Qualità e bellezza contro l’incuria: Torino e Borgo San Dalmazzo investono sugli Erp per la rigenerazione sociale delle famiglie

24 Mar 2026 di Nicola Pini

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Qualità e bellezza contro l’incuria: Torino e Borgo San Dalmazzo investono sugli Erp per la rigenerazione sociale delle famiglie

Quando si parla di edilizia popolare quasi per riflesso condizionato pensiamo tanto al degrado delle strutture abitative quanto alle complessità sociali che spesso caratterizzano queste realtà. In un contesto generale di insufficienza degli investimenti non mancano tuttavia esperienze di riqualificazione che cercano di recuperare questi ambienti urbani sia sul piano della manutenzione sia su quello della qualità della vita dei residenti, puntando a superare gli stereotipi reputazionali che pesano sulla ERP.

E’ il caso di due progetti presentati recentemente nel corso della rassegna Città in Scena, curata da Ance e Mecenate 90, a Savona. Si tratta di due interventi in corso di realizzazione in Piemonte da parte delle articolazioni territoriali dell’Atc (l’Agenzia regionale per la casa): uno a Torino, in corso Racconigi; l’altro a Borgo San Dalmazzo,a pochi chilometri da Cuneo, in via Piave. Progetti molto diversi da loro, anche per la dimensione e il contesto in cui si trovano, ma accomunati dall’obiettivo di una valorizzazione complessiva della qualità dei luoghi, abitativa e sociale.
“Rigenerare significa eliminare il degrado non attraverso i divieti, ma attraverso la qualità architettonica. Quando un ambiente è ‘bello da vivere’, i cittadini lo tutelano e se ne prendono cura”, è la visione rivendicata dai gestori del patrimonio edilizio pubblico di Cuneo.

E’ un po’ la versione rivisitata della teoria del vetro rotto, quella secondo cui la manutenzione anche spicciola degli ambienti è fondamentale per non alimentare la trascuratezza e poi il degrado degli ambienti urbani. Riportare qualità e bellezza diventa un antidoto all’incuria. Che va contrastata, si aggiunge dal contesto più metropolitano di Torino, non solo con la “riqualificazione edilizia, ma con un vero e proprio investimento sociale volto al miglioramento della qualità della vita delle famiglie”.

Torino

Quello sulla via Racconigi è un complesso popolare storico di Torino. Sei delle otto palazzine con fregi liberty sono state costruite nel 1910 le altre due nel 1938, Comprendono  350 appartamenti, 51 dei quali acquistati da ex inquilini, il resto rimasti di proprietà pubblica. Gli edifici sono stati sopraelevati nel 1978 e ristrutturati negli anni 80 con l’inserimento degli ascensori. Interventi che sul lungo periodo hanno contribuito a indebolire l’equilibrio degli elementi murari. Nel 2018 le perizie tecniche effettuate dopo i primi segnali di cedimento hanno evidenziato forti criticità nelle strutture. La parziale messa in sicurezza non è bastata e nel 2021 l’Atc Piemonte centrale, agenzia che nella città metropolitana di Torino gestisce 28mila appartamenti. ha deciso di avviare un generale consolidamento strutturale degli edifici.  Si è scelta la strada di “una progettazione innovativa in grado di garantire ai residenti servizi, spazi comuni per favorire inclusione sociale e buon vicinato e azioni di solidarietà per coloro che sono in difficoltà”.

Un progetto di ampia portata che è riuscito a concretizzarsi grazie a tre fonti di finanziamento per oltre 50 milioni complessivi di lavori: gli sgravi fiscali previsti da superbonus e sismabonus, i fondi del programma Pinqua/Pnrr e quelli del Cipess.
Gli interventi di riqualificazione hanno reso necessario affrontare un generale processo di trasferimento dei residenti. Tutti gli inquilini sono stati ospitati in altri alloggi gestiti da Atc, mentre per i proprietari l’impresa ha individuato sistemazioni temporanee, in attesa di riconsegnare gli appartamenti  riqualificati. Nel frattempo è stato necessario un monitoraggio costante sugli edifici per prevenire occupazioni abusive.

Nelle prime sei palazzine i lavori si sono avviati nel 2022 e conclusi nel 2024 con la riconsegna degli appartamenti. Nelle altre due palazzine il cantiere è in corso con la previsione di chiusura entro quest’anno.  Gli interventi hanno riguardato il rinforzo strutturale delle strutture portanti degli edifici la riqualificazione delle facciate conservandone lo stile architettonico, il rifacimento di impianti idrici, elettrici, di riscaldamento e dei bagni, la coibentazione e nuove coperture dei tetti. I lavori, eseguiti prevalentemente dall’azienda Secap, hanno interessato 14mila mq di superficie coperta, grazie ai quali quattro palazzine su sei sono passate dalla classe energetica F ad A1 le altre due da F a B, con un risparmio energetico del 68%. La ristrutturazione ha ottenuto la classificazione Gold da GBC Condomini.

A questa profonda riqualificazione edilizia si è cercato di aggiungere elementi di rigenerazione sociale. All’interno del complesso è stato riservato uno spazio per ospitare una portineria, divenuta un punto di riferimento per i residenti di corso Racconigi. Per garantire un mix sociale, una quota di appartamenti è stata destinata al personale delle forze dell’ordine. Grazie all’assenza di barriere architettoniche una settantina di appartamenti sono stati assegnati a persone con difficoltà motorie e a nuclei familiari di età avanzata.  Al centro dell’intervento, si spiega da Atc, “sono state poste le persone creando uno spazio accogliente e sostenibile dove le famiglie potessero ritrovare oltre alla casa un senso di comunità”. Il progetto ha inteso “favorire l’inclusione sociale e i rapporti di buon vicinato, promuovere azioni di solidarietà per le famiglie in difficoltà e stimolare un rinnovato senso di appartenenza al quartiere”.
Nelle due palazzine in corso di ultimazione saranno realizzati 60 alloggi invece degli 80 precedenti, aumentando la superficie delle singole unità. Saranno riqualificate le due vie adiacenti il complesso abitativo con nuovi posti auto per evitare la presenza dei veicoli all’interno dei cortili e un locale al piano terra sarà destinato a un centro socio-culturale.

Borgo San Dalmazzo

Nella cittadina satellite di Cuneo l’intervento riguarda la demolizione di due fabbricati costruiti nei primi anni 80, sostituiti con un nuovo fabbricato da 30 unità immobiliari, e la riqualificazione del terzo edificio presente nel sito con altre 24 unità abitative. Insieme alla risistemazione dell’area urbana di pertinenza con parcheggi, spazi verdi  e percorsi pedonali.
In questo comprensorio spesso sotto i riflettori per lo stato di degrado in cui versavano le strutture, l’obiettivo del progetto è la sostituzione di edifici estremamente energivori con la nuova palazzina N-Zeb (bassissimo consumo energetico), l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento del contesto urbano con un minor consumo di suolo, la diminuzione dei costi di esercizio, e una più efficace fruibilità degli spazi urbani.

Inoltre, il taglio dimensionale differenziato degli appartamenti permetterà una maggiore flessibilità abitativa. Il progetto avviato nel 2023, affermano da Atc Piemonte Sud, vuole accrescere il benessere abitativo e conseguire una migliore integrazione sociale con un taglio delle spese condominiali e con la realizzazione di nuovi spazi inclusivi permeabili con il contesto urbano circostante. Con un intervento che si rivendica essere “non solo di maquillage ma anche un’operazione sociale”.

I lavori, del valore di 5 milioni di euro, sono finanziati dal Fondo complementare al Pnrr e da fondi propri dell’ente pubblico. I cantieri sono in attività e si prevede il completamento dell’opera nel 2027. I residenti sono stati accompagnati nella fase del temporaneo trasloco con una nuova sistemazione e interventi di sostegno economico.

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