La decisione delle assemblee
Partita chiusa per i vertici delle controllate Fs: Strisciuglio nominato ad di Trenitalia e Isi di Rfi, SOLTANTO per un anno. Manca ancora il parere dell’Autorità dei trasporti
Le assemblee delle società controllate del gruppo Fs hanno dato il via libera alle nomine dei nuovi vertici. Via libera, dunque, alla nuova squadra voluta dall’ad Donnarumma. Non ci sono sorprese sui nomi rispetto alle indicazioni del cda della capogruppo del 24 gennaio. Sciolto il nodo sul passaggio di Strisciuglio da RFi a Trenitalia. Ma il suo incarico, come per il neo ad di Rfi Isi, scade con l’approvazione dei bilancio 2025, quindi tra un anno

STEFANO ANTONIO DONNARUMMA, AD DEL GRUPPO FS
E’ arrivata la tanto attesa fumata bianca ai nuovi vertici delle controllate Fs. Ieri si sono riunite le assemblee di Rfi, Trenitalia, Anas, Italferr, Busitalia, Fs Sistemi Urbani, Ferservizi e Fs International che hanno deliberato le nomine dei nuovi manager. Come previsto – sulla base delle indicazioni che aveva dato il cda delle Fs il 24 gennaio scorso – questa partita ha visto uno scambio di poltrone all’interno del gruppo e il tassello più complicato è stato quello del passaggio dell’ormai ex ad di Rfi, Gianpiero Strisciuglio, a Trenitalia. Nodo che è stato sciolto visto che l’assemblea di Trenitalia lo ha nominato consigliere indicandolo come amministratore delegato in sostituzione dell’uscente Luigi Corradi. Ma la carica – anche qui come previsto (vedi Diario DIAC del 26 febbraio) – scadrà con l’approvazione del bilancio 2025. La sua durata sarà, dunque, di un solo anno.
Stesso destino dei nuovi vertici di Rfi. L’assemblea della società della rete ha nominato il nuovo presidente Paola Firmi e indicato come amministratore delegato Aldo Isi in sostituzione degli uscenti Dario Lo Bosco e, appunto, Strisciuglio che ha rivestito l’incarico da maggio 2023. Anche in questo caso le cariche scadranno con l’approvazione del bilancio 2025.
L’assemblea di Anas ha, invece, nominato il nuovo consiglio di amministrazione in carica per il triennio 2025-2027, indicando alla presidenza Giuseppe Pecoraro e come amministratore delegato Claudio Andrea Gemme. Stesso copione per Italferr: l’assemblea ha nominato il nuovo board che sarà in carica per il triennio 2025-2027, indicando come amministratore delegato Dario Lo Bosco, che lascia la Presidenza di RFI. L’assemblea di Busitalia ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione in carica per il triennio 2025-2027, indicando Flavio Nogara alla presidenza e Serafino Lo Piano come amministratore delegato. Anche il cda di FS Sistemi Urbani è stato rinnovato per il triennio 2025-2027. L’assemblea ha indicato alla presidenza Maria Rosa Sessa e come amministratore delegato Matteo Colamussi. L’assemblea di Ferservizi ha nominato il nuovo consigliere Stefano Cervone indicandolo come amministratore delegato e la sua carica scadrà con l’approvazione del bilancio 2025. Il quadro si completa con Fs International dove approva Luigi Corradi, nominato dall’assemblea per il triennio 2025-2027.
Ai nuovi vertici il presidente, Tommaso Tanzilli, e l’amministratore delegato e direttore generale, Stefano Antonio Donnarumma, a nome di tutto il Gruppo FS, augurano buon lavoro” mentre ai consiglieri uscenti va il ringraziamento per “il prezioso lavoro svolto”.
Il numero uno delle Fs Donnarumma ha, finalmente, la nuova squadra con la quale dovrà mettere a terrà il nuovo piano strategico che prevede una mole di investimenti di 100 miliardi. Ma non solo. Ci sono da affrontare e risolvere le emergenze legate alla congestione della rete, in forte sofferenza. Al lavoro ci sono per questo 1200 cantieri. In questo quadro, l’incarico di un solo anno per i vertici delle due società di punta del gruppo, Rfi e Trenitalia, qualche dubbio lo solleva perché rischia di essere di corto respiro, se questi manager poi non dovessero essere riconfermati.
Lo stesso Donnarumma aveva spiegato di avere a disposizione “una panchina corta” a fronte dei tempi lunghi necessari per formare i manager ferroviari. Il rischio, però, è stato quello di aver una panchina “cortissima” visti i problemi insorti per la nomina di Strisciuglio: l’articolo 7, comma 11, del decreto legislativo 112/2015 prevede, in recepimento della direttiva Ue 2012/34, che “i responsabili dell’adozione di decisioni sulle funzioni essenziali non possono ricoprire, per un periodo di ventiquattro mesi da quando cessano nelle proprie funzioni, alcun ruolo all’interno delle imprese ferroviarie operanti sulla relativa infrastruttura”.
Lo scoglio è stato superato a valle dell’esito dell’audit interno, chiesto dall’azionista, Mef sulla conferibilità o meno dell’incarico a Strisciuglio. L’audit non ha ravvisato elementi ostativi all’incarico e, a quel punto, le Fs hanno confermato la nomina. Ma c’è ancora un altro step per chiudere il cerchio: il parere dell’Autorità di Regolazione dei trasporti alla quale saranno inviati tutti gli atti della procedura di nomina, comprese l’audit interno.