LE DECISIONI DELLA BCE

La guerra taglia già il Pil dell’Eurozona, +0,9% nel 2026. Lagarde: rischi al rialzo per inflazione e al ribasso per crescita. “Ma noi determinati contro lo shock dei prezzi”

20 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

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La guerra taglia già il Pil dell’Eurozona, +0,9% nel 2026. Lagarde: rischi al rialzo per inflazione e al ribasso per crescita. “Ma noi determinati contro lo shock dei prezzi”

CHRISTINE LAGARDE, GOVERNATORE BCE

La guerra del Golfo e le tensioni internazionali smorzano, bruscamente, il cauto ottimismo mostrato, tra la fine del 2025 e l’inizio, sulle prospettive di crescita dell’economia. Se la presidente della Bce, Christine Lagarde, aveva più volte evidenziato una tenuta superiore alle attese dell’economia dell’eurozona, parlando di crescita “più forte del previsto”, di un’economia “resiliente” e di un mercato interno che “si sta risvegliando”, toni e contenuti sono bruscamente cambiati al consiglio direttivo dell’Eurotower che, ieri, ha lasciato i tassi di interessa invariati a causa del nuovo scenario. Infatti, la Banca centrale europea segnala ora un aumento significativo dell’incertezza sulle prospettive economiche, legato al conflitto in Medio Oriente e alla guerra in Iran, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. “Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”, avverte la Bce.

Le nuove proiezioni degli esperti della Bce, diffuse ieri al termine della riunione a Francoforte, includono, in via eccezionale, le informazioni disponibili fino all’11 marzo, una data di chiusura posticipata rispetto al consueto. Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell’incremento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,3% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche tali valori sono più elevati rispetto alle proiezioni di dicembre, principalmente per effetto dei rincari dei beni energetici che si trasmettono all’inflazione al netto di energia e alimentari. Gli esperti si attendono una crescita economica pari in media allo 0,9% nel 2026, all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso, in particolare per il 2026, derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia. A dicembre, la Bce aveva fissato l’asticella del Pil all’1,2%, 1,4% quella per il 2027 mentre resta intatto il 2028 a 1,4% Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, la spesa pubblica per difesa e infrastrutture dovrebbero continuare a sostenere la crescita. Intanto, come era nelle attese dei mercati, la Bce ha deciso di non toccare i tassi: quelli di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.

“I rischi geopolitici hanno reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, ha spiegato Lagarde nella conferenza stampa. Il conflitto “avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici”. “Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia”, ha aggiunto. C’è una nota rassicurante rimarcata da Lagarde: nonostante il quadro di incertezza,“siamo ben posizionati per navigare questa incertezza”, grazie a un’inflazione vicina al 2%, aspettative sui prezzi “ben ancorate” e un’economia che ha mostrato resilienza. A maggior ragione, ora, va rafforzata l’economia europea. “Nell’attuale panorama geopolitico il Consiglio direttivo sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia”. Sul fronte fiscale, ha aggiunto che “eventuali risposte di bilancio allo shock dei prezzi dell’energia dovrebbero essere temporanee, mirate e calibrate”, evidenziando anche “l’imperativo di ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili”.La Bce, nelle sue prossime decisioni di politica monetaria, presterà “particolare attenzione” agli sviluppo dei prezzi energetici di fronte alla guerra in Iran, alla possibilità che si formino “colli di bottiglia” nelle catene di fornitura, alle aspettative delle imprese sui prezzi di vendita e in generale “a tutti gli indicatori relativi alla domanda” nonché all’andamento dei salari.

Al Consiglio direttivo della Bce, ha detto ancora Lagarde, “siamo calmi, determinati e focalizzati come un laser sulle informazioni che abbiamo, sulle previsioni che riceviamo e su tutti i dati che possono essere analizzati e di cui si può tenere conto per le nostre decisioni”. La decisione di confermare i tassi di interesse, ha riferito, è stata presa all’unanimità. “Abbiamo avuto discussioni approfondite sulla situazione attuale e siamo grati ai nostri tecnici che sono stati in grado di fornirci uno scenario di base e previsioni molto aggiornate”, ha detto. In marito alle ricadute del conflitto in Iran “abbiamo fatto in modo di assicurare che i componenti del consiglio fossero aggiornati dagli esperti, abbiamo avuto un un professore di affari militari e – ha asserito – abbiamo avuto anche un’ottima presentazione sull’impatto per il clima”  Sulle prossime mosse sul fronte di politica monetaria,  Lagarde ha ribadito: “non posso darvi una data, ma vi posso assicurare che procederemo sulla base delle analisi e del lavoro prodotto dai tecnici”. La Bce presterà “particolare attenzione” agli sviluppo dei prezzi energetici di fronte alla guerra in Iran, alla possibilità che si formino “colli di bottiglia” nelle catene di fornitura, alle aspettative delle imprese sui prezzi di vendita e in generale “a tutti gli indicatori relativi alla domanda” nonché all’andamento dei salari.La BCE conferma inoltre un approccio data-dependent, senza un percorso predeterminato dei tassi. Nessuna sorpresa, dunque, se il mantra della Bce viene riaffermato nel nuovo scenario.

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