LA GIORNATA
Il governo riscrive la manovra. Oro, Giorgetti: tutto chiarito con la Bce
- Dl Milleproroghe, ok in Cdm: per imprese del turismo proroga per polizze CatNat
- Manovra, Salvini: “sciopero irresponsabile”. Filt-Cgil: “pensi a risolvere i problemi della mobilità”
- Nomisma-Cna: il 54% delle famiglie vuole riqualificare ma servono incentivi stabili e progressivi per 10 anni
IN SINTESI
Slittamento dopo slittamento, l’iter della manovra sta diventando ormai una corsa contro il tempo. A venti giorni dal termine ultimo per l’approvazione definitiva, il Governo riscrive il provvedimento con una sorta di maxi emendamento che riformula molte parti dell’articolato, dagli affitti brevi ai dividendi, dalle banche alla tassa sui pacchi. Interventi che, secondo quanto riferito dalle opposizioni, varrebbero complessivamente 1 miliardo di euro. Cambiano, come preannunciato, gli affitti brevi: viene cancellato l’aumento della cedolare secca e viene ripristinata la legge attuale che prevede il 21% per la prima casa affittata e poi il 26% dalla seconda. Il nuovo testo riduce però a due case affittate quelle oltre le quali scatta l’attività imprenditoriale. Cambia anche la norma sui dividendi, con la stretta che viene limitata alle partecipazioni sotto il 5% o di valore fino a 500 mila euro: l’effetto finanziario è una forte riduzione del gettito che passa da circa 1 miliardo a regime a circa 33 milioni. Tutto deve però trovare copertura mantenendo l’equilibrio finanziario. Per le banche arriva quindi la riduzione della deducibilità sulle perdite pregresse, (le percentuali vengono ridotte dal 43% al 35% per il 2026 e dal 54% al 42% per il 2027), che garantirà risorse per circa 600 milioni in due anni. Per le assicurazioni sale al 12,5% dal 2026 (senza quindi retroattività) l’aliquota sulla polizza rc auto per gli infortuni al conducente, garatendo poco più di 100 milioni l’anno. C’è poi il raddoppio immediato della Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, che sale allo 0,4% dal 2026. Arriva anche la cosiddetta tassa sui pacchi: un “contributo” di 2 euro per quelli provenienti da paesi extra Ue e di valore dichiarato fino a 150 euro, con effetti finanziari stimati in 112 milioni il primo anno e 245 dal 2027.
Intanto, si sblocca la partita delle riserve d’oro di Bankitalia ‘al popolo’ portata avanti da FdI e Lega e, con una nuova ulteriore riformulazione, l’emendamento alla manovra sarebbe finalmente pronto a ottenere il via libera del Senato. La vicenda è stata affrontata in un faccia a faccia a Bruxelles tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la presidente della Bce Christine Lagarde nel quale, assicurano dal Mef, sarebbe stato “tutto chiarito”. Un chiarimento già peraltro messo nero su bianco anche in una lettera che il titolare del Tesoro ha inviato alla Banca centrale l’8 dicembre. Dalla missiva si evince anche quale dovrebbe essere il contenuto dell’ultima versione della proposta di modifica, con un esplicito riferimento al rispetto delle norme di cui agli articoli 127 e 130 del Trattato dell’Unione europea, proprio come suggerito dalla stessa Bce. Il riferimento al popolo comunque sembra rimanere, ma affiancato. La disposizione, spiega il ministro nella lettera, “è volta a chiarire nell’ordinamento interno che la disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d’Italia in conformità alle regole dei Trattati”. Del resto, che il tema fosse al centro dei pensieri della maggioranza, FdI e Lega in particolare, si era capito al deposito dell’emendamento: il numero 1.1, segnalato dal partito della premier e poi rimaneggiato più volte anche in collaborazione con Bankitalia.
Via libera del Cdm al decreto Milleproroghe, per imprese del turismo proroga per polizze CatNat
Il decreto-legge Milleproroghe, approvato oggi in Consiglio dei ministri, sancisce il rinvio della scadenza di alcuni termini normativi inerenti al settore del turismo. Lo comunica il ministero del Turismo, specificando che le strutture ricettive o termali potranno usufruire delle procedure autorizzative semplificate per realizzare progetti di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 31 dicembre 2026; entro il 31 marzo 2026 piccole e microimprese di somministrazione di alimenti e bevande e quelle turistico-ricettive potranno stipulare polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali, garantendo così la possibilità di operare una scelta più consapevole, nell’ottica di incrementare la competitività del comparto; gli intestatari catastali di strutture ricettive all’aperto, in cui sono presenti allestimenti mobili di pernottamento dotati di meccanismi di rotazione in funzione, dovranno presentare gli atti di aggiornamento di mappe catastali e del Catasto fabbricati, relativi agli allestimenti mobili in strutture ricettive all’aperto, nell’ambito degli adempimenti richiesti dalla normativa sulla irrilevanza catastale degli allestimenti mobili in strutture ricettive all’aperto, entro il 15 dicembre 2026. L’ampliamento di questi termini “va incontro alle esigenze degli operatori del turismo, concedendo loro uno spazio temporale più ampio per accedere a una serie di misure volte al potenziamento e alla crescita dell’industria turistica
Poste sale al 27,32 del capitale di Tim, acquisita un’ulteriore quota del 2,51% da Vivendi
Poste Italiane ha formalizzato l’acquisizione della partecipazione residuale detenuta da Vivendi in Tim costituita da n. 384.099.915 azioni ordinarie corrispondenti al 2,51% del totale delle azioni ordinarie e al 1,80% del capitale sociale di TIM. Il corrispettivo per l’acquisto è pari al prezzo di chiusura delle azioni del 10 dicembre 2025, è complessivamente pari a euro 187 milioni, e sarà finanziato mediante cassa disponibile. Al termine dell’acquisizione, Poste Italiane – già azionista con il 24,81% delle azioni ordinarie – avrà una partecipazione complessivamente pari al 27,32% delle azioni ordinarie TIM, corrispondente al 19,61% del capitale sociale, con il conseguente superamento dell’attuale soglia rilevante ai fini della disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie. A tale riguardo, Poste Italiane dichiara l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui all’articolo 106, comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto – in vigenza dell’attuale quadro normativo – Poste Italiane si impegna a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre, dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni.
Con questa operazione, Poste Italiane rafforza l’investimento di natura strategica realizzato in TIM, confermando il proprio obiettivo di svolgere il ruolo di azionista industriale di lungo periodo, attraverso la realizzazione di sinergie e la creazione di valore per tutti gli stakeholder.
Manovra, Salvini: “sciopero irresponsabile”. Filt-Cgil: “pensi a risolvere i problemi della mobilità”
Botta e risposta tra il ministro delle Infrastrutture e Traspori, Matteo Salvini, e il Filt Cgil alla vigilia dello sciopero contro la manovra economica proclamato per oggi, 12 dicembre, dalla confederazione guidata da Maurizio Landini. “Ritengo irresponsabile bloccare il paese con l’ennesimo sciopero generale che mette in ginocchio il pase in un momento complicato”, ha detto Salvini nel suo intervento alla presentazione del Piano strategico 2025-2029 delle Fs. “Mi impegno a garantire il massimo di efficenza sulla rete ferroviaria”, ha aggiunto il ministro. Pronta la risposta della Filt Cgil. “I cittadini vivono i disagi tutti i giorni anche senza scioperi, quindi Salvini pensi a risolvere i problemi della mobilità e delle infrastrutture che ci pare non siano messe meglio di prima”, ha replicato il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio. “Scioperiamo anche per chiedere infrastrutture e un sistema della mobilità migliori”. “Gli scioperi – prosegue il dirigente nazionale della Filt – servono a chiedere risposte ad un Governo che non le sta dando e i lavoratori e le lavoratrici che perdono una giornata di salario, meriterebbero maggiore rispetto da parte di un ministro”. L’astensione dal lavoro interesserà tutti i settori, pubblici e privati, per l’intera giornata. Sono inoltre previste manifestazioni in tutte le città, dal Nord al Sud Italia. Landini,parteciperà al corteo di Firenze il cui concentramento è previsto alle ore 9 in piazza Santa Maria Novella, per poi giungere in piazza del Carmine, dove prenderà la parola per il comizio conclusivo. Con la mobilitazione di domani, la Cgil “chiede di aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva, dire no al riarmo e investire in sanità e istruzione, oltre che attuare vere politiche industriali e del terziario.
Presentata a Bruxelles la candidatura di Roma per la sede dell’Autorità doganale europea
La candidatura italiana a Roma per la sede della nuova autorità europea delle dogane (EUCA) è stata presentata oggi a Bruxelles nella residenza dell’ambasciatore italiano in Belgio. A sostenere la candidatura di Roma il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il direttore di Adm Roberto Alesse, l’ad di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia. A fare gli onori di casa dell’evento gli ambasciatori Federica Favi e Vincenzo Celeste. Nei saluti iniziali anche un video del ministro degli esteri Antonio Tajani. Nell’affollata sala, oltre cento persone tra ospiti italiani ed europei, l’inviato speciale Ue Luigi Di Maio, europarlamentari italiani di tutte le forze politiche, professionisti del settore ed esperti di dogane che seguono il dossier per Consiglio, Commissione e Parlamento Ue. La nuova Autorità, prevista dalla riforma doganale europea, avrà il compito di armonizzare le procedure e coordinare l’analisi dei rischi e le attività operative tra le amministrazioni degli Stati membri. La proposta strategica italiana di candidare la città di Roma, simbolo in tutto il mondo per storia, cultura e arte e oggi espressione di una forte visione moderna e una chiara vocazione internazionale, si fonda sulle competenze maturate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli italiana, riconosciuta tra le più avanzate in Europa per digitalizzazione, integrazione dei dati, contrasto alle frodi e attuazione del Codice doganale dell’Unione.
Indagine Nomisma-CNA: il 54% delle famiglie vuole riqualificare ma servono incentivi stabili e progressivi per 10 anni
Sono 11 milioni le famiglie (54% del totale) che nei prossimi tre anni hanno intenzione di effettuare interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico delle proprie abitazioni ma 4,7 milioni di nuclei non dispongono delle risorse necessarie. È quanto emerge da una indagine realizzata da Nomisma per CNA sulla quale la Confederazione ha elaborato una serie di proposte per ridurre l’ampio divario tra intenzioni e possibilità di investimento da parte delle famiglie. I bonus edilizi al riguardo svolgono una funzione sociale consentendo anche alle famiglie economicamente fragili di migliorare l’efficienza del proprio patrimonio, ridurre il costo delle bollette, contribuire agli obiettivi della transizione green. L’82% delle famiglie, infatti, ritiene che la capacità di reddito sia una delle leve principali per stimolare nuovi interventi. L’indagine, inoltre, evidenzia che 4 famiglie su 10 (4,4 milioni) dispongono di meno di 20mila euro per realizzare gli interventi di ristrutturazione, oltre il 35% ritiene il proprio reddito appena sufficiente e un altro 7,6% lo giudica insufficiente. In questo scenario va rilevato che, nonostante le scadenze europee ormai prossime, dall’esecutivo non arrivano ancora segnali concreti rispetto alla presentazione del piano nazionale di ristrutturazioni necessario per il pieno recepimento della direttiva “case green”, elemento fondamentale per dare certezza programmatica a famiglie e imprese. I bonus edilizi sono, pertanto, determinanti per stimolare gli investimenti in particolare quelli per l’efficientamento energetico. Il report di Nomisma per CNA ha calcolato che, se nel 2026 valessero le riduzioni delle agevolazioni previste dalla precedente legge di bilancio (dal 50% al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre abitazioni), ben 2,4 milioni di famiglie non effettuerebbero più gli interventi di riqualificazione con un mancato investimento di 71,2 miliardi.
Un tale volume genera un incremento di valore aggiunto pari a 87,5 miliardi, e sul piano ambientale assicura un dei consumi energetici pari a circa il 3,6% del settore residenziale con un risparmio sulla bolletta di 361 euro l’anno. La conferma anche per l’anno prossimo della detrazione al 50% consente, dunque, di scongiurare una consistente contrazione della domanda che è in fase di assestamento e con la previsione di archiviare il 2025 con una spresa di 50 miliardi, in calo del 29% sull’anno scorso ma su livelli ben superiori a quelli pre-Covid (28 miliardi nel periodo 2014-2019). L’indagine ha registrato anche il punto di vista delle imprese interessate associate a CNA secondo le quali le principali sfide non riguardano soltanto la flessione della domanda, ma anche la crescente difficoltà nel reperire lavoratori qualificati, l’aumento dei prezzi delle materie prime e, soprattutto, l’incertezza che caratterizza il quadro normativo e fiscale. Senza un contesto chiaro e stabile del sistema di incentivi le imprese non sono nelle condizioni di programmare le attività e gli investimenti. Sul fronte dell’attività il 2025 si chiuderà con un calo intorno al 3% del fatturato e degli ordini. Il report suggerisce una serie di proposte per dare impulso al mercato della riqualificazione energetica con l’obiettivo di tornare a livelli di attività sostenibili all’interno di un sistema di incentivi stabile e di medio-lungo periodo.
In dettaglio, garantire incentivi stabili per i prossimi 5-10 anni con una agevolazione non inferiore al 50% e introducendo ulteriori meccanismi premiali per i progetti che prevedono un maggiore efficientamento energetico. Inoltre, prevedere criteri di progressività della detrazione in base al reddito per favorire anche le famiglie a reddito medio-basso, assicurare la possibilità di cessione del credito. In questo quadro diventa indispensabile anche un ruolo più attivo del sistema bancario, chiamato a sviluppare prodotti dedicati – mutui green, prestiti ponte, linee di credito calibrate sul reddito e sull’efficientamento atteso – che consentano alle famiglie di coprire la quota non finanziata dagli incentivi. Senza un’offerta creditizia adeguata e accessibile, infatti, una parte rilevante degli interventi rischia di non essere realizzata, soprattutto per i nuclei con capacità di spesa limitata ma con forte necessità di riqualificare il proprio patrimonio abitativo. Il report propone anche la promozione di strumenti finanziari innovativi quali i contratti EPC (Energy Performance Contract) nei quali soggetti terzi finanziano gli interventi remunerando l’investimento attraverso una quota dei risparmi energetici generati; fondi di investimento green dedicati alla riqualificazione del patrimonio residenziale. Infine, garantire servizi di supporto alle famiglie attraverso un portale web e una rete di sportelli fisici per individuare gli interventi di riqualificazione necessari, scegliere imprese e tecnici qualificati, gestire le pratiche per l’accesso agli incentivi.
Federmeccanica: in 9 mesi la produzione giù del 2,1%, l’auto -14,3%
Tra gennaio e settembre di quest’anno, la produzione metalmeccanica e meccatronica cala del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una contrazione più accentuata di quella registrata per l’intero comparto industriale (-1,7%), nonostante il terzo trimestre con il segno positivo per il settore. A pesare è soprattutto il dato negativo dell’Automotive (-14,3% annuo). Sono i risultati della 176esima indagine congiunturale di Federmeccanica, in cui al contempo si segnala che, malgrado il difficile contesto internazionale, nei nove mesi l’export metalmeccanico in valore aumenta del 2,0% nel confronto annuo e l’import dell’1,5%. Le esportazioni del settore metalmeccanico-meccatronico nei primi nove mesi dell’anno sono aumentate nello specifico dell’1,5% verso i paesi Ue e del 2,5% verso i mercati extracomunitari. In miglioramento le vendite sui mercati statunitensi (+3,2%) grazie al comparto dei Mezzi di trasporto, in particolare la cantieristica. Nel terzo trimestre dell’anno, la produzione nel suo complesso ha registrato una variazione negativa rispetto al trimestre precedente (-0,5%) e una positiva nel confronto con lo stesso periodo del 2024 (+0,7%). Invece la produzione metalmeccanica in termini congiunturali si è mantenuta positiva (+1,6%) mentre in termini tendenziali, dopo i risultati negativi dei primi due trimestri (rispettivamente -5,8% e -2,6%), nel terzo ha registrato un incremento del 3,2%. Tuttavia, tra gennaio e settembre i livelli di produzione settoriale risultano mediamente inferiori del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. A condizionare l’attività produttiva metalmeccanica è stato, in particolar modo, il sensibile calo tendenziale della fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi (-14,3%) accompagnato dalle contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-2,5%), di Macchine e apparecchi elettrici (-1,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-1,3%). Guardando all’Unione europea, nella media dei 27 la produzione metalmeccanica dell’area è ancora debole (-0,7% il calo tendenziale nel periodo gennaio-settembre 2025) e si riscontrano delle difficoltà e disomogeneità nei principali Paesi membri. Se in Francia e Spagna si è verificato un recupero dell’attività produttiva (rispettivamente +1,1% e +1,2% nel confronto annuo), in Germania la produzione metalmeccanica, al contrario, è diminuita del 2,8%. “Siamo ancora dentro un tunnel e le luci sono flebili. Ci sono alcuni segni più ma non si possono definire segnali positivi perché il quadro complessivo è molto fosco. Abbiamo perso molto terreno negli ultimi mesi e in questi anni”, commenta la vicepresidente di Federmeccanica, Alessia Miotto. . “Fa impressione vedere che un’azienda metalmeccanica su dieci continua ad avere problemi di liquidità. Occorre fare grandi sforzi come sistema Paese per recuperare mettendoci in carreggiata e per andare avanti all’insegna della crescita. È necessario – prosegue – affrontare e risolvere il problema della produttività che da troppo tempo costituisce un freno allo sviluppo dell’industria e del Paese. Ognuno deve fare la propria parte”. Le parti sociali, “anche con il rinnovo del Ccnl, hanno dato un contributo e dobbiamo continuare a farlo ad ogni livello. Ci aspettiamo che le istituzioni utilizzino tutte le leve per sostenere la competitività della manifattura a partire dal supporto agli investimenti con misure efficaci e di ampio respiro fino a interventi funzionali a contenere i costi di produzione e utili alla crescita dimensionale delle imprese. È in gioco il futuro del Paese e nessuno può chiamarsi fuori”, conclude.
“Rimangono tante incertezze e questo è un fattore negativo, allo stesso tempo c’è la certezza che oggi si produce a caro prezzo e anche questo è molto negativo”, sottolinea il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi. “L’indagine ce lo conferma. I prezzi alla produzione, che evidenziano il livello dei costi per produrre, sono da tanti trimestri su livelli di guardia, essendo aumentati del 20% circa rispetto alla norma. Se le imprese evidenziano che nell’immediato la priorità è la riduzione dei costi di produzione, evidentemente quel macigno pesa ancora tanto e rappresenta un grande freno alla crescita. L’elevato costo dell’energia, ad esempio, brucia valore ed è fondamentale che vengano adottate azioni incisive per una sua drastica riduzione. Non si può attendere – insiste – perché i nostri competitor vanno avanti grazie a condizioni migliori. Bisogna fare presto e fare bene”.
Energia, prosegue la procedura d’infrazione Italia sulla direttiva rinnovabili
La Commissione europea ha deciso di inviare pareri motivati a Grecia, Francia, Italia, Cipro, Ungheria, Malta, Polonia e Portogallo per non aver recepito integralmente le disposizioni della direttiva sulle rinnovabili (la 2023/2413, cosiddetta RED III) nel diritto nazionale. La direttiva è stata adottata nel 2023. Gli Stati membri dovevano notificare il recepimento della direttiva entro il 21 maggio 2025, ad eccezione di alcune disposizioni relative alle autorizzazioni, che dovevano essere notificate entro il 1 luglio 2024. Le nuove norme mirano ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in tutti i settori dell’economia, non solo in quello dell’energia elettrica, ma anche e soprattutto in quei settori in cui i progressi sono più difficili, come il riscaldamento e il raffreddamento, gli edifici, i trasporti e l’industria, per i quali l’Ue ha anche fissato obiettivi nuovi o rafforzati. A luglio la Commissione aveva inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri per mancato recepimento integrale della direttiva nel diritto nazionale. Dopo aver esaminato la risposta ricevuta dall’Italia, il nostro Paese resta in procedura per non aver notificato le misure di recepimento. Roma, così come gli altri Stati mesi coinvolti, avrà ora due mesi di tempo per rispondere e adottare le misure necessarie. In caso contrario, la Commissione potrebbe decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea con una richiesta di sanzioni finanziarie.
Snam sottoscrive un accordo per rilevare la quota del 48,2% di Igneo in Olt
Snam ha sottoscritto un accordo con Igneo Infrastructure Partners per acquisire la partecipazione del 48,2% detenuta da quest’ultima in OLT – Offshore LNG Toscana, che gestisce la FSRU Toscana al largo di Livorno. Il corrispettivo complessivo dell’acquisizione, comprensivo della quota di Igneo e della parte residua del finanziamento soci erogato da Igneo a OLT, ammonta a circa 126 milioni di euro. Il closing dell’operazione è previsto entro la prima metà del 2026 subordinatamente alle consuete condizioni regolatorie, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalla normativa italiana in materia di antitrust e golden power. Una volta finalizzata l’operazione Snam deterrà una partecipazione complessiva pari al 97,3%, con conseguente consolidamento di OLT nei bilanci di Snam. Operativa dal 2013, OLT contribuisce alla sicurezza del sistema energetico italiano attraverso la FSRU situata a circa 22 km al largo di Livorno, con una capacità di rigassificazione annua complessiva di circa 5 miliardi di metri cubi, aumentata nel 2024 rispetto ai precedenti 3,75 miliardi di metri cubi, e pari a quasi l’8% della domanda complessiva di gas in Italia. “Il gas naturale liquefatto (GNL) gioca un ruolo fondamentale nella diversificazione delle forniture energetiche dell’Italia. A fine novembre 2025, le importazioni di GNL hanno raggiunto 18,7 miliardi di metri cubi, coprendo circa un terzo della domanda complessiva di gas nazionale, con 205 navi provenienti da oltre dieci Paesi che hanno raggiunto i cinque terminali di rigassificazione presenti sul territorio italiano”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Snam, Agostino Scornajenchi. “Questa operazione è quindi cruciale per rafforzare la leadership di Snam nel settore del GNL, che oggi riveste una posizione strategica nel garantire la sicurezza energetica dell’Italia. In un contesto globale volatile e incerto, ciò consente a Snam di diversificare in modo significativo le rotte e le fonti di approvvigionamento di gas naturale, assicurando flessibilità e continuità di fornitura ai mercati nazionali e internazionali, facendo leva sulla posizione geografica strategica dell’Italia al crocevia dei principali flussi gas verso l’Europa”, ha aggiunto. Gregor Kurth, Partner di Igneo, ha commentato: “Fin dal nostro investimento iniziale nel 2019, abbiamo lavorato a stretto contatto con il management di OLT per rafforzare le attività operative, ampliare i servizi offerti e favorire la crescita dell’azienda. Questo ha portato OLT ad assumere il ruolo cruciale che oggi riveste nel percorso di sicurezza e integrazione energetica dell’Italia, generando al contempo un valore significativo a lungo termine. Ringraziamo Snam per la partnership affidabile e condivisa degli ultimi 7 anni. Siamo lieti di offrire questo grande risultato ai nostri investitori e di trasferire il nostro interesse a un soggetto che ha sempre condiviso il nostro impegno per il successo a lungo termine di OLT, una realtà che siamo certi continuerà a crescere”.
OLT presenta per il 2025 una RAB Tariffaria di circa 700 milioni di euro e un EBITDA Adjusted[1], un Utile Netto Adjusted[2] e un Indebitamento Netto attesi rispettivamente pari a circa 83 milioni di euro, 25 milioni di euro e 376 milioni di euro. I multipli impliciti dell’operazione sono pari a circa 7,6x sull’EBITDA Adjusted 2025 e 0,91x sulla RAB Tariffaria 2025. L’operazione sarà finanziata facendo leva sulla flessibilità finanziaria del Gruppo Snam, con impatto neutrale sui relativi indicatori di credito. L’incremento medio dell’utile netto di Snam derivante dalla quota acquisita è atteso pari a circa 8 milioni di euro all’anno nel periodo 2026-2029. Oltre a OLT, Snam detiene partecipazioni di controllo o co-controllo in tutti i terminali regolati di rigassificazione GNL operativi in Italia, tra cui il terminale onshore di Panigaglia (quota 100%), operativo dal 1971 vicino La Spezia; il terminale Adriatic LNG (quota 30%), operativo dal 2009 al largo di Rovigo; la FSRU Italis (quota 100%), operativa da luglio 2023 al largo di Piombino e la FSRU BW Singapore (quota 100%), operativa da maggio 2025 al largo di Ravenna.
Rifiuti, Locatelli (Anci) : “Rapporto ISPRA conferma crescita della raccolta differenziata nei Comuni”
“Il rapporto ISPRA è uno strumento fondamentale per i Comuni, perché ci aiuta a capire la direzione in cui stiamo andando”. Con queste parole Stefano Locatelli, vice presidente Anci, ha aperto il suo intervento alla presentazione della XXVII edizione del Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani (dati 2024), svoltasi oggi a Roma presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Locatelli ha evidenziato che i dati del Rapporto “confermano una crescita costante
della raccolta differenziata negli ultimi vent’anni e una forte riduzione dei conferimenti agli inceneritori, sottolineando come l’Italia, spesso considerata in ritardo, oggi superi le performance di diversi Paesi europei”. Un ruolo centrale, ha ricordato Locatelli, lo svolge il fattore culturale: “Nei territori con maggiore immigrazione è fondamentale una comunicazione efficace nelle diverse lingue. Le scuole sono l’investimento più produttivo, perché i bambini insegnano agli adulti”, ha spiegato, richiamando l’importanza della collaborazione tra enti e della diffusione delle buone pratiche. Riguardo alla carenza impiantistica, Locatelli ha parlato di un problema culturale e politico, da qui l’importanza della comunicazione: “Di fronte a immagini globali di inquinamento, i cittadini possono dubitare dell’utilità del proprio impegno. Ma fare la differenziata ha senso, perché è una questione culturale. Bisogna superare la logica del NIMBY, anche perché gli impianti moderni sono
profondamente diversi da quelli del passato”. Sul tema della gestione, il vice presidente Anci ha ribadito il valore della collaborazione pubblico–privato, definendola un modello virtuoso soprattutto per i piccoli Comuni, spesso privi di personale dedicato: “Consorziarsi, avere municipalizzate e lavorare con il privato è fondamentale”,
ha osservato. Infine, un richiamo al Pnrr: “I fondi sono stati utilizzati in modo efficace e hanno permesso ai Comuni di realizzare infrastrutture altrimenti non sostenibili. La vera sfida dei prossimi anni sarà la gestione della spesa corrente necessaria a mantenere questi impianti. Servono impianti, serve collaborazione tra enti e serve cultura. Se i cittadini non capiscono alcune scelte, la responsabilità è di non ha saputo spiegarle. Con più impianti, più sinergie e più cultura, le cose non potranno che migliorare”.
Pianificazione urbana: Bologna presenta il Gemello Digitale
Il Gemello Digitale della città di Bologna: uno strumento innovativo pensato per affrontare le sfide ambientali, sociali e digitali a partire dal contesto locale. Continuano gli appuntamenti di PianetaLab e Patto europeo per il clima dedicati alla creazione di spazi di confronto e co-progettazione tra cittadini, istituzioni, ricercatori e realtà del territorio. Il Gemello Digitale è una rappresentazione virtuale del territorio urbano di Bologna, costruito integrando dati su mobilità, ambiente, servizi, scuole e qualità della vita. Sviluppato dai ricercatori del Centro Nazionale di Supercalcolo in collaborazione con il Comune di Bologna, consentirà di simulare scenari futuri — dalla viabilità alla qualità dell’aria, fino all’impatto di interventi urbanistici — offrendo un supporto alle decisioni per amministratori e cittadini. Per essere efficace, però, il Gemello Digitale non può essere soltanto un progetto tecnico. Deve mette al centro i reali bisogni della comunità a cui si riferisce e basarsi anche sul contributo degli abitanti di Bologna: visioni, priorità, preoccupazioni e idee che orientino la costruzione dello strumento e le modalità con cui verrà utilizzato negli anni a venire. Per questo, il 13 dicembre all’ex Dynamo, PianetaLab e il Patto europeo per il clima invitano cittadine e cittadini a partecipare a un momento pubblico di confronto: un dibattito in cui verranno presentati i piani per lo sviluppo del Gemello Digitale e raccolti nuovi suggerimenti, domande e proposte della società civile. Tutti i contributi saranno poi organizzati e restituiti all’amministrazione comunale e ai ricercatori in un appuntamento pubblico programmato per il 13 febbraio 2026. PianetaLab ribadisce che la governance e la partecipazione devono rimanere al centro del percorso. Solo così il Gemello Digitale potrà diventare un vero strumento civico, capace di sostenere processi decisionali più trasparenti, inclusivi e condivisi. All’incontro parteciperanno gli Ambasciatori del Patto Europeo per il Clima Marina Kovari e Stefano Rimini (PianetaLab), insieme a rappresentanti del mondo della ricerca, dell’associazionismo e della cittadinanza attiva, tra cui Sabina Lionelli (PianetaLab e TUM), Giulia Sudano (Period Think Tank), Simone Manicardi (PianetaLab), Gabriele Fabbri (Percorsi di Pace), Patrizia Guerra (Consulta Cinnica), Fulvio De Nigris (Amici di Luca – Casa dei risvegli Luca De Nigris), Cristina Ceretti (Festival della Migrazione), Chiara Roccatagliata (Ozono Factory) e Legambiente.
Cinque fondi Coima riconosciuti tra i leader mondiali per performance Esg nel Real Estate
Coima, leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali, è la prima società italiana e l’unica al mondo nel 2025 a ottenere il riconoscimento Global Sector Leader per cinque fondi di investimento nella categoria Development non-listed Benchmark di GRESB, che rappresenta una delle valutazioni ESG più riconosciute a livello mondiale per il settore real estate. Il risultato contribuisce a rafforzare la leadership di COIMA nella progettazione e gestione di operazioni immobiliari orientate alla sostenibilità e il posizionamento competitivo di eccellenza dell’Italia nel contesto internazionale.I cinque fondi inclusi tra i Global Sector Leader sono: Olympic Village Fund, che entra tra i Global Sector Leader con rating 5 stelle e punteggio di 99/100 nella categoria Residential, Non listed, Italy. Il progetto – che rappresenta uno dei più rilevanti esempi europei di rigenerazione urbana a basso impatto ambientale – sarà successivamente riconvertito nel più grande studentato in edilizia convenzionata d’Italia; COIMA ESG City Impact Fund (“Impact”), il maggior fondo discrezionale di rigenerazione urbana in Italia, che conferma il rating a 5 stelle e un punteggio di 99/100 punti, posizionandosi per il quarto anno consecutivo tra i fondi “Global Sector Leader” del peer group Diversified – Office/Residential, Non listed, Europe. Il Fondo Impact – ad oggi partecipato da primarie casse previdenziali e fondazioni bancarie e da Intesa Sanpaolo, e con una dotazione di capitale superiore a 900 milioni di euro – si pone l’obiettivo di contribuire alla transizione ecologica e sociale delle città italiane attraverso un’attività di investimento orientate al riuso edilizio a livello di edificio e di rigenerazione urbana su scala di quartiere;
COIMA Lampugnano Regeneration Fund, costituito per l’acquisizione di un’area in zona Lampugnano a Milano e la realizzazione di un immobile ad uso uffici di nuova generazione, che conferma la presenza tra i “Global Sector Leader, ottenendo un punteggio di 99/100 e la 1° posizione per il secondo anno di fila nel peer group Office: Corporate: Mid-Rise Office, Non Listed, Italy; COIMA Opportunity Fund II – partecipato da COIMA SGR e da primari investitori istituzionali nazionali e internazionali, tra cui Ivanhoé Cambridge (fondo sovrano del Quebec), Poste Vita e Inarcassa – che si posiziona anche quest’anno al 1° posto nel peer group Office: Corporate: High-Rise Office, Non-listed, Italy, confermando il rating a 5 stelle (99/100 punti); Feltrinelli Porta Volta Fund, che entra per la prima volta tra i Global Sector Leader, ottenendo il primato nella categoria Diversified – Office/Retail, Non-listed, Italy e un punteggio di 99/100. Istituito nel 2015, detiene asset prevalentemente direzionali che ospitano l’headquarter di una primaria multinazionale, nonché la sede di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, storica realtà culturale e intellettuale milanese.
Particolarmente significativo è il riconoscimento ottenuto dal fondo Olympic Village Fund, dedicato al Villaggio Olimpico per i Giochi invernali Milano Cortina 2026, a soli 12 mesi dalla sua costituzione. Il progetto, che al termine della manifestazione verrà convertito nel più grande studentato italiano in edilizia convenzionata, con 1.700 posti letto volti a coprire il 6% del fabbisogno di posti letto per studenti della città di Milano, è stato realizzato nel tempo record di 30 mesi e costituisce il primo tassello del grande piano di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana[3], un progetto che vede coinvolti primari investitori, tra cui: Intesa Sanpaolo, nella doppia veste di investitore e finanziatore assieme a Crédit Agricole e l’Istituto per il Credito Sportivo, a supporto dell’intera operazione attraverso un “Green Loan” di circa 110 milioni di euro, ovvero una particolare tipologia di finanziamento le cui condizioni dipendono dal raggiungimento di obiettivi di sostenibilità predeterminati;
Cassa Depositi e Prestiti, attraverso la controllata CDP Real Asset SGR; Covivio e Prada Holding, promotori dell’iniziativa insieme a COIMA e al fondo Impact. Negli ultimi anni l’Italia ha progressivamente riconosciuto l’importanza strategica della sostenibilità nel settore immobiliare: nel 2025 sono 121 i fondi italiani inclusi nei ranking GRESB, un numero in forte crescita rispetto al passato. COIMA è stata tra i pionieri di questo percorso, avendo aderito per la prima volta alla valutazione GRESB nel 2018, quando i fondi di diritto italiano presenti erano soltanto tre, anticipando l’evoluzione del mercato verso modelli di investimento e sviluppo sempre più responsabili e trasparenti. Kelly Russell Catella, Head of Sustainability & Communication di COIMA SGR: “Questo riconoscimento conferma la solidità del percorso di integrazione ESG intrapreso da COIMA e la coerenza del nostro approccio, che unisce sviluppo immobiliare, innovazione e creazione di valore condiviso. I risultati ottenuti rappresentano un passo concreto nel percorso verso la decarbonizzazione del portafoglio e testimoniano l’impatto positivo che un modello di sviluppo responsabile può generare sulle comunità e sui territori in cui operiamo”. Fondato nel 2009, GRESB è oggi una delle principali piattaforme di valutazione ESG nel settore immobiliare, utilizzata per strutturare e gestire le tematiche relative alla sostenibilità. I rating GRESB aiutano gli investitori a confrontare le informazioni non finanziarie fornite dai soggetti che ricevono il rating, grazie a una metodologia coerente tra diversi Paesi, veicoli di investimento e tipologie di proprietà, che risulta allineata ai principali framework di rendicontazione internazionali (GRI, EPRA, TFCD). Nell’edizione del 2025, GRESB ha preso in considerazione per la valutazione 2.382 fondi di 76 Paesi, con oltre 500.000 proprietà sottostanti. Ai partecipanti al rating è richiesto di fornire un set di informazioni su diverse tematiche: politiche e governance dei temi non finanziari a livello di organizzazione, dati quantitativi relativi alle performance ambientali degli asset in portafoglio, caratteristiche di sostenibilità dei progetti di sviluppo. Inoltre, è data particolare rilevanza anche al grado di coinvolgimento delle principali categorie di stakeholder – tenant, comunità locali, dipendenti. Il risultato permette di ottenere informazioni che gli investitori e i partecipanti possono utilizzare per supportare le analisi ESG nei loro processi di investimento e nei processi decisionali, e monitorare i rischi e le opportunità ESG degli investimenti. Inoltre, la continuità della partecipazione al rating consente una più efficace valutazione dei transition risk di portafoglio, in linea con l’approccio della Task Force on Climate Disclosure (TCFD).
Porti della Spezia e Marina di Carrara, nominato il comitato di gestione
Nominato il comitato di gestione dell”Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale. Oltre al presidente Bruno Pisano ne fanno parte Antonio Ranieri, direttore marittimo della Guardia Costiera per la Liguria, Alessio Morelli per quanto l’autorità marittima del porto della Spezia e Angelo Benedetto Gonnella in quota porto di Marina di Carrara. Regione Liguria ha invece designato Giuseppe Cortesi mentre Angelo Zubbani, ex sindaco di Carrara, è la personalità scelta dalla Regione Toscana. Il Comune della Spezia ha infine indicato Paolo Faconti, direttore di Confindustria, mentre il Comune di Carrara ha indicato Giuseppe Dini. Il comitato rimarrà in carica per un quadriennio.
Ponte sullo Stretto, presentato al Consiglio nazionale degli Ingegneri il progetto definitivo
Si è tenuta mercoledì presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, una presentazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, alla presenza del Presidente CNI Domenico Perrini, del coordinatore Gruppo di lavoro “Ponte sullo Stretto” Prof. Edoardo Cosenza e del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa.La mattinata di approfondimento è stata aperta dall’introduzione del Prof. Cosenza, alla quale ha fatto seguito una sintesi dell’Amministratore Delegato Pietro Ciucci sullo status dell’iter approvativo del progetto e sui prossimi passaggi volti all’ottenimento di una nuova delibera CIPESS e a una registrazione con formula piena. La presentazione si è articolata in un’introduzione al progetto da parte del Direttore Tecnico della Stretto di Messina Valerio Mele, seguita da approfondimenti sull’opera di attraversamento e sulla percorribilità ferroviaria da parte degli ingegneri Achille Devitofranceschi ed Eugenio Fedeli. Successivamente, sono stati portati all’attenzione del CNI focus specifici sui motivi della scelta della soluzione a campata unica da parte del prof. Fabio Brancaleoni, sugli aspetti relativi alle azioni sismiche da parte del Professor Ezio Faccioli e del vento da parte del Professore Emerito Giorgio Diana. “È stato un incontro di altissimo livello tecnico-scientifico e di alta valenza che conferma l’interesse per l’opera e l’approccio di piena condivisione delle tematiche tecniche e dei risultati ottenuti”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Pietro Ciucci a valle della chiusura dei lavori. Per il Presidente Domenico Perrini “Oggi è stata una giornata importante perché ci ha fatto comprendere come questo progetto sia stato visto da tutti i punti di osservazione, sono state portate avanti le tecniche più avanzate nella realizzazione dei ponti a campata unica, valutando soprattutto l’effetto del vento che, in questi casi, è l’elemento più critico da prendere in considerazione. L’esposizione da parte dei progettisti è stata veramente completa e ci mette in condizione, come Consiglio Nazionale, di far comprendere alla collettività che quello che si sta facendo rispetta al massimo le norme di sicurezza”. “È stata un’esposizione accuratissima con molti dettagli su tutti gli aspetti più importanti, dalla storia, agli elementi costruttivi, alla parte sismica, al vento, ai problemi ferroviari” così Edoardo Cosenza coordinatore del Gruppo di Lavoro Ponte sullo Stretto. “C’è anche una ricerca su quelle che possono essere le incertezze con studi di grande valore. Ora come Gruppo di Lavoro sul Ponte, che io coordino, e come Consiglio Nazionale dobbiamo verificare come procedere con un’azione di informazione corretta che implica un dibattito critico. Ma intanto i nostri iscritti devono sapere che si è trattato di una presentazione del progetto di grandissima qualità”.
Eni: il Consiglio di Amministrazione delibera emissione di obbligazioni ibride fino a 1 miliardo di euro
Il Consiglio di Amministrazione Eni, riunitosi ieri sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana, ha deliberato la possibile emissione di uno o più prestiti obbligazionari subordinati ibridi, da collocare presso investitori istituzionali, per un ammontare complessivo non superiore a 1 miliardo di euro, da emettersi in una o più tranches entro il 30 giugno 2027. I prestiti obbligazionari, se emessi, perseguiranno l’obiettivo di mantenere una struttura finanziaria equilibrata e verranno utilizzati per i fabbisogni generali di Eni. I prestiti sono destinati ad essere quotati presso uno o più mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione.
Accordo Fincantieri Infrastructure Opere Marittime e WSense per l’integrazione di tecnologie avanzate di monitoraggio e comunicazione subacquea
Fincantieri, tramite la controllata Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, e WSense, scale-up specializzata nello sviluppo di tecnologie basate su protocolli di comunicazione subacquea e sistemi avanzati di monitoraggio ambientale e strutturale, hanno siglato un accordo di collaborazione – firmato dall’Amministratore Delegato di Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, Giorgio Bellipanni, e dalla CEO di WSense, Chiara Petrioli – finalizzato all’integrazione nei progetti di comune interesse considerati strategici, le soluzioni tecniche e la strumentazione più avanzate oggi disponibili nel settore. L’intesa prevede l’adozione, nelle principali opere marittime e portuali, delle tecnologie WSense per la raccolta, in tempo reale e in continuo, di dati affidabili su diverse classi di parametri relativi al fondale e alla colonna d’acqua: intensità e direzione delle correnti, qualità e torbidità dell’acqua, biodiversità, rumore sottomarino, fino alla stabilità di elementi strutturali. Queste capacità abilitano l’Internet of Underwater Things (IoUT) e la realizzazione di sistemi avanzati di monitoraggio e early warning, fondamentali per aumentare sicurezza, predittività e controllo nelle attività portuali, come dragaggi, dighe foranee e opere di difesa. La partnership si inserisce inoltre in un percorso condiviso di promozione della sostenibilità ambientale, attraverso strumenti progettati per monitorare l’impatto delle infrastrutture sugli ecosistemi circostanti e per supportare, grazie all’analisi dei parametri sensibili, decisioni progettuali sempre più responsabili e consapevoli.Il nuovo accordo consolida un rapporto già strutturato tra Fincantieri e WSense. Lo scorso aprile, era stata formalizzata la partecipazione del Gruppo a un investimento nella scale-up, sottoscrivendo un prestito convertendo in equity da 2,5 milioni di euro, con possibilità di incremento di ulteriori 2,5 milioni. La collaborazione, avviata con la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) il 21 dicembre 2023, aveva già generato risultati concreti, tra cui l’aggiudicazione di tre bandi del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, finalizzati allo sviluppo di soluzioni avanzate per la comunicazione underwater.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha dichiarato: “La collaborazione con WSense rafforza ulteriormente la nostra capacità di integrare tecnologie all’avanguardia nei progetti infrastrutturali marittimi. L’applicazione dell’IoUT rappresenta un passo decisivo verso porti più sicuri, intelligenti e sostenibili. Con questo accordo consolidiamo una visione comune che coniuga innovazione, tutela dell’ambiente e competitività del sistema Paese.” Chiara Petrioli, CEO di WSense, ha dichiarato: “Questa collaborazione ci consente di mettere a disposizione di Fincantieri non solo le nostre tecnologie, ma la nostra crescente capacità industriale nel realizzare sistemi underwater affidabili, scalabili e pronti per essere integrati nelle grandi opere marittime. La nostra piattaforma IoUT è progettata per funzionare in contesti operativi complessi, supportando la gestione delle infrastrutture con dati continui e strumenti avanzati di controllo, sicurezza e sostenibilità.”
Techbau scelta per realizzare il data center ROM1 di Digital Realty Un progetto per potenziare l’infrastruttura digitale di Roma e sostenere l’innovazione nella Capitale
Techbau, azienda italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture tecnologiche avanzate, è stata scelta per progettare e costruire (EPC) il nuovo data center
ROM1 di Digital Realty. Forte della sua lunga esperienza nel settore dei data center e delle infrastrutture digitali, Techbau curerà la gestione integrata di tutte le fasi del progetto, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. L’azienda, tra i principali operatori nazionali nel settore dei data center, contribuisce alla crescita dell’infrastruttura digitale del Paese e rappresenta un riferimento per gli investitori internazionali. Con ROM1, Digital Realty mira a potenziare la propria rete di connettività e i servizi digitali nell’Italia Centrale e Meridionale, estendere la propria presenza nell’area del Mediterraneo e sostenere lo sviluppo di un nuovo polo tecnologico nella Capitale. Il progetto prevede il recupero e la riqualificazione dell’ex centro direzionale ACEA in Via delle Testuggini (Municipio IX di Roma). Situato a meno di 15 chilometri dalla costa, il data center ROM1 occuperà una superficie totale di circa 5.000 m², corrispondente alla prima fase operativa del progetto. È previsto che l’impianto sia suddiviso in quattro moduli da 0,8 megawatt (MW) ciascuno, per una capacità IT complessiva di 3,2 MW. L’infrastruttura includerà Meet Me Rooms, ICT Rooms, locali elettrici, aree UPS, sale batterie e sistemi di raffreddamento interno, progettati per garantire la massima efficienza operativa e sicurezza. Il data center carrier-neutral ROM1, sarà in grado di supportare le applicazioni di intelligenza artificiale più avanzate e di garantire la connettività grazie ad un vasto ecosistema di operatori di telecomunicazioni, sia a livello internazionale che regionale. Progettato per l’interconnessione con diversi sistemi di cavi sottomarini, il sito sarà un hub strategico che collega Europa, Africa, Medio Oriente e Asia. Attualmente, il data center ha ottenuto la certificazione Uptime Institute Tier IV per la progettazione (Design Documents), a garanzia dell’efficienza e dell’affidabilità dell’impianto secondo gli standard più elevati. Questo rappresenta il primo passo verso la Tier IV Certification of Constructed Facility, che attesta il massimo livello di resilienza dell’infrastruttura. Una volta completato, ROM1 sarà uno dei più grandi data center del Paese, alimentato interamente da energia rinnovabile, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e promuovere la transizione verso
infrastrutture digitali a zero emissioni. La collaborazione tra Techbau e Digital Realty nasce da una visione condivisa: favorire uno sviluppo in cui
innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale camminano di pari passo. Le due aziende puntano alla qualità progettuale, all’efficienza energetica e al supporto allo sviluppo locale, con l’obiettivo di realizzare infrastrutture performanti e interconnesse, capaci di sostenere la crescita del Paese e la trasformazione sostenibile delle città.
Confcommercio adotta un nuovo logo istituzionale
È stato presentato a Roma il nuovo logo istituzionale di Confcommercio che segna l’avvio di una fase di rinnovamento, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo e il percorso della Confederazione nell’economia e nella società italiana lungo i suoi 80 anni di storia. La nuova identità visiva, che contempla anche una nuova denominazione, rispecchia la scelta di adottare un linguaggio più moderno, immediato e riconoscibile e più vicino alle nuove generazioni di imprenditori, senza rinunciare ai propri valori fondanti. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha illustrato le motivazioni alla base del rebranding: “Siamo stati concreti nella quotidianità, ma con lo ‘sguardo presbite’ di chi sa che il futuro è sempre dietro l’angolo. Il nuovo logo – lineare, essenziale, moderno – non è solo un esercizio estetico: è il segno visibile di una grande Organizzazione che traguarda il domani senza perdere le sue radici e cerca di essere ancora più riconoscibile, leggibile, innovativa”. La presentazione del nuovo logo, che si inserisce nell’ambito delle iniziative legate all’80° anniversario della Confederazione, è avvenuta alla presenza di rappresentanti del Governo, della politica, delle istituzioni e del mondo economico e sindacale.
Giorgio Morandi nella Collezione Eni: Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei
Dall’11 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, lo spazio Sala fontana di Palazzo Esposizioni Roma presenta la mostra Giorgio Morandi nella Collezione Eni. Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzata da Azienda Speciale Palaexpo e ideata e prodotta da Eni. Al centro dell’esposizione, due nature morte del maestro bolognese – datate 1919 e 1941 – appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni, avviata da Enrico Mattei tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta. Secondo un pensiero che anima il rapporto di Mattei con la cultura, l’idea di acquistare opere d’arte non risponde a una semplice volontà di investimento economico. È invece la visione che vuole creare attorno agli uomini e alle donne dell’Eni un ambiente di lavoro che sia, anche visivamente, stimolante. E così non solo Morandi ma anche Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore, Guttuso vengono acquistati per essere messi alle pareti degli uffici. Una pratica che continua negli anni e che arricchisce il patrimonio artistico aziendale di opere di Boetti, Adami, Rotella. Questo pensiero è lo stesso che mette a disposizione dei curatori di tutto il mondo, in forma gratuita, il patrimonio aziendale per esposizioni e mostre. Le due opere di Morandi, per esempio, sono state esposte in Giappone, in Russia, in America, in Spagna. La loro presenza nella Collezione Eni riflette una profonda sintonia tra il linguaggio del maestro – costruito su misura, concentrazione ed essenzialità – e la visione culturale di Mattei, che nell’arte riconosceva un esercizio di rigore dello sguardo. Le nature morte del 1919 e del 1941 incarnano questa affinità: un equilibrio silenzioso che restituisce i valori con cui Mattei aveva dato origine alla raccolta. ll percorso espositivo è realizzato attraverso un allestimento che consente un viaggio alla scoperta della storia della Collezione Eni, un patrimonio che si è sviluppato nel tempo grazie a una visione capace di intrecciare impresa, cultura e modernità. “Il patrimonio artistico di Eni, diviso tra le sedi di Roma e Milano, racconta prima di tutto una grande curiosità artistica dell’azienda”, spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni. “Nella collezione – continua Nardi – convivono artisti classici e artisti d’avanguardia, opere figurative e astratte. Alla base delle scelte c’è sempre però la consapevolezza del valore dell’arte in sé e della sua capacità di attivare il pensiero e la creatività. Le opere di Eni arredano gli spazi comuni e gli uffici e sono lì a ricordarci che cultura e industria, arte e tecnica non sono concetti opposti ma complementari”. “La Sala Fontana di Palazzo Esposizioni è uno spazio pensato per accogliere progetti raccolti, capaci però di generare riflessioni profonde. Presentare qui alcune opere di Giorgio Morandi provenienti dalla Collezione Eni è per noi motivo di grande soddisfazione. La collaborazione con Eni rappresenta un esempio virtuoso di come istituzioni pubbliche e realtà private possano lavorare insieme per rendere accessibile un patrimonio culturale altrimenti non visibile. Siamo felici di offrire al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino questi capolavori, che raccontano una parte importante della storia dell’arte italiana e del rapporto tra impresa e cultura”, aggiunge Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo. Con questa iniziativa, Eni riafferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale che custodisce e nella promozione di progetti capaci di dialogare con il pubblico, con le istituzioni e con la storia dell’arte italiana. La mostra rappresenta un nuovo capitolo nel percorso intrapreso dall’azienda per raccontare la propria identità e il ruolo che la cultura riveste nel suo sviluppo.