LA GIORNATA

Caos Dl Sicurezza, Meloni: nessun pasticcio. Arriva il correttivo

  • Consiglio dei Trasporti Ue:  conseguenze catastrofiche con la chiusura di Hormuz
  • Contratti, Ance: nuovo archivio del Cnel un presidio contro il dumping
  • Polizze CatNat, Freni: sono al 12% dopo l’obbligo, margine di crescita esponenziale

22 Apr 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Il decreto Sicurezza prosegue il suo iter alla Camera, dove il governo ha posto la fiducia, con l’obiettivo di arrivare al via libera definitivo entro venerdì. Parallelamente, l’esecutivo lavora a un provvedimento correttivo per recepire i rilievi emersi, senza però rinunciare alla norma sugli incentivi per i rimpatri volontari. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito la linea del governo dopo le tensioni registrate a Montecitorio sull’emendamento, poi sfumato: si procederà con un decreto ad hoc da approvare in Consiglio dei ministri, che incorporerà le osservazioni del Quirinale e degli avvocati. “Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma”, ha spiegato. Meloni ha ribadito la difesa dell’impianto complessivo del provvedimento e, in particolare, della misura sui rimpatri: “La norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni”. Entrando nel merito, ha aggiunto: “Non mi è chiara la ragione per cui noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato”.

Il correttivo allo studio dovrebbe ampliare la platea dei beneficiari del contributo, estendendolo non solo agli avvocati ma anche a mediatori e associazioni, e prevedendone l’erogazione anche nei casi in cui il rimpatrio volontario non vada a buon fine. Un intervento che comporterà un aumento delle coperture finanziarie e che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe inciso sulla scelta di non procedere con un emendamento immediato al decreto. La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, ha spiegato che l’emendamento è stato accantonato perché “sarebbe stato estremamente complesso arrivare a un accordo” con le opposizioni per il via libera finale al Senato, con il rischio di una terza lettura a ridosso della scadenza del 25 aprile e quindi di far decadere l’intero provvedimento. Dal Quirinale, intanto, non filtrano commenti ufficiali: la Presidenza della Repubblica valuterà il testo definitivo “leggendo le carte”, anche se in ambienti parlamentari si fa intendere che il Capo dello Stato avrebbe preferito la cancellazione della misura e potrebbe esaminare anche il decreto correttivo prima della sua approvazione. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: “Non mi stupisco più di nulla. A me interessano i risultati, quindi che sia a norma di legge la stretta contro i maranza, contro chi porta in giro dei coltelli, che vengano velocizzate le espulsioni, i rimpatri e ridotto il numero di quelli che entrano”.

Nomine, Terna: Di Foggia rinuncia alla buonuscita

La svolta arriva in serata: Terna rende noto che Giuseppina Di Foggia ha manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo per rinunciare all’indennità di fine rapporto. Un passo che dovrebbe contribuire a sciogliere il nodo sulle nomine e a disinnescare le tensioni politiche delle ultime ore. L’azienda precisa che ulteriori comunicazioni arriveranno al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel rispetto dei principi di corporate governance. La decisione arriva dopo una giornata segnata dal pressing del governo. In mattinata, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva indicato con nettezza la necessità di una scelta: “Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buona uscita di Terna. Mi pare abbastanza semplice la questione”, aveva dichiarato, lasciando intendere che, in assenza di un chiarimento, l’esecutivo avrebbe potuto valutare alternative. Il nodo riguardava la richiesta di una buonuscita da 7,3 milioni avanzata dall’Ad uscente di Terna, indicata per la presidenza di Eni. La disponibilità a rinunciare all’indennità appare quindi come un segnale distensivo che potrebbe sbloccare la partita. Resta sullo sfondo anche il dossier relativo alla presidenza della Consob. La premier ha spiegato di non essere al momento impegnata direttamente nel confronto sul nome di Federico Freni, mentre il vicepremier Matteo Salvini continua a indicarlo come il profilo più adatto.

 

 

Consiglio dei Trasporti Ue:  conseguenze catastrofiche con la chiusura di Hormuz

“L’unico modo per uscire da questa situazione è tramite la diplomazia. Se non si torna alla libertà del traffico marittimo le conseguenze saranno catastrofiche, non soltanto per l’Europa, ma per il mondo intero”. E’ l’allarme lanciato da Apostolos Tzitzikostas, Commissario Ueper i Trasporti, in conferenza stampa al termine della videoconferenza informale dei ministri Ue dei Trasporti, che si è svolta ieri per discutere dell’impatto dell’escalation della guerra del Golfo sui trasporti. Oggi “annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio per i carburanti, che verificherà i livelli e gli approvvigionamenti per i combustibili, a partire dal jet fuel. Lavoriamo anche per il jet fuel di tipo A prodotto negli Stati Uniti come alternativa, e se ci sono problemi di approvvigionamento le nostre scorte di emergenza dovranno essere utilizzate al meglio”. “Al di là dell’attuale crisi, dobbiamo anche essere pronti ad affrontare eventuali shock futuri. Valuteremo se sia necessario introdurre un obbligo di scorte minime per il carburante per aerei, che imponga agli Stati membri di mantenere riserve di emergenza minime”, ha spiegato precisando, comunque, di non prevedere “cancellazioni massicce di voli”.  “Se le compagnie hanno cancellato dei voli non è stato per la mancanza di jet fuel, ma per l’impennata dei prezzi del carburante. La cancellazione di alcuni voli non ha niente da vedere con l’evocazione della carenza di carburante”. “Gli sviluppi nella regione dello Stretto di Hormuz e nell’intera area del Golfo sono estremamente instabili. Stanno gia’ avendo ripercussioni sul settore dei trasporti europeo attraverso l’aumento dei prezzi del carburante, la crescente volatilita’ e la pressione sulle catene di approvvigionamento, mentre resta difficile prevedere l’impatto complessivo di questa crisi in continua evoluzione. E’ chiaro che le conseguenze potrebbero persistere”, ha detto il ministro dei trasporti di Cipro, Alexis Vafeades. Nel corso del suo intervento, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini , ha illustrato le misure adottate dal Governo per mitigare gli effetti del “caro-carburante” e sostenere il settore dei trasporti e della logistica. Da parte italiana è stata ribadita la necessità di dare maggiore flessibilità e spazio di manovra, anche fiscale, agli Stati Membri sospendendo il patto di stabilità. È stata l’occasione per evidenziare i limiti di molte delle politiche europee in materia e ribadire la necessità di rivedere rapidamente alcuni provvedimenti normativi adottati con il Green Deal: a partire dall’ETS per i settori marittimo ed aereo. Salvini ha anche segnalato l’annunciato sciopero degli autotrasportatori italiani, ribadendo che le “assurde regole europee ci impediscono di aiutare le imprese come vorremmo, non possiamo bloccare l’Italia per la lentezza e l’ottusità ideologica della Commissione Europea”. Per Salvini, senza questi passaggi “la seconda potenza industriale d’Europa, tra poche settimane sarà totalmente bloccata”.

Bce, De Guindos:  forte incertezza, mantenere la prudenza sui tassi

La Banca Centrale Europea deve mantenere prudenza nel definire i tassi di interesse alla luce dell’elevata incertezza legata alla guerra con l’Iran. E’ quanto ha detto il vicepresidente Luis de Guindos intervenendo a un evento a Madrid. “Credo che dobbiamo essere prudenti, mantenere la calma e analizzare i dati in un contesto di enorme incertezza’, ha sottolineato de Guindos. La Bce, che si riunira’ la prossima settimana, sta valutando l’impatto dell’aumento dei prezzi di petrolio e gas sull’inflazione, in particolare se questi rincari si stiano trasmettendo ad altri prezzi. Secondo de Guindos, l’andamento dei prezzi dell’energia si colloca attualmente tra lo scenario di base, che prevede un aumento temporaneo dell’inflazione, e uno scenario avverso con effetti piu’ persistenti. Il vicepresidente ha inoltre segnalato tre principali rischi per la stabilita’ finanziaria nell’area euro: valutazioni di mercato elevate, politiche fiscali espansive in alcuni Paesi e criticita’ nel credito privato. Lunedì  la presidente Christine Lagarde aveva lanciato un analogo messaggio di cautela spiegando che la Bce e’ pronta ad agire come necessario ma prima deve raccogliere ulteriori informazioni che possano aiutare a diradare l’attuale fase di incertezza. Appare dunque piu’ che probabile che il consiglio direttivo mantenga i tassi invariati nella riunione di giovedi’ prossimo a Francoforte.

 

Germania: indice Zew aprile a -17,2 da -0,5 a marzo, peggiora la fiducia degli investitori

Resta negativa la fiducia degli investitori tedeschi. Dopo il crollo delle aspettative economiche a marzo, il calo si e’ protratto infatti anche ad aprile. L’indice si attesta a -17,2 punti, ben 16,7 punti al di sotto del dato del mese precedente. Lo rende noto l’istituto economico Zew nel suo barometro mensile. Anche la valutazione della situazione economica attuale registra un peggioramento, con l’indicatore per la Germania che raggiunge i -73,7 punti, ovvero -10,8 punti al di sotto del dato del mese precedente.

 

Contratti, Ance: nuovo archivio del Cnel un presidio contro il dumping

“Grazie all’impegno del presidente Brunetta e degli esperti del Cnel le imprese e i lavoratori hanno finalmente a disposizione uno strumento che permette di districarsi nella giungla dei contratti collettivi, facendo luce sulla reale rappresentatività delle organizzazioni che li siglano”. È il commento della presidente Ance, Federica Brancaccio, sulla riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi compiuta dal Cnel. Il nuovo Archivio certifica, infatti, in maniera chiara e univoca che i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sono 99, per un totale di oltre il 97% dei lavoratori del settore privato. Mentre sono 800 i contratti delle sigle minori, che riguardano solo il 2% dei lavoratori. Cifre ancora più nette nel settore delle costruzioni dove i tre contratti collettivi siglati dalle principali organizzazioni datoriali e sindacali di filiera si applicano al 98% dei lavoratori del settore. La riorganizzazione dell’Archivio rappresenta, dunque, “un efficace presidio contro il dumping contrattuale, a tutela dei lavoratori e delle imprese del settore delle costruzioni che in questi anni, attraverso il sistema bilaterale, stanno facendo grandi passi avanti in termini di sicurezza, welfare e formazione”. Per questo aggiunge Brancaccio “occorre scongiurare il rischio di aprire le porte a chi non può garantire terzietà e alti standard di formazione e di tutela dei lavoratori”. “Ci auguriamo quindi che il nuovo Archivio costituisca la base informativa di riferimento per il sistema delle relazioni industriali e per i decisori politici a garanzia della tenuta sociale ed economica del Paese”, conclude la presidente dei costruttori.

 

 

Autotrasporto, Destro: imprese sotto pressione, Confindustria chiede all’Europa misure urgenti

In un contesto globale segnato da forti tensioni sui mercati energetici e da una crescente instabilità delle rotte strategiche di approvvigionamento, i prezzi dei carburanti stanno mettendo sotto forte pressione imprese e filiere produttive, aggravati dalle tensioni geopolitiche nel Golfo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Governo è intervenuto con due decreti per oltre un miliardo di euro, prorogando fino al 1° maggio 2026 il taglio delle accise su benzina e gasolio. A questo si aggiungono i crediti d’imposta per autotrasporto (dal quale è stato escluso senza motivazione il trasporto passeggeri), per pesca e agricoltura, oltre alle misure di sostegno per le imprese esportatrici colpite dalla crisi energetica. “Confindustria riconosce e apprezza questo impegno – ha dichiarato Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo –. Ora, a livello nazionale, si rendono necessari tempestivi correttivi al fine di prevedere, per le imprese di trasporto più moderne e sostenibili, una adeguata compensazione per tenere conto del taglio delle accise. A livello europeo, occorrono due misure immediate da parte di Bruxelles: la sospensione per una revisione dell’ETS, che in una fase di emergenza energetica come questa rappresenta un onere aggiuntivo che penalizza la competitività delle imprese europee, e una deroga al Patto di Stabilità al vincolo del 3% sul deficit che non tiene conto degli shock sistemici come quello che stiamo vivendo. Bisogna consentire agli Stati membri di sostenere industria, lavoratori e famiglie con l’intensità che questa crisi impone. Immaginare di affrontare uno scenario straordinario con regole ordinarie significa condannare il sistema produttivo e logistico europeo a un indebolimento strutturale”. L’autotrasporto è il settore più colpito: secondo ISTAT, il 92,1% delle merci viaggia su strada (contro il 7,9% su ferrovia), rendendo il sistema particolarmente vulnerabile ai rincari del gasolio, ormai stabilmente sopra i 2 €/l. Gli effetti si estendono a tutta la filiera, con aumento dei costi di produzione e dei prezzi finali. Anche il trasporto passeggeri si trova in difficoltà, con rincari che superano il 20%, pari a 40 milioni di euro di maggior costo al mese. “La dimensione dello shock va oltre le capacità di risposta nazionale. Le misure adottate – ha aggiunto Destro – sono necessarie ma temporanee. Dal 2 maggio, con la fine del taglio delle accise, il sistema produttivo sarà di nuovo esposto ai prezzi di mercato. Ora tocca all’Europa: il Consiglio europeo del 23 e 24 aprile è un passaggio determinante. Servono decisioni. Confindustria, dunque, ribadisce la necessità di interventi europei immediati per salvaguardare la competitività delle imprese e sostenere sia il trasporto merci che il trasporto passeggeri.”

Polizze CatNat, Freni: sono al 12% dopo l’obbligo, margine di crescita esponenziale

“Prima dell’introduzione dell’obbligo, le polizze catastrofali per le imprese erano al 4-5%, oggi siamo già al 12%, quindi abbiamo un margine di crescita esponenziale”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle finanze, Federico Freni, intervenendo alla prima edizione del Natural risk forum “I rischi catastrofali naturali: dati, modelli e risorse per una governance condivisa” in corso al Palazzo della Cancelleria a Roma.  Appuntamento che arriva a pochi mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali per le imprese – introdotto dalla legge di Bilancio 2024 e disciplinato nel dettaglio dal decreto interministeriale dello scorso febbraio –  “Oggi il rischio catastrofale è una variabile strutturale dell’economia, che non possiamo non considerare come tale, e di fronte a variabili strutturali si assumono metodi strutturali”, ha proseguito Freni. “Mi rendo conto che l’approccio oggi è giustamente di non voler leggere in termini di obbligo la polizza catastrofale, ma se non fossimo stati capaci come sistema Paese di leggere in termini di obbligo una serie di processi, non avremmo fatto” alcuni passi in avanti “rispetto a 20 anni fa”, ha detto ancora il sottosegretario. “La gestione del rischio catastrofale oggi non può che esser parte interante di una strategia economica nazionale composita, e una tale strategia non può non guardare a quello che è un salto di paradigma culturale e normativo, che parte da una consapevolezza della cultura assicurativa, che in questo Paese c’è ancora troppo poco, e arriva a una consapevolezza che pubblico e privato insieme, ciascuno nel proprio ruolo, possono rendere un servizio migliore di quanto possono fare separati”, ha detto il sottosegretario al Mef. “È ovvio che è lo Stato che definisce la cornice normativa, il perimetro entro il quale ci si muove, e dall’altro lato il privato, il settore assicurativo, garantisce le copertura attraverso il principio di mutualità”, ha aggiunto. “Questa e’ una riforma epocale”, ha detto Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol Assicurazioni e coordinatore del Think Tank Natural Risk Forum, aprendo i lavori della prima edizione del  forum. L’evento e’ l’occasione per presentare il Natural Risk Index, un indicatore originale elaborato per misurare in modo sintetico e comparabile i rischi catastrofali sul territorio italiano, incrociando le tre dimensioni del rischio – pericolosita’, esposizione e vulnerabilita’ – a supporto di amministrazioni, imprese e cittadini nella valutazione dell’impatto economico delle calamita’ e dei benefici degli investimenti in prevenzione. “Dobbiamo avviare un ciclo analogo a quello della sicurezza stradale, che ha contribuito a ridurre i morti”, ha detto Genovese. “Serve una governance organica, senza frammentazione territoriale eccessiva, standard di sicurezza comuni, il check-up dei fabbricati e una mappatura dei rischi: e’ quello a cui il Natural Risk Index vuole contribuire”. “Crediamo che sia necessario investire ulteriormente per rendere disponibili dati di qualità, ad elevato dettaglio territoriale, rilevati secondo criteri e definizioni omogenee che ne garantiscano la comparabilità. Anche attraverso la raccolta annuale dei dati che raccogliamo dalle compagnie italiane sui rischi da catastrofi naturali emerge la necessità di affinamento della qualità e della granularità delle informazioni rilevanti sulle coperture, sulle esposizioni, sui dati relativi a premi, somme assicurate”, ha detto Martina Bignami, capo del servizio Normativa e politiche di vigilanza dell’Ivass. “Dati di qualità e sufficientemente granulari – ha aggiunto – consentirebbero di disegnare e pianificare più accuratamente sia gli interventi di mitigazione e prevenzione dei vari rischi sul territorio sia di meglio definire l’offerta e il pricing dei prodotti di copertura da parte delle compagnie”.

 

Pacchetto Reti, si lavora ad accelerazione per l’anticipo degli emendamenti

I relatori sul pacchetto reti lavorano ad una accelerazione dell’esame dei provvedimenti (la revisione delle linee guida Ten-E e della direttiva sui permessi delle rinnovabili), a fronte delle richieste arrivate in queste settimane anche dal Consiglio europeo e dalla Commissione europea. Il pacchetto reti è considerato un tassello importante per il completamento dell’Unione dell’energia e quindi del Mercato unico. In queste ultime settimane il pacchetto è diventato ancora più importante a fronte della crisi energetica provocata dalla guerra in Iran. Nella bozza di roadmap per il mercato unico, anticipata ieri da Public Policy, il pacchetto è dato per approvato entro luglio. Al momento, la tempistica per l’esame della direttiva permessi, prevede il termine per la presentazione degli emendamenti l’11 maggio, il voto in commissione Industria ed energia (Itre) il 10 settembre, con il via libera della plenaria previsto durante la seconda sessione di ottobre (la proposta di relazione del relatore è stata depositata la settimana scorsa). La tempistica per le lineeguida Ten-E prevede il deposito della proposta del relatore il 23 aprile, il termine emendamenti il 18 maggio, voto in commissione previsto il 10 settembre e plenaria nella seconda sessione di ottobre. In questi giorni, i relatori del pacchetto starebbero valutando di anticipare i tempi per l’esame, a cominciare dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti, che potrebbe essere anticipata.

Bando LogIN Business: oltre 1.200 imprese cofinanziate per progetti di digitalizzazione della logistica

Sono oltre 1.200 le imprese che hanno già avviato progetti di digitalizzazione della logistica grazie agli investimenti PNRR di competenza del MIT. Si tratta di uno stimolo all’innovazione reso possibile attraverso la misura M3C2 – 2.1, “Digitalizzazione della catena logistica”, con cui sono stati stanziati 157 milioni di euro attraverso il bando LogIN Business. L’obiettivo è quello di sostenere l’adozione di piattaforme digitali interoperabili con la Piattaforma Logistica Nazionale (PLN), favorire la dematerializzazione dei documenti di trasporto e rendere più efficienti flussi e rotte grazie a tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale. Per accompagnare le imprese beneficiarie nella fase conclusiva degli interventi, il MIT ha pubblicato sul proprio sito istituzionale le linee guida per la rendicontazione. Le istruzioni operative, disponibili nella sezione “LogIN Business” della pagina dedicata ai fondi PNRR, forniscono supporto per il corretto caricamento della documentazione sulla piattaforma digitale. La scadenza per la presentazione della rendicontazione finale è fissata al 30 aprile 2026.

Brennero, Mit: sui divieti ribadita la fondatezza della posizione italiana

Si è svolta ieri  l’udienza in Corte di Giustizia sui divieti al Brennero. Da parte Italiana, riferisce il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è stata ribadita la gravità dei divieti rispetto alla libertà di circolazione ed al buon funzionamento del mercato interno. Le conclusioni dell’avvocato generale sono attese per il 16 luglio. Entro fine anno la pronuncia del collegio lussemburghese. Forte aspettativa del MIT per una soluzione positiva della vertenza che possa ristabilire certezza del diritto e condizioni più favorevoli per gli autotrasportatori che hanno un ruolo fondamentale per la competitività italiana ed europea. Anita, l’associazione del trasporto e della logistica aderente a Confindustria “esprime il proprio sostegno” al governo italiano e auspica nell’avvio di una fase decisiva per la risoluzione della controversia. “Tutte le stazioni di rilevamento della qualità dell’aria lungo il corridoio del Brennero dimostrano che i problemi di inquinamento atmosferico dichiarati dall’Austria, grazie al rinnovo del parco circolante con mezzi di ultima generazione, non esistono più e non vengono mai superati i limiti imposti dalla Ue”, spiega Anita, sottolineando che “l’eliminazione del divieto notturno farebbe fluidificare il traffico durante le ore diurne e renderebbe superfluo il sistema di dosaggio nelle prime ore mattutine”. Alla luce di questo contesto, Anita “guarda con fiducia alla pronuncia della Corte di Giustizia, auspicando una decisione che ristabilisca condizioni di equilibrio e legalità lungo il corridoio del Brennero”. “Le restrizioni adottate dall’Austria rappresentano una violazione evidente dei principi fondamentali dell’Unione Europea, a partire dalla libera circolazione delle merci e ci aspettiamo che la Corte di Giustizia accolga le ragioni dell’Italia e ponga fine a una situazione che da troppo tempo penalizza il nostro sistema economico. L’Europa deve dimostrare di essere davvero uno spazio senza barriere interne e una condanna dell’Austria sarebbe un segnale forte e necessario per tutelare non solo il settore dei trasporti, ma l’intero sistema economico italiano ed europeo”, dichiara Thomas Baumgartner, delegato Anita per il Brennero.

Salone del Mobile, FederlegnoArredo:  punto fermo in un contesto complesso

”Il contesto è fluido e cambia di ora in ora. Avere un punto di riferimento solido, come il Salone del Mobile, è importantissimo per la nostra filiera, ma anche per tutto il mondo che gira attorno al Salone del Mobile”. Lo ha detto Claudio Feltrin, presidente di FedrlegnoArredo, intervenendo all’inaugurazione della 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano alla Fiera di Milano a Rho. ”Lo dimostra anche l’affluenza – ha sottolineato – i dati sulla vendita dei biglietti, così come quelli legati a hotel e trasporti, confermano quanto questo evento sia centrale. Le nostre imprese hanno bisogno di una vetrina come questa, soprattutto in un momento in cui è necessario riposizionarsi e rivedere strategie, all’interno di uno scenario in continua evoluzione, dove i punti fermi sono sempre meno” Quindi, ”il Salone del Mobile rappresenta un punto fermo e ci aiuta. Lo è stato anche negli anni più complessi e continua a esserlo oggi, offrendo un palcoscenico internazionale capace di sostenere le aziende anche nelle fasi più delicate”. Per Feltrin, la partenza d’anno più lenta rispetto alle aspettative, ”come quella che abbiamo registrato, porta con sé una certa preoccupazione anche in vista del 2026. Ed è una preoccupazione legittima: in un contesto così instabile non si può essere ottimisti per principio”. Allo stesso tempo, però, c’è fiducia. ”Fiducia nel Salone e in una serie di fattori che possono fare la differenza – ha spiegato – a partire dagli accordi internazionali che auspichiamo possano essere conclusi rapidamente. Se ciò accadrà, potremo affrontare l’anno con prospettive positive, in linea – se non migliori – rispetto ai risultati dell’anno precedente”. Pur in un quadro macroeconomico caratterizzato da incertezza, la filiera del legno-arredo ha chiuso il 2025 con un fatturato alla produzione pari a 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,3% rispetto al 2024. Spicca in questo risultato l’andamento del mercato interno con una crescita dell’1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi di euro. Sul fronte dell’export i dati di gennaio 2026 diffusi da Federlegnoarredo a pochi giorni dall’apertura del Salone mostrano una fase di forte rallentamento, con un calo del 13,1%, e una flessione diffusa sia nei mercati europei (-9%) sia in quelli extra Ue (-17,4%). Significativa la contrazione verso gli Stati Uniti che tocca un -28,5%.

Dl Bollette, Arte:  le Pmi italiane rischiano di pagare il conto

Le misure del DL Bollette rischiano di produrre effetti distorsivi sul mercato e penalizzare gli operatori corretti. È questo l’allarme lanciato da ARTE – Associazione Reseller e Trader dell’Energia – dopo la pubblicazione del D.L. n. 21/2026, in Gazzetta Ufficiale.  L’associazione, che rappresenta circa 200 piccole e medie imprese attive nella vendita di energia elettrica e gas, evidenzia una serie di criticità legate all’impianto del provvedimento. Sul tema della trasparenza dei margini, ARTE sottolinea come le società di vendita operino con marginalità estremamente contenute, con un EBITDA medio intorno al 5,5%, che spesso non tiene conto del rischio credito e degli insoluti. Una rappresentazione non corretta di questi dati rischia di generare una percezione fuorviante del settore, finendo per assimilare realtà profondamente diverse come produzione e vendita. Per quanto riguarda il teleselling, l’introduzione di un divieto generalizzato potrebbe avere effetti eccessivamente penalizzanti. Pur condividendo l’esigenza di contrastare le pratiche scorrette, ARTE evidenzia la necessità di interventi selettivi e proporzionati, in grado di colpire i comportamenti illeciti senza limitare indiscriminatamente un canale commerciale legittimo, particolarmente rilevante per le PMI. “Condividiamo pienamente l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, ma è fondamentale che gli interventi tengano conto delle differenze tra i vari operatori del mercato. Le imprese della vendita operano con margini e modelli di business diversi rispetto ai produttori e TSO/DSO. Inoltre il rischio del mancato incasso resta solo in capo ai venditori. Un approccio non differenziato rischia di compromettere l’equilibrio del settore” ha dichiarato Diego Pellegrino, Portavoce di ARTE. Ulteriori forti perplessità riguardano il cosiddetto contributo volontario che, pur formalmente facoltativo, rischia di tradursi in un fattore anticompetitivo implicito, perché premia chi non è stato efficiente sul mercato a discapito di chi lo “sconto” lo ha già riconosciuto a monte nella tariffa applicata. Infine, ARTE richiama l’attenzione sulla nozione di “adeguatezza” delle offerte commerciali, che in assenza di criteri chiari e oggettivi potrebbe aprire la strada a valutazioni discrezionali ex post, difficilmente compatibili con i principi del mercato libero e con la libertà di scelta del consumatore.

 

Nextchem protagonista della circolarità alla Milano Design Week

Alla Milano Design Week 2026 la sostenibilità prende forma e diventa esperienza concreta. Nextchem, società del gruppo MAIRE a capo della business unit Sustainable Technology Solutions, partecipa alla mostra-evento “The New State of Materials”, a cura di Materially, insieme a Lazzerini, presentando un esempio concreto di economia circolare applicata al design per il trasporto. Protagonista dell’esposizione, ospitata negli spazi di Stecca3 nel quartiere Isola, è un sedile per il trasporto pubblico realizzato al 100% in plastica riciclata, nato dalla collaborazione tra Nextchem e Lazzerini. Un progetto che unisce tecnologia e design Made in Italy e che dimostra come la plastica post-consumo possa essere trasformata in un materiale ad alte prestazioni, capace di coniugare estetica, funzionalità e durabilità, e di rientrare nel ciclo produttivo a fine vita. Il percorso parte dalla plastica post-consumo, rigenerata grazie alla tecnologia proprietaria NX Replast™ di Nextchem. È qui che entra in gioco MyReplast Industries, società di Nextchem e realtà industriale avanzata nel panorama europeo del riciclo plastico con sede a Bedizzole, Brescia. La tecnologia utilizzata per il trattamento della materia prima assicura un prodotto finito – il polimero riciclato – di qualità elevatissima, sviluppato su misura per ogni singolo progetto. La tecnologia NX ReplastTM migliora le proprietà del materiale plastico in entrata (upcycling) restituendo manufatti in grado di accedere a mercati “premium” ad alto valore aggiunto, rispondendo alle esigenze di resistenza, durabilità ed estetica richieste da Lazzerini. Si realizza così un oggetto progettato per durare e per tornare, a fine ciclo, a MyReplast Industries, chiudendo il cerchio della circolarità. Fabio Fritelli, Managing director di Nextchem, ha commentato: “La transizione diventa reale solo quando la tecnologia è in grado di tradursi in soluzioni industriali concrete. Il nostro ruolo è abilitare questo passaggio: trasformare lo scarto in una risorsa di valore e rendere la circolarità un’esperienza quotidiana, replicabile e misurabile, senza rinunciare alle prestazioni”.

Imprese: Istat, riduzione prelievo Ires del 3,3% con misure fiscali 2025

Per il 2025 si stima che le misure fiscali sui redditi delle societa’ di capitale come Ires premiale, il nuovo piano Transizione 4.0 e la proroga della maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione abbiano complessivamente effetti di cassa positivi per le imprese, con una riduzione del prelievo sull’Ires pari al 3,3%. Lo rileva Istat in un’analisi dedicata. La proroga della deduzione del costo del lavoro per incremento occupazionale interessa il 15,5% delle imprese, la revisione del piano di Transizione 4.0 il 5,3%, l’Ires premiale vede una percentuale di beneficiari pari all’1,4%. La quota di imprese interessate dalla deduzione del costo del lavoro e’ piu’ elevata nella manifattura (21,7%) e nelle costruzioni (19,5%); aumenta al crescere della dimensione aziendale: fino a una su tre per le imprese con fatturato superiore a 2 milioni.

Ferrovie, ok finale dal Consiglio Ue al nuovo quadro di gestione delle reti

Il Consiglio dell’Ue ha approvato in via formale all’unanimità l’accordo raggiunto con il Parlamento europeo sul quadro normativo europeo in materia di gestione della capacità delle reti ferrovie. Il nuovo regolamento entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale e si applicherà in maniera graduale fino al 2030.

Aeroporto del Mediterraneo: Sciara, al via iter per aree e immobili

Al via la fase di manifestazione di interesse da parte di Sciara Holding per le aree nei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Meri’ e Milazzo destinate al progetto dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo. Lo comunica la societa’ guidata dal ceo Fabio Bertolotti che presentera’ l’iniziativa nel corso di un incontro pubblico in programma il 15 maggio prossimo. Durante l’incontro – si legge in una nota – verra’ illustrata in forma semplificata la proposta progettuale e verra’ ufficializzata l’apertura della manifestazione pubblica di interesse per l’avvio della fase di acquisizione delle aree, che riguarda una superficie complessiva stimata di circa cinque milioni di metri quadrati. La fase attuale del progetto, spiega la nota, “e’ finalizzata a favorire la compravendita volontaria dei terreni e a instaurare un dialogo diretto con i proprietari, nell’ottica di definire condizioni di cessione ritenute eque e trasparenti”.

Italgas, Gallo: la priorità è rafforzare la nostra leadership nella distribuzione del gas

Rafforzare la posizione di leadership nel gruppo nel settore della distribuzione del gas, guidare la trasformazione digitale delle reti gas e idriche, massimizzare la creazione di valore per azionisti e stakeholder, abilitare una transizione energetica sicura, sostenibile ed economicamente accessibile. Sono le priorità strategiche di Italgas, anticipate dall’amministratore delegato, Paolo Gallo, nel corso dell’assemblea degli azionisti. Gallo ha spiegato che le priorità strategiche verranno illustrate nel piano 2026-2032 che verrà presentato a giugno. “Il 2025 ha rappresentato per Italgas un momento fondativo. L’acquisizione e la successiva integrazione di 2i Rete Gas, completata in appena 90 giorni, non hanno soltanto ampliato la dimensione del Gruppo, ma hanno dato origine a una nuova realtà industriale che, per scala e rilevanza, si configura come gestore di un’infrastruttura strategica per il Paese e come punto di riferimento europeo, e globale, nella distribuzione del gas”, ha affermato il presidente Paolo Ciocca nella lettera agli azionisti, che ha letto all’inizio dell’assemblea in corso a Torino.
“Questo nuovo assetto consolida ulteriormente il ruolo di benchmark tecnologico e rafforza la capacità di Italgas di assumere la funzione di piattaforma abilitante della transizione energetica in Italia, in Grecia e in Europa, attraverso reti intelligenti, pluralità di soluzioni tecnologiche e sistemi sempre più resilienti” ha spiegato. “Nel complesso, il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo ulteriormente alzato l’asticella dei nostri traguardi. Anche grazie all’operazione 2i, alle sinergie attese e a quelle già realizzate, gli indicatori economico-finanziari riflettono la grande solidità del Gruppo e la capacità di coniugare crescita e sostenibilità”.

Saipem chiude il trimestre con ricavi in crescita a 3,53 miliardi,  utile a 78 milioni

Saipem chiude il primo trimestre con ricavi in crescita dello 0,3% a 3,53 miliardi di euro. Il margine operativo lordo è salito crescita del 23,5% a 434 milioni e l’utile netto dell’1,3% a 78 milioni. I nuovi ordini per 1,7 miliardi di euro portano il portafoglio totale a 30 miliardi, consentendo al gruppo di confermare le stime per l’intero esercizio. Nel corso del primo trimestre del 2026, Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 1.669 milioni di euro (2.124 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2025). Al 31 marzo 2026, il portafoglio ordini ammonta a 29.610 milioni di euro (31.469 milioni di euro al 31 dicembre 2025), così ripartiti: 19.654 milioni
di euro nell’Asset Based Services, 8.748 milioni di euro nell’Energy Carriers e 1.208 milioni di euro nel Drilling Offshore, di cui 10.201 milioni di euro da realizzarsi nei rimanenti mesi del 2026. Incluse le società non consolidate, il portafoglio ordini al 31 marzo 2026 risulta pari a 29.709 milioni di euro (31.578 milioni di euro al 31 dicembre 2025). Gli investimenti tecnici ammontano a 44 milioni di euro rispetto ai 105 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2025. Saipem ha più annunciato di essersi aggiudicata una nuova Limited Notice to Proceed (LNTP), del valore di circa 150 milioni USD, da ExxonMobil Guyana Limited per le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione (EPCI) del sistema subsea di strutture, ombelicali, riser e flowline (SURF) per il progetto Longtail, situato nel Blocco Stabroek al largo della Guyana, a una profondità di circa 1.750 metri. La LNTP consente a Saipem di avviare le attività preliminari di ingegneria di dettaglio e di approvvigionamento. L’esecuzione del perimetro principale delle attività EPCI (comprensivo delle attività di costruzione e installazione) è subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni governative e regolatorie, nonché alla Final Investment Decision (FID) da parte di ExxonMobil Guyana Limited e dei suoi co-venturer nel Blocco Stabroek. Una volta approvato, il contratto completo avrà una durata prevista di circa quattro anni e un valore complessivo stimato compreso tra 750 milioni e 1,5 miliardi USD. Saipem ha già operato nel Blocco Stabroek per ExxonMobil Guyana Limited nell’ambito di sette contratti di sviluppo offshore, quattro dei quali sono già stati completati, nello specifico Liza Phase 1, Liza Phase 2, Payara e Yellowtail

Terna: avanzano i consumi elettrici nel primo trimestre, a marzo fotovoltaico prima fonte rinnovabile

In crescita a marzo il fabbisogno elettrico nazionale: con 26,5 miliardi di kWh si registra una variazione positiva del 2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La produzione fotovoltaica, con 4 miliardi di kWh, risulta ancora in crescita rispetto allo scorso anno (+17,1% rispetto allo stesso periodo del 2025), principalmente guidata dall’aumento della capacità installata: +1.439 MW da gennaio a oggi. Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,3% del fabbisogno. È quanto emerge dai dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale. Continua la crescita del fabbisogno nel terzo mese del 2026: marzo ha beneficiato di un giorno lavorativo in più (22 invece di 21) e di una temperatura media mensile indicativamente uguale a quella dello stesso periodo di un anno fa (-0,2°C). Il dato, corretto dagli effetti di temperatura e calendario, segna un aumento del 2%. La variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +1,9% al Nord, +3,1% al Centro e +4,6% al Sud e nelle isole. A marzo 2026, l’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra un incremento del 3,9%, segnando il settimo mese di crescita consecutivo. I sette mesi di costante crescita sono confermati dal confronto del valore dei consumi industriali rispetto al periodo settembre 2024-marzo 2025 (+4%). Positivi a marzo i settori della siderurgia, metalli non ferrosi, industrie meccaniche e alimentare; in flessione cartaria, cemento calce e gesso, e chimica; stabili ceramiche e vetrarie e mezzi di trasporto. L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a gennaio 2026 un incremento del 3,1%.

La produzione nazionale ha coperto il 79,6% della domanda di energia elettrica, mentre il restante 20,4% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 21,5 miliardi di kWh, è diminuita del 3,4%, mentre è risultato in aumento il saldo estero (+39,5%), determinato da una crescita dell’importazione (+32%) e da una riduzione dell’esportazione (-44%). La crescita delle importazioni è stata guidata da una maggiore capacità di trasporto messa a disposizione da Terna sulla frontiera Nord e dall’utilizzo di tale capacità sostanzialmente al massimo della sua disponibilità. A marzo le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,3% della domanda elettrica nazionale (contro il 40,2% di marzo 2025), in sostanziale stabilità rispetto a un anno fa. In flessione fonte idrica (-7,4%) ed eolica (-13,7%), compensate dalla crescita della fonte fotovoltaica (+17,1%) e, in misura minore, della geotermica (0,7%). In calo la produzione termoelettrica (-6,9%). La produzione fotovoltaica risulta a marzo la prima fonte rinnovabile del mese: l’incremento di 585 GWh è dovuto quasi interamente all’incremento della capacità in esercizio (+6,4 GW). Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a marzo 2026 la capacità installata è aumentata di 606 MW. Al 31 marzo si registrano 85.167 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 44.952 MW di solare e 13.831 MW di eolico. Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 919.037 impianti che corrispondono a 18.808 MWh di capacità e 7.731 MW di potenza nominale.

 

Poste, ‘corrispondenza in picchiata, una sfida con ricavi in calo’. Del Fante sul contratto di programma, “Ci ‘accontentiamo’ di 262 mln di finanziamento”

Con i volumi della corrispondenza tradizionale “in picchiata”, per Poste Italiane “è una sfida continuare a operare il servizio”, come previsto con le garanzie del servizio universale, “con ricavi di anno in anno in diminuzione”. L’ad Matteo Del Fante lo indica in audizione, di fronte alla Commissione Trasporti della Camera, sullo schema di contratto di programma con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il quinquennio 2026-2031.
“La stima che facciamo è, ogni anno, di perdere circa 100 milioni di ricavi dalla posta. Se volessi mantenere i conti in ordine dovrei ridurre di 100 milioni i costi e non è possibile ridurre di 100 milioni di euro la forza lavoro, che è il costo principale. Anzi, il nostro costo del lavoro negli anni è salito”, spiega.
La presenza sul territorio “non solo rimane ma viene rafforzata da un eventuale sostegno di una parte della rete terza, in particolare citiamo la rete dei tabaccai. Ma – precisa Del Fante – i requisiti di capillarità e continuità continueranno ad essere soddisfatti con la sola rete degli uffici postali”.
“Il finanziamento dello Stato rimane costante a 262 milioni di euro” annui: “Ovviamente l’azienda avrebbe titoli per presentare una richiesta di integrazione più alta e in linea con quella che l’Agcom stabilisce come nostro impegno e costo effettivo del servizio di 700 milioni, però essendo la nostra azienda, in utile crescente, con il consiglio di amministrazione crediamo che sia nostro compito mantenere questo numero”, questo “nonostante le perdite in questo spazio aumentino e siano certificate in aumento anche dalle autorità competenti”. “Quello che ci permette di rimanere presenti sul territorio, continuare a erogare il servizio, non seguire l’esempio della Danimarca che ha abolito il servizio universale, e di ‘accontentarci’ di 262 milioni di euro, è perché abbiamo iniziato un percorso di diversificazione delle nostre attività in nuovi ambiti, in nuovi prodotti che creano margini e utili e che compensano le difficoltà del Servizio Universale”. Tra i punti del rinnovo del contratto di programma, “è stato soppresso il fondo di compensazione, questa – dice ancora del Fante – per noi chiaramente è una notizia negativa perché saremmo stati gli eventuali unici beneficiari ufficiali del fondo. Ma non era mai stato attivato, e sono decisioni del governo che noi ovviamente rispettiamo”. Con esclusione della posta prioritaria “si passa a cinque giorni” per le consegne: “Questo ci dà più flessibilità nella gestione operativa. Quando dobbiamo andare nei cinque giorni a consegnare la lettera magari aspettiamo che in quei cinque giorni in quella casa ci vada anche un pacco, quindi riusciamo a fare un po’ di sinergia, di economia”.

 

ITA Airways rafforza i collegamenti fra Italia e Asia. Nel mese di agosto 2026 maggiori frequenze su Bangkok e Delhi

Ita Airways rafforza i collegamenti con India e Thailandia in occasione del picco della stagione estiva 2026, rispondendo alla crescente domanda di collegamenti diretti fra l’Italia e l’Oriente e confermando il proprio impegno verso l’espansione intercontinentale. Per tutto il mese di agosto 2026, il volo diretto di ITA Airways da Roma Fiumicino a Bangkok vedrà un incremento da tre a cinque frequenze settimanali, mentre il collegamento tra Roma Fiumicino e Delhi diventerà giornaliero con sette frequenze settimanali. “In una fase in cui lo scenario geopolitico rende ancora più preziosa la possibilità di raggiungere l’Asia con collegamenti diretti e affidabili, l’incremento delle frequenze su Delhi e Bangkok nel mese di agosto 2026 è un segnale concreto di fiducia nel mercato e nella capacità di ITA Airways di rispondere con rapidità alla domanda dei passeggeri, garantendo al contempo continuità e qualità del servizio”, ha dichiarato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di ITA Airways. Questa decisione strategica di ITA Airways è finalizzata a rispondere in modo efficace alle esigenze della clientela, supportando sia il turismo che i viaggi d’affari durante il periodo di massima affluenza estiva. L’obiettivo è offrire ai passeggeri maggiore sicurezza e più ampia scelta per raggiungere Bangkok e Delhi direttamente da Roma, e pianificare al meglio un viaggio verso due delle più dinamiche destinazioni del continente asiatico. Allo stesso tempo l’incremento di capacità consentirà ai passeggeri provenienti da Thailandia e India di raggiungere, via Roma, le destinazioni estive del network di ITA Airways e dei propri partner in Italia, Europa, Africa, Nord e Sud America.

Italo incontra 100 studenti tra 16 e 18 anni, giornata di orientamento con il Mimit

Cento giovani studenti tra i 16 e i 18 anni accolti da Italo presso la sua sedencentrale di Roma. Questo l’evento “Italo per l'Italia: come facciamo crescere le competenze chenmuovono il Paese”, inserito nell’ambito della Giornata nazionale del Made in Italy promossandal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dedicata alla promozione dell’eccellenza e al saper fare italiano. Ragazze e ragazzi provenienti da due istituti di eccellenza, l’ITIS Galileo Galilei di Roma e l’Istituto Superiore Don Lorenzo Milani di Gragnano (Napoli), hanno avuto modo di immergersi nel cuore dell’innovazione ferroviaria in un evento a loro dedicato sviluppato grazie al supporto di Skuola.net. Guidati dal direttore del portale ed esperto di orientamento Daniele Grassucci, attraverso workshop, incontri con esperti del settore, visita alla sala operativa di Italo, i partecipanti hanno osservato ed appreso quali competenze ci siano dietro ad un servizio di trasporto che movimenta milioni di viaggiatori l’anno. Inoltre, è stato predisposto un momento di orientamento per questi giovani: un confronto diretto
con le vari figure professionali di Italo (Macchinista, Istruttore, Capotreno, Hostess/Steward di bordo e Station Manager) per conoscere a fondo il ruolo, le competenze necessarie e stabilire un primo contatto con coloro interessati ad entrare nel mondo del lavoro nel settore ferroviario. Italo, infatti, da anni porta avanti iniziative con le scuole per orientare i giovani al mondo del lavoro ed indicare quali percorsi accademici possano essere maggiormente in linea con il mondo ferroviario. Diversi ragazzi incontrati durante queste giornate, dopo il diploma o la laurea sono entrati in azienda. Questo appuntamento, mira a rafforzare il legame con i territori, valorizzare la cultura del saper fare italiano e promuovere un dialogo concreto tra giovani e impresa, con l’obiettivo di ispirare nuove vocazioni e contribuire allo sviluppo delle competenze del futuro. All’incontro ha preso parte anche Elisabetta Giustini, esperta del ministro dell’Istruzione e del Merito. “Italo è da sempre attenta ai giovani ed alle nuove generazioni. Assumiamo costantemente ragazze e ragazzi anche alla prima esperienza lavorativa, su cui investiamo per formarli e farli crescere. Riteniamo che sia nostro compito orientare e formare gli studenti, sia quello che diventeranno nostri dipendenti sia coloro che intraprenderanno altri percorsi professionali. È sempre più necessaria una sinergia tra pubblico e privato per valorizzare i talenti e le competenze dei giovani, per questo sono ormai diversi anni che collaboriamo con le scuole italiane, ponendo gli studenti al
centro dei nostri progetti” commenta Gianbattista La Rocca, ad di Italo. A testimonianza dell’impegno di Italo su formazione e giovani, nell’ultimo anno la società ha erogato oltre 64 mila ore di formazione primaria per il personale operativo, 14 mila dedicate alla salute e sicurezza del lavoro, 2.200 sull’Intelligenza Artificiale; ha supportato 1500 studenti delle scuole superiori attraverso il progetto Politrain e Polibus promossi dal Politecnico di Bari, supportato con diverse borse di studio il dottorato “Welfare, Diversity and Gender Studies” dell’Università della Tuscia, una borsa di studio STEM con l’Università Milano Bicocca e ha partecipato a Labordì Acli che ha coinvolto 1600 studenti di oltre 20 istituti del Lazio.

 

Arriva il decimo Festival dello sviluppo sostenibile, previsti oltre 600 eventi

Dieci anni di Festival dello Sviluppo sostenibile, e altrettanti di Alleanza per lo Sviluppo sostenibile (ASviS Ets). Sono quelli celebrati nel 2026, con un’edizione del festival che includerà oltre 600 iniziative in Italia e nel mondo (ma ne saranno aggiunte ancora altre entro il 30 aprile), presentata ieri a Roma nella sede Rai Radio di via Asiago. La manifestazione si aprirà a Milano il 6 maggio alla Borsa Italiana, con un focus su “Investimenti e politiche sostenibili in un mondo instabile” e la presentazione del Rapporto di Primavera ASviS 2026, realizzato in collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc). Poi, l’8 maggio a Bruxelles, in collaborazione con il Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), si svolgerà una riflessione sul ruolo dell’Ue come leader globale di sviluppo sostenibile. A Bologna, l’11, l’attenzione si sposterà sul come costruire “una città delle donne”, a 80 anni dal loro primo voto in Italia. La tappa di Parma del 13 maggio avrà al centro il futuro e il protagonismo delle giovani generazioni, con la prima “Piazza sul futuro”, giornata di confronto per sviluppare proposte concrete (ideata da “Ecosistema Futuro”). Il rapporto tra comunicazione, innovazione e avvenire sarà il filo conduttore dei quattro appuntamenti di Torino (14 e 15 maggio), al Salone Internazionale del Libro: la pubblicazione di FUTURAnetwork, “Si fa presto a dire Sostenibilità” sui temi della comunicazione sostenibile, un vero e proprio “processo all’IA” e la presentazione della “Guida ai Comuni sostenibili”.
Al Politecnico di Bari (18 maggio) si parlerà di innovazione tecnologica e sociale e sarà presentato un database interattivo con oltre 300 buone pratiche sostenibili da tutta Italia. All’Acquario di Genova, il 20 maggio, il focus sarà sulla connessione tra obiettivi ambientali ed economici e una riflessione sul perché ripristinare gli ecosistemi convenga a salute, turismo e lavoro. Evento di chiusura il 22 nella sala della Lupa della Camera dei Deputati, con la restituzione dei risultati del Festival e delle proposte emerse. Il 25 e il 27 in programma due eventi culturali: “Africa Day: un concerto per l’Africa” (in collaborazione con Rai Radio e Amref) e un momento dedicato al ruolo della cultura come leva dello sviluppo sostenibile. Tra le novità ci saranno gli “ASviS Talk Speciale Festival”: i gruppi di lavoro dell’Alleanza animeranno il Festival con eventi di approfondimento tematico trasmessi in streaming sui canali dell’ASviS. In questo quadro si inserisce anche la collaborazione con l’ANSA, che trasmetterà i principali eventi del Festival in diretta streaming sul sito ansa.it e sui canali social dell’Agenzia, e con la Rai, che accompagnerà il Festival con contenuti editoriali e iniziative dedicate. “Il servizio pubblico ha la responsabilità di contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità”, ha ricordato Marco Caputo, direttore di Rai Radio.”L’Alleanza, sin dalla sua nascita nel 2016, ha contribuito a rafforzare la consapevolezza che la sostenibilità è una condizione essenziale per il Paese – hanno affermato i presidenti, Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini -. Il decennale rappresenta una chiamata alla responsabilità per tutti: con il Festival 2026 l’Alleanza rinnova il proprio impegno a mettere al servizio del Paese competenze, analisi e proposte”. “Senza un’accelerazione decisa delle politiche pubbliche e un loro forte coordinamento, rischiamo di pagare nei prossimi anni un prezzo assai elevato sia dell’attuale crisi, sia degli errori commessi – ha commentato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS -. Un esempio su tutti: il mancato deciso sviluppo delle energie rinnovabili. Ancora una volta, a subirne le conseguenze più pesanti della nuova crisi energetica sono e saranno le fasce più svantaggiate”.

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