LA GIORNATA
Georgieva (Fmi): Italia cresca con riforme e ruolo guida in Europa
- Agenzia del Demanio: firmato il Piano Città degli immobili pubblici di Rieti
- Salvini: “Non sono contrario all’ingresso di fondi privati per la gestione dell’alta velocità”
- Oice: nei primi 11 mesi gare per servizi tecnici per 2,1 mld, di cui 1,9 mld oltre soglia Ue (+40,3% sul 2024)
IN SINTESI
Riforme, meno burocrazia e cooperazione perchè l’Italia “deve fare di più per la crescita”. E’ quanto chiede la direttrice dell’Fmi Kristalina Georgieva alla conferenza degli ambasciatori tenutasi a Roma. Quest’anno, ammonisce, “l’Italia cresce di mezzo punto percentuale. Prevediamo una crescita dello 0,8% il prossimo anno. L’Italia deve fare di più. Ha una popolazione che invecchia e ha esigenze di spesa urgenti, anche per la difesa, nel nuovo mondo in cui viviamo”. “Abbiamo tre raccomandazioni. Si applicano molto bene qui” dice. “Numero uno: a tutti i Paesi diciamo di avviare rapidamente riforme strutturali. Mettere ordine in casa propria. Non si può influenzare ciò che faranno gli altri, ma si può influenzare ciò che si fa. E qui in Italia ci sono opportunità per aumentare la produttività lungo il percorso delle riforme strutturali”. “Numero due: ripulire le regolamentazioni che rappresentano un ostacolo per il settore privato. Abbiamo coniato il termine “riordino normativo”. Controllate ciò che avete nei vostri testi normativi. Questo vale anche per Bruxelles. Assicuratevi di non mantenere regolamenti solo perché erano necessari cinque anni fa. Esiste in realtà molta burocrazia che ostacola il dinamismo. Deve essere eliminata”. Infine, come punto numero tre: “cooperare con gli altri. Lavorare con gli altri. E cooperare non sulla base delle ipotesi del mondo di ieri, ma su quelle del mondo di oggi e di domani. Voglio dire quanto sono colpita dall’Italia: il Piano Mattei è esattamente questo. Pensare alla cooperazione per il futuro e farlo con la consapevolezza che deve essere vantaggiosa per tutti”. “Credo molto fermamente — e lo dico con piena trasparenza — nel ruolo dell’Italia. Ammiro il vostro primo ministro e le ho detto chiaramente che, grazie alla forte posizione attuale dell’Italia, esiste un’opportunità concreta di guidare l’Europa verso una maggiore competitività”. Lo ha affermato la direttrice dell’Fmi Kristalina Georgieva alla cofnerenza degli ambasciatori tenutasi a Roma. “Abbiamo bisogno della leadership italiana per rafforzare l’Europa” ha aggiunto sottolineando come ” purtroppo è difficile parlare dell’Europa come di un’unica regione dinamica”. La direttrice ha ricordato come esista “una “ricetta italiana” che lo spiega: il Rapporto Letta e il Rapporto Draghi. L’Europa non ha ancora completato il mercato unico, che è il vero motore della crescita europea. In Europa diamo priorità a quattro aspetti, con una sorta di “amore severo”, ma costruttivo, perché sappiamo che l’Europa può farcela”. Quindi ha ribadito le raccomandazioni del Fondo per l’Europa e per il nostro paese: “eliminare le barriere interne al commercio”, creare un regime unico per le imprese in Europa”, “integrare il proprio sistema energetico”, “permettere alle qualifiche professionali di circolare liberamente oltre i confini”.
Governo, il 9 gennaio conferenza stampa di Meloni
La conferenza stampa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, organizzata dal consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare, si svolgera’ a Roma il 9 gennaio alle ore 11 nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati. Lo ha annunciato ieri l’Ordine.
Bankitalia: a ottobre il debito pubblico aumento di 50,7 mld a oltre 3.131 mld
Lo scorso ottobre il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 50,7 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.131,7 miliardi. L’incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (31,8 miliardi, a 77,2), il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (18,8 miliardi), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (50,6 miliardi) e a quello delle Amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è diminuita a 7,8 anni, da 8,0 del mese precedente. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,8 per cento (dal 19,1 del mese precedente), mentre a settembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,9 per cento (dal 33,7 per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,2 per cento (dal 14,4 per cento). Ad ottobre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,4 miliardi, in aumento del 2,5 per cento (1,0 miliardo) rispetto al corrispondente mese del 2024. Nei primi dieci mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 462,2 miliardi, in aumento del 2,1 per cento (9,7 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Industria, a ottobre la produzione dell’Eurozona +0,8%, Italia -1%
La produzione industriale destagionalizzata e’ aumentata dello 0,8% in eurozona e dello 0,3% in Ue a ottobre rispetto a settembre. Il mese precedente, era stato registrato un aumento rispettivo dello 0,2% dell’1%. Lo riporta l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Su base annua, rispetto a ottobre dello scorso anno, la produzione industriale e’ aumentata del 2% nell’area dell’euro e dell’1,9% nell’Ue. Gli incrementi mensili piu’ elevati sono stati registrati in Irlanda (+4%), Lussemburgo (+3,6%) e Croazia (+3,1%). Le diminuzioni piu’ significative sono state osservate in Svezia (-6,5%), Belgio (-3,4%) e Danimarca (-3,2%). Fra le economie maggiori, l’Italia ha fatto registrare una diminuzione dell’1%, mentre la Germania ha mostrato un incremento dell’1,4%, la Francia dello 0,2% e la Spagna dello 0,9%.
Agenzia del Demanio: firmato il Piano Città degli immobili pubblici di Rieti
Il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Guido Castelli, il direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Lazio, Luca Marta, e l’amministratore delegato di Invimit SGR, Stefano Scalera, hanno firmato ieri il Piano Città degli immobili pubblici di Rieti per valorizzare e riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico, secondo un percorso condiviso, per rispondere alle esigenze delle pubbliche amministrazioni e ai fabbisogni del territorio, in un’ottica di creazione di valore economico, sociale e ambientale. Il Piano Città degli Immobili Pubblici di Rieti integra il recupero del patrimonio immobiliare con la riqualificazione post-sisma in un’ottica di rigenerazione urbana, orientata anche alla valorizzazione delle risorse culturali e naturali del territorio. L’obiettivo è di rendere il centro storico più attrattivo, resiliente e accessibile, attraverso la valorizzazione degli edifici di pregio, il potenziamento del polo universitario de La Sapienza e la creazione di nuovi spazi dedicati alla formazione e alla ricerca. Particolare attenzione viene riservata alla sostenibilità ambientale attraverso interventi di riqualificazione degli spazi verdi, la tutela del parco fluviale del Velino, e la promozione della mobilità sostenibile. Il Piano prevede il potenziamento e la messa in sicurezza dei presidi e degli edifici destinati a funzioni strategiche sello Stato e della PA, il miglioramento dei servizi ai cittadini e l’adozione di soluzioni innovative e digitali, iniziative di housing universitario, il recupero di aree urbane e sportive per rafforzare la coesione sociale e l’identità del territorio. Il Piano Città degli immobili pubblici di Rieti seleziona un primo portafoglio immobiliare di 19 beni (6 di proprietà dello Stato, 1 di proprietà mista Stato/Comune, 11 di proprietà del Comune e 1 di proprietà della Regione). Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni. Gli immobili di proprietà dello Stato coinvolti nel Piano Città sono l’ex carcere di Rieti – Santa Scolastica, l’ex Banca d’Italia, la caserma Vigili del Fuoco, il Palazzo Uffici Finanziari, l’ex Palazzina R.U.N.A., il Ricovero Antiaereo. C’è poi l’Istituto Strampelli immobile di proprietà del Comune- Stato. Gli immobili di proprietà del Comune coinvolti nel Piano Città: sono l’area – via Fonte Cottorella, l’area – comprensorio via Porrar, il complesso Di San Benedetto, il complesso di San Damiano, il complesso ex Piaggio, il Casale Petrongari, Torre Vicentina, la sede Azienda Servizi Municipalizzati, l’area Via Luigi Einaudi, l’Istituto comprensivo Minervini Sisti, il complesso dell’Istituto Sacchetti Sassetti. Gli Immobili di proprietà della Regione coinvolti vedono l’ex. Ospedale Civico.
“Il Piano Città degli immobili pubblici di Rieti è lo strumento che l’Agenzia del Demanio ha adottato, in sinergia con gli enti del territorio, per condividere la destinazione degli immobili pubblici secondo i fabbisogni della città in un’ottica di rigenerazione urbana e benessere della collettività. A Rieti l’intento è di valorizzare l’identità storica, culturale e paesaggistica del territorio nel cuore dell’Italia e del Lazio. Il Piano contiene molti interventi di riqualificazione che miglioreranno l’attrattività per i giovani universitari e garantiranno la resilienza degli immobili destinati a funzioni strategiche e dell’intera città” – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme. “L’Ex Carcere di Rieti – Santa Scolastica, Istituto Strampelli, i poli multifunzionali Ex Zuccherificio, Ex SNIA Viscosa ed Ex Montedison, l’ex Mattatoio Comunale, sono alcuni degli immobili dismessi o sottoutilizzati che si restituiscono alla collettività, anche in una mixitè di funzioni e di servizi al cittadino. La città, colpita dal sisma del 2016, può diventare una città del futuro, un ecosistema di innovazione con la presenza sempre più importante dell’Università e dei giovani, Rieti si proietta in una visione innovativa di rigenerazione urbana che coniuga i valori identitari e la cultura con ambiente e sicurezza, si prepara ad offrire nuove opportunità per i giovani e per creare un tessuto socio-economico forte”. “E’ una giornata estremamente importante per Rieti” – ha aggiunto il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi – “Oggi non presentiamo soltanto un significativo Piano di riqualificazione e valorizzazione immobiliare, ma certifichiamo una visione strategica di città, un percorso che guarda al futuro per consegnare alle nuove generazioni un territorio capace di implementare tutte le sue potenzialità culturali, universitarie, formative, di ricerca e sviluppo. Si tratta di un’eccezionale opera di programmazione che unisce vari attori, a partire dal Comune di Rieti. Ciò dimostra non soltanto l’attenzione verso la nostra città, ma soprattutto la capacità di disegnare una prospettiva complessiva, strategica e chiara che unisce in un unico disegno complessivo tante linee di intervento e numerosi progetti che stiamo calando sul territorio, a beneficio complessivo del sistema cittadino”. “La firma di questo Piano rappresenta un passaggio strategico per la riqualificazione e lo sviluppo non solo della città di Rieti, ma di tutto il territorio sabino – ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli – Non si tratta solo di recuperare edifici, ma di costruire una visione condivisa di rigenerazione urbana che integri sicurezza, servizi, sostenibilità e opportunità per i giovani. Questa lungimirante strategia si integra pienamente con l’opera di riparazione economica e sociale che stiamo compiendo nell’Appennino centrale, al fine di creare le condizioni per un rilancio strutturale dei territori colpiti dal sisma. Valorizzare il patrimonio pubblico significa rafforzare l’identità della città e rendere il centro storico più attrattivo. Oggi questi obiettivi sono alla portata, grazie alla collaborazione e all’impegno dell’Agenzia del Demanio, del Comune di Rieti, della Regione Lazio e di Invimit”.
“Questo accordo, il primo che Invimit SGR sigla con l’Agenzia del Demanio che dovrebbe rappresentare il suo alleato naturale, segna un altro punto di svolta della nuova gestione della SGR” – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Invimit SGR, Stefano Scalera – “Oltre ad essere un ponte tra Stato e mercato, oggi la Società avvia un percorso di collaborazione stretta con le città italiane che contiamo di replicare in altri Comuni per investimenti che auspichiamo siano di interesse del quotista pubblico (MEF e INAIL), le cui risorse saranno investite su questi ed altri progetti di studentati, case per le giovani coppie e lavoratori fuori sede. È con questo spirito che ci accingiamo, nell’ambito di un fondo immobiliare, a lavorare – per restituire funzioni alla città di Rieti – nell’Ex Monastero di San Benedetto e nell’Ex Convento di San Damiano, due asset pubblici inseriti in un percorso condiviso tra SGR e amministrazione comunale, con un investimento della SGR di almeno 10 milioni di euro. Le nuove funzioni individuate insieme al Comune – rispettivamente housing universitario e spazi per aule e laboratori – rispondono a bisogni concreti del territorio e rafforzano il ruolo strategico di questi beni nel tessuto urbano. Si tratta di due immobili collocati in posizioni centrali e strategiche, che siamo certi potranno costituire un’ulteriore leva di sviluppo per la città, sostenendo le politiche di rigenerazione urbana e di crescita territoriale su cui l’Amministrazione comunale è fortemente impegnata”.
Salvini: “Non sono contrario all’ingresso di fondi privati per la gestione dell’alta velocità”
“Fs è pubblica e rimane pubblica e oggi si parla solo di eventuali interventi sulla gestione dell’Alta Velocità”. Lo afferma il ministro dei Trasporti Matteo Salvini spiegando che “se Fs vorrà raccogliere contributi privati per rendere ancora più moderna, efficiente e puntuale la rete dell’alta velocità ferroviaria non sono contrario. “Vediamo se ci riusciamo già in questa legge di bilancio a separare l’Anas dalle Ferrovie dello Stato”. Lo afferma il ministro dei Trasporti Matteo Salvini alla posa della prima pietra per la ciclovia lungo la ss 36 tra Abbadia Lariana e Lecco. “Qualcuno anni fa decise di mettere insieme il ferro con l’asfalto – spiega – sono due ‘core-business’ diversi, due progettazioni e due lavorazioni diverse. Per me la famiglia Anas in questi 2/3 anni è stata fondamentale e il mio obiettivo è di restituire ad Anas la sua autonomia, la sua identità e il suo orgoglio entro la fine del mio mandato, sia nell’interesse di Fs sia di Anas”.
L’obiettivo di Salvini è “farle viaggiare su due strade parallele ma con obiettivi ciascuno ben distinti”. “Anas – conclude – chiude l’anno con un record di 3 miliardi di euro di fatturato e Rfi (gruppo Fs, ndr) con 11 miliardi di euro per 17 miliardi di euro totale della holding”. “Senza lavori pubblici, la crescita del paese sarebbe molto più rallentata. Ogni miliardo di euro nei cantieri – sottolinea – dà lavoro a 15-20mila persone, immaginate quindi quanti posti di lavoro si creano con i 30 miliardi di euro di cantieri aperti oggi in Lombardia”. Secondo Salvini inoltre “tra Lecco e Como oggi sono aperti cantieri per 1 miliardo”. “Con questi numeri – conclude – si capisce perché oggi davanti al Pil del paese c’è il segno più”.
Oice: nei primi 11 mesi gare per servizi tecnici per 2,1 mld, di cui 1,9 mld oltre soglia Ue (+40,3% sul 2024)
Si conferma anche a novembre il netto miglioramento nei bandi pubblici per servizi tecnici analizzati dall’Osservatorio gare OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria. Nei primi undici mesi del 2025 si registra un incremento del valore dei bandi del 27,9% rispetto all’analogo periodo del 2024: circa 2,1 mld rispetto ai circa 1,6 dell’anno precedente. Va ricordato che il dato non comprende il maxi-bando Consip da 2,1 mld. che istituisce un sistema dinamico di acquisizione per 4 anni a beneficio delle stazioni appaltanti dal momento che non può essere equiparato alle altre tipologie di bandi di gara. Nell’undicesimo mese dell’anno, il valore ottenuto sommando l’importo delle gare per servizi di ingegneria e architettura (157,1 mln) al valore della progettazione esecutiva stimata compresa negli appalti integrati (25,9 mln), raggiunge l’importo complessivo di 183,0 mln, evidenziando un incremento del 16,3% su ottobre 2025, a fronte di una forte crescita del 70,8% su novembre 2024. Fra i bandi di maggiore importo si segnalano due accordi quadro: uno del Consorzio per le autostrade siciliane per le verifiche e ispezioni di sicurezza di ponti e viadotti di oltre 28,8 milioni e un altro di Anas per servizi tecnici finalizzati alla manutenzione di ponti e viadotti per un importo di 24 milioni.
“I dati di novembre confermano quelli dei mesi precedenti con un 2025 che si assesterà sui livelli pre-PNRR, con più di 2 miliardi, superando il drammatico 2024, vero annus horribilis. Va segnalato un aumento del valore medio dei bandi dovuto all’aumento delle gare UE e degli accordi quadro, strumento che però rimane squilibrato nella sua attuazione visto che, a fronte di garanzie immediate a carico degli operatori economici, non vi è certezza sui livelli di attivazione dei singoli contratti”, commenta il presidente di Oice, Giorgio Lupoi. “Rimangono comunque – sottolinea – diverse criticità che i nostri associati sempre più spesso segnalano; requisiti restrittivi, importi a base di gara non correttamente calcolati, richieste di ribasso sul 100% dei compensi, condizioni di pagamento delle prestazioni non adeguate e anche richieste di prestazioni gratuite in violazione dei principi del codice. Si tratta di temi sui quali interveniamo anche con precontenziosi ANAC quando ciò è possibile, ma è necessario potere disporre al più presto del bando-tipo dell’Autorità e di un contratto-tipo che riequilibri i rapporti fra stazione appaltante e operatore economico. Sono temi che devono essere anche all’attenzione del legislatore europeo perché ormai le direttive UE non possono più trascurare la fase di esecuzione del contratto perché è in questa fase che si possono frapporre gli ostacoli più rilevanti per un mercato europeo veramente integrato e concorrenziale”.
Le gare per soli servizi di ingegneria e architettura (esclusi gli appalti integrati) rilevate a novembre hanno raggiunto un importo di 157,1 mln, evidenziando un andamento estremamente positivo. Infatti, a fronte di un leggero incremento su ottobre 2025 (+3,9%), si registra un’importante crescita del 60,9% su novembre 2024 e un +35,7% dei primi undici mesi dell’anno (per complessivi 1.942,0 mln) sullo stesso periodo del 2024. A novembre, in un contesto di generale stasi nel numero delle gare UE (+1,4% nel raffronto dei primi undici mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2024), l’Italia, con 124 bandi, registra tuttavia una crescita del 20,4% sul mese precedente, confermandosi al sesto posto per gare pubblicate. Anche il confronto con novembre 2024 mostra un dato positivo (+17,0%), così come il raffronto dei primi undici mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2024 (+8,6%). Per quanto riguarda le gare di sola progettazione, nel mese di novembre il dato evidenzia un andamento positivo, sia nel breve che nel lungo periodo, con un incremento del 33,9% su ottobre 2025 e del 23,3% su novembre 2024, e una forte crescita del 66,2% nei primi undici mesi dell’anno (per complessivi 722,5 mln) sullo stesso periodo dell’anno precedente. I bandi per accordo quadro rilevati a novembre sono stati 45, pari al 17,4% del totale dei bandi per servizi di ingegneria e architettura pubblicati, di cui hanno costituito il 63,7% in termini di valore, con 100,1 mln. Rispetto a ottobre 2025, si rileva un’impennata nel numero (+125,0%), a
fronte di una crescita in valore del 29,4%. Decisamente positivo il confronto su novembre 2024, con un forte incremento nel numero dei bandi (+55,2%) e un’impennata in valore (+131,0%). Nei primi undici mesi del 2025, il numero dei bandi per accordo quadro rilevato è stato 298, per complessivi 1.019 mln, pari rispettivamente al 14,4% in numero e al 52,5% in valore sul totale dei bandi per servizi di ingegneria e architettura. Rispetto allo stesso periodo 2024, il numero dei bandi risulta in forte crescita sia nel numero (+54,4%), che soprattutto in valore (+99,9%). A novembre 2025, le gare rilevate per appalto integrato sono state 42, con un importo della progettazione esecutiva compresa stimato in 25,9 mln. Rispetto al mese precedente, si evidenzia un’impennata del 317,6% del valore dei servizi, a fronte di un calo del 28,8% nel numero delle gare. Il confronto con il mese di novembre 2024 evidenzia, analogamente, anche se con valori più moderati, un’impennata del 172,2% nel valore della progettazione esecutiva, assieme a una flessione del 12,5% nel numero delle gare pubblicate. Nei primi undici mesi del 2025, il valore della progettazione esecutiva incluso negli appalti integrati è stato di 158,8 mln. Rispetto allo stesso periodo 2024, si rileva una flessione in valore del 24,9%. Il numero dei bandi rilevati è stato di 653, con una minima flessione dell’8,3% sui primi undici mesi del 2024.
Ue, dal Consiglio Energia ok a mandato parziale sul prossimo CeF
Via libera dal Consiglo Ue Energia al mandato negoziale parziale sulla proposta di regolamento sul nuovo Meccanismo per collegare l’Europa (Cef) per il periodo 2028-2034. Il mandato è parziale perché mancano le cifre, che verranno negoziate nell’Ambito delle discussioni sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp).Il Cef sosterrà i collegamenti transfrontalieri sia nei trasporti che nell’energia, comprese le infrastrutture di trasporto a duplice uso per la mobilità militare. Nella sua posizione, il Consiglio – sintetizza una nota – mira a garantire un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nell’adozione dei programmi di lavoro e nella selezione dei progetti che riceveranno finanziamenti dal Cef. Il Consiglio ha inoltre definito i criteri di ammissibilità e di aggiudicazione applicabili per ricevere i finanziamenti, come parte del regolamento. La posizione del Consiglio riflette inoltre la necessità di tenere conto delle specificità geografiche di ciascuno Stato membro, in particolare degli Stati membri insulari, nel valutare la dimensione transfrontaliera dei progetti ammissibili al finanziamento nell’ambito del Cef. Le principali modifiche relative alle disposizioni in materia di trasporti contenute nella proposta Cef riguardano l’allegato, in cui gli Stati membri hanno ampliato l’elenco indicativo dei progetti di interesse comune con una dimensione transfrontaliera. Nel settore della mobilità militare, il Consiglio ha semplificato alcune disposizioni della proposta originaria, confermando l’importanza che il Cef si concentri sui quattro corridoi di mobilità militare prioritari dell’Ue, individuati nel documento sui “requisiti militari per la mobilità militare all’interno e al di fuori dell’Ue”. Allo stesso tempo, il Consiglio sottolinea la necessità di rispettare pienamente la sovranità degli Stati membri sul loro territorio nazionale e i processi decisionali nazionali in materia di mobilità militare, nonché di garantire che sia prestata la dovuta attenzione alla sicurezza e all’ordine pubblico.
Per quanto riguarda l’Energia, il Consiglio ha introdotto una serie di modifiche mirate per chiarire gli obiettivi, rafforzare l’attenzione alla resilienza e garantire la flessibilità del quadro di investimento in linea con l’evoluzione della politica energetica dell’Ue. Il testo sottolinea ora esplicitamente l’importanza di completare l’Unione dell’energia, attraverso lo sviluppo di progetti di interesse comune e di interesse reciproco come obiettivo centrale del programma. Rafforza l’attenzione sull’eliminazione delle strozzature di interconnessione, ponendo fine all’isolamento energetico e integrando il mercato interno. Sottolinea inoltre la protezione e la resilienza delle infrastrutture energetiche critiche, anche contro le minacce informatiche e ibride, riflettendo il contesto geopolitico e le sfide emergenti per la sicurezza europea. La posizione del Consiglio ribadisce il ruolo chiave delle energie rinnovabili nel guidare la transizione energetica e garantire l’approvvigionamento energetico dell’Ue. Il testo definisce inoltre le condizioni per il sostegno del Cef ai progetti transfrontalieri nel settore delle energie rinnovabili, ponendo l’accento sull’efficacia in termini di costi, sull’integrazione dei sistemi e sulla decarbonizzazione.
Ue, Jorgensen ribadisce la proposta per lo stop al petrolio russo a inizio 2026
All’inizio del prossimo anno la Commissione europea metterà sul tavolo una proposta per vietare anche le importazioni di petrolio russo. Lo ha ribadito ieri il commissario all’Energia, Dan Jorgensen, arrivando al Consiglio Ue.
Ue, Eurostat: Il consumo di energia primaria dell’UE è diminuito dell’1% nel 2024
Nel 2024, il consumo di energia primaria nell’UE ha raggiunto 1.202 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), con un calo dello 0,8% rispetto al 2023. I dati mostrano che nel 2024 l’UE ha continuato ad avvicinarsi all’obiettivo del 2030 di 992,5 Mtep, con il divario che si è ridotto al 21,1%. Lo ha riferito Eurostat. Il consumo finale di energia ha raggiunto i 900 Mtep nel 2024, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2023. Nel 2024, il consumo finale di energia è stato superiore del 18,0% rispetto all’obiettivo del 2030 (763 Mtep), rispetto al 17,2% dell’anno precedente. I 1.202 Mtep registrati per il consumo di energia primaria nell’UE nel 2024 rappresentano il livello più basso dal 1990, il primo anno per il quale sono disponibili dati. Il consumo di energia primaria ha raggiunto il picco nel 2006, con 1.511 Mtep, quando l’UE era lontana del 52,3% dall’obiettivo del 2030. Nel 2024, l’UE ha consumato 900 Mtep di energia finale. I livelli più bassi sono stati registrati nel 2020, con 893 Mtep. I dati presentati in questo articolo si basano sui dati energetici annuali utilizzati per monitorare i progressi verso gli obiettivi stabiliti nella revisione del 2023 della Direttiva sull’efficienza energetica. La Direttiva stabilisce obiettivi ambiziosi di non più di 763 Mtep per il consumo finale di energia e non più di 992,5 Mtep per il consumo di energia primaria entro il 2030.
Enel acquisisce un portafoglio di impianti eolici onshore in Germania
Enel ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio composto da due impianti eolici onshore in Germania che hanno una potenza installata complessiva di 51 MW. L’operazione apporta un contributo di circa 10 milioni di euro l’anno all’ebitda ordinario di gruppo, grazie ad una tariffa regolata in regime di feed-in premium, che garantisce un livello minimo di remunerazione qualora i prezzi di vendita sul mercato risultino inferiori alla soglia prevista. Questa operazione, con un enterprise value di circa 80 milioni di euro, rappresenta la prima significativa acquisizione del Gruppo Enel di un portafoglio di impianti operativi in Germania, un mercato chiave all’interno della strategia di espansione geografica del Gruppo. Tale strategia prevede una crescita nel settore delle rinnovabili anche attraverso acquisizioni mirate, focalizzandosi su aree caratterizzate da stabilità regolatoria e macroeconomica. Il mercato tedesco delle rinnovabili è infatti il più grande e uno dei più interessanti d’Europa grazie al potenziale di crescita e al contesto regolatorio favorevole, che prevede meccanismi di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile.
Mundys, nasce Neya, società benefit focalizzata sulla rimozione del carbonio con la ripiantumazione di aree degradate
Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale. Sono limitate, ad oggi, le società nate in Europa con l’obiettivo della rimozione di CO2; ciò ha motivato la scelta di Mundys di avviare questa iniziativa sperimentale, allo scopo di verificare la solidità di questa
innovativa branca di business. Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi USD, per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi USD, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. E’ in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale. Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di CO2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold Standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili. I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla Capogruppo. Una strategia, quella ESG di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A- list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25.000 aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della Capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e
la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti, tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 &2) entro il 2040.
Rifiuti, siglata la collaborazione tra Gruppo Hera e Stato della Città del Vaticano
Il Gruppo Hera, tra le principali multiutility italiane, e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano hanno sottoscritto un nuovo accordo per l’affidamento dei servizi ambientali all’interno del territorio vaticano e negli immobili e nelle aree su cui, in base ai Patti Lateranensi (articoli 15 e 16 del Trattato), la Santa Sede ha sovranità giuridica. Oggetto del contratto con Herambiente – società del Gruppo Hera leader nazionale nel trattamento e recupero rifiuti – è la gestione dei servizi di igiene urbana, raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani, nonché il trasporto, smaltimento e recupero dei rifiuti speciali (da attività produttive), inclusi servizi accessori a supporto delle attività ambientali nello Stato della Città del Vaticano.
La firma dell’accordo è avvenuta venerdì 12 dicembre, presso il Palazzo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, alla presenza di Suor Raffaella Petrini e dell’Arcivescovo Emilio Nappa, rispettivamente presidente e segretario generale, e dell’amministratore delegato del Gruppo Hera, Orazio Iacono, e dell’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda. L’intesa si inserisce nel percorso di collaborazione tra le parti avviato nel luglio 2024 con un contratto per il trattamento e il recupero energetico dei rifiuti urbani indifferenziati dello Stato della Città del Vaticano negli impianti della multiutility, che ha già permesso – in questo anno e mezzo – di ridurre in modo significativo i conferimenti in discarica. Percorso consolidato nel luglio 2025 con la firma di un Protocollo d’intesa per lo sviluppo di progetti condivisi in materia di sostenibilità ambientale ed economia circolare. All’interno di questa cornice rientra anche l’Accordo operativo per la raccolta differenziata e il riciclo delle bottigliette in plastica, raccolte in occasione di eventi giubilari in Piazza San Pietro, come durante la cerimonia dello scorso 7 settembre per la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, che ha riunito oltre 80mila persone.
Il nuovo contratto fa leva sulle capacità industriali di Herambiente nella gestione e nel recupero dei rifiuti, basate su una dotazione impiantistica e tecnologica unica in Italia per dimensioni e diversificazione, che garantisce non solo la tracciabilità dei rifiuti ma anche l’efficacia dell’intera filiera che va dalla raccolta fino allo smaltimento e al recupero energetico. L’accordo prevede inoltre che il Gruppo metta a disposizione del Vaticano le proprie competenze in ambito di economia circolare anche attraverso attività di consulenza tecnica e formazione rivolte al personale del Governatorato e agli operatori economici presenti sul territorio. Anche questa collaborazione si sviluppa nel solco dei principi espressi nell’enciclica Laudato Si’, promuovendo un modello di gestione sostenibile dei rifiuti in grado di coniugare tutela ambientale, efficienza operativa e cultura del recupero. «La collaborazione con il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano su un asse strategico come la filiera dell’ambiente testimonia il nostro ruolo di leadership in Italia e rappresenta un’opportunità unica: non solo per applicare soluzioni concrete di economia circolare in un contesto dal grande valore simbolico, oltre che operativo, ma anche per accompagnare con continuità e coerenza il percorso virtuoso già avviato dalla Santa Sede. In un Paese con scarse materie prime, il nostro obiettivo è quello di trasformare gli scarti in risorsa», dichiara Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera.
Un anno di Fondazione Fincantieri: storia, innovazione e impatto sociale
A un anno dall’avvio del nuovo corso, Fondazione Fincantieri ha presentato, ieri, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma, i progetti e le attività che ne segnano il percorso di rilancio. L’incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile, è stato un’importante occasione di confronto sul ruolo della Fondazione come motore di sviluppo, innovazione e coesione nelle comunità. Il lavoro della Fondazione si articola su tre direttrici complementari che ne definiscono il triplice ruolo: custode della memoria, promotrice di innovazione e agente di impatto sociale.Memoria – Navigare la Storia: attraverso la digitalizzazione degli archivi e la progettazione di un museo interattivo, Fondazione Fincantieri valorizza il patrimonio storico della cantieristica italiana, rendendo la memoria accessibile e trasformandola in uno strumento di conoscenza e cultura per comunità, scuole e pubblico. In questo ambito si inserisce anche la collana editoriale dedicata alla storia della navalmeccanica italiana. Il primo volume, Storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea. Dall’Unità all’età giolittiana (1861-1913), a cura del Professor Roberto Giulianelli e pubblicato da Laterza, sarà in libreria dal 16 gennaio 2026. Il libro inaugura un ciclo di cinque volumi che raccontano oltre due secoli di storia del settore, evidenziando il ruolo centrale di Fincantieri. Le foto storiche presenti all’interno del volume sono state esposte in una mostra allestita in occasione dell’evento. Innovazione – Navigare il Futuro: con “Navigare il Futuro”, la Fondazione rinnova il proprio impegno nella ricerca, nella formazione e nella promozione della cultura dell’innovazione. In memoria del Generale Claudio Graziano, è stato avviato un percorso dedicato a valorizzarne l’eredità, attraverso progetti formativi e una borsa di studio sostenuta dalla Fondazione Fincantieri in collaborazione con il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD). Le collaborazioni con atenei come Sapienza Università di Roma e Luiss Guido Carli hanno dato vita a progetti di ricerca su nuovi materiali, medicina del lavoro e regolamentazione delle infrastrutture critiche sottomarine, tra cui il progetto SUBCAP. A livello internazionale, la partnership con la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST) ha portato all’istituzione di una borsa di studio per giovani ricercatori nei settori della sicurezza marittima e della cyber-resilienza.Impatto sociale – Navigare Insieme: Il filone “Navigare Insieme” pone al centro l’inclusione, il dialogo con i territori e la coesione sociale. Tra le iniziative già avviate rientrano i corsi di lingua italiana realizzati nei cantieri di Monfalcone, Sestri, Marghera e Ancona, in collaborazione con la società Dante Alighieri, per favorire integrazione linguistica, multiculturalità e pari opportunità. Accanto a queste azioni, la Fondazione sta sviluppando nuovi progetti di impatto sociale orientati alla rigenerazione di spazi condivisi, alla creazione di luoghi di incontro e alla costruzione di un welfare territoriale concreto. L’obiettivo è offrire alternative al disagio giovanile, valorizzare l’esperienza degli ex dipendenti e rafforzare il capitale umano locale, ricostruendo legami di fiducia tra industria, famiglie, istituzioni e comunità.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche lo Young Advisory Board, un nuovo organo consultivo under 40 pensato per valorizzare il contributo delle giovani generazioni nella definizione delle linee culturali, scientifiche e sociali della Fondazione. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ha commentato: «Fondazione Fincantieri è il ponte tra la nostra storia industriale e il futuro che vogliamo contribuire a costruire. In un contesto in cui la dimensione industriale deve dialogare sempre più con la società, la Fondazione rappresenta uno strumento strategico per rafforzare il legame con i territori, valorizzare il nostro patrimonio e promuovere una cultura dell’innovazione e della responsabilità condivisa. Attraverso progetti concreti e visione di lungo periodo, confermiamo l’impegno di Fincantieri a essere non solo motore economico, ma anche riferimento culturale e sociale per le comunità in cui operiamo”.
Al via “Maccaferri@school – Dentro l’ingegneria del futuro”, il progetto di Officine Maccaferri per avvicinare gli studenti alle discipline STEM
È partito da Bologna e farà tappa anche a Milano, Roma e Padova Maccaferri@school – Dentro l’ingegneria del futuro, il programma didattico e di orientamento realizzato da Officine Maccaferri, platform company di Ambienta SGR e leader globale nell’ingegneria civile e ambientale, con il supporto di La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma. Il progetto coinvolgerà le scuole secondarie di secondo grado con l’obiettivo di aiutare le giovani generazioni a scoprire i propri talenti, conoscere le opportunità offerte dalle professioni STEM e prepararsi in modo consapevole alle sfide del mondo del lavoro, in coerenza con le finalità dell’Educazione Civica e dell’Agenda 2030. Le competenze STEM rappresentano oggi uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo economico e sociale: sono alla base dell’innovazione tecnologica, della transizione green, della sicurezza delle infrastrutture e della capacità dei territori di affrontare rischi e cambiamenti sempre più complessi. Investire nella formazione scientifica significa offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per interpretare il presente, costruire soluzioni sostenibili e accedere a professioni ad alta qualificazione, sempre più richieste dal mercato del lavoro. Un tema particolarmente vicino a Officine Maccaferri, che basa la propria attività su competenze ingegneristiche avanzate e sullo sviluppo di soluzioni all’avanguardia: da qui nasce l’impegno dell’azienda nel promuovere una maggiore sensibilizzazione sulle discipline STEM e nel
sostenere studenti e studentesse nella conoscenza di queste competenze fondamentali per il futuro. Da dicembre a marzo 2026, Maccaferri@school prevede 15 incontri in quattro città – Bologna, Milano, Roma e Padova – rivolti a licei scientifici e istituti tecnici, coinvolgendo in totale circa 750 studenti. In queste occasioni, i giovani ingegneri di Officine Maccaferri, in qualità di brand ambassador, dialogheranno con le classi per offrire una testimonianza diretta su cosa significhi lavorare nell’ingegneria civile, ambientale e nella progettazione di soluzioni per la resilienza dei territori e la protezione delle comunità. Ogni incontro, che coinvolgerà due classi, è pensato per stimolare un confronto aperto: gli studenti potranno porre domande, esplorare diversi percorsi formativi e comprendere come le scelte scolastiche possano aprire la strada a opportunità professionali stimolanti. Attraverso il racconto dei percorsi di studio e di carriera degli ambassador, avranno così l’opportunità di sviluppare una visione più concreta del mondo tecnico-scientifico e del valore delle competenze STEM nella costruzione del proprio futuro. Il primo appuntamento di Maccaferri@school si è svolto presso l’IIS Crescenzi Pacinotti Sirani di Bologna e ha visto la partecipazione, per l’azienda, di Caterina Zanca, ingegnere ambientale in Maccaferri da oltre quattro anni. Il secondo incontro, previsto il 29 gennaio sempre a Bologna, coinvolgerà due classi dell’IIS Rosa Luxemburg. Il percorso culminerà ad aprile con due grandi Masterclass, una a Bologna e una a Milano, che coinvolgeranno complessivamente 1.000 studenti. I due appuntamenti proporranno contenuti distinti: Innovazione &Tecnologia e Cambiamento Climatico. Oltre al CEO di Officine Maccaferri, che illustrerà il ruolo dell’azienda nello sviluppo di infrastrutture resilienti, capaci di mitigare gli effetti dei rischi idrogeologici legati al cambiamento climatico, saranno presenti anche altri esponenti dell’azienda. A portare la sua testimonianza ci sarà anche Luca Rosetti, velista oceanico volto di Maccaferri Futura, il progetto del Gruppo che coniuga competizione sportiva, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. A dialogare con gli studenti ci saranno anche due divulgatrici provenienti dal mondo STEM: Serena Giacomin, meteorologa e climatologa, e Carmen Panepinto, ingegnera e creator impegnata nella diffusione della cultura STEM e nella lotta al gender gap. La presenza di due divulgatrici STEM sottolinea l’impegno del progetto nella promozione dei talenti femminili nelle carriere scientifiche. “Per Officine Maccaferri sostenere la diffusione delle competenze STEM significa investire nel futuro del Paese e contribuire alla crescita di professionisti capaci di affrontare le sfide ambientali e infrastrutturali dei prossimi anni” – ha dichiarato Stefano Susani, ceo di Officine Maccaferri. “Con Maccaferri@school vogliamo avvicinare i giovani al valore della cultura tecnico-scientifica e aiutarli a comprendere come queste competenze possano trasformarsi in opportunità concrete, non solo per il loro percorso professionale, ma per il benessere e la sicurezza delle comunità in cui vivranno e lavoreranno.”Enav apre la nuova sede di Palermo
Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, apre oggi la nuova sede di Palermo al quattordicesimo piano del palazzo della Camera di Commercio in via E. Amari 11. L’apertura del nuovo ufficio rientra nel più ampio Progetto Sud, il percorso strategico avviato dal Gruppo per attrarre e valorizzare giovani talenti del Mezzogiorno nel settore dell’ingegneria, dell’informatica e delle tecnologie aeronautiche. Grazie a questo programma, sono già stati assunti, nella nuova sede di Palermo, 11 giovani professionisti che diventeranno 18 entro il 2026, tra ingegneri e informatici, selezionati attraverso un percorso realizzato in collaborazione con la comunità accademica palermitana. ENAV ha infatti avviato una partnership strutturata con l’Università di Palermo per includere nei corsi di laurea competenze sempre più aderenti alle esigenze operative e tecnologiche della Società. I ragazzi neoassunti lavorano per IDS AirNav, società 100% del Gruppo ENAV, leader internazionale nella gestione delle informazioni aeronautiche e fornitore di soluzioni software avanzate per circa 80 clienti in tutto il mondo. L’iniziativa permette dunque ai giovani selezionati di essere assunti senza doversi spostare dal proprio territorio. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo professionale delle eccellenze locali e allo stesso tempo rispondere alla crescente richiesta di professionalità altamente qualificate nel settore della gestione del traffico aereo e dei sistemi digitali connessi. L’amministratore delegato, Pasqualino Monti ha dichiarato: “Queste professionalità sono oggi tra le più richieste sul mercato e rappresentano competenze essenziali per il futuro del nostro settore. Ho investito personalmente nel rapporto con le Università facendo in modo che si incrocino la domanda di lavoro da parte del mercato con l’offerta formativa, dando così nuove opportunità di lavoro qualificate. Abbiamo quindi soddisfatto una esigenza economica e aziendale ma anche sociale. Un mix che porta benefici all’azienda in termini di stabilità delle professionalità acquisite senza costringere le nuove generazioni a lasciare la propria terra ed emigrare per poter lavorare. La nuova sede di Palermo rafforza la presenza di ENAV sul territorio e consolida il legame con un tessuto accademico e professionale di grande qualità”.
Da Cdp Venture Capital e Fassa Bortolo 7 mln nella start up Limenet
Un sostegno alla rimozione della CO2 e la transizione industriale green con la produzione di calce decarbonizzata. A questo punta l’investimento da 7 milioni di euro di Cdp Venture Capital (attraverso il Green Transition Fund – Pnrr e Fondo Acceleratori) e Fassa Bortolo – tra i principali produttori di calce in Italia e nel mondo – in Limenet, startup italiana operante nel settore della rimozione di CO2 (in inglese Carbon Dioxide Removal – Cdr). La tecnologia sviluppata da Limenet, sottolinea una nota, consente di produrre calce decarbonizzata, utilizzabile per rimuovere la CO₂ dall’atmosfera tramite il metodo di Alcalinizzazione dei Mari (in inglese Ocean Alkalinity Enhancement). In questo processo, la CO2 viene stoccata in mare attraverso un processo chimico naturale che la trasforma in bicarbonati, elementi chimici naturali ed essenziali presenti nei mari. I bicarbonati, grazie al loro effetto tampone, contrastano l’acidificazione degli oceani, uno dei planetary limits già superati secondo il rapporto di Copernicus (ottobre 2025). “A poco più di due anni dalla fondazione, Limenet sta consolidando il proprio ruolo tra le realtà più avanzate in Italia nel settore delle tecnologie per il Cdr e della decarbonizzazione industriale della calce” spiega il comunicato.I capitali raccolti saranno destinati alla crescita della società ed al completamento del primo progetto industriale di Limenet, focalizzato sulla produzione di calce decarbonizzata finalizzata alla rimozione di CO2 e stoccaggio della medesima tramite il mare.
Nuovo brand per Agsm Aim, diventa Magis
È Magis il nuovo brand che prenderà il posto di AGSM AIM, la multiutility veneta. Nasce dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome. L’ambizione: essere un brand capace di posizionare l’azienda tra i leader nazionali. Il nuovo brand è stato presentato ufficialmente ieri durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori e anche i sindaci dei Comuni di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai. Nato da un lavoro complesso e durato più di un anno, il nuovo brand porta a compimento una riflessione sull’identità dell’azienda che ha ridefinito mission, vision e purpose. L’obiettivo è quello di accompagnare il nuovo piano industriale con l’ambizione di posizionare l’azienda tra i principali player nazionali. Magis, che nasce dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome AGSM AIM, in latino significa “di più”, ma anche “oltre”, “verso il meglio”, e parla di progresso, ambizione e trasformazione. Prende per mano e accompagna dentro una nuova storia di marca che nasce sulle fondamenta di oltre un secolo di storia. Federico Testa, presidente: “Oggi inizia il nostro futuro. Abbiamo scelto di fare un passo importante, che non è solo di immagine ma strategico. Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo realmente: un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che la hanno generata e per quelli in cui opererà domani. Con il nuovo brand rafforziamo la nostra identità, rendendo più chiaro il nostro ruolo in un settore che richiede visione, responsabilità e capacità di innovare senza perdere di vista il legame con le comunità. Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga più di un secolo e la apre a nuove possibilità”. Per Alessandro Russo, consigliere delegato, “Magis è il brand giusto per la nuova storia che l’azienda vuole raccontare sia sui suoi territori di riferimento sia a livello nazionale. Abbiamo lanciato un nuovo piano industriale ambizioso e abbiamo fatto emergere il nostro purpose: il ruolo che vogliamo avere come azienda. Vogliamo dare al cambiamento il passo dei cittadini, dei territori. Accompagnare i nostri clienti, le comunità, le imprese nella complessità di questa transizione. Per questo accanto a Magis, abbiamo voluto scrivere Benvenuta Transizione. E la prima transizione è quella che parte da noi, dalle nostre persone e da nostro piano industriale. Una sfida tutta al futuro e che parte proprio dal Veneto e da Vicenza e da Verona. E non è un caso perché in questa parte di Italia il futuro è qualcosa che sappiamo fare da sempre.” Il nuovo brand è frutto di uno studio approfondito sul riposizionamento identitario del Gruppo e della scrittura di Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario, direttore creativo e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands con Ipsos, che ha trasformato l’eredità dei due acronimi AGSM e AIM in un sistema narrativo e visivo coerente con i valori del Gruppo. Il reveal nelle città di Verona e Vicenza è accompagnato da una campagna teaser e di lancio con una presenza integrata su canali digitali, OOH e televisivi.
Immobiliare.it Insights e Pro6 annunciano un accordo per l’integrazione di dati e advanced analytics nei processi valutativi
È stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra Immobiliare.it Insights, proptech company specializzata in dati e advanced analytics del gruppo Immobiliare.it, e Pro6, consorzio di consulenti immobiliari sul territorio nazionale che offre servizi di due diligence, valutazioni, certificazioni e supporto per acquisti e vendite immobiliari. I dati e la tecnologia proprietaria di Immobiliare.it Insights permetteranno a Pro6 di arricchire ogni valutazione immobiliare con analisi come il calcolo del Property Value, l’esposizione di un immobile al rischio fisico, dati di performance energetica e comparabili certi per il processo di stima. Inoltre, Immobiliare.it Insights abiliterà la valutazione immobiliare di Pro6 verso la compliance con le principali evoluzioni normative sul credito, quali l’entrata in pieno vigore delle Linee Guida EBA (giugno 2024) e il nuovo regolamento bancario sui requisiti di capitale CRR 3 (gennaio 2025). Pro6 beneficerà poi di tutte le metriche necessarie per identificare immobili green secondo la Tassonomia EU direttamente in perizia, grazie agli strumenti e ai dati iper-granulari di Immobiliare.it Insights sul rischio fisico e sulla performance energetica. Luca Delle Femine, Head of Strategy di Immobiliare.it Insights, dichiara: «Le recenti evoluzioni normative hanno spinto il comparto dei financial services a una necessaria evoluzione tecnologica e adeguamento ai nuovi requisiti del Regulator. Siamo orgogliosi di affiancare Pro6 e fortemente impegnati nei confronti di tutti gli operatori e realtà aziendali del territorio italiano, in ottica di garantire il sostegno necessario, grazie alle nostre serie storiche ultradecennali e basi dati granulari, evitando quindi lo scenario in cui i professionisti di settore si trovino ad affrontare investimenti troppo onerosi rispetto alla propria market share, mettendo a disposizione i nostri data& analytics».
«La collaborazione appena siglata con Immobiliare.it Insights – aggiunge Marco Zetta, Presidente del CdA di Pro6 – permetterà a Pro6 di garantire il posizionamento raggiunto sul mercato delle valutazioni immobiliari e proiettarci verso la crescita del business, grazie all’accelerazione che il partner ci metterà a disposizione per servire i nostri clienti in termini di efficienza ed efficacia delle valutazioni immobiliari, oggi compliant, innovative e sostenute dalla robustezza dei dati del nostro partner, con lunghe serie storiche e strumenti avanzati di analisi».
Trasporti, Muoversi Ncc: bene l’avvio dell’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico non di linea
“Condividiamo e sosteniamo la decisione del Presidente Salvatore Deidda di avviare, presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, un’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico non di linea che serva da base alla discussione della legge di riforma di un settore strategico per la mobilità del Paese”. Lo dichiara Andrea Romano, presidente di MuoverSì Federazione NCC, che riunisce le principali associazioni del noleggio con conducente. “Abbiamo sempre sostenuto che fosse dovere del Parlamento avviare il percorso necessario a riformare la legge del 1992, ormai del tutto inadeguata a rispondere alle esigenze dei cittadini, delle imprese e degli operatori del settore, iniziando dalla definizione del quadro reale della situazione esistente nel nostro paese”, continua Romano. “Solo una precisa conoscenza della realtà del trasporto pubblico non di linea, come quella che gli operatori del settore vivono ogni giorno, permetterà al Parlamento di ridimensionare le ricostruzioni ideologiche e del tutto fuorvianti che circolano da anni e di dare all’Italia quella legge di stampo europeo che il nostro paese attende da oltre trent’anni per rafforzare i diritti dei cittadini e di chi lavora nel settore. Le associazioni riunite in MuoverSì NCC (Anitrav, Sistema Trasporti, Comitato Air, Asincc), sono a piena disposizione della Commissione Trasporti per condividere dati, analisi ed esperienze maturate in anni di lavoro sul campo”, conclude Romano.