Bologna riparte dal Patto con il Demanio: sette caserme inutilizzate saranno restituite alla città
Per la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, la riqualificazione delle caserme consentirà di ricreare un equilibrio tra spazi costruiti e spazi verdi e favorirà nuove relazioni culturali e sociali. Nel Piano città selezionati 17 immobili per il primo portafoglio.
20 Apr 2026di Giorgio Santilli
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Una veduta della Caserma Mameli a Bologna
La riqualificazione di sette caserme inutilizzate da venti anni è il cuore del Piano città di Bologna che firmeranno oggi la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e la Prorettrice dell’Università di Bologna, Simona Tondelli, alla presenza della sottosegretario al MEF, Lucia Albano, con l’obiettivo di avviare una corposa azione di rigenerazione del patrimonio pubblico della città. Sarà anche inaugurata la nuova sede dell’Agenzia del Demanio nell’ex Cinema Embassy.
Alessandra dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio
Le sette ex caserme – che occupano una superficie totale scoperta di 244mila metri quadrati di cui la metà destinata a verde – saranno riattivate per essere messe al servizio della città con un lavoro che oggi si presenta in fasi diverse: nella Boldrini si avvierà un temporary use che ha ovviamente tempi più rapidi; per la Gucci è stata fatta la progettazione dei nuovi uffici dell’Agenzia delle Entrate; per la Staveco è stato affidato il progetto che porterà a realizzare uffici giudiziari, un polo sanitario, verde e parcheggi; la Stamoto è in corso di bonifica e a maggio parte il bando Reinventing City; la Perotti è stata suddivisa in due lotti, per il primo sono in corso di realizzazione uffici PA, nel secondo è stato individuato un operatore economico con un progetto e un investitore per realizzare otto palazzine con 200 posti letto per studenti e il resto residenze a mercato. “La riqualificazione delle sette ex caserme, patrimonio identitario della città, consentirà di ricreare un equilibrio tra spazi costruiti e spazi verdi e favorire relazioni culturali e sociali”, dice Alessandra dal Verme, direttrice dell’Agenzia del Demanio e motore di tutti i Piani città.
Come gli altri 31 Piani città firmati finora, infatti, anche questo costituisce un patto istituzionale per pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, con l’obiettivo di promuovere una rigenerazione urbana sostenibile e innovativa in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e del territorio. Con questi Patti il Demanio di Alessandra dal Verme afferma e consolida una strategia per il riuso di edifici inutilizzati e interventi per la rigenerazione di grandi vuoti urbani, destinandoli a una mixité funzionale capace di offrire nuove opportunità alla cittadinanza, rispondere alle nuove esigenze abitative, di housing sociale e residenze universitarie, rafforzando l’attrattività della città anche a livello internazionale. La forza dei Piani città è proprio il lavoro integrato fra Demanio e Comune con un accordo sulle funzioni da attribuire agli immobili in base alla loro vocazione storica e a quella che la comunità intende attribuire loro per il futuro, in cambio di una fortissima velocizzazione, da parte del Comune, delle procedure per attribuire destinazioni d’uso coerente.
Grazie alla collaborazione tra il Demanio e il Comune di Bologna, i cittadini potranno anche seguire i principali progetti del Piano e il loro andamento con punti di informazione all’interno del Passaggio d’Accursio, uno spazio simbolico nel cuore di Bologna che racconta le trasformazioni urbane della città.
Nel primo portafoglio di immobili pubblici selezionato dal Piano Città di Bologna vengono individuati complessivamente 17 beni da valorizzare sui 2.792 immobili mappati in gestione al Demanio nella città per un valore totale di 3,78 miliardi di euro. Degli immobili selezionati, 12 sono di proprietà dello Stato (fra cui le 7 caserme), uno dell’Agenzia del Demanio, due del Comune (la Centrale del Battiferro e l’ex Palazzina Magnani) e due della Regione (la Villa Aldrovandi Mazzacorati e il Tecnopolo alla ex Centrale Termica).
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