FIRMATO SALE & PURCHASE AGREEMENT VINCOLANTE

Il ramo ferroviario di Pizzarotti passa a Fs per 180 milioni: passano anche 15 commesse per 3 miliardi

Il perfezionamento definitivo dell’operazione, previsto per febbraio, resta subordinato all’espletamento di alcuni passaggi tecnici, in particolare alla decisione del tribunale sul completamento della composizione negoziata della crisi di Pizzarotti e all’esame dell’Antitrust. Delle Ferrovie l’unica offerta che era pervenuta, nonostante altri interessati.

23 Gen 2026 di Maria Cristina Carlini

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Il ramo ferroviario di Pizzarotti passa a Fs per 180 milioni: passano anche 15 commesse per 3 miliardi

Il ramo d’azienda delle attività ferroviarie del gruppo Pizzarotti si appresta a entrare nella galassia Fs. L’acquisizione da parte del gruppo guidato da Stefano Antonio Donnarumma è ormai alle ultime battute: è stato sottoscritto, infatti, un sale&purchase agreement e il perfezionamento definitivo dell’operazione, previsto per febbraio, resta subordinato all’espletamento di alcuni passaggi tecnici, in particolare alla decisione del tribunale sul completamento della composizione negoziata della crisi di Pizzarotti e all’esame dell’Antitrust. Il prezzo di vendita si attesta a 180 milioni di euro, l’operazione comprende 15 commesse per un valore che si aggira intorno ai 3 miliardi di euro. Il perimetro dell’operazione comprende alcuni dei principali cantieri infrastrutturali in corso nel Paese, tra cui l’Alta Velocità Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria e il passante di Firenze, oltre al trasferimento a Fs di circa 200 addetti tra tecnici e operatori di cantiere.

Quella delle Fs è stata l’unica offerta arrivata per l’acquisto degli asset ferroviari del gruppo Pizzarotti. In una prima fase, si era parlato dell’interesse di altri grandi gruppi quali Webuild, Saipem e Ghella. Ma poi sono state le Ferrovie a presentare l’unica offerta vincolante. L’operazione è stata al centro di forti polemiche. A scendere in campo, a fine novembre,  era stata l’Ance con una segnalazione inviata a Mef, Mit, Anac, Autorità garante della concorrenza e Commissione europea contenente tutta una serie di rilievi in materia di concorrenza, rispetto del Codice degli appalti, commistioni tra pubblico e privato, funzionamento del modello in house, equilibrio tra stazione appaltante e soggetto esecutore dei lavori, oltre a possibili profili legati agli aiuti di Stato.  A questa mossa aveva risposto lo stesso Donnarumma, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale del gruppo a dicembre. Per il numero delle Fs, «le acquisizioni sono indispensabili per mettere in sicurezza le opere infrastrutturali e le commesse». Di qui la volontà di andare avanti con un’operazione che rientra nella basket strategy del piano.

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