IL REPORT DI CONFORMA ALLA CONVENTION DI GIOVEDI'

La verifica su 1.312 progetti ha dato 151.059 “non conformità”: una media di 511 errori per progetto

Nel 2024 e 2025 un salto del numero di errori dovuto ai tempi accelerati della progettazione delle opere Pnrr e alle difficoltà di coordinamento progettuale. La verifica di terzi vissuta in maniera ambivalente da progettisti e Rup: aiuto per migliorare la qualità progettuale o fastidio burocratico? Alla convention Conforma il confronto sul nodo progettazione: cosa fare per superare un problema antico.

09 Feb 2026 di Giorgio Santilli

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La verifica su 1.312 progetti ha dato 151.059 “non conformità”: una media di 511 errori per progetto

Giovedì a Milano Conforma – l’associazione degli organismi di certificazione, ispezione, prove e tiratura – presenterà, alla convention annuale, il Report con i dati delle “non conformità” di progetto per il 2025. È un appuntamento ormai fisso per riflettere sullo stato della progettazione di infrastrutture, edilizia, impianti e ambiente in Italia.

Non sono dati confortanti: su 1.312 progetti (costo di 24,6 miliardi di euro) verificati dai “soggetti terzi” (terzi rispetto a progettisti e amministrazioni) appartenenti all’associazione sono stati fatti 191.129 rilievi complessivi di cui il 79%, cioè 151.059, sono “non conformità”, vale a dire errori di una certa gravità in cui un elemento del progetto contrasta con le normative o con il quadro delle esigenze della committenza. La media si attesta su 115 “non conformità” per progetto e segna comunque un miglioramento rispetto al 2024 quando le “non conformità” medie si attestarono a 162 per progetto. Si torna, in sostanza, ai livelli, comunque non fisiologici, del 2023 quando si ebbero 116 “non conformità” per progetto e poco sopra ai livelli del 2022 quando furono 108. Peggiora, invece, la percentuale delle “non conformità” sui rilievi totali, passando dal 76% al 79%. Se si volesse prendere l’importo dell’investimento, nel 2025 ci sono state 6,13 “non conformità” per ogni milione di euro di investimento (erano state 8,21 nel 2024).

Il dato del 2024 – quando vi furono ben 221.254 “non conformità” su 1.364 progetti – fu probabilmente influenzato in modo fortemente critico dal picco di attività Pnrr. La relazione introduttiva di Alessandro Sudati, amministratore delegato di Conteco e consigliere delegato per la industry costruzioni di Conforma, si soffermerà proprio sui tempi strettissimi (e insostenibili) richiesti sempre più spesso ai progettisti, soprattutto nella stagione del Pnrr, come una delle cause più rilevanti di questo peggioramento. Saltano completamente le fasi di un processo fisiologico, anche perché il processo di verifica deve portare a un adeguamento del progetto in modo da renderlo “conforme”: c’è quindi una fase in cui il progetto torna al progettista che lo adegua e lo ripassa al soggetto cui spetta di attestare la conformità. L’altra causa rilevante cui farà riferimento Sudati è l’assenza o la carenza del coordinamento progettuale. Due elementi strutturali che – insieme ad altre problematiche – contribuiscono a mantenere critica la qualità progettuale (anche se qui non stiamo parlando di errori tecnici) e a rendere difficile quella che dalla legge Merloni (1994) in poi viene definita la “centralità del progetto”, il principio mai realizzato per cui un buon progetto guida (e non subisce) una buona realizzazione dell’opera. E proprio di cosa sia necessario oggi, dopo il Pnrr, per far fare un salto di qualità alla nostra progettazione, a tutti i livelli, dalle grandi opere agli interventi diffusi sul territorio, si parlerà giovedì, oltre che con Sudati, con il presidente di Conforma, Nicola Privato, con il presidente di Assorup, Daniele Ricciardi, e con il presidente di Oice, Giorgio Lupoi.

Tornando ai dati, significativa la ripartizione fra i quattro settori che Conforma prende in considerazione: infrastrutture, edilizia, impianti e ambiente. Il settore delle infrastrutture è quello con l’importo totale più alto, 14,6 miliardi dei 24,6 totali, con l’importo medio più alto, 40,2 milioni contro una media generale di 18,7, e anche quello più critico, con 164 “non conformità per progetto”. Per l’edilizia le “non conformità” per progetto sono 101, per gli impianti 75, per l’ambiente 86.

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