LE GRADUATORIE DELL'INTERNO SUL DISSESTO
Fondo progettazione, soldi a valanga ai microcomuni: 98 milioni a 136 enti per 367 progetti, 7.507 a secco
Civitella Messer Raimondo (729 abitanti) incassa 2,73 milioni per tre progetti, Pietraferrazzana 2,6 milioni (127 ab.), Montelapiano (67 ab.) 2,4 milioni: tutti in provincia di Chieti. La media è di 266mila euro. Sono importi per i soli progetti e vanno moltiplicati per 9 o 10 per avere il costo dei lavori. Interventi da 25 milioni per comuni di piccolissima entità: qualcosa non funziona.

L'ARIA CHE TIRA
Civitella Messer Raimondo (729 abitanti) incassa 2,73 milioni per tre progetti, Pietraferrazzana 2,6 milioni (127 ab.), Montelapiano (67 ab.) 2,4: tutti in provincia di Chieti. Sono i comuni vincitori, per entità del finanziamento complessivo, della graduatoria pubblicata l’11 agosto scorso dal Ministero dell’Interno per distribuire i 98 milioni disponibili del Fondo per la progettazione degli enti locali. In tutto sono stati premiati 136 enti, fra comuni e unioni di comuni, per 367 progetti su 7.874 presentati. Era possibile presentare un massimo di tre progetti per ente. Il finanziamento medio assegnato per progetto è di 266mila euro.
I fondi assegnati vanno a finanziare le sole progettazioni: per avere l’importo delle opere che potranno essere realizzate sulla base dei progetti finanziati (ammesso che i comuni trovino poi i finanziamenti) bisogna moltiplicare per 9 o per 10 questi importi, considerando che la progettazione “pesa” per circa il 10% su un intervento di questo tipo e i lavori per il 90% circa. Questa considerazione rende ancora più sconcertante il finanziamento concesso ad alcuni microcomuni – come quelli citati, ma ce ne sono almeno una ciquantina di quelle stesse dimensioni minime – per interventi che nei casi citati potranno arrivare, in termini di lavori, a 20-25 milioni di euro. Cifre che enti di questo tipo non saranno mai in grado di gestire forse neanche in venti o trenta anni.
Il ministero dell’Interno ha ovviamente rispettato i criteri di assegnazione fissati dalla legge. Ma evidentemente c’è qualcosa che non funziona in queste regole di ripartizione delle risorse di questo Fondo progettazione enti locali che nel merito dell’intervento proposto impongono la verifica che i progetti appartengano alle tipologie ammesse (messa in sicurezza del territorio; messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti; messa in sicurezza ed efficientamento energetico di scuole e altri edifici pubblici), ma poi detta criteri di preferenza legati per l’ente proponente esclusivamente a dati di bilancio e contabili, premiando chi può vantare avanzi e fondo cassa più elevati in percentuale sul bilancio. Nessun premio alla qualità, nessuna valutazione sulla priorità dell’intervento proposto, nessun tetto al finanziamento in proporzione al numero di abitanti o alla dimensione territoriale del comune, nessun meccanismo per frenare la concentrazione e favorire una maggiore diffusione. Unico vincolo, il 40% delle risorse deve essere destinato al Mezzogiorno.