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Maria Alessandra Segantini: “Uno sguardo al femminile abbandona le rigide gerarchie dello spazio e introduce le infrastrutture lente che rafforzano identità e senso di appartenenza delle comunità”

08 Mar 2026 di Giorgio Santilli

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Maria Alessandra Segantini: “Uno sguardo al femminile abbandona le rigide gerarchie dello spazio e introduce le infrastrutture lente che rafforzano identità e senso di appartenenza delle comunità”

Maria Alessandra Segantini, C+S Architects

Abbiamo chiesto anche a Maria Alessandra Segantini, fondatrice (con Carlo Cappai) e creative director di C+S Architects, di indicarci un suo progetto che considera significativo e di scegliere una immagine per rappresentarlo. E abbiamo chiesto di rispondere alla domanda se sia possibile oggi definire una specificità dell’architettura al femminile. Partiamo dalla sua risposta a questa domanda

E’ possibile oggi definire una specificità dell’architettura al femminile?

“Per lungo tempo – risponde Maria Alessandra Segantini – le città sono state progettate secondo logiche produttive e infrastrutturali: velocità, separazione delle funzioni, gerarchie rigide dello spazio. Uno sguardo al femminile introduce altre priorità: cura, prossimità, sicurezza, accessibilità, qualità della vita quotidiana. Valori che rafforzano identità e senso di appartenenza delle comunità.

L’architettura diventa così uno strumento per costruire quella che io definisco ‘Eredità Futura’: spazi capaci di riequilibrare le infrastrutture veloci attraverso sistemi di infrastrutture lente. Nel nostro DNA biologico di madri è inscritta una responsabilità verso le generazioni future, e questo orienta il nostro modo di progettare.

In questa prospettiva lo spazio pubblico diventa la spina dorsale dei progetti. Alla Piazza del Cinema, nel nuovo museo GAMeC di Bergamo o alle Ex-Scuderie Reali di Bruxelles, piazze, parchi e percorsi pedonali funzionano come sistemi capaci di favorire incontro, relazione e vita collettiva. Sono spazi pensati con ritmi più lenti, totalmente accessibili, dove i soggetti più fragili – bambini, anziani, persone con disabilità – diventano il riferimento. Dovremmo imparare dai lupi, che lasciano ai membri più fragili del branco il compito di dare il ritmo al gruppo.

Anche gli edifici si trasformano: diventano ibridi, aperti a nuove possibilità d’uso. Nelle scuole di Chiarano, Ponzano, Alzano Lombardo e Conegliano gli edifici scolastici diventano vere e proprie piazze delle periferie, spazi civici aperti al quartiere oltre l’orario scolastico. Siamo orgogliosi che questo modello sia stato recepito nelle Linee Guida italiane per la progettazione delle scuole.

Un’architettura al femminile è anche profondamente legata alla costruzione di un futuro sostenibile. La sostenibilità non è un’aggiunta tecnologica, ma un principio etico e politico. Il masterplan circolare di Peccioli ne è un esempio: un’infrastruttura sociale che mette in relazione abitazioni, bacini irrigui, aree agricole e foreste rinaturalizzate. Ecologia e comunità non sono layer separati, ma un unico sistema interdipendente.

Anche il metodo di lavoro riflette questo approccio. I nostri processi progettuali ‘open tables’ coinvolgono tutti gli attori nel processo decisionale, privilegiando la cooperazione rispetto alla competizione. Sentirsi parte del progetto rafforza il senso di identità e di appartenenza della comunità.

Progettare al femminile significa riconoscere che lo spazio – a tutte le scale – non è neutrale. È il luogo dove si costruiscono relazioni, opportunità e memoria collettiva. L’architettura diventa così uno strumento per immaginare città più giuste, aperte e condivise, capace di promuovere giustizia sociale ed ecologica”.

Il progetto scelto da Maria Alessandra Segantini: le torri residenziali a Milano

C+S Architects, Torri residenziali R11 a Cascina Merlata, Milano  Foto Alessandra Bello

Con il progetto delle due Torri residenziali R11 a Cascina Merlata, Milano, ultimato nel 2022, lo studio C+S Architects si è aggiudicato il premio Architetto Italiano 2022, assegnato dal Consiglio nazionale degli Architetti. Vale la pena leggere la motivazione con cui la giuria ha assegnato il premio. “Partendo dall’opera in concorso, viene valutata l’efficienza del progetto che associa l’alta densità richiesta con la qualità del progetto stesso. Si evidenzia che i progettisti hanno una storia consolidata di solidità, nel solco della tradizione italiana. Lavorano all’innovazione passando dalla storia con una varietà di temi affrontati, dallo spazio pubblico al paesaggio. L’edificio stesso presentato evidenzia la volontà di passare dalla scala urbana a quel – la costruttiva e paesaggistica, in un contesto in evoluzione come quello di Cascina Merlata”.

Il progetto ha realizzato due torri, di 14 e 12 piani, che sembrano sorgere dallo stesso volume, spaccato in due dallo spazio pubblico creato in mezzo. I 103 appartamenti in social housing sono stati tutti venduti a prezzo calmierato. Il piano terra di entrambe le torri ospita l’androne e spazi accessori oltre ai servizi alla residenza quali deposito biciclette, sala comune, palestra, lavanderia e locale deposito per la raccolta differenziata. “Il progetto di C+S è stato pioniere, nel 2011, nell’inserire spazi ibridi e comuni all’interno dei complessi residenziali milanesi”, dice una nota dello studio.

Inizialmente previsto come un unico volume circondato da una recinzione e spazi condominiali, il progetto ha proposto al cliente di spezzare il volume in due parti per restituire alla comunità uno spazio pubblico e creare una porta urbana tra Villaggio e il Parco che si insinua e si estende all’interno del lotto. “L’idea di un “campo veneziano”, luogo per eccellenza della condivisione di esperienze – spiega la nota di C+S – si trasferisce a Milano per disegnare una Piazza, uno spazio pubblico che connette le due torri residenziali, ne rafforza l’identità, relaziona le differenti quote dello spazio pedonale e del parco e crea una transizione morbida tra l’edificato e la natura.

Realizzata in pietra bianca di Prun, la piazza è costellata da una serie di panchine circolari, posizionate per evitare l’intrusione delle automobili.

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