RIGENERAZIONE URBANA
Lo studio Zaha Hadid vince il concorso per Napoli Porta Est, ma il sindaco Manfredi e la sua maggioranza già frenano sul progetto: “L’approvazione deve darla il Comune”
Lo studio di architettura Zaha Hadid, diretto da Patrick Schumacher, si è aggiudicato il concorso internazionale di progettazione per Napoli Porta Est. Il concorso, bandito dalla Regione Campania e da FS Sistemi Urbani (Gruppo Fs) in sinergia con il comune di Napoli, aveva per oggetto la creazione del nuovo hub intermodale di Napoli Garibaldi-Porta Est per collegare ferrovia, metropoloitana, porto, aeroporto, la rigenerazione urbana di 200mila metri quadrati di aree ferroviarie tra la stazione FS, Corso Lucci e Porta Nolana e la progettazione del nuovo Headquarter della Regione.
Oltre al progetto vincitore – precisa un comunciato di Sistemi urbani – gli altri finalisti sono RPA Srl, Mario Cucinella Architects Surl, Van Berkel en Bos U.N. Studio B.V. e Arup Italia Srl.
“Con l’aggiudicazione del concorso – dice il comunciato – il progetto di Napoli Porta Est compie un passo avanti decisivo per la realizzazione degli interventi, confermando l’impegno del Gruppo FS nel promuovere iniziative di rigenerazione urbana associate ad una mobilità sempre più sostenibile, in linea con quanto previsto dal Piano strategico 2025-2029”.
Il passo avanti, però, è tutto da vedere e tutt’altro che scontato. Perché, come precisa lo stesso comunicato, “il piano urbanistico attuativo conseguente al progetto dovrà essere sottoposto al vaglio del Comune di Napoli che ne valuterà l’approvabilitá”.
E la partenza per questo vaglio è tutta in salita, non solo perché i rapporti fra il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sono ai minimi storici, per i contrasti politici e per la totale assenza di dialogo sui progetti per Napoli, ma anche perché è stato lo stesso concorso per Napoli Porta Est a esacerbare gli animi.
L’iniziativa del concorso è stata presa sulla base di un accordo di programma sottoscritto l’11 settembre 2023 tra Regione Campania, Comune di Napoli, EAV, Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani. Nella fase successiva il ruolo decisivo nel concorso, forte anche della presenza del progetto del nuovo quartier generale della Regione, è stato di De Luca, d’intesa con i vertici del gruppo Fs di allora: l’amministratore delegato Luigi Ferraris ora uscito e l’amministratore delegato in uscita di Sistemi Urbani Umberto Lebruto. Se anche De Luca non dovesse spuntarla nella guerra per il terzo mandato, il progetto sarebbe ben presto orfano di tutti i suoi padri.
A peggiorare la situazione, la polemica, di cui si è fatto portavoce l’Ordine degli architetti di Napoli, ma che non deve aver lasciato insensbili neanche i vertici comunali, sulla composizione della commissione aggiudicatrice del concorso. “Nella formazione della Commissione – aveva sparato l’Ordine degli architetti – il rango e l’importanza del progetto non sembrano compresi nella loro interezza. Sono stati nominati dirigenti e funzionari interni alla Regione, di riconosciuta preparazione e capacità professionali come gestori delle procedure ma non, come impone il disciplinare ‘esperti nello specifico oggetto del concorso’. D’altra parte, è prassi consolidata che i grandi concorsi internazionali abbiano nella commissione giudicatrice personalità di primo piano per conferire prestigio e risonanza al concorso. Eludere questa prassi lascia perplessi”. A lasciare perplessi, se non sconcertati, soprattutto che in commissione non ci fosse nessuno a rappresentare il comune, pur sapendo che il progetto dal comune sarebbe dovuto passare. (si veda qui l’articolo “Architetti contro De Luca: su Napoli est commissione non all’altezza”)
Anche dalla maggioranza che sostiene Manfredi in consiglio comunale – dove dovrà passare il progetto per le approvazioni urbanistiche – non sono tardate le prese di distanza dall’esito del concorso, sempre a ribadire che la progettazione di un intervento tanto ambizioso per la città non potrà che passare per un dialogo con il comune. D’altra parte, quando De Luca, a settembre, annunciò all’Unione industriali il concorso senza una preventiva intesa, Manfredi gli rispose per le rime ricordando che spettava al comune decidere sul progetto e che sarebbe stato fatto guardando alle ricadute complessive sulla città e all’interesse dei cittadini.