LA GIORNATA
Istat: aumentano i focolai di instabilità, ombre sulla crescita
- Usa, a dicembre inflazione al 2,7%. Trump: ora Powell tagli i tassi
- I vertici delle banche centrali con Powell contro Trump
- Webuild vince un nuovo contratto per l’estensione della red line della metro di Riyadh
IN SINTESI
Istat: nel 2026 nuovi focolai di instabilità, rischi di rallentamento della crescita
Suona un nuovo campanello d’allarme dell’Istat alla luce dei nuovi sviluppi sullo scacchiere internazionale. Dopo che negli ultimi mesi del 2025, l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse hanno ridotto l’incertezza e favorito la liquidità, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale, ora emergono nuovi segnali preoccupanti. L’inizio del 2026 è stato segnato da nuovi focolai di instabilità che supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso. È l’indicazione contenuta nella nota sull’andamento dell’economia italiana diffusa ieri. In Italia, dove nel terzo trimestre 2025 si registra un contenuto incremento congiunturale del Pil (+0,1%), i dati ad alta frequenza più recenti segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia a ottobre, dopo la ripresa nel mese precedente. Si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro, con andamenti differenziati tra i diversi settori. La dinamica congiunturale degli scambi commerciali tra agosto-ottobre è risultata nel complesso modesta (+0,3% e +0,2% rispettivamente per l’export e l’import). Nei primi dieci mesi dell’anno, si registra un incremento tendenziale del 3,4% per le esportazioni e del 3,7% per importazioni nazionali, con andamenti differenziati a livello settoriale. A novembre l’occupazione diminuisce rispetto a ottobre ma cresce in termini tendenziali. Il calo congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, a eccezione delle 25-34enni. Tra settembre e novembre si rileva, in media, un contenuto incremento congiunturale dell’occupazione (+0,3% per un totale di +66mila occupati), mentre calano le persone in cerca di lavoro. A dicembre la crescita tendenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è stata pari all’1,2%, ancora nettamente inferiore alla media dell’area euro (+2,0%). Sulla base dei dati provvisori, l’inflazione nel 2025 è stata pari all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro. In aumento nel terzo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie.
Usa, a dicembre inflazione al 2,7%. Trump: ora Powell tagli i tassi
L’inflazione americana a dicembre si è attestata al 2,7%, in linea con le attese e sullo stesso livello di novembre. Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%. L’indice core, quello al netto di energia e alimentari, ha segnato un +2,6% su base annua e un +0,2% su base mensile, in tutti e due i casi sotto le attese degli analisti. Il presidente Usa Donald Trump plaude al dato sull’inflazione e incalza il presidente della Fed a tagliare i tassi di interesse. “Grandi numeri sull’inflazione, Questo significa che Jerome ‘Too Late’ Powell dovrebbe tagliare i tassi significativamente. Se non lo farà continuerà a essere ‘Too Late'”, troppo in ritardo, ha detto Trump sul suo social Truth.
I vertici delle banche centrali con Powell contro Trump
I vertici delle principali banche centrali del mondo – riporta il Financial Times – hanno firmato un messaggio collettivo di solidarietà nei confronti del collega americano Powell, numero uno della Fed, preso di mira in patria da un’azione legale senza precedenti sullo sfondo dello scenario che lo vede ai ferri corti con il presidente Trump sulla politica monetaria Usa. Il comunicato congiunto è firmato dai presidenti e governatori della Bce, della Bank of England, delle banche centrali canadese e svizzera e di gran parte delle banche centrali nonché i vertici della Banca dei regolamenti internazionali-
Webuild a capo di un consorzio internazionale vince un nuovo contratto per l’estensione della red line della metro di Riyadh
La Royal Commission for Riyadh City (RCRC) ha assegnato il contratto per l’estensione della Red Line della Metropolitana di Riyadh al consorzio guidato da Webuild e partecipato anche da L&T (India), NESMA (Arabia Saudita) e ALSTOM (Francia). Il progetto prevede la progettazione e la costruzione di 8,4 km di nuova linea metropolitana senza conducente a bordo (driverless), di cui 1,3 km in viadotto e i restanti 7,1 km in galleria. Prevede inoltre cinque stazioni, di cui tre in sotterraneo, e tutti i sistemi di segnalamento. Per lo scavo della tratta in galleria, è previsto l’impiego di una TBM (Tunnel Boring Machine). Il progetto per l’estensione della Red Line è parte della rete metropolitana senza conducente a bordo (driverless) più lunga al mordo, riconosciuta tale anche dal Guinness World Records, sviluppata dalla RCRC. Tra gli obiettivi del progetto, c’è anche l’integrazione della nuova tratta con l’intero sistema di 6 linee driverless, inaugurato a Riyadh lo scorso dicembre, che si estende per 176 km e rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi al mondo. La nuova tratta nella metropolitana saudita aggiungerà due ulteriori stazioni alla King Saud University. Inoltre, servirà nuove aree in fase di sviluppo nella città di Riyadh e, in particolare, collegherà la Red Line esistente e la restante rete metropolitana con Diriyah, la prima capitale saudita e sito Patrimonio mondiale UNESCO, dove è in corso un importante progetto di sviluppo volto a trasformare l’area in un polo culturale e turistico di riferimento per la regione, preservandone la storia e l’architettura tradizionale Najd. Il Gruppo Webuild ha una presenza storica nel Regno Saudita, con le prime opere avviate nel 1966. A Riyadh, il Gruppo sta lavorando a diversi progetti, tra cui il mega parcheggio interrato da 10.500 posti auto per la Diriyah Gate Development Authority. Tra i progetti realizzati, figurano il Kingdom Center di Riyadh, premiato con l’Emporis Skyscraper Award 2002 come miglior grattacielo al mondo per il design, più di 70 strutture sanitarie e l’impianto di dissalazione Shoaiba-3, realizzato da Fisia Italimpianti, controllata del Gruppo specializzata nel trattamento acque e nella dissalazione. Webuild vanta una solida esperienza nel settore delle metropolitane, con un track record che include la realizzazione di oltre 890 km di nuove linee su scala globale. Tra le più recenti inaugurazioni, ci sono due nuove archeostazioni della Linea C della Metro di Roma, Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali, l’ultima tratta della M4 di Milano e la Metro di Salonicco, prima linea driverless della Grecia. Tra i principali progetti in corso, ci sono la Linea 15 Ovest e la Linea 16 del Grand Paris Express in Francia, la Linea 2 e la Linea 4 della Metro di Lima in Perù, il progetto Sydney Metro–Western Sydney International Airport in Australia. In Italia, ha in corso di ultimazione la stazione Capodichino della Linea 1 della Metro di Napoli e si è appena aggiudicata l’appalto per la costruzione della nuova Linea 10 della Metro di Napoli.
“Parlando di sicurezza, la Stazione Termini, quella di Bologna, Centrale a Milano, sono il biglietto di benvenuto delle città. Oggi pomeriggio alle 15 vado ad aprire i lavori per il piano industriale di una società che dipende da me, Fs Security. Quando sono arrivato al Ministero non esisteva un settore dipendente delle Ferrovie dello Stato che si occupasse di sicurezza sui treni e all’interno delle stazioni: oggi ci sono 1.370 ragazzi in tre anni, e il piano industriale che illustriamo oggi pomeriggio prevede di arrivare a 1.650 nei prossimi tre anni. Con cento ragazzi dedicati esclusivamente a Trenord. Sono i ragazzi con la pettorina nera che controllano i tornelli, girano in stazione, sono a bordo dei treni a difendere anche lavoratori di Fs”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, a margine del convegno della Lega ‘Visione turismo. Politiche, territori, competenze, futuro’, in Senato. “Il 90% del traffico ferroviario quotidiano è dei pendolari sui treni regionali e locali – ha sottolineato -. È giusto curare le linee Milano-Firenze-Roma-Napoli, ma altrettanto giusto garantire quella sicurezza”.
Bankitalia, a novembre accelerano i prestiti a famiglie e imprese, tassi sui nuovi mutui stabili al 3,7%
Accelerano, a novembre, i prestiti delle banche. Come emerge dalle statistiche della Banca d’Italia sono saliti del 2,2% contro il +1,8% del mese precedente. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,3% (come nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,8% (1,1 in ottobre). I depositi del settore privato sono aumentati del 2,6% (come nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 2,8 per cento (4,9 in ottobre). Sempre a novembre, i tassi sui nuovi mutui applicati dalle banche e quelli riconosciuti ai depositi dei clienti. Il Taeg (tasso annuale effettivo globale) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,72% (3,73 in ottobre). Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,12% (10,07 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,52% (3,53 nel mese precedente). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,63% (come in ottobre).
Casa, mercato solido ma con nuove fragilità nel 2025
Il mercato immobiliare italiano resta su un sentiero di crescita, ma mostra segnali di progressivo rallentamento dopo il picco raggiunto nella prima metà del 2025. È quanto emerge dall’analisi congiunturale presentata da Elena Molignoni, head of Real Estate di Nomisma, intervenendo al RE Italy Winter Forum 2026 di Confedilizia, in corso alla Borsa Italiana di Milano. Lo scenario macroeconomico presenta elementi di sostegno, come la bassa inflazione (1,5%), un clima di fiducia in miglioramento e tassi sui mutui ancora contenuti, al 3,30% a ottobre. Positiva anche la riduzione del divario tra salari e inflazione, che ha rafforzato la propensione delle famiglie all’acquisto di beni durevoli, la casa su tutti. Accanto ai fattori favorevoli, permangono tuttavia elementi di incertezza: la stabilità dei tassi da parte della Bce, i rischi legati ai dazi commerciali, l’aumento dei prezzi delle materie prime e un progressivo irrigidimento dei criteri di accesso al credito. Nel terzo trimestre 2025 si è inoltre registrata una lieve risalita dei tassi. A consuntivo 2025, Nomisma stima 771mila compravendite residenziali, con mutui erogati per 56,2 miliardi di euro. Il fatturato del mercato abitativo si attesta a 121,5 miliardi, mentre gli investimenti corporate raggiungono 11,5 miliardi. I prezzi delle abitazioni in ottimo stato crescono dell’1,3%, quelli dell’usato dell’1,9%, mentre i canoni di locazione segnano un +3,5%.
Resta elevata la tensione tra costi di costruzione e prezzi di vendita, con una forbice in ampliamento che condiziona le strategie di investimento. Sullo sfondo, il piano europeo per la casa punta a colmare il deficit abitativo con 650mila nuove abitazioni l’anno, a fronte di un fabbisogno di 150 miliardi annuale.
Casa, al via consultazione Ue su prossimo regolamento servizi di costruzione
L’iniziativa sosterrà gli obiettivi del piano europeo per alloggi a prezzi accessibili e della strategia europea per l’edilizia abitativa. L’ecosistema delle costruzioni, ricorda la Commissione, rappresenta circa il 12 % del valore aggiunto lordo dell’Ue, ma le operazioni nei servizi di costruzione, come altri settori di servizi, le operazioni transfrontaliere sono limitate, visto che l’integrazione commerciale per i servizi del settore delle costruzioni è stata stimata solo all’1%, rispetto al 6% osservato in media per il settore generale dei servizi.
La proposta di regolamento, in arrivo nel quarto trimestre 2026, affronterà il problema della mancanza di integrazione, che amplifica ulteriormente la carenza di fornitori di servizi di costruzione per la realizzazione di nuovi alloggi e le ristrutturazioni, anche nel settore delle costruzioni offsite, della riconversione e della ristrutturazione di edifici residenziali e altre infrastrutture. La proposta legislativa sarà collegata e completata dal prossimo pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori.
Piano Casa, Salvini: c’è budget per primi interventi, nel 2026 vorrei prime progettazioni concrete
Così il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini a margine del convegno ‘Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro’ promosso dal dipartimento Turismo della Lega, guidato dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, ed in corso presso la Sala Koch di Palazzo Madama – Senato della Repubblica.
“Altro fronte su cui sto lavorando è il recupero di migliaia di case popolari oggi non assegnate perché non sono utilizzabili. Una parte del budget del piano casa serve anche per quello. C’è anche il fondo affitti e c’è anche il fondo per il sostegno alla casa per i genitori separati, che non c’è mai stato: è il primo anno in cui è per i genitori separati. Poi sappiamo benissimo che è per i papà separati, nel 90% dei casi, che dopo la separazione e il divorzio spesso vengono buttati fuori e dormono in macchina”.
“Per la prima volta ho chiesto di mettere una voce di bilancio – 20 milioni di euro come primo step – che potrà aiutare alcune migliaia di genitori separati ad affittare un alloggio, visto che le loro finanze non glielo permettono. Spesso il divorzio finisce male, si esce di casa, rimane in casa l’altro coniuge, e magari si continua a pagare il mutuo mentre, magari, si dorme alla Caritas. E’ quindi un tema di vita reale che ovviamente non è che con 20 milioni lo si risolve per tutti: però contiamo che almeno 5mila genitori separati possano, con questo intervento, trovare un tetto dove ricevere i loro bimbi nel fine settimana, perché senza una casa è difficile vedere anche tuo figlio”.
Rigenerazione urbana, Confedilizia: favorire interventi nel rispetto della proprietà edilizia esistente
Favorire la rigenerazione urbana, coniugando grandi operazioni e interventi diffusi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. È l’obiettivo indicato da Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, intervenendo al RE Italy Winter Forum 2026 di Monitorimmobiliare in corso alla Borsa Italiana di Milano. Riferendosi ai lavori parlamentari in corso in Senato, Spaziani Testa ha sottolineato come il testo allo studio sia “un collage di proposte di diverse forze politiche” e come resti incerto l’esito dell’iter nella legislatura attuale. “L’esigenza di intervenire legislativamente c’è – ha detto – ma occorre farlo con grande attenzione, anche per il complesso intreccio tra competenze statali e regionali”. Per Confedilizia la priorità è favorire interventi di rigenerazione nel rispetto della proprietà edilizia esistente, per migliorare complessivamente la realtà economica e sociale delle città, non solo nelle grandi aree urbane. Da qui la proposta di un “doppio binario”: grandi operazioni strutturali e, insieme, un sistema di incentivi equilibrato per la piccola riqualificazione edilizia, sostenibile per i conti pubblici. Un approccio necessario, ha avvertito Spaziani Testa, per evitare il progressivo deterioramento del patrimonio immobiliare, soprattutto nelle aree interne e periferiche, aggravato dal calo demografico. Confedilizia accoglie inoltre positivamente il Piano casa annunciato dal governo, ma con l’invito a intervenire prima sul patrimonio già esistente. Secondo Spaziani Testa, l’attenzione sulla casa non nasce oggi, ma è il frutto di un percorso avviato già nei mesi scorsi e rafforzato dalle recenti leggi di bilancio, oltre all’impegno del ministro Foti a reperire risorse anche in ambito europeo. Positivo, in particolare, il riferimento del presidente del Consiglio all’edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di 100 mila alloggi in dieci anni. “Ma — ha sottolineato — esistono già circa 80 mila case popolari vuote e altre occupate abusivamente: un vero scandalo”. Per Confedilizia, prima di costruire nuovi immobili è necessario rendere funzionanti quelli esistenti. Accanto a ciò, Spaziani Testa ha richiamato l’importanza dei piccoli proprietari che da decenni garantiscono l’accesso alla casa in Italia. “Servono certezze, incentivi fiscali e sfratti più rapidi — ha concluso — a partire da una riduzione dell’Imu per i contratti a canone concordato, per sostenere un mercato dell’affitto accessibile e sicuro” .
Feneal Uil: incidente a Colleferro, muore un operaio di 41 anni. Mettere al centro la sicurezza sul lavoro
“Siamo profondamente addolorati nell’apprendere la notizia della morte di Erri Talone operaio di 41 anni che questo pomeriggio ha perso la vita vicino Colleferro”. Lo hanno dichiarato il segretario generale della FENEALUIL Mauro Franzolini e il segretario Feneal Roma e Lazio Agostino Calcagno sull”incidente mortale che ha coinvolto un dipendente della Grigolin azienda che produce materiali e miscele per intonaci e cemento. Una nuova tragedia sul lavoro che ci lascia sgomenti e ci invita a riflettere su quanto ancora occorre fare sul tema. Un dramma che colpisce un altro lavoratore e la sua famiglia a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza. Nell’attesa che la magistratura faccia chiarezza sulle cause e le eventuali responsabilità chiediamo alla politica di rimettere al centro il tema della salute e sicurezza avviando al più presto la discussione con le parti sociali per migliorare la normativa e renderla più efficace possibile. È ora di mettere fine a questo dramma nazionale.”
Fs, nel 2025 Trenitalia ha effettuato 181 trasporti di materiale biologico per la donazione di organi
Nel 2025 Trenitalia (Gruppo FS Italiane), con il suo brand Frecciarossa, ha effettuato 181 trasporti di materiale biologico, utile per la donazione e il trapianto di organi. Di questi, 104 sono partiti dal Centro Trapianti delle Marche, 32 dal Friuli-Venezia Giulia e i restanti dalle regioni Veneto, Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e Lazio. Questa attività è frutto di un accordo di collaborazione siglato nel 2021 tra Trenitalia e il Centro Nazionale Trapianti per il trasporto dei campioni di materiale biologico, la cui analisi è necessaria per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente prima di ogni trapianto. Da quattro anni, quindi, Frecciarossa mette a disposizione gratuitamente i propri treni per consentire, nel minor tempo possibile, il trasporto del materiale e consegnarlo a uno dei 15 laboratori di immunologia della Rete nazionale trapianti. Una volta individuata la prima Freccia disponibile dalla Sala operativa Alta Velocità, il contenitore con i campioni, conservati ed etichettati secondo le rigorose procedure di sicurezza del Centro Nazionale Trapianti, viene affidato al capotreno, che lo consegna poi nella stazione di destinazione al personale sanitario del laboratorio. In caso di emergenza è sempre possibile allertare la Polizia ferroviaria o la Protezione civile. Con questa e altre iniziative, Trenitalia e il Gruppo FS ribadiscono il proprio impegno nel mettere al centro le persone e creare valore condiviso, contribuendo in modo concreto al benessere delle comunità.
Iren firma con Alpiq un accordo PPA di dieci anni per la fornitura di energia elettrica da fonte eolica
Il Gruppo Iren, attraverso la controllata Iren Mercato SpA, ha sottoscritto con Alpiq, uno dei principali produttori di energia elettrica e fornitore di servizi energetici svizzeri, attivo in tutta Europa, un contratto PPA (Power Purchase Agreement) in acquisto per la fornitura di energia elettrica da fonte eolica prodotta in Italia. Il contratto, della durata di dieci anni, prevede l’acquisizione di energia da parte di Iren, con Garanzie di Origine (GO) che consentono la tracciabilità della produzione e attestano la provenienza interamente rinnovabile dell’energia fornita. L’energia approvvigionata, 600 GWh cumulati sui dieci anni, contribuirà a integrare la generazione rinnovabile già presente nel portafoglio del Gruppo Iren, rafforzando l’equilibrio tra produzione interna e contratti di lungo termine e riducendo l’esposizione alla volatilità dei prezzi all’ingrosso. Grazie a questo accordo, Iren potrà mettere a disposizione della propria clientela energia totalmente green, garantendo la piena sostenibilità ambientale delle forniture anche nella prospettiva di sviluppo della customer base.
L’operazione si sviluppa coerentemente con le linee guida del Piano Industriale del gruppo, che prevede un incremento dell’energia prodotta dal settore rinnovabili e l’uso dei PPA come leva per accompagnare lo sviluppo della base clienti con forniture a basso impatto ambientale. Attraverso accordi strutturati di lungo periodo, Iren consolida il proprio ruolo di multiutility della transizione energetica, mettendo a disposizione del territorio strumenti che coniugano sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità dei prezzi nel medio-lungo termine.
A2a, Mazzoncini: teniamo la rotta sulla mobilità elettrica nonostante gli ostacoli
“A2a tiene la rotta nonostante tutti gli ostacoli che si sono frapposti sulla mobilità elettrica”. Lo afferma l’amministratore delegato Renato Mazzoncini inaugurando la prima stazione di ricarica per veicoli elettrici a Monza insieme al sindaco Paolo Pilotto e all’amministratore delegato di A2a eMobility Fabio Pressi. La stazione sorge “in uno snodo strategico per il traffico – spiega – all’incrocio di diverse autostrade”. A2a dispone di 4mila stazioni di ricarica in Italia su un totale di 70mila e quella di Monza è la prima a 100 Kwh/h.
Nextchem (Maire) si aggiudica due contratti in Cina su tecnologie proprietarie Nx Stami
Maire annuncia che Nextchem, tramite la sua controllata Stamicarbon, licensor della tecnologia per i fertilizzanti azotati, si è aggiudicata due contratti in Cina, avvalendosi del proprio portafoglio tecnologico proprietario e rafforzando il proprio impegno nel fornire soluzioni funzionali e orientate all’efficienza per rispondere alle esigenze in evoluzione dell’industria dei fertilizzanti. Nextchem fornirà la licenza e il PDP per un nuovo impianto di acido nitrico in Cina. Il progetto prevede l’applicazione della tecnologia all’avanguardia di Stamicarbon per la produzione a pressione singola, parte della serie NX STAMI™ Nitrates, che utilizza ossigeno invece dell’aria nel processo, consentendo un elevato recupero energetico e bassi costi operativi. Questo contratto è frutto della consolidata esperienza del Gruppo nelle tecnologie dell’azoto e riflette il suo impegno nell’industrializzare soluzioni efficienti e a basse emissioni per le filiere agricole. Con circa l’80% della produzione globale di acido nitrico destinata ai fertilizzanti, processi efficienti e a basse emissioni sono fondamentali per la produzione globale di fertilizzanti sostenibili. Inoltre, Nextchem ha firmato un nuovo contratto per fornire la licenza e il PDP, oltre a servizi di assistenza tecnica, per l’ammodernamento di un complesso di fertilizzanti azotati nel Nord della Cina. Il progetto prevede l’efficientamento di un impianto di urea esistente grazie alla tecnologia proprietaria NX STAMI™ Urea, che consente di ridurre significativamente il consumo di vapore e di energia, ottimizzando sia CAPEX che OPEX. Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha commentato: “Queste due aggiudicazioni in Cina sottolineano la competenza di NEXTCHEM nel fornire tecnologie proprietarie all’avanguardia che portano vantaggi concreti in termini di efficienza per i nostri clienti. Si tratta di una chiara evidenza della strategia di NEXTCHEM cha ha come obiettivo l’accelerazione di una filiera dei fertilizzanti più sostenibile e competitiva, rafforzando al contempo la sua presenza a lungo termine nei mercati chiave”.
Green Stone Sicaf acquisisce tre impianti fotovoltaici in Puglia nella jv con Menara Capital
Green Stone SICAF SpA, fondo d’investimento con circa 400 milioni di euro di asset in gestione, annuncia il closing della prima operazione di acquisizione prevista dal piano di investimenti fino a 600 MW della joint venture con Menara Capital, primaria società di investimento globale, segnando l’avvio operativo della partnership nel settore delle energie rinnovabili in Italia. L’operazione riguarda tre impianti fotovoltaici in Provincia di Lecce, per una potenza complessiva di 13,7 MW, e rappresenta il primo passo della pipeline pugliese: si tratta del primo intervento diretto di Green Stone nel settore energy e si inserisce nel percorso di diversificazione strategica della SICAF verso asset infrastrutturali sostenibili, ad alto impatto ambientale e pronti per la realizzazione, in coerenza con una strategia di lungo periodo orientata alla transizione energetica. Grazie alla combinazione di competenze industriali e capacità finanziaria, la joint venture punta a sviluppare infrastrutture energetiche rinnovabili in Italia, con particolare attenzione al settore fotovoltaico, ai sistemi di accumulo di energia in batterie (BESS) e agli impianti a biogas, contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica nazionale e accelerando la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Ad oggi la joint venture prevede un investimento in equity fino a 125 milioni di euro, per un portafoglio di impianti fotovoltaici con una potenza complessiva di circa 180 MW in Italia (di cui un mega impianto da 120 MW in Sardegna), a cui si aggiungono un impianto agrivoltaico da circa 10 MW in Campania e un primo impianto fotovoltaico da circa 350 MW in Nord Africa. Questi progetti iniziali serviranno da trampolino di lancio per un’espansione più ampia, con investimenti fino ai 600 MW previsti nei prossimi due anni. L’iniziativa conferma l’ambizione di Green Stone di affiancare al core business immobiliare una piattaforma energy strutturata, capace di intercettare opportunità lungo l’intera catena del valore delle rinnovabili. Con questo accordo, Green Stone SICAF SpA e Menara Capital intendono dare un contributo decisivo alla transizione energetica italiana e all’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050. Per realizzare la transazione degli impianti in Puglia è stato costituito il nuovo Comparto Stone 20, che acquisirà i diritti reali sui terreni destinati alla costruzione degli impianti. Gli impianti sono tutti in stato RTB (Ready To Build), con autorizzazioni già rilasciate e non impugnabili, risultando pertanto privi di rischio amministrativo e pronti per l’avvio della fase realizzativa. Le autorizzazioni amministrative, tra cui la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) e la STMG (Soluzione Tecnica Minima Generale), saranno intestate a Green Stone Energy S.r.l., una SPV (Special Purpose Vehicle) costituita appositamente per gestire il singolo progetto. I tre impianti fotovoltaici acquisiti si trovano nei Comuni di Carmiano, Collepasso e Lequile, tutti in Provincia di Lecce. L’impianto di Carmiano avrà una capacità di 2,396 MWp e sorgerà su circa 35.500 mq, quello di Collepasso avrà una capacità di 4,120 MWp su circa 90.000 mq, mentre l’impianto di Lequile sarà il più grande, con 7,176 MWp su circa 127.000 mq. La produzione annua complessiva stimata è pari a circa 25,5 GWh, equivalente al fabbisogno energetico di oltre 9.600 famiglie. La configurazione dei progetti rispetta gli standard di mercato per asset utility-scale, assicurando efficienza energetica e sostenibilità operativa. L’operazione di acquisizione dei terreni su cui saranno realizzati gli impianti si è perfezionata il 19 Dicembre 2025.
«Quest’operazione rappresenta per noi un traguardo di grande valore e inaugura una fase nuova e particolarmente dinamica per il nostro percorso di crescita,» ha dichiarato Domenico Cefaly, CEO di Green Stone SICAF SpA. «Il closing odierno conferma la solidità del modello che abbiamo costruito e la nostra capacità di portare a compimento operazioni complesse, allineate ai più elevati standard industriali e finanziari. Siamo convinti che la joint venture con Menara Capital possa esprimere un potenziale straordinario, la combinazione fra visione strategica, competenze tecniche e disponibilità di capitale ci permette di accelerare in modo concreto sul fronte dello sviluppo delle energie rinnovabili. Con questa iniziativa poniamo le basi per contribuire in maniera significativa alla transizione energetica italiana, promuovendo progetti che uniscono sostenibilità, innovazione e ricadute positive sui territori in cui operiamo. È un risultato che ci stimola a procedere con ancora maggiore determinazione verso gli obiettivi della pipeline complessiva.»
Per l’operazione Green Stone si è avvalsa del supporto di un team di advisor qualificati, tra cui Prothea come advisor finanziario e strategico, Protos Energy per la due diligence tecnico-ingegneristica e DLA Piper per gli aspetti legali e fiscali. Green Stone si è inoltre avvalsa del supporto dell’Ing. Alessandro Bergui, Energy Advisor, che ha seguito la due diligence tecnica dell’investimento, affiancando il team di Green Stone nelle valutazioni progettuali e nelle analisi tecniche degli impianti. «L’investimento in Puglia rappresenta il primo passo concreto della nostra strategia di allocazione del capitale in piattaforme di energia rinnovabile resilienti e scalabili in Italia», ha dichiarato Youssef Sabri, CEO di Menara Capital. «Gestiamo capitali di investitori istituzionali e professionali con l’obiettivo di generare rendimenti solidi e sostenibili nel tempo, attraverso investimenti diretti e soluzioni di private debt su asset reali di alta qualità. La partnership con Green Stone SICAF riflette un approccio rigoroso e selettivo, orientato alla tutela del capitale, alla riduzione dei rischi e alla prevedibilità dei ritorni. L’investimento in progetti fotovoltaici Ready To Build ci consente di migliorare la visibilità dei flussi di cassa e accelerare la creazione di valore, all’interno di una strategia di lungo periodo focalizzata sulla crescita sostenibile in Italia e in Europa».
Acea, Valentina Bracaglia nuova cfo, subentra a Ragni nominato co-general manager
Valentina Bracaglia, laurea con lode in Ingegneria Gestionale all’ Università La Sapienza di Roma è la nuova Chief Financial Officer del Gruppo ACEA. Nata nel 1988 a Frosinone, Bracaglia è entrata nel Gruppo ACEA a luglio 2023 in qualità di Responsabile Group Planning & Control, ha poi assunto il ruolo di Deputy Chief Financial Officer da dicembre 2024, accompagnando l’evoluzione dei processi di pianificazione e controllo. All’interno del Gruppo Acea è, inoltre, Consigliere di Amministrazione di Acque S.p.A., Aquaser S.p.A. e Acea ATO2 S.p.A., contribuendo al rafforzamento della governance e al presidio economico-finanziario delle società. Dal 2016 al 2023 ha maturato una solida esperienza in Autostrade per l’Italia, ricoprendo diversi ruoli di prima responsabilità nelle strutture di Planning & Control, con responsabilità anche sulle operazioni di M&A. Nel corso di questo periodo ha ricoperto incarichi come Consigliere di Amministrazione in diverse società del Gruppo. All’esperienza manageriale, ha affiancato anche un solido percorso accademico. Dal 2012 al 2016 ha svolto attività di didattica e ricerca presso l’ Università La Sapienza di Roma, nell’ambito dell’Economia Industriale e della Ricerca Operativa. Durante questo percorso ha trascorso periodi di visiting presso il Massachusetts Institute of Technology e la University of British Columbia. È autrice di sei articoli scientifici pubblicati su primarie riviste internazionali, tra cui Transportation Research Part A e B, The Journal of Transport Economics and Policy ed Economics of Transportation. Nel 2016 ha conseguito un Dottorato in Ricerca Operativa presso la Sapienza Università di Roma, con una tesi dedicata a Strategic Behavior of Multiproduct Airports and Air-Rail Intermodality.
GD4S riunisce il board per la prima volta presso la sede storica di Italgas, reti gas, governance europea e transizione energetica al centro dell’agenda strategica
Il Board di Gas Distributors for Sustainability (GD4S), l’Associazione europea che riunisce i principali operatori della distribuzione del gas, si riunisce oggi, 13 gennaio, per la prima volta presso la sede storica di Italgas a Torino per discutere le priorità strategiche del settore e definire gli indirizzi comuni in un contesto in cui, per ragioni economiche e geopolitiche, le infrastrutture del gas sono tornate a svolgere un ruolo centrale nei sistemi economici e industriali. In questo contesto, GD4S si propone come interlocutore chiave per le istituzioni europee, contribuendo al processo di definizione delle politiche energetiche e climatiche dell’UE con l’esperienza pratica degli operatori dei sistemi di distribuzione del gas e sostenendo lo sviluppo di un sistema energetico resiliente, economicamente accessibile e sostenibile, radicato nei territori locali. L’incontro è dedicato anche alla preparazione del Biomethane Connect Europe, il flagship event dell’associazione che quest’anno si svolgerà a Madrid il 5 e il 6 marzo 2026. Ampio spazio viene dunque dedicato alle prospettive di sviluppo dei gas rinnovabili come biometano, metano sintetico e idrogeno, e al loro contributo nel rafforzare la resilienza dei sistemi energetici favorendo l’integrazione settoriale e territoriale. Il confronto si concentra anche sulla preparazione del settore all’integrazione degli operatori della distribuzione gas e idrogeno nella EU DSO Entity a partire dal 2026, passaggio chiave per una governance più efficace, coordinata e coerente delle reti di distribuzione europee.
“L’incontro di Torino riflette la responsabilità degli operatori della distribuzione del gas nel sostenere la transizione energetica europea, garantendo al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività e l’accessibilità economica per i consumatori”, ha dichiarato Laurence Poirier Dietz, presidente di GD4S. Il meeting conferma, inoltre, il ruolo-guida dell’Italia e di Italgas nel promuovere la cooperazione europea in materia di innovazione tecnologica, digitalizzazione e decarbonizzazione delle reti di distribuzione del gas. GD4S riunisce 12 operatori della distribuzione del gas che operano in UE e in UK, che servono complessivamente oltre 60 milioni di consumatori (circa il 49% del totale) attraverso una rete che si estende per oltre 930.000 chilometri.
Il report FragilItalia di Legacoop: nel 2016 due italiani su tre scettici sul miglioramento della situazione del Paese
Gli italiani sembrano decisamente poco ottimisti sulle prospettive del nostro Paese per il nuovo anno, in particolare quelli appartenenti al ceto popolare. Due su tre (il 62%, 1 punto percentuale in più sulla rilevazione dell’anno scorso, e il 78% nel ceto popolare) non si prefigurano un miglioramento della situazione complessiva dell’Italia, in parallelo con le aspettative di segno negativo sull’evoluzione dello scenario economico: 4 su 10 (il 40%, 2 punti in meno sullo scorso anno, il 61% nel ceto popolare, in aumento di 2 punti) prevedono una fase di recessione ed il 31% (-3 punti) di stagnazione; 6 su 10 (il 62%, 1 punto in meno, ma il 74% nel ceto popolare, in aumento di 4 punti) si aspettano un aumento del costo della vita. Va un po’ meglio per la situazione familiare, dove, insieme con la diminuzione di chi la prevede “altalenante” con alti e bassi (il 58%, 3 punti in meno rispetto a un anno fa) e la stabilità di chi prevede un anno di crisi (l’8%, ma con un dato che sale al 28% nel ceto popolare, in aumento di 2 punti), si delineano aspettative di segno positivo per l’andamento delle relazioni familiari (85%), le relazioni con gli amici (80%), l’amore e gli affetti (77%), la salute (75%), il lavoro (64%).
Sono le principali evidenze che emergono dal report FragilItalia “Le previsioni per il 2026 – Uno sguardo al futuro”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione, per testarne le opinioni sul tema.
“All’inizio di questo 2026 -sottolinea Simone Gamberini, presidente Legacoop- non possiamo dire di non sapere che l’Italia è un Paese attraversato da un sentimento diffuso di incertezza e preoccupazione per il futuro, che colpisce in modo particolarmente duro il ceto popolare. Il timore di un ulteriore aumento del costo della vita, la percezione di precarietà e il senso di esclusione sociale segnalano una frattura che rischia di ampliarsi ulteriormente se non si interviene con decisione. Accanto a questo quadro, emerge anche la volontà delle persone di difendere e valorizzare la dimensione familiare, relazionale e comunitaria; è un bisogno di protezione, e quindi una conferma delle tensioni diffuse, ma allo stesso tempo un fattore che continua a rappresentare un fondamentale elemento di tenuta sociale. È su questa base che occorre ricostruire fiducia e prospettive. Servono politiche pubbliche orientate alla coesione e alla giustizia sociale, alla promozione del lavoro di qualità e alla sostenibilità, capaci di dare risposte concrete alle fragilità che emergono con chiarezza. Solo così sarà possibile ridurre le distanze, ricomporre il patto sociale e restituire al Paese una prospettiva di sviluppo più giusta e condivisa. Non possiamo certo dire che gli indirizzi dell’ultima legge di bilancio vadano in questa direzione, ma speriamo che il nuovo anno porti consiglio».
Il “tono” più positivo sulla situazione familiare rispetto alle percezioni relative al contesto generale trova una conferma nel fatto che il 57% degli intervistati (3 punti in più; percentuale che sale all’86% nel ceto medio) vede in miglioramento o positive le aspettative sulla propria situazione economica e il 51% (1 punto in più; sale all’81% nel ceto medio) la propria capacità di spesa. Anche sotto questo aspetto sono comunque rilevanti le differenze in base alla collocazione sociale. Infatti, il 78% (+ 2 punti) degli appartenenti al ceto popolare è preoccupato per l’evoluzione della situazione economica della propria famiglia contro un dato medio del 36% e il 44% (- 4 punti) contempla la possibilità di dover svolgere lavori precari, rispetto ad un dato medio del 29%. La stessa divaricazione segna anche la percezione di essere inclusi o esclusi dalla società. Il dato medio di chi sente di essere completamente o in buona misura incluso (57%, 2 punti in più), sale al 77% (+ 5 punti) per il ceto medio; la percentuale di chi si sente parzialmente o totalmente escluso (il 42%, con 2 punti in meno) balza al 71% (dato invariato sullo scorso anno) per il ceto popolare. Interessanti, anche per le variazioni che si registrano sull’anno scorso, i dati relativi alla classifica delle preoccupazioni per il futuro, dei fattori che possono essere definiti come “nemici del futuro”. Al primo posto le guerre (55%, 5 punti in meno), seguite dai cambiamenti climatici (45%, in calo di ben 10 punti), da un’eccessiva ricchezza concentrata in poche mani (39%, in crescita di 3 punti); dalle tasse (32%, in aumento di 8 punti) e dall’inflazione (stabile al 32%). Largamente coerenti con i valori registrati dall’indicazione degli aspetti problematici, quelli relativi alle parole considerate più importanti per il futuro: pace (42%, 1 punto in più), sicurezza (40%, 1 punto in più), giustizia sociale (stabile al 38%), democrazia (stabile al 35%), stabilità (31%, in calo di 2 punti). Completano i risultati della rilevazione le indicazioni relative alla percezione di quanto c’è di sbagliato nella società di oggi. Al primo posto si collocano le guerre (44%, + 2 punti), seguite dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie (38%, 1 punto in meno; 44% nel ceto popolare), dalla mancanza di prospettive per i giovani (30%, 3 punti in più), dall’individualismo egoistico (28%, + 2 punti).
Confcommercio, misery index di dicembre ’25 sale a 9,6
Il Mic, il misery index di Confcommercio, di dicembre 2025 sale, secondo la prima stima, a 9,6, un decimo in più su novembre. Nonostante i marginali movimenti l’indicatore si conferma ai minimi storici. Nella media del 2025 il MIC si è attestato a 10,0 il valore più basso dall’inizio delle serie storiche.
La stima dell’ultimo mese è sintesi di un lieve aumento dell’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,2% dal 2,0% di novembre) e di una stabilizzazione del tasso di disoccupazione esteso al 6,3%. Sul versante del mercato del lavoro è attesa, a dicembre, una sostanziale invarianza del numero di occupati associata a una modesta riduzione delle persone in cerca di lavoro, dinamiche che lascerebbero inalterato al 5,7% il tasso di disoccupazione ufficiale, anch’esso ai minimi storici. Sul versante delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme d’integrazione salariale (CIG e FIS), si conferma una situazione di scarsa dinamicità con un tasso di disoccupazione esteso stimato confermarsi al 6,3%.
Secondo le prime indicazioni a dicembre 2025 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto è salita, su base annua, al 2,2%. Il dato riflette essenzialmente la tendenza all’aumento dei prezzi degli alimentari. In termini prospettici l’inflazione è stimata permanere, al netto dei marginali movimenti attesi per i consueti adeguamenti d’inizio anno, sui livelli storicamente contenuti registrati nei periodi più recenti. Anche sul versante del mercato del lavoro non sono attese, nel breve periodo, sostanziali modifiche rispetto alle attuali dinamiche, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe mantenersi ai minimi storici. Quest’ultimo elemento necessita, peraltro, di una maggiore attenzione in quanto si sta realizzando in presenza di dinamiche occupazioni che, pur mantenendosi complessivamente in territorio positivo, mostrano una minore vivacità e potrebbe essere rappresentativo anche delle difficoltà di ampliamento della forza lavoro presente sul mercato. Il fenomeno, da ricondursi anche alle conseguenze “dell’inverno demografico” con difficoltà di sostituzione al momento dell’uscita dei lavoratori più anziani, rende sempre più urgente l’aumento della quota di popolazione femminile presente attivamente nel mercato del lavoro. Elemento che pur potendo peggiorare nel breve periodo la disoccupazione, con effetti nell’immediato sull’area del disagio sociale, avrebbe innegabili riflessi positivi, nel medio termine, sulla condizione reddituale delle famiglie e dei consumi.
Taxi, sindacati: piena adesione al fermo del servizio, ora regole certe Ferrante (Mit), protesta strumentale, inaccettabili posizioni corporative
“La partecipazione alla giornata di fermo nazionale del servizio taxi è pressoché totale”. È quanto dichiarano in una nota le rappresentanze sindacali promotrici dello sciopero odierno. “Il servizio e praticamente fermo in tutto il Paese: ora le istituzioni competenti – conclude la nota – ascoltino le richieste che vengono dai lavoratori del settore, concludendo al più l’iter di riforma del comparto, al fine di avere regole certe per operatori e piattaforme digitali, contrastare i fenomeni di abusivismo e tutelare il diritto alla mobilità degli utenti, ad un prezzo certo e calmierato, non in balia degli algoritmi di proprietà delle multinazionali”. A criticare la protesta è stato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante. “Lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma di fronte all’impegno del Mit per la tutela del trasporto pubblico non di linea l’iniziativa dei sindacati dei Taxi appare del tutto strumentale”, ha dichiarato. “Come Ministero siamo intervenuti con provvedimenti strutturali di riforma del settore, in grado di incrementare la trasparenza, l’efficienza e la qualità del servizio a beneficio dei cittadini. Anche il Parlamento sta lavorando in tal senso, in particolare con una proposta di legge di riordino del trasporto pubblico non di linea presentata da Forza Italia che è da sempre impegnata per promuovere la liberalizzazione del settore dei trasporti, contrastare ogni fenomeno di abusivismo e favorire l’apertura del mercato agli Ncc, che svolgono una essenziale funzione complementare e integrativa rispetto al Tpl, o ad altri attori come Uber. Sono inaccettabili le posizioni di tipo corporativo volte a difendere lo status quo. L’obiettivo – conclude Ferrante – resta quello di costruire un sistema di trasporto sempre più efficiente e rafforzare il diritto alla mobilità dei cittadini”.
Via Ingegneria: Piazza Pia a Roma un progetto modello per il Medio Oriente
Nel quadro di un’iniziativa promossa dall’Istituto Affari Internazionali, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Roma Capitale, VIA Ingegneria, società specializzata nella progettazione di grandi infrastrutture e aree urbane, è stata incaricata dalle istituzioni di presentare, a una delegazione di rappresentanti di Paesi mediorientali, il progetto di riqualificazione di Piazza Pia. Architetti, urban planner e ingegneri provenienti da Iran, Iraq e Arabia Saudita hanno visitato Piazza Pia insieme a esperti e tecnici, potendo osservare direttamente l’intervento di riqualificazione della Piazza come piattaforma di confronto su temi trasversali, di scambio tecnico e di apprendimento reciproco a supporto della cooperazione tra città. L’intervento, frutto di una complessa elaborazione tecnica in un contesto urbano caratterizzato da un patrimonio culturale di straordinaria ricchezza, ha consentito di migliorare significativamente la viabilità dell’area e di realizzare la più estesa zona pedonale urbana della Capitale. I lavori, iniziati ad agosto 2023, si sono conclusi nella parte principale il 23 dicembre 2024, mentre nella fase successiva si sono completati con il collegamento della piazza ai giardini di Castel Sant’Angelo, uno spazio verde rigenerato di circa 30.000 m2. La realizzazione di questa nuova grande piazza pedonale ha unito l’area di Castel Sant’Angelo a via della Conciliazione e per estensione alla Basilica di San Pietro, ottenendo così una pedonalizzazione che garantisce l’uso dell’area in piena sicurezza e uno scorrimento del traffico, aprendo la zona ai numerosi pellegrini e pedoni che occupano le strade romane. Il progetto, realizzato in tempi record (meno di sei mesi dal concept alle approvazioni delle istituzioni) da Via Ingegneria – società d’ingegneria e architettura romana specializzata in grandi infrastrutture – e commissionato dall’ANAS, soggetto attuatore delle opere iconiche per Giubileo 2025 SpA e Comune di Roma, è stato particolarmente ambizioso e complesso, per le difficoltà tecniche, per l’inserimento in un contesto storico delicato e per i tempi ristretti, che parevano impossibili. Dichiara Francesco Nicchiarelli, ingegnere e socio fondatore di Via Ingegneria: «Il progetto di riqualificazione di Piazza Pia rappresenta un modello virtuoso di intervento urbano capace di coniugare complessità tecnica, tutela del patrimonio storico e innovazione infrastrutturale. La visita della delegazione mediorientale ha offerto un’occasione concreta di confronto e scambio, valorizzando l’esperienza romana come piattaforma di cooperazione internazionale tra città e come riferimento per futuri interventi nel Medio Oriente».
Automotive, 300 milioni dalla Bei a Leasys per veicoli a emissioni zero
“Il progetto dovrebbe generare importanti benefici ambientali, con prestazioni della flotta nettamente superiori alle attuali medie di mercato, contribuendo a ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e abbassare i livelli di rumore negli ambienti urbani. Inoltre, sosterrà lo sviluppo della filiera europea della mobilità pulita, favorendo una più ampia adozione dei veicoli elettrici e l’innovazione nei principali mercati”, sottolinea la Bei.
Ddl nucleare, esame al via la prossima settimana
Al fine di svolgere un’attività conoscitiva sul provvedimento, i gruppi parlamentari dovranno segnalare entro martedì prossimo, 20 gennaio, alle 12, eventuali richieste di audizione.
Energia, Mase: approvate indicazioni tecniche-operative per biometano sostenibile nel sistema Ets
Le linee guida definiscono in modo puntuale le modalità con cui dimostrare la sostenibilità del biometano e la documentazione che gli operatori devono mettere a disposizione dei verificatori, ai fini dell’applicazione del fattore di emissione pari a zero.
Il documento tiene conto del quadro normativo nazionale, del sistema delle Garanzie di Origine e degli schemi di certificazione della sostenibilità, offrendo agli operatori uno strumento per integrare il biometano nei processi industriali in piena conformità con i Regolamenti dell’Unione europea.
“Ora le imprese – spiega il ministro Gilberto Pichetto – hanno un quadro chiaro e certo per utilizzare il biometano sostenibile all’interno del sistema ETS. È un passo importante per accompagnare la competitività in un contesto di decarbonizzazione dell’industria, in particolare dei settori più energivori, valorizzando una risorsa rinnovabile strategica in coerenza con gli obiettivi climatici europei”.
Il Comitato ETS è un organo interministeriale presieduto dal MASE e partecipato da Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Economia e delle Finanze, Ministeri della Giustizia, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Dipartimento degli Affari Europei della Presidenza del Consiglio.