I "SEGNALATI" DAI GRUPPI A PALAZZO MADAMA

Manovra, Fdi va avanti sul condono edilizio con quattro emendamenti. Pd: stop al Ponte sullo Stretto

Scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti segnalati, selezionati dai partiti come priorità. Salvini si dice contrario al poker di Fdi. Da Forza Italia sono attese misure su casa ed extracosti. Oggi un vertice di maggioranza convocato da Meloni dovrà trovare la quadra tra le tante proposte arrivate

20 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini

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Manovra, Fdi va avanti sul condono edilizio con quattro emendamenti. Pd: stop al Ponte sullo Stretto

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Scatta la tagliola per i quasi 6 mila emendamenti presentati dalle forze politiche alla legge di Bilancio. Ieri pomeriggio, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti segnalati, cioè quelle proposte di modifica selezionate dai partiti considerate prioritarie. Come era nelle attese, il gruppo Fratelli d’Italia ha tenuto duro e non ha fatto passi indietro sul fronte delle sanatorie edilizie che tanto polverone hanno sollevato quando è arrivato l’annuncio della premier Giorgia Meloni dal palco del comizio finale per le elezioni regionali in Campania. Ecco, dunque, che il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato nel pacchetto dei 123 segnalati, presenta ben quattro emendamenti in tema di condoni. Si tratta dell’emendamento a prima firma del senatore Sergio Rastrelli che riaprirebbe i termini della sanatoria del 2003, ma anche della proposta a prima firma Matteo Gelmetti che consente di sanare alcune opere abusive “purché siano state ultimate entro il 30 settembre 2025”. Questa ultima modifica consentirebbe di sanare portici, tettoie, balconi, opere di ristrutturazione o realizzate senza il titolo abilitativo edilizio. Non solo, nella rosa di segnalati anche l’emendamento – sempre a prima firma Gelmetti – secondo cui “sono suscettibili di sanatoria” ai sensi della legge del 2003 “le opere realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio, ma conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici approvati o adottati al 31 marzo 2003, che al momento della loro realizzazione non erano gravati da vincoli imposti sulla base di norme volte alla tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesaggistici nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali”. Infine, un altro emendamento a prima firma Gelmetti che stabilisce che “i Comuni hanno l’obbligo di rilasciare i titoli abilitativi edilizi in sanatoria in esito ai procedimenti istruiti entro il 31 marzo 2026”, regolarizzando abusi edilizi, in seguito ai procedimenti previsti dalle sanatorie del 1985, 1994 e 2003.

Tra gli emendamenti segnalati da FDI c’è quello (riformulato) a prima firma di Gelmetti che prevede misure di semplificazione per il censimento dei fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto e per l’aggiornamento della Banca dati catastale. Nel dettaglio, la proposta emendativa prevede che “per favorire l’adempimento degli obblighi dichiarativi ai fini dell’aggiornamento della banca dati catastale e l’emersione delle basi imponibili”, l’Agenzia delle entrate metta a disposizione degli intestatari catastali degli immobili su cui ricadono i fabbricati, mediante apposita comunicazione, le informazioni riferibili alla mancata dichiarazione dei fabbricati, e notifichi agli intestatari la richiesta di presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Qualora i soggetti obbligati non provvedano alla presentazione di tali atti entro sette mesi dalla data di notifica trasmessa dell’Agenzia, quest’ultima – si legge nel testo emendativo – “procede d’ufficio” all’attribuzione di una rendita presunta alle unità immobiliari presenti nel fabbricato e alla rappresentazione cartografica schematica dello stesso. La rendita presunta è determinata mediante l’applicazione della “tariffa d’estimo più alta” tra quelle in vigore per le categorie in cui rientra l’unità immobiliare, con riferimento alla zona censuaria di ubicazione di ciascuna unità. Tali rendite presunte, secondo la proposta emendativa, producono effetti fiscali “a decorrere dal 1° gennaio dell’anno in cui è stata effettuata la notifica”. Per le unità immobiliari alle quali è attribuita la rendita presunta, resta comunque sia l’obbligo di provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, i cui effetti fiscali “decorrono dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione del fabbricato o, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato”. Nel caso in cui persista l’inottemperanza all’obbligo dichiarativo e l’Agenzia delle entrate provveda d’ufficio alla redazione degli atti di aggiornamento catastale e alla notifica delle relative risultanze, gli effetti fiscali decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo alla notifica. L’emendamento prevede “la permanenza dei poteri di controllo dei comuni in materia urbanistico-edilizia e l’applicabilità delle relative sanzioni”.

Mentre Fdi spinge sulle sanatorie, dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, arriva un netto no.”Siccome ci sono milioni di pratiche arretrate, secondo me la soluzione non è fare nuovi condoni la proposta che porto come Lega e come ministro – ha spiegato Salvini – è di dare 6 mesi al massimo di tempo agli enti locali per rispondere alle migliaia di cittadini che hanno fatto domanda di condono 5 anni fa o 40 anni fa, pagando”. La Lega scende in campo sul Piano Casa: la proposta punta ad articolare l’operazione definendo programmi per affitti a canone agevolato per «giovani, giovani coppie e genitori separati». È’ prevista una prima quota di fondi già nel 2026 (circa 116 milioni) e un riferimento ai Fondi di investimento alternativi (Fia) come strumento per mettere in moto le operazioni di edilizia residenziale e sociale e convogliare sia risorse pubbliche che private.

Da Forza Italia arrivano misure in materia di casa e di caro materiali. “Questa legge di bilancio è all’insegna della serietà e per Forza Italia deve basarsi su tre pilastri che sono la casa, l’alleggerimento della pressione fiscale e la sicurezza. E abbiamo presentato emendamenti proprio seguendo queste tre stelle polari. Fra questi un emendamento che eviti un ulteriore incremento delle tasse sugli affitti brevi”, ha dichiarato Deborah Bergamini, vicesegretaria di Forza Italia. Nebbia fitta poi sul tema della rigenerazione urbana: non ci sarebbero segnalazioni di misure su questo versante, neanche sulle risorse disponibili pari a 80 milioni (cifre ben lontane dai 3,4 miliardi in 10 anni previste dagli emendamenti al DDL sulla Rigenerazione Urbana). Ma, evidentemente, per gli sviluppi di questa partita bisognerà attendere prima il varo della legge.

La giornata di ieri ha fatto toccare con mano la miriade delle tante e diverse richieste all’interno della maggioranza. Toccherà al vertice di maggioranza di questa sera con la premier Giorgia Meloni e il ministro Giancarlo Giorgetti provare a trovare una quadra.

Sono 70 gli emendamenti  presentati alla legge di Bilancio segnalati dal Pd allo scadere del termine per indicare alla commissione le proposte di modifica considerate prioritarie. Tra le proposte, quella di sopprimere le previsioni legate ai Lep, avanzata dal capogruppo dem a Palazzo Madama Francesco Boccia. Tra le proposte presentate da Antonio Misiani, c’è  la riduzione dei costi dell’energia per le imprese mentre Antonio Nicita lancia il definanziamento del Ponte sullo Stretto, restituendo a Calabria e Sicilia i Fondi sviluppo e coesione. Tra gli emendamenti segnalati da Azione c’è il ripristino delle gare per le concessioni di distribuzione dell’energia elettrica.

Ci sarà un margine di 24 ore per verificare se tra i 414 emendamenti ‘segnalati’ ci sono proposte simili di più gruppi e, in tal caso, sostituirle, mentre per i voti bisognerà aspettare i primi di dicembre. Nel frattempo ci saranno incontri la prossima settimana sui temi che si è concordato di tenere fuori dalle segnalazioni, per arrivare a proposte condivise: enti territoriali (comprese le metropolitane), calamità, italiani all’estero e la destinazione del fondo da 100 milioni per le modifiche parlamentari. Su quest’ultimo punto le opposizioni, spiega il senatore del Pd Daniele Manca, insistono per indirizzarlo su una misura unica, come la casa e il sostegno agli affitti, invece che dividere il ‘tesoretto’ in piccoli provvedimenti in base alle consistenza numerica dei gruppi. Nella maggioranza, spiegano diversi senatori, è in corso una riflessione, anche se viene ritenuto altrettanto valido assegnare le risorse a piccole misure attese dai territori.

 

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