GLI EMENDAMENTI ALLA LEGGE DELEGA EDILIZIA

Forza Italia facilita la demoricostruzione, il Pd differenzia l’iter edilizio in base al carico urbanistico

Prima analisi degli emendamenti presentati ieri dai gruppi. Forza Italia vuole eliminare l’obbligo per la legge di adeguarsi alla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori e limitare a 36 mesi il potere di annullamento da parte della Pa di atti autorizzatori all’attività edilizia. I Dem vogliono evitare che la semplificazione degli atti edilizia si trasformi in una derogalementazione degli interventi diretti e dei permessi di costruziore in deroga nei territori urbanizzati. Sulle mutazioni di destinazione d’uso decidono i Comuni.

19 Mag 2026 di Giorgio Santilli

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Forza Italia facilita la demoricostruzione, il Pd differenzia l’iter edilizio in base al carico urbanistico

Erica Mazzetti (Forza Italia) a sinistra e Chiara Braga (Pd)

Siamo solo alle prime battute della discussione che dovrebbe portare, entro la fine del mese di maggio o al più tardi la prima settimana di giugno, la legge delega di riforma del testo unico dell’edilizia nell’Aula della Camera. Alle prime battute perché ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti dei gruppi parlamentari e dalle proposte presentate si delinea qualche primo orientamento concreto sulla marcia che la discussione del Ddl potrebbe prendere.

Forza Italia: niente adeguamento alla giurisprudenza della Consulta

Forza Italia vuole eliminare dal primo articolo l’obbligo per la legge di adeguarsi alle pronunce della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, che era stato fortemente criticato da più parti nel centrodestra al grido “sono le giurisdizioni ad adeguarsi alla legge, non viceversa”, prova a definire meglio la demolizione e ricostruzione e i titoli che dovrebbero autorizzarla, taglia la testa al toro sulla diatriba forse più rilevante sul provvedimento, quella della distinzione fra regole edilizie e regole urbanistiche (ed eventuali sovrapposizioni e supremazia delle une sulle altre) proponendo di cancellare entrambe le parole “edilizia ed urbanistica” là dove si cercano di individuare i caratteri e le attività per la “trasformazione del territorio”.

Forza Italia propone anche che il potere di annullamento d’ufficio da parte della Pa di titoli abilitativi edilizi, di autorizzazioni paesaggistiche o di altri atti di assenso comunque denominati necessari per l’attività edilizia non possa essere esercitato oltre il termine perentorio di 36 mesi dalla data del loro rilascio o dalla formazione del silenzio-assenso.

Pd: differenziare gli iter edilizi in base all’impatto funzionale e al carico urbanistico dell’intervento sul tessuto urbanizzato

Il Pd interviene invece con tre emendamenti all’articolo 4 (primi firmatari Marco Simiani e la capogruppo alla Camera Chiara Braga) che hanno soprattutto l’obiettivo di evitare che la semplificazione degli iter edilizi si trasformi nelle aree urbanizzate in una deregolamentazione degli interventi diretti e dei permessi di costruire in deroga. Da qui la proposta di vincolare i futuri decreti legislativi a differenziare gli interventi in ragione del loro effettivo impatto funzionale e del carico urbanistico che si viene a generare. Ulteriore obiettivo è garantire che gli interventi ad alto impatto sul tessuto urbano, economico e sociale circostante siano sempre accompagnati da una valutazione preventiva da parte del Comune, per evitare che ingenti trasformazioni urbane (come nuovi poli logistici o commerciali) sovraccarichino le infrastrutture locali a danno dei cittadini e delle attività economiche preesistenti.

Sta a cuore ai Dem anche il richiamo ad “adeguate forme di partecipazione” che dovrebbe garantire la trasparenza delle dinamiche di sviluppo urbano, consentendo alla collettività e alle parti economiche e sociali di esprimersi su interventi destinati a incidere profondamente sulla vivibilità del tessuto urbano di riferimento. Il Pd è convinto che per questa via sarà possibile assicurare “un reale contemperamento tra l’iniziativa economica privata e la tutela degli interessi collettivi nel processo di crescita armonica e ordinata delle città”.

Attenzione del Pd anche ai criteri di delega sulle mutazioni di destinazione d’uso, che, dicono le proposte Dem, spetta ai Comuni di bilanciare ponendo, se necessario, condizioni specifiche alla deroga urbanistica. “La disciplina degli usi – spiega la relazione all’emendamento – rappresenta, infatti, una leva fondamentale per un efficace governo del territorio, consentendo ai decisori pubblici di governare le dinamiche locali, assicurando che le trasformazioni avvengano in aderenza alle peculiarità economiche, sociali e ambientali delle diverse parti di territorio”.  Una curiosità è invece la proposta che i futuri decreti legislativi prevedano una disciplina specifica per le unità immobiliari poste al primo piano fuori terra: “l’assenza di un argine normativo rischierebbe, infatti, di incentivare la trasformazione irreversibile dei locali commerciali, acuendo preoccupanti fenomeni di desertificazione commerciale e di progressiva riduzione della rete di prossimità, con gravi ricadute sull’ambiente urbano e le comunità di riferimento”.

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