COMMISSIONE EUROPEA

Caro energia, da marzo spesi 24 mld in import. Accelerate Eu: stoccaggi flessibili, osservatorio carburanti e spinta sugli investimenti verdi

23 Apr 2026 di Mauro Giansante

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La nuova crisi mediorientale è costata all’Ue 24 miliardi in importazioni energetiche da marzo ad oggi. Un’escalation di prezzi di fronte alla quale la Commissione europea, come annunciato la scorsa settimana e raccontato qui, ha varato il piano Accelerate Eu. Una strategia di breve e medio-lungo termine per insistere sulla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e ribadire la svolta su elettrificazione e energie rinnovabili. Alla base, spiegano da palazzo Berlaymont, servirà coordinamento tra gli Stati membri. Verrà proposto un sistema flessibile sugli stoccaggi in termini di norme di riempimento e rilasci eccezionali; creato un osservatorio sui carburanti per monitorare la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti nell’Unione; programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di leasing sociale, nonché la riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili. Con un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

Per i target green di medio-lungo periodo, invece, entro l’estate la Commissione presenterà un piano d’azione per l’elettrificazione con “un ambizioso obiettivo” finale e misure per rimuovere gli ostacoli nei settori industriale, trasporti e dell’edilizia. Capitolo reti: per potenziare il sistema comunitario occorre anzitutto “garantire la piena attuazione della legislazione vigente e la rapida conclusione dei negoziati sul pacchetto Reti europee”. Poi, andranno massimizzate le infrastrutture esistenti per le energie rinnovabili. In lavorazione, ha ricordato la Commissione nella comunicazione, c’è anche una proposta legislativa in materia di tariffe di rete e tassazione, “garantendo, tra l’altro, che l’elettricità sia tassata meno dei combustibili fossili”.

Un altro boost dovrà arrivare sugli investimenti. A livello Ue, ricorda la strategia, sono disponibili risorse significative, come quelle previste dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf: 219 miliardi di euro) e dai fondi della politica di coesione. Nell’attuale crisi, rapidità ed efficacia sono fondamentali. La Commissione aiuterà gli Stati membri a utilizzare al meglio i finanziamenti UE disponibili. Tuttavia, i soli fondi pubblici non saranno sufficienti a coprire le ingenti esigenze di investimento (660 miliardi di euro all’anno fino al 2030) per la transizione energetica. La Commissione convocherà, tra il secondo e il terzo trimestre di quest’anno, un summit europeo sugli investimenti energia. La comunicazione ricorda poi la possibilità di riallocare i fondi della Coesione e del Pnrr verso l’energia e la possibilità di usare i ricavi Ets per progetti di elettrificazione. Ipotizzata, infine, la creazione di nuovi prodotti finanziari standardizzati.

Sempre ieri, la Commissione ha pubblicato una raccomandazione volta a rimuovere gli ostacoli allo sviluppo degli accordi di acquisto di energia elettrica (Ppa, contratti bilaterali a lungo termine tra produttori e grandi consumatori) e di altri accordi di acquisto di energia. Tra le misure, il testo propone di ridurre il rischio finanziario legato ai Ppa attraverso garanzie pubbliche o private per i buyer. Viene proposta poi la creazione di piattaforme di trading Ppa e la standardizzazione dei contratti; gli aggregatori multi-buyer o un ruolo di “anchor buyers” da parte delle pubbliche amministrazioni. Su idrogeno e biogas, invece, viene proposto che i contratti dovrebbero chiarire le modalità di consegna, le condizioni regolatorie e il modello di prezzo (ancora poco sviluppato).

Secondo la presidente Ursula von der Leyen, “le scelte che facciamo oggi determineranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani” perché garantiranno “indipendenza e sicurezza energetica” affrontando “meglio le tempeste geopolitiche”. E’ l’unica via reale, stabile e duratura per un quadro energetico più accessibile, hanno aggiunto la vicepresidente esecutiva e il commissario energia Teresa Ribera e Dan Jorgensen, che ha escluso ancora una volta il ritorno del gas russo in Europa. L’appuntamento per discutere tutto questo, adesso, è per oggi e domani al Consiglio informale di Cipro. 

 

 

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