Dalla Cop30 solo un accordo al ribasso: niente menzione dei combustibili fossili. Pichetto: “Noi attivi con l’Ue sulla roadmap”
La trentesima Conferenza delle parti va in archivio, dopo un incendio e il solito ritardo di chiusura dei lavori, slittati al weekend, con un accordo al ribasso. Niente menzione esplicita dei combustibili fossili nel testo finale, il Global mutirao, niente roadmap precisa neppure sulla deforestazione ma indicazioni generali sul percorso di riduzione delle emissioni nel solco di quanto stabilito a Dubai nel 2023. Quanto ai finanziamenti, ok all’impegno di triplicare a 120 miliardi i fondi per l’adattamento al 2035.
“La scienza ha prevalso, il multilateralismo ha vinto”, ha detto il presidente brasiliano Lula. “In un momento geopolitico quale quello attuale, dove è finita un’epoca e gli interessi e gli equilibri politici mondiali e quindi automaticamente le alleanze sono molto diverse rispetto al passato, devo dire che era l’unica soluzione fattibile, quindi deve essere vista con positivamente, con soddisfazione”, ha aggiunto il ministro italiano Pichetto. La tabella di marcia sulla transizione dai combustibili fossili “non è parte del documento della Cop30 perché in metà dei paesi sinceramente non condividevano questa posizione. Noi, nel merito, valutando poi i contenuti, abbiamo dichiarato la nostra adesione a sederci e vedere il percorso”, ha poi spiegato. “Partecipa l’Unione Europea e noi partecipiamo nell’ambito dell’Unione Europea con la nostra posizione” alla roadmap.
Ma inizialmente Italia e Polonia avevano espresso una posizione diversa. “C’è una differenza tra la realtà e quella che è l’ambizione ideale. Perché quando parliamo di mitigazione è chiaro che se parliamo all’interno dei nostri Paesi, dell’Unione Europea, ci sono dei Paesi che hanno un percorso molto più facile parlare di emissioni, per la Francia, ad esempio, è facilissimo, ha tutto il nucleare”.
Per il think tank italiano Ecco, l‘avvio di nuovi processi, come il Global Implementation Accelerator e la Missione di Belém a 1.5, offre strumenti concreti per consentire ai Paesi di collaborare, ciascuno seguendo il proprio percorso, per far progredire le proprie transizioni energetiche e definire “come” eliminare gradualmente i combustibili fossili. Per Luca Bergamaschi, co-fondatore e direttore esecutivo, “il risultato di questa Cop è un testo di compromesso che fornisce una prima risposta, non scontata nell’attuale contesto geopolitico, su come colmare il divario tra le politiche attuali e l’obiettivo di 1,5°C. L’Europa ha svolto un ruolo positivo nel convincere i paesi ad accettare di aumentare la propria ambizione. Si riafferma l’Accordo di Parigi come principio guida della cooperazione internazionale e dimostra che la maggior parte dei Paesi, con l’Europa al centro, è pronta a intraprendere un percorso di abbandono dei combustibili fossili. Questo percorso riflette la direzione intrapresa dall’economia reale e dalla finanza, con investimenti in energia pulita destinati a raddoppiare quelli in combustibili fossili entro il 2024, nonché le esigenze della società”.