OLTRE 3,5GW DI SOLARE

La corsa di Roma per le case green: oltre due terzi del parco residenziale è in classe F o G, 750 gli edifici prioritari. Veloccia: finalmente tecnici e imprese hanno capito la sfida

04 Mar 2026 di Mauro Giansante

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La corsa di Roma per le case green: oltre due terzi del parco residenziale è in classe F o G, 750 gli edifici prioritari. Veloccia: finalmente tecnici e imprese hanno capito la sfida

Se a livello nazionale tutto continua a restare fermo, Roma prova a dare segnali di rincorsa. Il tema è quello dell’efficientamento energetico degli edifici, fulcro della direttiva europea cosiddetta Case green (Epbd). Anche nella capitale c’è un forte bisogno di riqualificare gli immobili: è da loro che arriva il 60% dell’inquinamento urbano. Nel piano redatto dall’amministrazione, sotto la guida dell’ufficio clima diretto da Edoardo Zanchini, si parte da un quadro ben descritto da due studi redatti ad hoc e presentati ieri all’Urban Center da Enea e Aess (Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile). Cosa dicono? Anzitutto, che sebbene dal 2013 ad oggi Roma abbia condotto 350mila interventi con incentivi, da 6 miliardi e per 1 TWh di risparmi annui, ancora oggi oltre i due terzi del patrimonio residenziale (oltre 175mila edifici, con un milione e 279mila abitazioni occupate) è inefficiente (classe F e G). D’altronde, oltre 40mila edifici con almeno 600mila alloggi risalgono agli anni Cinquanta-Settanta.

Lunedì, come raccontato da Repubblica Roma, nel corso della commissione congiunta Lavori pubblici e Scuola convocata in Campidoglio sono emersi numeri allarmanti sullo stato dei lavori di efficientamento degli istituti scolastici: oltre 60 cantieri su 111 ancora da avviare, con più della metà degli interventi fermi ai blocchi di partenza e, in diversi casi, rallentati da inadempienze delle ditte.

La priorità, dice Enea nello studio, sono 750 edifici con più di otto abitazioni nelle condizioni peggiori di degrado energetico e edilizio.

 

 

Secondo l’Aess, però, accanto alle urgenze c’è un potenziale. Quello che può raggiungere Roma installando i pannelli fotovoltaici sui tetti e nei parcheggi. Lo scenario delineato racconta, infatti, di un target raggiungibile superiore ai 3,5 gigawatt con una produzione di 4.400 GWh annui diviso tra tetti e coperture dei posti auto. Per una produzione che andrebbe così a coprire il 48% dei consumi dei capitolini e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 1,25 milioni di tonnellate all’anno. 

 

 

Con quali chiavi, allora, andare avanti? Creare un modello di intervento competitivo per la riqualificazione energetica dei condomini; programmi e risorse per affrontare gli ambiti della città di maggiore disagio sociale, dove senza interventi pubblici il rischio è che nessuna progettualità si metta in moto; una banca dati sui dati energetici degli edifici.

“Si tratta di una sfida per costruire, progettare”, ha detto in apertura di lavori l’assessore Maurizio Veloccia (urbanistica), “finalmente i tecnici e le imprese hanno capito la sfida. D’altronde questi lavori implicano sì dei costi ma il ritorno se il lavoro è di qualità è maggiore”. Intanto, l’amministrazione Gualtieri sta lavorando ad una modifica del regolamento edilizio con l’obiettivo di semplificare e supportare gli interventi di mitigazione e adattamento climatico e di introdurre incentivi per chi porta avanti interventi che raggiungono prestazioni che vanno oltre i limiti stabiliti in modo da premiare l’innovazione. La corsa alle case green continua, almeno a Roma.

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