I NUMERI DEL PNRR
Edilizia scolastica, solo una demo-ricostruzione su tre ce la fa. Su 5.700 cantieri avanti palestre e asili
Dal Piano di ripresa e resilienza erano stati dedicati dieci miliardi che si affiancavano al piano Scuola 4.0 per rafforzare l’innovazione modernizzando le attrezzature e gli spazi. Secondo il monitoraggio Ance, i risultati positivi si spiegano con la centralità giocata da Comuni e Province. Per i primi, la spesa per investimenti è cresciuta del 15% nel 2025.
E’ giunta l’ora dei bilanci anche per il Pnrr scolastico. Un pacchetto da dieci miliardi per interventi articolati, dalle nuove scuole agli asili passando per mense e palestre, la sicurezza degli edifici esistenti. Opere che affiancano il piano Scuola 4.0 per modernizzare gli spazi con nuove attrezzature tecnologiche. Il patrimonio di partenza è il seguente: 40mila edifici attivi per 7 milioni di studenti. Di queste strutture, la metà risale a prima del 1974 e il 47% non possiede un certificato di agibilità. Inoltre, il 43% è situato in zone sismiche, dove meno del 15% è stato progettato o adeguato secondo norme antisismiche. Ancora: appena il 45% degli edifici scolastici ha un collaudo statico e il 54,8% non ha beneficiato di verifiche di vulnerabilità sismica. Infine, va specificato che c’è anche un problema di squilibrio geografico degli edifici, poiché molti si trovano in zone dove non c’è domanda di istruzione primaria.
E allora, cosa è stato fatto con il Pnrr per intervenire su un contesto così complicato? Secondo l’osservatorio Ance, i cantieri scolastici del Piano ammontano a circa 5.700 e il 74% sono o conclusi o in fase avanzata (>50%). Merito di Comuni e Province, la cui spesa per investimenti cresce da nove anni e nel 2025 è aumentata del 15%. Ma non tutto è rosa e fiori, anzi. Perché guardando nel dettaglio le linee d’intervento si nota come solo il 33% dei lavori per i nuovi edifici demolendo quelli esistenti è in fase avanzata o compiuta. Lavori ben più brevi come le infrastrutture per lo sport a scuola, gli asili, la messa in sicurezza e gli interventi per estendere il tempo pieno (es. le mense) vantano percentuali di avanzamento e conclusione tra il 60 e il 75%. Come tanti altri capitoli, va ricordato, anche quello scolastico del Piano di ripresa e resilienza ha conosciuto diverse revisioni. L’ultima, quella di novembre, ha previsto 166 nuove scuole anziché 195 e senza metratura minima da raggiungere. Mentre, sugli asili, se la revisione del dicembre 2023 aveva ridotto il target a 150.480 nuovi posti e prolungato la scadenza al secondo trimestre 2026, il nuovo Pnrr di novembre scorso ha confermato il target totale dei nuovi posti in cui includerne fino a 35mila da demolizioni e ricostruzioni.
Tempo di bilanci, dicevamo. Adesso siamo al famoso “ultimo miglio” e il pensiero di tutti è agli investimenti che serviranno dal 2027 in avanti. Secondo Piero Petrucco, vicepresidente Ance, lo strumento del partenariato pubblico-privato nell’edilizia scolastica risulta ancora poco esplorato ma che ha grandi potenzialità. Ma per sfruttarlo appieno occorre accelerare il processo di riqualificazione della pubblica amministrazione e delle imprese”.