IL RAPPORTO COMAR SULLE PARTECIPATE
Dalle infrastrutture all’energia, le grandi operazioni che rimodellano il perimetro pubblico
La galassia delle partecipate pubbliche è in grande fermento. Sono in atto grandi operazioni industriali e finanziarie che, se solo si guarda agli ultimi quattro anni, stanno continuamente rimodellando il perimetro pubblico dalle infrastrutture all’energia, dalle tlc all’industria della difesa. Stando alla strettissima attualità, è, ad esempio, atteso l’imminente varo – annunciato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini per oggi- della riforma dei porti con la nascita di Porti d’Italia S.p.A: si tratta di un nuovo un soggetto pubblico che avrà la regia dell’intera rete portuale nazionale con una visione integrata soprattutto per la programmazione degli investimenti. Se la riforma dei porti è sulla rampa di lancio, c’è un altro dossier aperto sul fronte delle infrastrutture: quello dello scorporo di Anas dal gruppo Fs, che l’ad delle Ferrovie Stefano Donnarumma ha posto come una priorità strategica.
A fotografare questo processo tutto in fieri è la settima edizione del Rapporto CoMar sui bilanci della società partecipate dallo Stato , dedica un capitolo alla questione dimensionale, al ridisegno del settore e alle operazioni straordinarie. Il Rapporto ne calcola almeno 18 in questa fase. Abbiamo detto dei porti e di Anas – Rfi. Il lungo elenco vede l’accordo tra CDP e Poste Italiane, per l’ingresso di questa in Tim e la contemporanea cessione a CDP di Nexi. Sul pianeta Eni si registra l’acquisizione da parte del fondo KKR di una partecipazione in Enilive; l’ingresso del fondo Ares e l’incremento della partecipazione di EIP-Energy Infrastructure Partner in Eni Plenitude;la costituzione di una società paritetica tra Eni e Petronas per l’integrazione dei rispettivi asset upstream in Indonesia e Malesia. Da segnalare l’acquisizione di 2I Rete Gas da parte di Italgas Saipem e la norvegese Subsea7 hanno raggiunto un’intesa per una possibile fusione e Snam ha firmato di recente l’accordo com Igneo Infrastructure Partners per acquisire la partecipazione del 48,2% detenuta da quest’ultima in OLT – Offshore LNG Toscana. Intanto, è nata Nuclitalia – partecipata da Ansaldo Energia, Eni e Leonardo – per lo sviluppo di tecnologie nucleari innovative.
Grandi manovre anche nel gruppo Leonardo con la costituzione di una joint venture tra Leonardo e la tedesca Rheinmetall nei sistemi di difesa terrestri; la firma di una società paritetica tra Leonardo e la turca Baykar per lo sviluppo di sistemi unmanned; la costituzione della società Edgewing per lo sviluppo del sistema aereo GCAP di sesta generazione, fra Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries; l’acquisizione da Iveco Group di Iveco Defence da parte di Leonardo. Ci sono i dossier relativi all’ingresso in FiberCop e all’acquisizione di Telecom Italia Sparkle, i ripetuti interventi per garantire la continuità operativa di Acciaierie d’Italia (ex Ilva). E, non da ultimo, c’è la grande battaglia che ha portato, all’acquisizione di Mediobanca da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Secondo il Rapporto Comar, a fine 2025, le grandi aziende che l’Italia può vantare sono prevalentemente le Partecipate statali o quelle dove il pubblico esercita una influenza notevole; nella classifica generale delle prime 15 per dimensione, vi rientrano in questa categoria, le altre 4 essendo multinazionali con sede principale all’estero o di proprietà di fondi internazionali. Se le imprese oggi attive in Italia sono 5.063.311 e, di queste, oltre il 95% sono micro (meno di 10 dipendenti), le sole 45 Società industriali e di servizi controllate dallo Stato, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresentano il 14,2% del PIL italiano. Nel consolidato societario, nel 2024 il fatturato totale delle 45 partecipate è stato di 312,2 miliardi; gli utili si sono attestati a 16,3 miliardi; i debiti finanziari ammontino a 230,1 miliardi, in crescita di 13 miliardi (+6%); i dipendenti raggiungano 520.487, superando per la prima volta il mezzo milione. Nel solo 2025, le 12 principali Partecipate hanno fatto confluire nel Bilancio dello Stato dividendi per 3,3 miliardi di euro (+1,3% rispetto alle previsioni iniziali), ai fini della riduzione del rapporto debito/PIL.
Nell’analisi, più in particolare, si mostra che il fatturato complessivo è stato di 312,2 miliardi di euro; in diminuzione di 16,9 miliardi (-5,1%) sui 329,1 miliardi del 2023, ma in aumento del 37%, più di 84 miliardi, sui 227,8 miliardi del 2017; considerando la ripartizione del fatturato per singoli settori di attività nel 2024, il 71,6% è realizzato nell’energia, il 13,5% è ascrivibile alla meccanica, l’11,1% a trasporti e telecomunicazioni, il 2,3% all’ICT; quote di poco superiori all’1% per servizi alla P.A. o inferiori per ambiente e territorio; il risultato di competenza ha registrato utili per 16,3 miliardi di euro, con un aumento di 1,4 miliardi (+9,9%) sull’anno precedente, ma più che raddoppiando (+127,7%) sul 2019; il rapporto tra gli utili sul fatturato si colloca al 5,2%, in progresso rispetto a tutti gli ultimi cinque anni; il margine operativo netto è stato di 33,5 miliardi di euro, in discesa di 409 milioni (-1,4%) su 34 miliardi del 2023, ma in aumento sui 21,6 del 2017 (+54,9%); l’andamento di questi valori ha determinato il rapporto tra margine operativo netto e fatturato, che si attesta al 10,7%, in linea con la media del 9,8% dei sette anni precedenti; i debiti finanziari, tra il 2023 ed il 2024, sono saliti da 217 miliardi di euro a 230,1 miliardi; un aumento di 100 miliardi sul 2017 (+76,9%); il rapporto tra debiti finanziari e fatturato si attesta sul 73,7%, quando era del 57% nel 2017; riguardo agli addetti, hanno raggiunto le 520mila Unità, un notevole incremento sui 457.648 del 2017; il fatturato per dipendente è stato di 600mila euro.
In merito alle classifiche delle singole aziende, senza dimenticare l’eterogeneità dei settori di appartenenza, le società con il migliore rapporto “risultati su fatturato” (utili/perdite) sono Stretto di Messina (73,6%), Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (63%), Snam (35,4%), Terna (30,3%), Italgas (+28,7%); le peggiori, Open Fiber, Cinecittà, Italia Trasporto Aereo, Diagram, Fibercop. Sulla base delle informazioni finanziarie che le 11 partecipate quotate hanno recentemente comunicato ai mercati, CoMar ha valutato anche l’andamento tendenziale per il 2025. Si tratta di Enav, Eni, Enel, Fincantieri, Italgas, Leonardo, Poste, Raiway, Saipem, Snam, Terna, che costituiscono, da sole, il 53% del totale del fatturato e l’80% degli utili di tutte le 45 Partecipate statali, rappresentando, quindi, un campione grandemente significativo. Otto di queste, presentando i risultati al terzo trimestre, confermano le previsioni (guidance) già positive, mentre altre tre migliorano ulteriormente. Complessivamente, nel confronto settembre 2024 – settembre 2025:il fatturato è passato da 167,4 miliardi di euro a 170,5; è quindi aumentato, in un anno, di 3,1 miliardi (+1,8%), con 3,7 miliardi persi da Eni (-6%), compensati dalla crescita di tutte le altre Partecipate, a cominciare da Italgas (+42,7%), Fincantieri (+20,5%) e Leonardo (+11,3%); l’utile è sostanzialmente stabile (+0,1%), superando di poco i 13,1 miliardi su anno; con i migliori risultati per Italgas (+44,5%), Snam (+13,4%) e Poste Italiane (+11,2%); meno bene Enav (-25,7%) e Enel (-10,8%); l’indebitamento finanziario netto supera i 115 miliardi, aumentando di 3,8 miliardi (+3,5%), soprattutto per Saipem, Italgas, Raiway, Terna; gli investimenti sono praticamente stabili (-0,7%), con una riduzione sia per Eni che per Enel. l’occupazione ha 4.150 addetti in più (+1,2%), poiché queste 11 società impiegano oltre 347mila persone.