La sfida dei crolli per Salerno che punta Euro 2032

Foto da Il Giornale di Salerno
Non sarà facile fare “la rivoluzione dello sport“, come l’abbiamo chiamata su questo giornale (si veda l’articolo correlato a questo), a Salerno. Soprattutto, non potrà essere parziale. I due progetti più ambiziosi di rigenerazione infrastrutturale riguardano, infatti, il nuovo Palasport a San Leonardo e il restyling dello stadio Arechi, casa della Salernitana. Ma dall’altro lato, altre due strutture come il pattinodromo e lo stadio Donato Vestuti rischiano di cadere nel dimenticatoio.
Il Palasport, come raccontato su Diac da Giusy Iorlano, ha visto posare la sua prima pietra poche settimane fa e promette di dar vita a una vera cittadella sportiva. Quanto allo stadio, a inizio ottobre il Comune di Salerno, guidato dal sindaco Vincenzo Napoli, ha annunciato di aver trasmesso alla Figc (la federazione calcistica) i documenti per confermare la candidatura dell’impianto a ospitare le partite degli Europei 2032. Una corsa alla quale vogliono iscriversi parecchie città. E che anche quella amaranto vuole giocare, a costo di inasprire il duello a distanza con Napoli, dove allo stesso modo il dossier stadio è caldo tra il Sindaco Manfredi e il presidente azzurro De Laurentiis. “In particolare – spiegano Sindaco, Regione Campania, Salernitana e Arus Campania nella nota inviata alla Figc – sono stati forniti una serie di dettagli tecnici e logistici inerenti al cronoprogramma per la ristrutturazione ed ammodernamento dell’impianto grazie all’importante finanziamento della Regione Campania. I lavori trasformeranno l’Arechi in uno stadio tra i più accoglienti, funzionali e performanti d’Italia e d’Europa, perfettamente idoneo ad ospitare una grande manifestazione sportiva come Euro 2032. Nei prossimi mesi sarà predisposto e consegnato un dossier ampio e particolareggiato a supporto della candidatura nel quale saranno evidenziati gli elementi vincenti di Salerno e del suo territorio: infrastrutture per la mobilità con AV Ferroviaria, Aeroporto e Stazione Marittima, prossimità con assi autostradali nazionali; patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale, enogastronomico ed artigianale di rilievo mondiale; naturale predisposizione all’accoglienza. Euro 2032 è una grande occasione di promozione internazionale che porterebbe benefici importanti per Salerno, la Campania e la stessa Italia”.
Il lato b di questa medaglia, però, dicevamo, è quello della manutenzione e della considerazione anche di altri poli sportivi. Il recentissimo (25 ottobre) crollo del pattinodromo al quartiere Torrione ha riacceso l’allarme sicurezza sulle infrastrutture urbane e soprattutto il fattore abbandono. Perché, specie in quella zona costiera, le erosioni avanzano da tempo anche se sotto traccia. Per il prossimo futuro di questa infrastruttura sportiva, intanto, serviranno non meno di cinque milioni e i danni si sono ripercossi anche sulla procedura di appalto per la gestione dei campi di tennis attigui, visto che la gara si basava sulla piena operatività dei quattro campi ma uno è attualmente inagibile.
Quanto allo stadio Vestuti, l’altro polo sportivo dimenticato, è un impianto ancora utilizzato ma in stato di semi-abbandono. In un recente articolo, il quotidiano online locale Sport del Sud ne ha ricordato la storia. Intitolato a Donato Vestuti, visionario e fondatore in senso ideale della Salernitana, che nacque un anno dopo la sua morte nel 1918. E la stessa dinamica la sta vivendo il suo stadio, “incompiuto, sospeso tra ciò che fu e ciò che avrebbe potuto essere”, ha scritto il quotidiano. Un po’ come Salerno, a metà tra la rivoluzione dello sport, che passa per l’Arechi e il palazzetto, e le manutenzioni mancanti ad altre infrastrutture urbane. Ma la rigenerazione cittadina va compiuta nel suo complesso, altrimenti non può essere davvero rivoluzionaria.