GLI EMENDAMENTI SEGNALATI AL DL PIANO CASA

La maggioranza vuole allargare il terzo pilastro a interventi medi, Pd-M5s-Avs abolire il commissario e vincolare gli intoriti da vendite di alloggi ERP

05 Giu 2026

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La maggioranza vuole allargare il terzo pilastro a interventi medi, Pd-M5s-Avs abolire il commissario e vincolare gli intoriti da vendite di alloggi ERP

C+S Architects, Torri residenziali R11 a Cascina Merlata, Milano.  Foto Alessandra Bello

Dal fascicolo degli emendamenti “segnalati” dai gruppi parlamentari come prioritari vengono fuori le prime indicazioni sulla strada che prenderà il dibattito sul Piano casa alla commissione Ambiente della Camera. L’aspetto più interessante è la detrminazione con cui si vuole intervenire sugli articoli 9 e 10, con una maggioranza schierata per allargare il terzo pilastro a interventi di dimensione medio-piccola, cancellando (o se vogliamo aggirando) la riserva oggi garantita dal primo comma dell’articolo 10 agli investimenti che abbiamo almeno un miliardo di euro di componente estera diretta. Solo a questi maxinterventi sono riservate infatti una serie di agevolazioni procedurali, la cosiddetta fast track.

Dall’altra parte, le opposizioni del Campo largo, Pd-M5S-Avs, oltre a presentare ciascuna la propria chiave di riscrittura del Piano casa, generalmente potenziando il primo pilastro dell’ERP e – in misura diversa – dell’ERS, si coalizzano per dare battaglia su alcuni punti chiave fortemente caratterizzati sul piano politico: rifinanziamento dei fondi per gli affitti e per la morosità incolpevole, il vincolo di destinazione al recupero degli alloggi ERP degli introiti derivanti dalla vendita del patrimonio ERP, la cancellazione del commissario previsto dall’articolo 3.

Massimo Milani (FdI)

La parte più interessante della partita sarà, però, proprio quella che giocherà la maggioranza sull’allargamento del terzo pilastro a una platea più ampia di operatori. Spiega Massimo Milani, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Ambiente della Camera: “Sicuramente è una grande sfida quella di attrarre capitali privati in operazioni di edilizia sociale, ma chiuderla con soltanto una o due grandi operazioni mi sembra riduttivo, anche se capisco l’ansia di raggiungere il risultato rapidamente. Credo invece che il sistema produttivo nazionale possa contribuire di più e consentire questo può essere la vera novità che arriva dal voto degli emendamenti. Noi spingiamo forte in questa direzione. Magari senza arrivare a dare caratteristiche di straordinarietà, per esempio con il commissario, a operazioni di piccola taglia, da cento milioni”.

L’esame in commissione Ambiente riprenderà martedì prossimo e si cominceranno a delineare le strategie dei diversi gruppi. Nei prossimi giorni DIAC continuerà il lavoro di esame delle proposte di modifiche presentate dai vari gruppi.

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