LA BOZZA DEL CONSIGLIO

Energia, dall’Ue esenzioni per i nuovi progetti e tempi massimi a sei mesi. Iter, silenzio-assenso a metà

Proseguono i lavori della presidenza cipriota sulla revisione delle norme per i permessi agli impianti rinnovabili. Novità anche sui benefici trasferibili a cittadini e comunità locali; mentre per i mini impianti fotovoltaici arriva l’ok allo stop in aree culturali e storiche. La seconda bozza sarà esaminata il 27 aprile prossimo.

17 Apr 2026 di Mauro Giansante

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Energia, dall’Ue esenzioni per i nuovi progetti e tempi massimi a sei mesi. Iter, silenzio-assenso a metà

Lavori in corso sul pacchetto rinnovabili e reti a Bruxelles. Nella nuova bozza circolata ieri, infatti, il tavolo energia del Consiglio Ue ha proposto una serie di modifiche rispetto al testo di fine marzo dandosi già appuntamento tra dieci giorni per discuterne. Tra le novità, per esempio, c’è l’applicazione a metà del principio del silenzio-assenso. Vale a dire, solo sui nuovi progetti e solo sulle autorizzazioni intermedie. Inoltre, cade la disposizione per cui il principio non si applica in caso di compensazioni al richiedente per mancate risposte nei tempi. Non solo, vengono previste delle esenzioni normative per accelerare le autorizzazioni delle reti energetiche. Esenzione rispetto agli obblighi della direttiva acque, su mantenimento e miglioramento (non in caso di aree protette, uso umano o concessioni minerali), a quelli della direttiva sul suolo e sull’ambiente marino. Ancora. Nella nuova bozza vengono estesi i tempi massimi di rilascio dei permessi di connessione alla rete. Da un mese per gli impianti solari, accumuli e stazioni di ricarica; tre mesi per repowering e ibridazione, il Consiglio sale a un massimo di sei mesi per tutte le tempistiche. 

Tra le altre novità emerse, gli Stati membri possono limitare l’installazione di mini impianti solari collegabili alla rete elettrica in determinate aree o strutture al fine di tutelare il patrimonio culturale o storico. Salve, invece, “le misure necessarie a garantire la sicurezza o la stabilità della rete”. Un’altra esenzione è quella dalle valutazioni emissive di azoto: secondo il nuovo testo, infatti, vengono escluse da questa analisi la progettazione, la costruzione e la gestione delle infrastrutture dei sistemi di trasmissione e distribuzione, presumendo un impatto ambientale positivo a lungo termine. 

L’altro fronte del pacchetto, quello sulla rete Ten-E, prevede tra le ultime modifiche che l’istituzione di una piattaforma digitale per la gestione delle autorizzazioni divenga facoltativa. Anche qui, il silenzio-assenso viene ridotto e reso facoltativo per le procedure riguardanti le autorità nazionali, non quelle regionali. Smorzato anche il punto di contatto unico per mediare tra promotori dei progetti nell’ambito del processo di rilascio delle autorizzazioni e tutte le altre autorità competenti.

Mercoledì prossimo, invece, la Commissione europea varerà l’Accelerate Eu: il piano energetico di risposta alla crisi di Hormuz. Sul piatto, come raccontato da Diac ieri, misure per mitigare i prezzi tramite nuovi sconti e aiuti di Stato. A palazzo Berlaymont si lavora anche a rivedere i parametri Ets. L’obiettivo è favorire gli impianti di teleriscaldamento, le centrali cogenerative e gli impianti energetici. Ecco perché la Commissione vuole abbassare i benchmark dei prodotti delle industrie pesanti ma occorrerà incrociare tutto questo con la proposta di revisione della riserva di stabilità del mercato della scorsa settimana raccontata qui.

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