La giornata

Draghi sferza la Ue: l’inazione minaccia la sua sovranità, via i tabù

  • Inchiesta Milano, il Tribunale del Riesame smonta le accuse dei Pm: “nessuna prova del patto corruttivo
  • Fmi: l’Italia in ritardo sull’innovazione, fatica a mantenere dinamismo imprenditoriale
  • Inflazione, Istat: ad agosto in calo a +1,6%, accelera il carrello della spesa +3,4%
  • Terna e Nexans avviano la posa del primo tratto del ramo ovest del Thyrrenian Link a Fiumetorto

16 Set 2025

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L’ex premier ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, torna a scuotere l’Europa. Il nuovo monito è arrivato ieri da Bruxelles, a un anno dalla presentazione del rapporto sulla competitività.  ‘Il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando e non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno. Ci è stato dolorosamente ricordato che l’inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma anche la nostra stessa sovranità”, ha detto Draghi nel corso della conferenza con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.  Draghi ha denunciato”la lentezza” di un’Europa che in dodici mesi ha raccolto soltanto una manciata delle 383 raccomandazioni contenute nel suo report – dall’energia fino alla difesa – rassegnandosi a guardare da lontano la corsa di Stati Uniti e Cina e alimentando la “crescente frustrazione” dei cittadini. “A un anno di distanza l’Europa è in una situazione più difficile. Il nostro modello di crescita si sta sgretolando, le vulnerabilità aumentano e non c’è un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno”. A parlare sono i numeri: un debito pubblico destinato a salire di dieci punti in dieci anni- fino a sfiorare il livello monstre del 93% del Pil -, fabbisogni d’investimento cresciuti da 800 a 1.200 miliardi l’anno, con 510 miliardi a carico delle finanze pubbliche. E’ troppo per un’Unione che resta prigioniera dell’inerzia dell’unanimità tra i Ventisette, nascondendosi dietro “scuse per la propria lentezza” e spacciandola talvolta persino “per rispetto dello Stato di diritto”. Piuttosto, bisogna accelerare: “spingere sulle riforme”, mobilitare “capitale privato”, “abbattere tabù di lunga data” e ottenere “risultati entro mesi, non anni”. Si potrebbe puntare sulla “cooperazione rafforzata tra Paesi volenterosi” nei settori cruciali come la difesa. Una via che, ha rilanciato, potrebbe aprire anche all’inedita ipotesi di debito comune tra alleanze di Stati – se a 27 non fosse possibile – per finanziare progetti d’interesse collettivo. Il terreno d’azione è vasto: energia, intelligenza artificiale, aiuti di Stato e fusioni. Poi arriva l’affondo su commercio e green deal. “Gli Stati Uniti hanno imposto i dazi più alti dai tempi dello Smooth-Hawley”, ha osservato Draghi, sottolineando come la dipendenza da Washington sulla difesa abbia costretto l’Europa a un’intesa alle condizioni dettate da Donald Trump. Intanto, la Cina amplia il suo avanzo commerciale e la dipendenza continentale dalle sue materie prime critiche, è stato l’affondo, “ha ridotto la capacità” dell’Europa non soltanto di impedire il dumping ma anche “di contrastare il suo sostegno alla Russia” nella guerra in Ucraina. Nemmeno la transizione verde è al riparo: nella visione dell’ex premier “alcuni obiettivi” disegnati nel Green deal varato nel 2019 poggiano ormai “su presupposti non più validi”. A partire dalla scadenza-simbolo, lo stop ai motori a benzina e diesel nel 2035.

“Sono assolutamente convinta che l’Europa possa unirsi attorno a questo programma. Ogni singolo Paese membro ha approvato la relazione Draghi. E così ha fatto il Parlamento europeo. Sappiamo tutti cosa bisogna fare. Il ‘business as usual’, l’ordinaria amministrazione, non funziona più. Questo è il mio messaggio finale oggi. I cittadini europei si aspettano che la nostra democrazia decida, agisca e dia risultati”, ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, aprendo la conferenza sul primo anno del report Draghi. “Abbiamo già dimostrato cosa è possibile quando abbiamo ambizione, unità e urgenza. E’ una nostra scelta”, ha aggiunto. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha risposto alle critiche sulla lentezza nella realizzazione della cosiddetta “agenda Draghi” per la competitività europea presentando l’elenco di quanto è stato fatto nei primi nove mesi di lavoro del secondo esecutivo Ue da lei guidato. Non si parte da zero, quindi. Patto per l’industria pulita, “gigafactory” per l’intelligenza artificiale, nuovo quadro per gli aiuti di Stato, piano per l’energia accessibile, unione del risparmio e degli investimenti, piani d’azione per auto, siderurgia e chimica, «la più grande ondata di investimenti nella difesa della nostra storia», le nuove proposte sul mercato unico, il fondo per le start-up/scale-up e quantum, sei pacchetti di semplificazione in arrivo: “Tutto questo dà il senso dell’urgenza che abbiamo promesso e continueremo a seguire senza sosta la rotta finché non avremo completato tutto». In ogni caso non si può parlare ancora, ha riconosciuto, di “missione compiuta”.

 

Inchiesta Milano, il Tribunale del Riesame smonta le accuse dei Pm: “nessuna prova del patto corruttivo

Non è stato dimostrato il presunto ‘patto corruttivo’ contestato ad Alessandro Scandurra, membro della commissione paesaggio a cui il Tribunale del RIESAME ha revocato gli arresti domiciliari disposti a luglio nell’indagine della Procura sull’urbanistica. ‘Non si comprende sulla scorta di quali evidenze il gip abbia ritenuto che incarichi di progettazione siano stati affidati a Scandurra in ragione della sua funzione pubblica e non dell’attività di libero professionista’, si legge nelle motivazioni. ‘Sarebbe sufficiente, per il gip, l’esistenza di un pagamento e lo svolgimento della funzione pubblica in presunto conflitto di interessi per poter ritenere sussistente un accordo corruttivo’ ma questa ‘semplificazione argomentativa è svilente’, osservano i giudici del RIESAME, che parlano di ‘quadro fattuale confuso’ nelle indagini dei pm

Fmi: l’Italia in ritardo sull’innovazione, fatica a mantenere dinamismo imprenditoriale

L’Italia non ha abbastanza leaders nel campo dell’innovazione, ovvero grandi aziende all’avanguardia a livello globale o giovani imprese con un elevato potenziale di crescita. Inoltre, fatica a mantenere il dinamismo imprenditoriale, con aziende che hanno difficolta’ ad espandersi o a generare nuove idee”. E’ quanto rileva in un focus sull’Italia il capo-missione per il paese Lone Christiansen del Fondo Monetario Internazionale. “La spiegazione di questo fenomeno risiede in una combinazione di fattori nazionali e comunitari – rileva Christiansen -. Molte piccole imprese stentano ad accedere ai finanziamenti di capitale di rischio per l’innovazione e vi e’ carenza di professionisti qualificati. Paradossalmente, alcuni incentivi fiscali per le piccole imprese ne frenano la crescita. Affrontare questi ostacoli e’ fondamentale per stimolare l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie”. Il principale limite a livello europeo – prosegue l’analisi – e’ rappresentato dalla mancanza di un mercato sufficientemente dimensionato a causa dell’integrazione incompleta all’interno dell’Ue. I mercati europei sono ancora frammentati in ragione delle differenze normative tra i vari paesi, il che impedisce una vera integrazione e una reale crescita. “Ecco perche’ e’ importante consolidare il mercato unico e l’unione dei mercati finanziari”, conclude il capo-missione per l’Italia.

Fmi: per L’Italia rischi da dazi, inflazione e prezzi dell’energia

“Le sfide e i rischi sono molteplici, molti dei quali provenienti dall’esterno. Uno di questi rischi è l’incertezza legata agli scambi commerciali e ai nuovi dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. Infatti, dati recenti già evidenziano un impatto a livello commerciale. Anche l’intensificarsi dei conflitti in diverse aree del mondo, con conseguente innalzamento dei prezzi delle materie prime, costituisce un rischio, poiché l’Italia dipende dall’importazione di energia. Inoltre, condizioni meteorologiche estreme potrebbero nuocere all’agricoltura e al turismo”. Lo ha dichiarato all’IMF Country Focus il capo missione per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale, Lone Christiansen. Il Fmi  incalza poi sulla necessità di aumentare al produttività dell’economia italiana. “Un pacchetto di riforme volto ad incrementare la partecipazione delle donne alla forza lavoro, ad aumentare il livello delle competenze e a rafforzare la produttivita’ potrebbe determinare un aumento della crescita media annua compreso tra 0,1 e 0,4 punti percentuali in un arco temporale compreso tra il 2025 e il 2050”, stimano gli esperti del Fondo. “Le autorita’ italiane stanno ottenendo buoni risultati in questo ambito – sottolinea Christiansen -. L’attuazione del Pnnr e’ a buon punto, con misure importanti quali la riforma della giustizia per ridurre l’arretrato giudiziario e le misure di contrasto all’evasione fiscale”. Inoltre “gli investimenti stanno valorizzando il sistema ferroviario e le infrastrutture scolastiche”.

Inflazione, Istat: ad agosto in calo a +1,6%, accelera il carrello della spesa +3,4%

Nel mese di agosto, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’1,6% su base annua (da +1,7% del mese precedente), confermando la stima preliminare. E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall’Istat. La decelerazione del tasso d’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +17,1% a +12,9%) e non regolamentati (da -5,2% a -6,3%) e, in misura minore, a quella dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,5% a +0,2%) e dei Beni alimentari lavorati (da +2,8% a +2,7%). In accelerazione, invece, i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +5,1% a +5,6%), quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,3% a +3,5%). Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera leggermente(da +2,0% a +2,1%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,2% a +2,3%). La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si attenua (da +0,8% a +0,6%), mentre quella dei servizi si amplia (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, aumenta portandosi a +2,1 punti percentuali (da +1,8 del mese precedente). I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione (da +3,2% a +3,4%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto mantengono lo stesso ritmo di crescita tendenziale (+2,3%). La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,1%) riflette l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,1%), degli Alimentari lavorati (+0,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%); scendono invece i prezzi degli Energetici non regolamentati (-2,1%) e regolamentati (-0,3%). L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +2,1% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ad agosto 2025 registra una variazione pari a -0,2% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +1,6% su base annua (in rallentamento da +1,7% del mese precedente); la stima preliminare era +1,7%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +1,4%

 

Terna e Nexans avviano la posa del primo tratto del ramo ovest del Thyrrenian Link a Fiumetorto

Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, e Nexans, leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi e servizi di collegamento via cavo, hanno avviato oggi a Fiumetorto, nel Comune di Termini Imerese (PA), la posa del primo tratto del ramo ovest del Tyrrhenian Link. Una volta completato, il collegamento tra Sicilia e Sardegna stabilirà un primato mondiale, raggiungendo circa 2.150 metri sotto il livello del mare e fissando nuovi standard per le infrastrutture di trasmissione elettrica. Per l’opera, che comprende anche la tratta est tra Sicilia e Campania, la cui fase di installazione del primo dei due cavi si è conclusa a maggio, Terna investirà complessivamente circa 3,7 miliardi di euro. “L’avvio della posa del ramo ovest tra Sicilia e Sardegna rappresenta un passo decisivo per il Tyrrhenian Link, perché segna un traguardo di rilevanza storica: per la prima volta, un cavo sottomarino in corrente continua ad alta tensione verrà installato fino a 2.150 metri di profondità, la più elevata mai raggiunta con un cavo di potenza. Quest’opera conferma la capacità di Terna di adottare soluzioni progettuali e operative in grado di affrontare e superare sfide tecniche e ingegneristiche senza precedenti”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. “Procediamo – in linea con il nostro Piano Industriale – nella realizzazione del Tyrrhenian Link, infrastruttura chiave per il sistema elettrico nazionale che beneficia di un finanziamento di 500 milioni di euro nell’ambito di REPowerEU. Abbiamo portato a termine lo scorso maggio il primo dei due cavi tra Sicilia e Campania e pianificato la conclusione della posa del primo cavo del ramo ovest all’inizio del prossimo anno. È compito di Terna fornire al Paese le infrastrutture necessarie al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica”.

“Il Tyrrhenian Link è un progetto straordinario non solo per le sue dimensioni e per la profondità record di installazione, essendo il primo del suo genere a essere realizzato, ma anche per l’impatto duraturo che avrà sul futuro energetico dell’Italia”, ha dichiarato Pascal Radue, vicepresidente esecutivo, PWR Transmission, Nexans. “Questo risultato è stato reso possibile dalle nostre capacità di installazione sottomarina di livello mondiale e da decenni di esperienza nella realizzazione di complessi progetti ad alta tensione in tutto il mondo”. Dal punto di vista tecnico, l’infrastruttura si compone di due linee elettriche sottomarine in corrente continua a 500 kV, per un totale di circa 970 km, con una capacità di trasporto pari a 1.000 MW per ciascun ramo. Nel dettaglio, la posa del primo collegamento della tratta ovest sarà realizzata da Nexans in due fasi: la prima, lunga 200 km, si concluderà a settembre 2025; la seconda, di circa 280 km, sarà avviata a dicembre 2025. Il collegamento tra Sicilia e Sardegna, autorizzato a settembre 2023 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si estenderà per circa 480 km tra l’approdo di Fiumetorto (PA) e quello di Terra Mala (CA). Le stazioni di conversione saranno realizzate a Selargius (CA), da dove partirà un cavo interrato lungo circa 30 km fino all’approdo costiero, e in contrada Caracoli, nel territorio di Termini Imerese (PA), collegata all’approdo marino tramite un tracciato interrato lungo circa 7 km. Accanto al valore strategico e tecnologico, il Tyrrhenian Link si distingue per l’attenzione alla sostenibilità ambientale. In entrambe le isole coinvolte dal progetto sono state avviate le attività di espianto e ripiantumazione degli ulivi presenti nelle aree destinate alla realizzazione delle future stazioni di conversione. Inoltre, per proteggere gli ecosistemi marini, Terna ha effettuato interventi di trapianto di Posidonia oceanica in Sardegna e di Cymodocea nodosa in Sicilia, selezionando i siti più adatti a favorire il radicamento delle piante. Grazie alla sua capacità di trasmissione, l’opera contribuirà significativamente al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. L’infrastruttura, fondamentale per la sicurezza della rete elettrica italiana ed europea, favorirà, grazie al rinforzo dell’interconnessione delle tre regioni coinvolte, l’incremento della capacità di scambio e contribuirà a migliorare l’adeguatezza e la flessibilità della rete elettrica di trasmissione nazionale.

Acea, Palermo: triplicati gli investimenti rispetto alla media storica

“Acea ha triplicato gli investimenti rispetto alla media storica”.  A riferirlo è stato l’amministratore delegato della societa, Fabrizio Palermo, parlando ieri a un convegno presso la sede dell’Universita’ Luiss Guido Carli. Il riferimento e’ “a tutti i settori” di attivita’ dell’azienda, ha spiegato “Siamo partiti con il progetto del Peschiera, il secondo progetto infrastrutturale del Paese dopo il Ponte sullo Stretto, opera da quasi 2 miliardi che e’ uno dei dieci progetti strategici del Paese”  Palermo ha precisato che quello che viene definito ‘raddoppio, “tecnicamente non lo e’, si tratta invece di una linea alternativa per garantire la sicurezza idrica alla Capitale, soprattutto e’ il primo progetto idrico di nuova generazione che integrera’, in modo nativo, al momento della costruzione tutte le nuove tecnologie, dalla sensoristica alla robotica”. E’ “un progetto iconico” molto complesso, la cui realizzazione richiederà “cinque sei anni”. Inoltre, Acea sta valutando di proporsi in altre regioni italiane per offrire i suoi servizi: “siamo entrati in nuove regioni al Nord e a Sud sull’acqua e stiamo valutando l’ingresso in ulteriori regioni con un impegno sia nell’idrico che della parte elettrica con tutti i servizi”. Acea ha portato i suoi servizi gia’ in Umbria, Toscana, Campania, Sicilia, Molise e di recente in Liguria. Palermo ricorda anche il lancio, da zero, della societa’ a.Quantum “che sta investendo molto nei progetti di robotica per il monitoraggio e manutenzione delle condotte”. Palermo ha parlato poi del progetto del termovalorizzatore della Capitale. “E’ partito, e’ stata una vera battaglia, e’ partito dopo 20 anni in Francia e’ nel centro di Parigi, qui qualche polemica c’e'”. Il termovalorizzatore di Roma “sara’ un impianto molto innovativo a livello europeo e soprattutto contribuira’ in modo significativo a risolvere l’annoso problema dei rifiuti su Roma”.

Eni e i partner del progetto OCTP firmano un accordo con il Governo del Ghana per rafforzare la produzione energetica e promuovere la sostenibilità

Eni, insieme ai partner del progetto Offshore Cape Three Points (OCTP), Vitol e la Ghana National Petroleum Corporation (GNPC), ha firmato un Memorandum d’Intenti con il Governo del Ghana, rappresentato dal Ministro dell’Energia e della Transizione Verde e dal Ministro delle Finanze, con l’obiettivo di aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas e promuovere nuove iniziative sostenibili. La firma si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica del Ghana, John Dramani Mahama. L’accordo prevede la valutazione di un piano di investimenti ampio e integrato, finalizzato a contribuire agli obiettivi nazionali per un accesso all’energia affidabile, accessibile e a basso impatto ambientale. Tra le principali iniziative proposte il possibile aumento della capacità produttiva del progetto OCTP, sfruttando le sinergie tra gli interventi offshore e onshore, con l’obiettivo di rispondere sempre più alla crescente domanda interna di energia del Paese. La collaborazione si concentrerà anche sulla valutazione di attività esplorative e sul possibile sviluppo del nuovo giacimento Eban-Akoma nel blocco Cape Three Points 4 che, a seguito della dichiarazione di commerciabilità annunciata a luglio 2025, è destinato a diventare una nuova e importante fonte di approvvigionamento, facendo leva sulle infrastrutture esistenti per massimizzare il valore e ridurre i tempi di immissione sul mercato. Eni e i partner del progetto OCTP hanno già investito oltre 10 milioni di dollari in programmi sociali che hanno beneficiato direttamente più di 10.000 persone nei settori dell’istruzione, dell’accesso all’acqua potabile, della salute e dell’igiene, e del sostegno al tessuto economico locale. Con l’avvio di una seconda fase, verranno introdotte nuove iniziative in questi ambiti e verranno potenziati i servizi dedicati allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese. Eni è presente in Ghana dal 2009 con attività offshore di esplorazione e produzione di idrocarburi, con una produzione equity di circa 34.000 barili di olio equivalente al giorno. L’azienda opera il progetto OCTP con una quota del 44,4%, in partnership con Vitol (35,6%) e la Ghana National Petroleum Corporation (20%). Dal 2018, il progetto OCTP ha prodotto oltre 107 milioni di barili di olio e 480 miliardi di piedi cubi standard (Bscf) di gas, contribuendo a soddisfare circa il 70% del fabbisogno nazionale di gas per la generazione di energia elettrica. Il portafoglio di progetti della joint venture include anche iniziative nei settori della formazione, diversificazione economica, accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, e accesso all’energia.

Mit: Diga di Vetto, al via iter per approvazione progetto

Si è tenuta ieri la prima riunione operativa per l’avvio dei lavori relativi alla diga di Vetto, un’infrastruttura attesa dalla comunità locale e fortemente sostenuta dal vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini. All’incontro, organizzato dal commissario Stefano Orlandini, hanno partecipato gli uffici tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Regione Emilia-Romagna, dei Consorzi di Bonifica e dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.​Durante l’incontro, i progettisti incaricati hanno esposto e analizzato il progetto loro consegnato lo scorso 30 agosto. ​L’obiettivo della riunione è stato avviare l’iter di valutazione e approvazione del progetto per procedere con la realizzazione di questa infrastruttura strategica per la gestione delle risorse idriche e la sicurezza del territorio.

Acciaierie Valbruna, incontro al Mimit sul futuro del sito di Bolzano

Primo incontro ieri al Mimit per analizzare gli sviluppi industriali dello stabilimento altoatesino di Acciaierie Valbruna, azienda attiva nella produzione di acciai speciali e superleghe per settori strategici civili e militari, con siti produttivi a Vicenza e Bolzano in cui operano oltre 1.700 dipendenti. Al tavolo, convocato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, hanno preso parte i rappresentanti dell’azienda, della Provincia autonoma di Bolzano, della Regione Veneto e delle organizzazioni sindacali. L’incontro segue la pubblicazione, da parte della Provincia autonoma di Bolzano, del bando di gara pubblica per l’assegnazione dell’area industriale di via Volta – di proprietà dell’ente territoriale – dove ha sede lo stabilimento dell’azienda, la cui concessione trentennale è in scadenza. Durante il confronto la Provincia, rappresentata dal vicepresidente Marco Galateo, ha annunciato la notifica preventiva del bando ai sensi della normativa sul golden power. Il ministro, dal canto suo, ha sottolineato che il Mimit seguirà con la massima attenzione la vicenda, stimolando, con gli organi di Governo coinvolti, un approfondimento tecnico sulla possibilità di esercitare i poteri speciali a tutela degli interessi nazionali.”Verificheremo, per quanto nelle nostre possibilità, che venga garantita la continuità produttiva del sito, affinché possa presidiare una filiera tecnologica strategica come quella siderurgica e, soprattutto, mantenere gli attuali livelli occupazionali”, ha dichiarato Urso.

Nel dettaglio, la vicenda ha origine nel 1995: dopo il disimpegno del gruppo Falck, la Provincia autonoma di Bolzano acquistò gli stabilimenti e li concesse in locazione trentennale a Valbruna (1995–2025), che nel frattempo ha investito oltre 450 milioni di euro. L’accordo prevedeva un’opzione di acquisto, ma non un obbligo di rimozione degli impianti né disposizioni per un eventuale subentro alla scadenza. Dal 2024 la Provincia ha avviato un dialogo con le parti coinvolte e il 12 settembre 2025 ha emanato il bando pubblico per l’assegnazione dell’area. A conclusione dell’incontro, le strutture tecniche del Mimit hanno assunto l’impegno a riconvocare le parti nel mese di ottobre.

 

Abitare Co. presenta MIA TOWER, un nuovo progetto di rigenerazione urbana della ex Manifattura Tabacchi di Milano

Abitare.Co presenterà il progetto di rigenerazione urbana Mia Tower durante il 33°Forum di Scenari Immobiliari in programma il 19 e 20 settembre a Rapallo. Il progetto architettonico, elaborato dallo studio Lombardini22, si inserisce in un’area strategica nel quadrante nord di Milano, tra Viale Fulvio Testi e Viale Suzzani, di fronte alla fermata MM Bicocca della linea 5. Un quartiere in forte trasformazione, che, abbandonata la sua identità industriale, sta diventando un nuovo polo residenziale, attrattivo per la vicinanza all’università, l’accessibilità dei servizi e le potenzialità di crescita. Tutta l’area della ex‑Manifattura Tabacchi è stata ed è oggetto di riqualificazione è inserita nel Programma Integrato d’Intervento (PII) del Comune di Milano. Il piano è stato realizzato tenendo conto di un mix di funzioni private (residenze, commercio) e di interesse generale (cultura, servizi, RSA, student housing), oltre a percorsi pedonali e la riqualificazione degli spazi aperti per una maggiore connessione con la città. Il complesso industriale della Manifattura Tabacchi nacque su questa area, appartenuta al demanio, nel 1930, in quella che era una volta l’estrema periferia nord di Milano. L’industria venne definitivamente chiusa nel 1999. Dopo qualche anno, venne avviato il recupero degli edifici esistenti, sapientemente rivisitati negli spazi interni con caratteristiche di elevato livello qualitativo, all’avanguardia per soluzioni progettuali e costruttive. Oggi su viale Fulvio Testi si trova l’edificio trasformato in spazio culturale, il MIC – Museo Interattivo del Cinema. In sintesi, il MIC non è solo un museo da visitare, ma un luogo di apprendimento attivo, dove la storia e la pratica del cinema vengono trasmesse in modo interattivo, pensato sia per i più giovani che per adulti e professionisti con la scuola. Qui ha sede la “Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti”, una delle scuole più antiche di Milano e una delle istituzioni audiovisive più note in Italia. Inoltre, è stata realizzata la nuova caserma dei Carabinieri; il recupero degli storici edifici industriali su viale Suzzani è stato completato già nel 2010. Nel 2022 è stato recuperato e riqualificato l’edificio centrale, trasformato nel nuovo CampusX Milano Bicocca. La formula è un ibrido completo, che offre short e long stay, con più di 400 camere, 600 posti letto e 2500 mq di spazi comuni. Su via Esperia si trovano le palazzine della nuova RSA con 120 posti letto e Centro Diurno Integrato di 20 posti (CDI), oltre a 28 Appartamenti Protetti (Senior Living). Infine, su via Santa Monica si trova l’altro cantiere, quello che vede il recupero dell’ex Deposito Generi di Monopolio, con la realizzazione di due centri commerciali LIDL e CONAD. Il sito oggetto della rigenerazione è molto ben collegato al resto della città e all’hinterland grazie alle rilevanti vie di comunicazione di Viale F. Testi e V.le Suzzani e soprattutto alla linea metropolitana MM5, fermata Bicocca. Dall’area sono facilmente raggiungibili la stazione Ferroviaria di Milano Greco Pirelli, l’ambito dell’Università degli Studi di Milano Bicocca ed il quartiere Bicocca con i relativi servizi.

Piano Ue A/V slitta al 16 ottobre

Il piano per la rete ferroviaria europea ad alta velocità slitta dal 7 al 16 ottobre. Lo si legge nell’ultima versione dell’agenda provvisoria dei prossimi Collegi dei commissari Ue. Lo stesso giorno spunta anche la presentazione della tabella di marcia per la prontezza della difesa europea. Confermata la presentazione della visione globale con obiettivi di diplomazia energetica e climatica globale in vista della Cop30 e il Patto per il Mediterraneo.

 

 

 

 

 

Maria Cristina Carlini

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