L'INCONTRO ANNUALE CON LE REGIONI
Investimenti post Pnrr, housing e rigenerazione: le leve Cdp per rafforzare lo sviluppo dei territori, 2,6 mld mobilitati nel 2022-25
Cassa Depositi e Prestiti punta a rafforzare la collaborazione con le Regioni. L’obiettivo è individuare nuove forme di partnership per realizzare investimenti strategici per i territori, rilanciando strumenti come i Ppp, e dare slancio al tessuto imprenditoriale locale. Una delle priorità da affrontare resta l’emergenza abitativa e la rigenerazione urbana.

Il presidente della Conferenza delle REgioni, Massimiliano Fedriga
Mantenere la rotta diritta degli investimenti dopo il Pnrr, accelerare la crescita dimensionale e tecnologica del Pmi e Mid Cap, dare risposte all’emergenza abitativa e giocare un ruolo di primo piano nella partita della rigenerazione urbana. E’ lungo questi tre assi strategici che Cassa Depositi e Prestiti dispiega la propria azione a supporto dei territori, puntando a rafforzare la collaborazione con le Regioni, nel solco di interventi che tra il 2022 e il 2025 hanno mobilitato oltre 2,6 miliardi di euro, grazie alle sinergie con le istituzioni e con le forze economiche locali. Sinergie tanto più necessarie ora in uno scenario che vede la fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza – e quindi il venir meno di importanti risorse – e gli sviluppi del quadro internazionale, con tre principali evoluzioni che portano tre criticità quali la guerra in Medio Oriente, il riposizionamento della Cina sui mercati globali, le nuove direttrici commerciali mondiali, che, a cascata, mettono sotto pressione i territori. Assume, dunque, una valenza ancora più forte la nuova edizione dell’appuntamento organizzato da Cassa Depositi e Prestiti insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e all’Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali (Anfir) con l’obiettivo di individuare nuove forme di partnership per realizzare investimenti strategici per i territori e dare slancio al tessuto imprenditoriale locale.
L’incontro, che ieri a Roma ha chiamato a raccolta oltre 130 rappresentanti del sistema regionale, è stato l’occasione per tracciare un bilancio del quadriennio, guidato dall’attuale management con l’amministratore delegato Dario Scannapieco e il presidente Giovanni Gorno Tempini, dei progetti a favore di Regioni, Province Autonome, società partecipate dalla Regioni e che includono anche i programmi condotti insieme alla finanziarie regionali. Dei 2,6 miliardi mobilitati, 1,8 miliardi sono stati indirizzati al sostegno di investimenti chiave per il territorio. Si è anche registrato un ulteriore rafforzamento nel ricorso a soluzioni di finanza innovativa, come i Basket Bond Regionali, volti a facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. “La collaborazione con le Regioni e le loro partecipate ha consentito a Cassa Depositi e Prestiti di sostenere realtà pubbliche e private in oltre il 78% dei Comuni, raggiungendo aree in cui vive più del 97% della popolazione italiana”, ha spiegato Scannapieco.
Questa collaborazione va ora rinsaldata e rafforzata su tre principali ambiti. Il primo, come ha indicato il presidente Gorno Tempini, riguarda il post Pnrr e la continuazione dei progetti che dovranno trovare un finanziamento per il loro completamento. Ma uno dei punti nevralgici è che c’è sì una questione di risorse ma anche di un metodo di lavoro: “Le risorse straordinarie del PNRR hanno consentito di accelerare investimenti indispensabili. La priorità, ora, è rendere strutturale la capacità di programmazione e attuazione degli investimenti pubblici anche oltre la stagione del Piano e assicurare continuità e coesione quali fattori chiave per la competitività nazionale”. Uno strumento che va potenziato è quello del partenariato pubblico privato. “Non si tratta solo di dare consulenza su come strutturarlo ma di intervenire direttamente su progetti di interesse pubblico”, ha sottolineato Scannapieco. Anche il presidente della Conferenza Stato Regioni, Massimiliano Fedriga, ha sottolineato come, in questa fase, sia fondamentale costruire una metodologia stabile per gli investimenti territoriali”.
Il secondo fronte riguarda lo sviluppo dei territorio, quindi l’aiuto all’imprenditorialità, agendo sulla leva dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, che è uno dei punti di forza del sistema produttivo italiano. Il terzo ambito è quello dell’emergenza abitativa e della rigenerazione urbana. Tema caldo, quello della casa, in attesa che parta il piano annunciato dal Governo, il cui primo step è l’intervento da 950 milioni per il recupero di 50-60 mila alloggi di edilizia popolare. Il Piano Casa “è un qualcosa su cui stiamo già lavorando e nuovi fondi verranno lanciati molto a breve”, ha detto Scannapieco. “Noi parliamo molto con le altre banche promozionali di tutti gli altri Paesi. Spesso investiamo insieme alle fondazioni bancarie dell’abitare sociale. Noi siamo concentrati su quelle che chiamiamo le 4S, ovvero social housing, senior housing, student housing e staff housing”. Scannapieco ha parlato di “moltissime iniziative di rigenerazione urbana che è anche rigenerazione sociale”.
A tratteggiare lo scenario in cui si inscrive la strategia di Cdp nel rapporto con le Regioni, è stato il capoeconomista dell’Istituto di Via Goito, che ha indicato le tre principali criticità che vanno affrontate. L’impatto della crisi in Medio Oriente pone un rischio sistemico per la catene di approvvigionamento globale che pregiudica lo sviluppo delle imprese. La priorità è quella di garantire la sicurezza energetica. Prima dell’invasione ucraina il gas liquido rappresentava il 13,6% del nostro import di gas, oggi è quasi il 35%, arriva dal Qatar ma anche dagli Stati Uniti, quindi un blocco prolungato del gas qatarino potrebbe porre un problema, ma ci sono diversi Paesi che hanno capacità produttiva inutilizzata, in particolare gli Stati Uniti, Egitto e Algeria, che sono tre Paesi a noi o geograficamente vicini, con cui abbiamo già relazioni commerciali importanti sul gas”, ha spiegato Montanino. “Nel breve periodo – ha sottolineato – probabilmente non è un tema, il tema lo può diventare in modo più strutturato nel lungo periodo con un aumento dei prezzi dell’energia, e questo significa che bisogna continuare nell’opera di attuazione del piano nazionale integrato per l’energia e il clima, continuare a costruire un mix energetico meno dipendente dai combustibili fossili, quindi tutto ciò che è il mondo rinnovabile. È evidente che comunque tutte queste infrastrutture energetiche che ci garantiscono sicurezza energetica devono essere collocate da qualche parte, in qualche territorio, o perché passano tubi o perché bisogna installare degli impianti”. Secondo il capoeconomista di Cdp è quindi “molto importante che ci sia consenso all’interno dei nostri territori per garantire la sicurezza energetica”.
Altra questione riguarda l’export in una fase in cui la Cina, che ha ridotto le esportazioni verso gli Usa, si sta riorientando verso l’Europa, America Latina, Sud Est asiatico mentre, intanto, si sviluppano nuove direttrici commerciali non più su un asse est-ovest, ma nord-sud e, quindi, Europa-Africa, Mercosur e India. Tutto questo ha un impatto interno, sui territori e la priorità è quella di rafforzare l’export, supportando le imprese nelle aree dove ci sono le maggiori opportunità.
In questo quadro, Cdp può giocare il suo ruolo di sostegno alle imprese con una “batteria di strumenti” capace di gestire questo contesto e adeguandoli alla specificità dei territori. Nell’ultimo periodo Cassa Depositi e Prestiti ha rafforzato la sua vicinanza al tessuto e alle comunità locali con una rete di 28 presidi tra uffici e spazi dedicati che comprendono anche sei hub macroregionali di coordinamento, per garantire un contatto ancora più diretto con gli Enti e le aziende del territorio. Una presenza che si è concretizzata anche in numerose attività, tra cui la sottoscrizione di accordi finalizzati a potenziare la capacità di utilizzo dei Fondi europei a livello regionale attraverso il sostegno tecnico-finanziario di CDP. Recente è anche la firma del cosiddetto “Addendum 2025 al Protocollo ANFIR-CDP” che ha prorogato e ampliato la cooperazione tra le parti nei settori del credito agevolato e delle garanzie. Ieri, dopo l’incontro plenario, si sono tenuti tre tavoli di confronto sui temi riguardanti: gli strumenti finanziari per gli investimenti; la rigenerazione urbana sostenibile e gli interventi per l’abitare; le soluzioni per accelerare la crescita dimensionale e l’innovazione tecnologica di PMI e Mid Cap.
“Gli investimenti pubblici – ha detto ancora Fedriga- sono diventati sempre più complessi, richiedono maggiori capacità progettuali, sostenibilità finanziaria e integrazione tra diverse fonti di finanziamento. In questo senso la collaborazione delle Regioni con Cassa Depositi e Prestiti e ANFIR è centrale ed è destinata a rafforzarsi. Penso agli strumenti agevolativi e alle soluzioni innovative a supporto della crescita nazionale e internazionale delle imprese, nonché ai modelli di residenzialità e di risposta all’emergenza abitativa da sviluppare anche in un’ottica di rigenerazione urbana, sino agli investimenti in infrastrutture e in sanità. La sfida che abbiamo davanti è quindi duplice: da un lato consolidare i risultati ottenuti con il PNRR; dall’altro costruire un nuovo ciclo di investimenti pubblici per la fase del post-PNRR capace di sostenere la crescita, ridurre i divari territoriali e rafforzare la qualità dei servizi ai cittadini”. Per il presidente dell’ANFIR, Michele Vietti, ha dichiarato: “Le finanziarie regionali possono svolgere un ruolo sempre più strategico nel collegare la programmazione pubblica con il mercato dei capitali. Rafforzare l’uso degli strumenti finanziari e la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti significa rendere più efficaci le politiche di investimento e sostenere concretamente PMI e territori. Per questo è fondamentale coinvolgere gli istituti di promozione già nella fase di programmazione delle politiche europee”.