LEGGE DI BILANCIO E DL PROROGHE
Non solo strade, tagli per 10,7 mld alle infrastrutture (1,8 nel 2025-27)
La denuncia dell’Ance risale alla presentazione dell’Osservatorio congiunturale del 28 gennaio, ma finora nessuno aveva sollevato la questione nel mondo della politica. Sui tagli alle province per le manutenzioni stradali, Meloni rassicura l’Upi e gli stakeholder che i fondi saranno reintegrati. Il presidente dell’Unione delle province, Pasquale Gandolfi: risolvano subito l’emergenza, mettano le risorse nel decreto infrastrutture appena arrivato in Parlamento
Le solite polemiche all’italiana: c’è qualcuno che improvvisamente si alza (il presidente dell’Upi Gandolfi), denuncia un fatto (il taglio di 1,7 miliardi di fondi per le manutenzioni stradali dal 2025 al 2036) che diviene un caso politico e tutti si scatenano: c’è chi smentisce solo il pezzetto della questione che più gli dà noi (il ministro Salvini dice che le risorse tagliate non vanno al Ponte sullo Stretto), chi cavalca (le opposizioni), chi rassicura (Meloni fa filtrare che i fondi saranno ripristinati), chi cerca di godersi il momento di popolarità (ancora il presidente Gandolfi prova a dettare le condizioni: allora si ripristinino subito nel decreto legge Infrastrutture appena arrivato in Parlamento).
E così si costruisce la tempesta nel bicchier d’acqua. Peccato che i tagli c’erano dall’inizio dell’anno e sono molto più gravi di quanto si stia dicendo. Li aveva denunciati l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori, nell’Osservtaorio congiunturale presentato il 28 gennaio. In quel documento, infatti, erano individuati “10.7 miliardi di tagli agli investimenti locali che mettono a rischio la sicurezza e la manutenzione del territorio”. Il taglio era stato messo a segno fra legge di bilancio e decreto legge di proroga termini e riguardava il periodo 2025-2036 mentre, limitatamente al triennio 2025-2027, risultava comunque una riduzione di risorseper 1,8 miliardi. I tagli alle strade sono parte di questo più complessivo intervento sul bilancio.
“Si tratta – scriveva l’Ufficio studi di Ance – di 14 programmi di spesa, in settori strategici, che richiedono una programmazione pluriennale, come la messa in sicurezza di edifici e territori, la viabilità, la rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico, la progettazione e lo sviluppo infrastrutturale. Circa un quarto delle risorse tagliate è gestito dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti, il resto dal Ministero dell’Interno”.
