LA SOCIETA' GESTISCE LA A4 VENEZIA-TRIESTE

Il Cipess approva il PEF di Autostrade Alto Adriatico, è il primo post-riforma. Per la concessionaria 1.895 milioni di investimenti e pedaggi bloccati fino al 2029

05 Ago 2026 di Giorgio Santilli

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Il Cipess approva il PEF di Autostrade Alto Adriatico, è il primo post-riforma. Per la concessionaria 1.895 milioni di investimenti e pedaggi bloccati fino al 2029

Marco Antonio Monaco, Presidente di Autostrade Alto Adriatico

Il Cipess ha approvato ieri l’aggiornamento del piano economico finanziario di Autostrade Alto Adriatico, la concessionaria che gestisce la A4 nel tratto fra Venezia e Trieste. La notizia ha un doppio, rilevante valore.

Da una parte, per la concessionaria presieduta da Marco Antonio Monaco, il piano approvato autorizza un investimento di un miliardo nei prossimi cinque anni e di un miliardo e 895 milioni complessivamente nel periodo concessorio (fino al 2053): in questo rientra un’opera strategica a livello nazionale come il completamento della terza corsia della autostrada A4 (Venezia-Trieste). Il pedaggio resterà bloccato “almeno fino al 2029”, aspetto che fa rivendicare alla società il record assoluto in Italia di undici anni con le tariffe senza aumenti “nonostante l’inflazione registrata dal 2022”.

Dall’altra parte, sul piano nazionale, il PEF di Autostrade Alto Adriatico è il primo in assoluto della nuova generazione post-riforma a completare l’iter e ad essere approvato in via definitiva dal Cipess. La procedura di approvazione prevede, in base alle nuove regole dettate dalla legge sulla concorrenza 193/2024, che il MIT valuti il piano proposto dalla concessionaria per verificare la fattibilità tecnico-economica delle opere e la loro congruenza rispetto ai flussi di traffico, mentre l’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) per la prima volta esprime un parere vincolante su tariffe, remunerazione economica del capitale e sostenibilità economico-finanziaria della concessione. Il Cipess dà il via libera finale dopo un parere del Nars. La procedura di valutazione e approvazione, nata dall’intesa fra MIT, ART e Commissione europea, è molto più severa e rigorosa che in passato, tanto è che tutti i PEF scaduti sono attualmente fermi, in corso di istruttoria, al MIT, compreso quello di ASPI. L’arrivo al traguardo del PEF di AAA – che comunque ha richiesto due anni dal momento della presentazione della proposta nel luglio 2024 – viene salutato dal Ministero delle Infrastrutture come la conferma che la riforma funziona bene, nonostante la dialettica complessa e spesso serrata che si crea con le concessionarie. Autostrade Alto Adriatico ha voluto, a questo proposito, riconoscere lo sforzo sostenuto e la professionalità messa in campo sia dal MIT che da ART in questo percorso. 

Tornando al PEF di Autostrade Alto Adriatico, la concessionaria lo definisce “un risultato importante per tutti gli investimenti futuri che verranno stanziati fino al 2053 da Autostrade Alto Adriatico”, in quanto – ricorda la nota della società – “il quadro normativo che disciplina il settore autostradale non consente, di fatto, di effettuare investimenti, e quindi di appaltare lavori, se gli stessi non sono previsti nel piano economico finanziario (PEF) vigente della Concessionaria”. Mancano, per altro, per renderlo pienamente operativo, ancora due passaggi amministrativi chiave ovvero la sottoscrizione dell’atto aggiuntivo e l’emanazione del decreto interministeriale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle due Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e di Autostrade Alto Adriatico.

Nei dettagli, il Piano economico finanziario prevede “principalmente gli interventi programmati nel tratto della A4 tra San Donà di Piave e Villesse; tra questi quello di prossima realizzazione tra Portogruaro e San Donà di Piave, i cui lavori inizieranno tra fine 2026 e inizio 2027”. Tra le altre opere da realizzare i 12 chilometri di terza corsia dal Nodo di Palmanova a Villesse, la ristrutturazione del casello del Lisert, l’ampliamento del casello di Portogruaro (in realizzazione) e il nuovo casello autostradale di Alvisopoli e di Bibione.

La società ricorda anche che il PEF approvato è “il più grande presentato nella storia della concessionaria” e che “tiene conto dell’incremento della spesa per investimenti per circa 600 milioni di euro a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali da costruzioni, in particolare dalla seconda metà del 2021”. Previsti anche – nell’arco dei prossimi 30 anni – “nuovi investimenti di manutenzione straordinaria per circa 370 milioni di euro per la ricostruzione delle opere d’arte più datate (cavalcavia e ponti) e per assicurare la condizione di sicurezza della rete”.

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