INTERVISTE MASTERPLAN/1
Silvia Viviani: “Agenda strategica dell’agire urbanistico, non dispositivo obbligatorio. Può integrare urbanistica e lavori pubblici. Rimedio ai vuoti del codice appalti”

Silvia Viviani, assessore all'Urbanistica di Livorno ed ex presidente dell'INU
1) Il Masterplan può essere considerato uno strumento per inserire, con una certa quota di flessibilità, il progetto di rigenerazione urbana all’interno della pianificazione urbanistica?
Il masterplan copre l’ultimo miglio fra lo scenario cogente dello strumento urbanistico e i progetti (opere pubbliche, edilizia privata) e rinnova un antico e difficile rapporto fra piano e progetto. E’ coerente alla politica di rigenerazione, che comprende edilizia, infrastrutture, mobilità, reti tecnologiche, bonifica dei suoli e delle acque, conservazione di paesaggi duraturi, creazione di nuovi paesaggi, welfare culturale, servizi urbani e abitativi, produzione energetica pulita, capacità d’impresa, partecipazione, crescita civica.
2) Da un punto di vista normativo, che tipo di strumento sarebbe opportuno e in quale legge andrebbe inserito come elemento di riforma (riforma legge 1150/1942, riforma Testo unico edilizia, nuova legge su rigenerazione urbana all’esame del Senato, provvedimento a sé)?
Occorre integrare urbanistica e lavori pubblici. Già la perdita di un livello di progettazione ha creato un vuoto soprattutto nel caso di opere più complesse. Inoltre la progettazione urbana complessa produce inevitabilmente singole opere pubbliche. E’ stato sempre così, ricordiamo i più recenti Bando periferie e PINQuA; così è stato il PNRR. Con il masterplan nel Codice Appalti si inserirebbe la dimensione progettuale di un insieme sistematico e coordinato di opere sia per il partenariato sia per le opere con risorse pubbliche.
3) Quali dovrebbero essere i tre contenuti caratterizzanti del Masterplan?
- quadro progettuale delle azioni di trasformazione, riqualificazione e valorizzazione, sia fisico-spaziali sia immateriali;
- programmazione degli interventi o delle macro-fasi attuative, con indicazione dei soggetti coinvolti interni ed esterni all’Ente nel processo attuativo;
- individuazione delle risorse finanziarie o indicazioni per il reperimento delle fonti di finanziamento.
4) Rispetto alla situazione attuale che si trova a fronteggiare un amministratore, qual è il principale vantaggio che può apportare?
Non esiste un progetto di rigenerazione urbana se con esso si intende un livello urbanistico o edilizio da definire per legge, ma esiste come agenda strategica dell’agire urbanistico a regia pubblica e concorso privato. Il masterplan è un dispositivo di coerenza per la programmazione spaziale e temporale degli interventi, uno snodo tra il quadro previsionale del piano urbanistico e la progettazione delle azioni di iniziativa pubblica, un aiuto per superare le separatezze fra assessorati e settori. Il vantaggio è utilizzare uno strumento agile, programmatico, non conformativo, per la qualità dell’intervento pubblico, a sua volta motore di qualità urbana.
5) Nell’attuale contesto delle politiche nazionali, il Masterplan è secondo lei una priorità da inserire nelle riforme in corso?
Non come dispositivo obbligatorio per sopperire l’impraticabilità del piano particolareggiato di iniziativa pubblica. La svolta è nella rigenerazione come orizzonte politico e culturale della pianificazione. Il masterplan indice verso la progettazione integrata per parti di città inquadrate dalla pianificazione urbanistica come ambiti di rigenerazione, o che in qualunque momento possano essere individuate come tali, ne permette la verifica di fattibilità, ne sostiene la progressiva attuazione garantendo la tenuta degli obiettivi di qualità urbana.
Non è di per sé la sua introduzione nelle riforme che assicura il contributo di una moltitudine di soggetti (economici, culturali, sociali, politici) al successo delle intenzioni di cambiamento delle condizioni urbane. Occorre uno scatto culturale per declinare il futuro delle città nelle quali vorremmo vivere, assegnando ai valori sociali e ambientali una rilevanza economica, mettendo al centro dell’attenzione l’abitabilità e le relazioni indotte dalla qualità degli spazi pubblici pur nel continuo mutare di contesto socio-economico. Perciò è utile il masterplan.