore Security Sebastiano Veccia e il Direttore Standardizzazione Handling e Security Gabriele Squillaci. Il CISA è presieduto da Enac, in quanto Autorità competente per la security del trasporto aereo ai sensi del Regolamento europeo 300/2008, ed è composto, tra gli altri, dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, dai Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dello Sviluppo Economico, Giustizia oltre che dal Comando Generale della Guardia di Finanza, dall’Agenzia delle Dogane, dei Vigili del Fuoco, dall’Enav e dalle associazioni di categoria degli operatori aeroportuali.

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