DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri / 29
I nuovi Criteri ambientali minimi (Cam) 2025: guida all’obbligatorietà e all’integrazione operativa nel settore pubblico e privato
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) costituiscono lo strumento fondamentale e vincolante del Green Public Procurement (GPP) italiano, ideato per promuovere la sostenibilità ambientale agendo sulla leva degli acquisti pubblici. L’azione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tra il 2024 e il 2025 ha portato all’introduzione e all’aggiornamento di numerosi Decreti Ministeriali, rendendo questi criteri obbligatori per una vasta gamma di servizi e lavori.
Questi requisiti, previsti in ottemperanza all’articolo 57 del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023), non rappresentano una mera facoltà ma un obbligo legale. Devono infatti essere inseriti necessariamente nei capitolati e nelle clausole contrattuali, con l’obbligatorietà estesa all’intero valore dell’appalto. Un elemento cruciale da sottolineare è che la loro influenza normativa si estende direttamente anche agli interventi di edilizia privata che accedono a detrazioni fiscali. Per i professionisti e le Stazioni Appaltanti (SA), è quindi imperativo comprendere la natura e le applicazioni concrete di questa normativa per garantire la piena conformità.
La nuova generazione di CAM: panoramica settoriale
I CAM rappresentano requisiti vincolanti da rispettare in tutte le fasi degli acquisti pubblici di beni, servizi e lavori, con l’obiettivo primario di ridurre l’impatto ambientale. I principali ambiti soggetti a recente aggiornamento o introduzione nel biennio 2024-2026 vengono di seguito, sinteticamente analizzati.
CAM nella Gestione Rifiuti Urbani
I nuovi CAM per la gestione dei rifiuti urbani sono stati definiti con il DM del 7 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2025, ed entrato in vigore il 18 giugno 2025. Questo decreto si applica specificamente alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani, ai servizi di pulizia e spazzamento stradale e alla fornitura dei relativi veicoli, contenitori e sacchi.
I requisiti tecnici si concentrano sulla promozione dell’economia circolare e la riduzione delle emissioni. Ad esempio, per le flotte viene richiesto l’uso di criteri di selezione ambientale, privilegiando basse emissioni, alta efficienza e l’utilizzo di carburanti alternativi. Per i prodotti, vengono imposti specifici requisiti di riciclabilità e l’uso di percentuali minime garantite di contenuto riciclato per contenitori e sacchi. La Stazione Appaltante ha il dovere di stabilire nei capitolati questi valori minimi di prestazione ambientale e deve prevedere l’implementazione di sistemi di controllo, come la tracciabilità GPS, e la produzione di report ambientali periodici per monitorare le prestazioni dei fornitori.
CAM per Prestazioni Energetiche Contratti (EPC)
I criteri relativi ai Contratti di Prestazione Energetica (Energy Performance Contract – EPC) sono stati adottati con il DM del 12 agosto 2024 e sono in vigore dal 27 dicembre 2024. Questi CAM mirano a guidare la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra negli edifici pubblici.
I progetti devono dare priorità alle fonti rinnovabili e all’adozione di tecnologie ad alta efficienza, come pompe di calore, apparecchi a condensazione e illuminazione LED. La Stazione Appaltante è tenuta a definire e utilizzare indicatori misurabili, stabilendo obiettivi minimi di progressiva riduzione dei consumi rispetto ai benchmark di settore (ad esempio, espressi in kWh/m²). È altresì fondamentale richiedere l’utilizzo di un Piano di Misurazione e Verifica (M&V) in fase di gestione e l’esecuzione di un’analisi energetica pre e post-intervento, garantendo così il monitoraggio effettivo delle prestazioni e il conseguimento degli obiettivi prestazionali di efficienza energetica.
CAM Infrastrutture Stradali
Questi criteri, definiti dal DM del 5 agosto 2024 e in vigore dal 21 dicembre 2024, regolano la progettazione, la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali pubbliche, incluse strade urbane ed extraurbane. L’obiettivo è perseguire l’economia circolare e la riduzione degli impatti ambientali connessi.
Tra i requisiti tecnici più significativi spicca l’uso obbligatorio di materiali riciclati o riutilizzati con percentuali minime richieste, in particolare nei conglomerati bituminosi e nei misti cementati utilizzati negli strati stradali. Inoltre, i criteri impongono una gestione ambientale rigorosa dei cantieri, che include misure per la riduzione delle emissioni da costruzione e l’implementazione di Piani di gestione dei rifiuti da cantiere. La documentazione di gara deve specificamente richiedere schede dei materiali con dichiarazione del contenuto riciclato e l’utilizzo dell’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) o Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) ove previsti.
CAM Edilizia — La Riforma 2025/2026
Il settore dell’edilizia è interessato da un profondo rinnovamento con il DM pubblicato il 24 novembre 2025, che aggiorna e sostituisce il precedente DM 256/2022 e sarà in vigore dal 2 febbraio 2026 (o l’ 1 febbraio 2026, secondo alcune fonti). Questi nuovi criteri si applicano a un vasto ambito che comprende nuove costruzioni, ristrutturazioni rilevanti e manutenzioni ordinarie e straordinarie.
Le novità principali innalzano gli standard di sostenibilità, con un’attenzione sistematica all’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) e una preferenza per i materiali supportati da Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD). Vengono stabilite percentuali minime obbligatorie di materiale riciclato nei principali prodotti da costruzione, quali calcestruzzo, acciaio, isolanti e ceramiche, consolidando l’economia circolare nel settore. Un’innovazione fondamentale riguarda i criteri per la Qualità Ambientale Interna (IAQ), che ora includono requisiti rigorosi per la salubrità, come il controllo dei Composti Organici Volatili (VOC) e del gas Radon, da dimostrare tramite appositi programmi di monitoraggio. Inoltre, in specifici casi previsti dal Codice dei Contratti, l’integrazione del Building Information Modeling (BIM) è passata da criterio premiante a requisito obbligatorio.
La Stazione Appaltante ha il dovere di assicurare che nel progetto e nel capitolato siano inserite tutte le specifiche CAM, inclusi requisiti sui materiali, gli impianti, la gestione dei rifiuti e la qualità ambientale. È fondamentale prevedere controlli formali e l’applicazione dei CAM sull’intero valore dell’intervento.
Implicazioni tecniche e raccomandazioni operative
I professionisti, come i progettisti, sono chiamati a monitorare costantemente l’evoluzione dei CAM specifici per settore e a integrarli fin dalla fase iniziale di progettazione. Ciò implica l’inserimento nei documenti di progetto e nei capitolati di specifiche tecniche ambientali dettagliate e coerenti con i criteri applicabili. In fase di valutazione delle offerte, si raccomanda di utilizzare indicatori oggettivi, come LCA, dati di efficienza e contenuto riciclato, come parametri di valutazione, andando oltre il solo criterio del prezzo.
Le Stazioni Appaltanti e i Responsabili Unici del Progetto (RUP) devono assicurare che la documentazione di gara, inclusi capitolati e bandi, riporti chiaramente i CAM pertinenti. È essenziale includere specifiche e clausole contrattuali CAM nella documentazione, come previsto dall’Art. 57 del D.lgs. 36/2023. Per garantire l’adeguamento continuo, è necessario promuovere la formazione interna del personale sulle nuove normative e sulle modalità di verifica della conformità, monitorando costantemente l’aggiornamento normativo in Gazzetta Ufficiale.
Per rafforzare l’efficacia e la trasparenza, è opportuno istituire sistemi di verifica e controllo robusti. E’ consigliato prevedere verifiche periodiche sull’applicazione dei CAM, attraverso audit documentali e sopralluoghi in cantiere. L’istituzione di sistemi di tracciabilità e rendicontazione, anche tramite strumenti digitali e check-list, risulta fondamentale per rendere dimostrabile il rispetto dei criteri lungo tutto il processo di appalto, assicurando uniformità e trasparenza.
Conclusioni
I CAM 2025/2026 rappresentano un significativo passo avanti nel Green Public Procurement italiano, introducendo normative più rigorose, un ampliamento settoriale e una completa conformità alle direttive europee. La loro applicazione è ormai un obbligo di legge nelle procedure di acquisto pubblico.
La collaborazione tra enti pubblici, privati e organismi di certificazione, supportata da una continua formazione degli operatori, costituisce un elemento chiave per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e stimolare soluzioni innovative nel settore. Solo attraverso la condivisione di esperienze e la creazione di reti di confronto è possibile individuare criticità e opportunità, contribuendo allo sviluppo collettivo delle competenze nella sostenibilità degli appalti pubblici.
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