LE AUDIZIONI SUL PIANO CASA

Fondo Housing Coesione, Invimit sprona Regioni e Comuni a entrare con patrimoni segregati, fondi territoriali, progetti privati

Il presidente Valducci e l’ad Scalera spiegano tempi e strumenti dell’attuazione, aprendo a operazioni promosse da privati e a fondi immobiliari territoriali gestiti da Sgr terze.

27 Mag 2026 di Giorgio Santilli

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Fondo Housing Coesione, Invimit sprona Regioni e Comuni a entrare con patrimoni segregati, fondi territoriali, progetti privati

C+S Architects, Torri residenziali R11 a Cascina Merlata, Milano.  Foto Alessandra Bello

Il decreto legge 66 sul Piano casa si potrebbe anche rappresentare come un contenitore di tante sfide diverse. Quella dell’articolo 7 – il cosiddetto secondo pilastro – il governo l’ha intitolata a Invimit e consiste, in sostanza, nel portare Regioni e Comuni dentro il Fondo Housing Coesione costituito dalla Sgr controllata al 100% dall’Economia. Portarci, per meglio dire, i loro immobili inutilizzati, i loro progetti di riutilizzo per destinarli a social housing, le risorse dei fondi di coesione europei e le risorse del Fondo Sviluppo Coesione loro spettanti. Adirittura la norma prevede, con mira chirurgica, che al Fondo possa confluire quel miliardo e 100 milioni di fondi europei (programmazione 2021-2027) che le Regioni si sono impegnate, nell’ambito della operazione di mid term review, a destinare all’Housing con l’accordo del 29 dicembre, fatto con il ministro Foti in Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni sono da sempre recalcitranti a dare immobili e risorse economiche in cambio di quote dei fondi gestiti da Sgr: tanto è che alcune Regioni, Lombardia ed Emilia-Romagna in primis, stanno correndo per pubblicare bandi per finanziare progetti di housing presentati da Comuni, ex-Iacp, cooperative proprio con quelle stesse risorse.

In questo quadro si è tenuta ieri alla commissione Ambiente della Camera l’audizione di Invimit Sgr, rappresentata dal presidente Mario Valducci e dall’amministratore delegato, Stefano Scalera, che hanno spiegato bene quali sono gli incentivi che vengono messi sul tavolo per invogliare Regioni e Comuni a entrare. Valducci e Scalera hanno ricordato che “al fine di accelerare l’operatività del Fondo Housing Coesione, il primo investimento sarà effettuato dal Dipartimento per la Coesione, così da consentire la sollecitazione del mercato”. La quota governativa sarà di cento milioni.

Valducci: il nostro obiettivo è da sempre il riutilizzo di immobili intilizzati dalla Pa

Il Presidente di Invimit Sgr, Mario Valducci

Prima, però, Valducci ha ricordato perché la norma del decreto, oltre a essere “molto importante” per Invimit, lo è anche per il Paese. “L’obiettivo che la nostra società persegue già da tempo – ha detto Valducci – ma che con questa nuova norma potrebbe essere ancora più sollecitato e avere un risultato concreto, è quello del riutilizzo dei beni pubblici non attualmente utilizzati a fini strumentali dalle pubbliche amministrazioni, quelli che ho chiamato da un po’ di tempo buchi neri, che sono spesso un problema sociale delle nostre città perché questi immobili sono spesso occupati abusivamente o centri di malaffare o di spaccio di droghe. Il riutilizzo di questi compendi immobiliari rappresenterebbe quindi anche una salvaguardia sociale per la sicurezza dei cittadini, oltre a raggiungere lo scopo sociale della realizzazione di immobili di social housing o di uno studentato o di una silver house per le persone della terza età. Questo progetto – ha concluso Valducci – se condiviso anche dalle Regioni, può avere un’efficacia nel medio termine sicuramente importante”. Anche la memoria consegnata da Invimit alla commissione Ambiente insiste sugli obiettivi della Sgr: oltre a rigenerare gli  immobili pubblici, “attivare strumenti finanziari dedicati a supporto delle case a prezzi abbordabili nel quadro della normativa europea” e “favorire la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, investitori istituzionali e operatori del settore per incrementare l’offerta abitativa sostenibile”.

Scalera: possono essere conferiti anche uffici da riconvertire

Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr

Se Valducci ha insistito sul valore sociale degli obiettivi Invimt, Scalera ha invece richiamato più volte il valore ambientale del contenimento del consumo di suolo. Scalera ha spiegato che per gli enti territoriali è una facoltà, ma anche una opportunità, “poter riutilizzare il proprio patrimonio, anche quello non prettamente abitativo”. Potrebbero essere conferiti al fondo, in cambio di quote, “abitazioni da ristrutturare, ma anche uffici da riconvertire”. Invimit – ha detto Scalera – “metterà a disposizione su tutto il territorio nazionale un applicativo su cui poter caricare questi immobili ai fini di una prima valutazione”. Questa ricognizione è la fase 1 dell’attuazione.

Ci sono però altre modalità per entrare nel Fondo Housing Coesione. “Potrebbe anche esserci il caso – ha continuato Scalera – in cui l’ente territoriale non ha nessun tipo di immobile a disposizione oppure i costi per la ristrutturazione sono troppo ampi rispetto all’obiettivo finale di fornire abitazioni a un canone sostenibile. In questo caso, l’ente con un atto amministrativo può promuovere un’operazione proposta sul territorio anche da soggetti privati, a condizione che sia rispettato l’interesse pubblico”. Una novità che allarga la gamma delle operazioni realizzate con il Fondo Hosuing Coesione. Infine, per le Regioni c’è la possibilità di partecipare con fondi europei o nazionali, come detto.

La costituzione di Fondi immobiliari territoriali gestiti da Sgr terze

L’allargamento della gamma delle modalità di partecipazione al Fondo è uno degli incentivi che Invimit pone sul tavolo a Regioni e Comuni per entrare nell’operazione. Un altro viene dalla conferma di quanto già chiarito dal decreto: viene garantita la segregazione contabile delle disponibilità tra i vari Enti territoriali, con la certezza che i beni e le risorse economiche non siano confusi con quelli provenienti da altri soggetti e che torneranno ai territori da cui provengono. Infine, ed è la principale novità emersa ieri, sarà possibile la costituzione di Fondi immobiliari territoriali: dovranno essere promossi o partecipati (o anche promossi e partecipati) dall’ente pubblico e saranno poi gestiti da Sgr terze che avranno risposto alla sollecitazione di mercato di Invimt. Sarà necessario un atto amministrativo dell’Ente per individuare il Fondo immobiliare Territoriale, gestito da Sgr terze, come strumento per l’attuazione della politica pubblica (Casa accessibile). Le Sgr terze saranno chiamate a sollecitare la presenza di investitori privati al fine di conferire nei Fondi Territoriali le risorse economiche oltre che gli immobili.

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