Prologis con il general contractor Gse accelera sul sito di Tor Cervara: pronto a giugno il nuovo hub logistico di Roma, nuova vita a un’area dismessa
La logistica immobiliare si intreccia a doppio filo con storie di rigenerazione urbana. Come quella che, nel cuore della Tiburtina Valley, nella periferia est di Roma, racconta il cantiere, in fase avanzata di realizzazione, di Tor Cervara DC1, una nuova struttura logistica di classe A , sviluppata da Prologis, leader globale nel settore, in collaborazione con Gse, in qualità di general contractor. Una storia che viene da lontano perché quella, un tempo, era stata l’area dove insistevano le ex Officine Romanazzi proprio all’inizio di Via Torcervara, a pochi metri dall’innesto sulla via Tiburtina, all’interno dell’anello del Grande Raccordo Anulare (in questa storia questo non è un dettaglio irrilevante, tutt’altro). Il sito per la produzione di veicoli Industriali era stato attivo dal dopo dopoguerra fino agli anni 80 quando fallirono le attività. Dopo un vano tentativo di riconversione, il sito ha imboccato la strada di un inarrestabile declino che ha significato non solo una perdita industriale ma ha fatto scivolare quell’area in una situazione degrado trasformandola in una piazza di spaccio e prostituzione, aprendo un’ulteriore ferita in un quadrante della città già complesso e problematico anche sotto il profilo della sicurezza. E’ in questo contesto che nasce e prende forma uno dei più interessanti progetti di riqualificazione ambientale e sociale a Roma.
In questo caso, la leva di riscatto del territorio è arrivata dalla logistica immobiliare. Con la collaborazione tra Prologis e GSE Italia, lo spazio delle Ex Officine Romanazzi si sta trasformando in un hub logistico moderno ed efficiente, progettato per integrarsi nel tessuto urbano esistente riattribuendo valore ad un’area già in precedenza urbanizzata ma senza ulteriore consumo di suolo, contribuendo alla riqualificazione e alla sicurezza del quartiere. GSE Italia, in qualità di general contractor, ha gestito le attività di bonifica, demolizione e messa in sicurezza idrogeologica e sta supervisionando la realizzazione del nuovo edificio. La struttura si sviluppa su circa 10.187 mq all’interno di un’area complessiva di 35.000 mq, che include viabilità interna, parcheggi, aree verdi e 750 mq dedicati a uffici e spazi comuni. La consegna è prevista per giugno 2026. Il valore dell’investimento si attesta intorno ai 20 milioni di euro ed prevista la creazione di circa 100 posti di lavoro. In questo scenario, il progetto rappresenta un ulteriore avanzamento nella strategia di sviluppo di Prologis nei principali mercati metropolitani, come quello romano. La domanda di spazi logistici all’avanguardia per la distribuzione dell’ultimo miglio, ben localizzati in posizioni strategiche (il sito, come abbiamo visto è all’interno del Gra e l’ampliamento della via Tiburtina favorisce le connessioni la vicina A24 ma anche con la A1) nella Capitale è infatti trainata dalla domanda in aumento gestita tramite la distribuzione last-mile e dalla limitata disponibilità di strutture in grado di ottimizzare i cicli di produzione e il volume crescente delle merci distribuite. Progettato per ottenere la certificazione LEED® Gold, l’edificio integra soluzioni ad alta efficienza come l’utilizzo di calcestruzzo a ridotte emissioni, un impianto fotovoltaico, pompe di calore ad alta efficienza e un sistema di Building Management System (BMS) per ottimizzare le performance energetiche. Sono inoltre previste 12 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e un sistema di raccolta e riutilizzo delle acque piovane. Porte aperte poi anche alla street art con la decorazione delle mura esterna nella scia della filosofia ParkLife di Prologis. Il gruppo possiede oggi 28 immobili nell’area di Roma, per un totale di circa 290.000 mq, tutti completamente locati.
Nella giornata di ieri , la struttura ha aperto le porte alla stampa, offrendo una vista diretta sull’avanzamento dei lavori insieme a rappresentanti delle istituzioni locali insieme a rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi, Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, e Massimiliano Umberti, presidente del Municipio IV, a testimonianza dell’importanza di iniziative di rigenerazione coordinate tra investimenti privati e amministrazioni pubbliche. “Questa – ha detto Veloccia – è un’esperienza simbolica per quest’area che era piazza di spaccio e di prostituzione. La sicurezza è data dalle forze dell’ordine ma la sicurezza viene anche dalla città che si rigenera e che diventa inclusiva”. Poi c’è il tema urbanistico: “ci sono stati tanti anni di indecisione su come dovesse essere rigenerata la Tiburtina. La convinzione è che c’è un tipo di produzione che può essere mantenuto nella città e la Tiburtina diventa strategica con un pezzo di logistica che arriva all’interno del Gra” puntando sull’ottimizzazione dell’ultimo miglio. Insomma, la logistica può diventare un driver di crescita della città. «Con l’avvicinarsi della conclusione dei lavori, Tor Cervara DC1 conferma il nostro impegno di lungo periodo su Roma e verso uno sviluppo responsabile in mercati strutturalmente sotto-offerti», ha detto Sandro Innocenti, Senior Vice President e Regional Head Southern Europe di Prologis. «Offrendo spazi logistici di alta qualità in una posizione urbana strategica, sosteniamo l’attività economica locale contribuendo al contempo a una rigenerazione urbana sostenibile».
“Quello della riqualificazione delle ex officine Romanazzi è uno degli interventi più significativi intrapresi nell’area romana negli ultimi anni e rappresenta un modello replicabile in altri contesti industriali dismessi a rischio degrado che, proprio per la loro vicinanza con le infrastrutture stradali potrebbero tornare a nuova vita sociale ed economica attraverso una riqualificazione logistica” – dichiara Giulio Della Torre, Head of Logistics Activity di GSE Italia. “La rigenerazione urbana è una sfida che dobbiamo vincere per fermare il consumo di suolo e il degradourbano e possiamo farlo puntando sul Brownfield: la logistica è il perfetto settore di applicazione per le sue caratteristiche intrinseche e il forte impatto territoriale sull’occupazione e l’indotto”.