AFRICA CHAMPION PROGRAM

Piano Mattei: dal 2024 18 miliardi investiti, adesso nuovo business matching. Pignotti (Sace): “Grande opportunità per le imprese italiane”

19 Nov 2025 di Mauro Giansante

Condividi:
Piano Mattei: dal 2024 18 miliardi investiti, adesso nuovo business matching. Pignotti (Sace): “Grande opportunità per le imprese italiane”

MICHELE PIGNOTTI AD SACE

L’Africa come bacino ancora da scoprire per le imprese italiane. Dal 2024, sono stati attivati oltre tre miliardi di garanzie per 18 miliardi di euro di investimenti e progetti. “Un continente strategico che prossimi 25 anni registrerà un’enorme spinta demografica nel continente, generando domanda di infrastrutture di base ma anche tecnologiche”. Ma “spesso le aziende italiane non sono a conoscenza delle opportunità” in loco. Parole dell’ad di Sace, Michele Pignotti, alla presentazione della seconda edizione dell’Africa Champion Program legato al Piano Mattei. Un programma su cui punta molto il governo italiano ma che fatica a decollare, anzitutto per mancanza di tracciamento dei singoli progetti. Eppure, è stato ricordato ieri, nei prossimi 25 anni l’Africa avrà un boom demografico arrivando a 2,5 miliardi di persone. Per una popolazione in maggioranza under 40.

Qualche impulso, comunque, il Piano Mattei l’ha portato. Secondo Sace, nel 2024 abbiamo esportato beni per oltre 20 miliardi di euro di cui 14 proprio nei Paesi coinvolti nel piano. I maggiori volumi si registrano in Nordafrica, cioè in Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco per tre miliardi ciascuno. Ma si registra un nuovo attivismo anche in Africa subsahariana e nella cosiddetta Africa francofona, è stato spiegato ieri: Angola (circa €500 milioni), Costa d’Avorio e Senegal. E nel primo semestre del 2025 si osservano segnali incoraggianti, con esportazioni italiane in crescita verso il Senegal, la Tanzania, con tassi di crescita a due cifre, e il Marocco e l’Algeria. I settori più coinvolti sono l’agroalimentare, le infrastrutture, l’energia, l’automotive, ma anche chimica e meccanica strumentale. “Il 3% del pil globale è generato dall’Africa ma il potenziale sfruttato è ancora molto basso”.

Nella prima edizione dell’Africa Champion Program sono state coinvolte 230 aziende e 7 partner, su tre focus settoriali, con 14 ore di didattica. In questa seconda, lanciata ieri, viene coinvolto anche il Mimit su temi quali le materie prime critiche e le infrastrutture digitali. E l’altro nuovo modulo sarà quello dedicato alle collaborazioni multilaterali tra imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali in collaborazione con il Ministero dell’economia e delle finanze. I focus settoriali su energia, infrastrutture e agricoltura rimangono, accompagnati da altri geografici. Infatti, ci sarà un percorso formativo di venti ore con approfondimenti che esploreranno otto nuove aree chiave individuate nell’ambito del Piano Mattei: Tanzania, Senegal, Etiopia, Ghana, Angola, Algeria, Marocco e Kenya.

“Con l’attuale governo, l’Italia ha impresso un salto di qualità nei rapporti con l’Africa, dando vita a una delle più ambiziose iniziative di politica estera e di cooperazione internazionale degli ultimi anni: il Piano Mattei“, ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in un passaggio del suo intervento all’evento “Dialogo mediterraneo italo-spagnolo”, organizzato da Med-Or Italian Foundation e Real Instituto Elcano. Una piattaforma che da 9 ora coinvolge 14 Paesi africani. Ma i dettagli sui progetti, come la loro timeline e la fonte specifica di investimento, rimangono incerti, opachi. Ha rivendicato Mantovano: “La concretezza del Piano è dimostrata dall’avanzamento dei numerosi progetti previsti: penso alla realizzazione del corridoio infrastrutturale del Lobito, teso a collegare l’Africa occidentale a quella orientale; all’estensione verso l’Africa orientale del cavo Blue Raman, la dorsale marittima che collegherà l’India alle economie europee passando per il Medio Oriente e per il Mediterraneo; all’A.I. Hub per lo sviluppo sostenibile inaugurato lo scorso giugno a Roma, nella sede del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, che sosterrà l’ecosistema imprenditoriale africano coinvolto nelle nuove tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale”.

Un punto di merito, questo sì, è l’europeizzazione del programma, ora più integrato con il Global Gateway dell’Ue. A giugno scorso, in occasione del vertice Meloni-von der Leyen, sono state siglate undici intese e annunciato un finanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro per infrastrutture energetiche, digitali e agroalimentari.

“Solo nel 2024 abbiamo svolto 67 attività in 23 mercati africani per oltre 7 milioni di euro. Per il 2026 prevediamo un aumento delle attività per superare gli 11,5 milioni, a testimonianza di quanto l’attenzione nei riguardi del continente africano per la sua valenza strategica sia fondamentale per il sistema italiano”, ha aggiunto Alessandro Cugno, dirigente dell’ufficio di formazione alle imprese dell’Agenzia Ice nel corso della presentazione della seconda edizione dell’Africa Champion Program. Adesso, insomma, è tempo di un nuovo business matching per far entrare il rapporto Italia-Africa, anzi Afriche, in una fase ancora più concreta e avanzata. Con un approccio paritario e vicendevole che coinvolge governi ma anche enti e imprese.

 

 

 

 

 

Argomenti

Argomenti

Accedi