"PROGETTO PARTECIPATO E INTEGRATO"
Empoli, il nuovo stadio attende la conferenza dei servizi decisoria. Scettici i comitati: “Troppo impatto sul quartiere”
IN SINTESI
Il nuovo stadio di Empoli avanza verso la conferenza dei servizi decisoria. Attesa per dicembre. Le ultime sull’impianto sono arrivate direttamente dalla società biancoblu in una conferenza stampa di dieci giorni fa. Il progetto, presentato a luglio 2024, fa parte di una operazione di partenariato pubblico-privato nella forma del project financing e prevede una durata di lavori di trentasei mesi. L’obiettivo del club è di partire subito dopo la prossima estate, così da candidarsi per gli Europei 2032. Una corsa alla quale si stanno iscrivendo parecchi Comuni e società alle prese con la non più rinviabile riqualificazione della propria casa sportiva. L’investimento previsto è di 55-60 milioni, 15 milioni dal Credito sportivo, per un ammodernamento che porterà il Carlo Castellani – Computer Gross Arena ad avere 18mila posti, un’area commerciale, nuovi parcheggi e i servizi di ristorazione. Eppure, dai comitati attivi sul territorio sono emersi diversi punti di scetticismo sul progetto.
Lo stato del progetto
“In questi mesi – ha spiegato alla stampa la vicepresidente dell’Empoli Rebecca Corsi – abbiamo lavorato con determinazione, spesso lontano dai riflettori, per costruire un progetto non solo ambizioso ma indispensabile. Un progetto che vuole far crescere il nostro Club e insieme la nostra città. Il percorso partecipativo è stato portato avanti con ascolto e disponibilità, consapevoli che questo intervento debba rispondere davvero alle esigenze del territorio. Allo stesso modo, abbiamo recepito le indicazioni della conferenza dei servizi preliminare e di tutti i soggetti coinvolti. E ci prepariamo alla conferenza decisoria con un lavoro solido, approfondito e costruito con grande serietà insieme ai nostri tecnici. Lo stadio non è soltanto un luogo in cui si gioca: è un simbolo, un patrimonio, un punto di riferimento per tutta Empoli. E l’Empoli vuole riqualificarlo. Lo vuole con convinzione. Vuole consegnare alla città un impianto moderno, sostenibile e proiettato al futuro”.
Tra gli altri obiettivi del club, spiegano fonti a Diario Diac sottolineando la grande disponibilità dell’amministrazione comunale, c’è quello di mettere su un impianto energeticamente autosufficiente e a emissioni zero. Quanto all’esterno, si punta a migliorare – proprio in base alle osservazioni raccolte – la viabilità e il sistema idrico, nonché a ridurre al minimo l’impatto dei cantieri sul quartiere. Come per altri stadi in via di risorgimento, si punterà a far vivere l’impianto ogni giorno della settimana, anche grazie alla presenza di uffici, palestre e altri spazi di associazioni già presenti nella pancia del Castellani, nuovi esercizi commerciali, studi medici.
“Adesso ci sono due step: la verifica di assoggettabilità a Via la dovrà fare l’Unione dei Comuni, che è pronta, la verifica di assoggettabilità a Vas la dovrà fare la Città Metropolitana”, ha puntualizzato in conferenza stampa il primo cittadino di Empoli Alessio Mantellassi. “Il soggetto proponente dovrà presentare una documentazione di dettaglio per queste due verifiche. Una volta avuto il via libera per queste due verifiche, con 60-90 giorni circa, potremo procedere con la convocazione della Conferenza dei Servizi decisoria dove si entrerà nel dettaglio puntuale del progetto. Dopo questa Conferenza dei Servizi ci sarà la gara, dopodiché andremo nella fase dell’apertura dei cantieri”.
Il Sindaco a Diac: “Progetto partecipato e integrato con la città”
“La presentazione giunta a luglio 2024 ha dato via, su input dell’amministrazione, a un lungo percorso partecipativo intitolato StadioInsieme 2024”, ricorda il Sindaco Mantellassi in una dichiarazione scritta a questo giornale. “Molti aspetti di riqualificazione interna dello stadio portano un valore aggiunto alla città in termini economici e sociali, ma l’amministrazione ha voluto proporre dei cambiamenti a gennaio 2025 con una deliberazione di indirizzo politico amministrativo approvata dalla giunta comunale. Questo era necessario per portare delle modifiche che rendessero il progetto più integrato con la città, rispondendo a molte istanze sollevate dai cittadini”, accettate in toto dall’Empoli Fc.
Tra le opere pubbliche da tempo attese per il quartiere di Serravalle ci sono: una rotatoria davanti le scuole Vanghetti, una rotatoria in via Serravalle per San Martino con via delle Olimpiadi, il riammodernamento del PalAramini, il rifacimento del ponte sull’Orme e la pavimentazione del parcheggio di Serravalle da 817 posti.
“Infine, la previsione dell’albergo nell’area del campo Sussidiario è stata superata, prospettando invece uno spazio pubblico che potrà essere utilizzato per allocare una parte dei banchi del mercato, riuscendo così, anche tramite la nuova viabilità, a non ‘bloccare’ il giorno del mercato settimanale l’intero quartiere. Sono state date tre aree come contributo in-kind come previsto dalla legge Stadi. Il percorso dunque è stato improntato secondo i principi del fare, del fare bene e del fare insieme che ho sostenuto sin dalla proposta del progetto”.
Il comitato del sì
Attivi sul territorio, riguardo il dossier stadio ma non solo, ci sono quattro comitati civici. Il solo ad essere completamente schierato a favore del nuovo impianto è “Stadio sì”, che proprio venerdì scorso ha espresso soddisfazione sui canali social per lo stato delle cose: “Finalmente vediamo la fine di questo percorso burocratico (…). Sottolineiamo con soddisfazione che mai eravamo arrivati ad un punto così avanzato per il rifacimento del Carlo Castellani. Tra poco inizieranno i lavori per il nuovo Stadio dell’Empoli, uno dei primi impianti in Italia ad entrare nella fase conclusiva grazie alla Legge Stadi, che anche ad Arezzo sta permettendo di intraprendere la costruzione del nuovo stadio comunale. Per questo accogliamo con favore la notizia di un possibile contributo economico da parte del Governo per un impianto moderno, accessibile e che si relaziona perfettamente con la città. Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle normative vigenti e delle verifiche ambientali che adesso aspettiamo. Questa è sempre stata la nostra posizione favorevole (…). Non possiamo più aspettare e ci faremo sempre di più sentire (…) Stadio sì”.
Già in estate, il comitato aveva dato l’ok oltre che all’ottenimento della pubblica utilità anche a “tutta una serie di opere pubbliche integrate nel progetto, come la sistemazione del parcheggio di Serravalle, l’ammodernamento del PalAramini e le nuove rotatorie.
Il comitato più scettico: Stadio sì ma non così
Chiara anche la posizione del Comitato “Stadio sì ma non così”, favorevole al ritocco ma non in questa forma considerata così invasiva. “Empoli ha 48mila abitanti, gli abbonati sono 6-7mila”, spiegano dal comitato a Diac. “Il pericolo è di una ristrutturazione impattante sul resto del quartiere, dove i palazzi hanno un’altezza di dieci metri e la nuova struttura del Castellani sarebbe la più alta della città”. Stesso scetticismo viene espresso sui nuovi servizi che arricchirebbero lo stadio – “in città ci sono già tre supermercati – o sul rischio di consumo di suolo in una zona vicina ai pozzi cittadini, all’Arno e al torrente Orme. “Ci hanno tranquillizzato che le nostre istanze verranno valutate”.
A ottobre, intanto, il Comune ha svolto un incontro con i residenti del quartiere rassicurando, tra le varie cose, sulle nuove aree giochi con nuovi arredi per il parco di Serravalle, sul rifacimento sia dell’illuminazione che della pista ciclabile, sul restyling del bocciodromo e sull’adeguamento dell’intera viabilità. Ed è stato poi ricordato che: gli esercizi di vicinato sono stati ridotti da 23 con oltre 6.000 mq di superficie complessiva a soli 8 con 2.900 mq; che – come confermatoci dal Sindaco – l’area del Sussidiario non ospiterà alcun albergo ma resterà spazio aperto, così come resteranno l’area a verde dietro il PalAramini, con un campo per street basket, e le realtà sportive presenti attualmente sotto alla Maratona.
Ma dal comitato “Stadio sì ma non così” emerge scetticismo sull’operazione generale, sui costi (“dieci milioni spesi dal 2021 ad oggi”) e sulla necessità di rivitalizzare un quartiere (Serravalle – Ponte a Elsa) “già pieno di eventi e ricco di verde grazie al parco urbano” e vivo anche per la presenza del mercato cittadino del giovedì. “Gli ambulanti sono rimasti sorpresi dal progetto dello stadio, alcuni sono espressamente preoccupati”. Inoltre, “le attività commerciali della zona hanno già sofferto la presenza dei centri commerciali fuori città. E i parcheggi già ci sono”.
Il Comitato Serravalle critico sull’impatto allo skyline
Dal Comitato Serravalle, l’architetto Antonio Cinquini spiega al nostro giornale l’ok del Comune e del club ad alcuni punti sollevati riguardanti ad esempio la viabilità e i flussi nel quartiere, così come lo spazio del Sussidiario. Resta la preoccupazione per l’altezza dell’impianto e dell’impatto sul quartiere, così come sull’effettiva ecosostenibilità dell’operazione: “Noi non vogliamo greenwashing”. In generale, però, la prospettiva è meno pessimistica: “Seguendo bene il progetto e rispettando la pubblica utilità si possono fare giuste integrazioni”, aggiunge Cinquini.
Il Comitato Trasparenza per Empoli critica il centro sportivo a Monteboro
Infine, il Comitato Trasparenza per Empoli racconta a Diario Diac i dubbi sul restyling del centro sportivo a Monteboro. “La società immobiliare che lo guida chi è? Si fanno gli interessi dell’Empoli o di altri soggetti?”, dice il referente Marco Cardone, rimarcando la questione del consumo di suolo. “Siamo in attesa del Piano strutturale ma è difficile che si facciano passi indietro rispetto all’ok alla variante urbanistica”. Le prossime settimane si preannunciano decisive e decisorie. Anche Empoli vuole correre per la partita di Euro32 e per rigenerarsi anche attraverso il proprio stadio l’ascolto del territorio è fondamentale.