LA GIORNATA

Corruzione, indice percezione: l’Italia peggiora. Anac: altro passo indietro

  • Macron, ‘alla Ue serve debito comune europeo di 1.200 miliardi all’anno’
  • Coima: negli ultimi sei mesi finalizzate operazioni per oltre 1 mld
  • FS, Trenitalia lancia il nuovo brand per il Frecciarossa

 

11 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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Il punteggio dell’Italia nell’Indice di percezione della corruzione nel settore pubblico passa da da 54 nel 2024 a 53 nell’edizione 2025 pubblicata da Transparency International. Viene confermata la cinquantaduesima posizione nella classifica globale che conta 182 Paesi/territori in tutto il mondo e la diciannovesima nell’Unione Europea dove il punteggio medio è di 62 su 100. Tra i Paesi dell’Ocse l’Italia è trentunesima su 38-Dopo il crollo di dieci posizioni dell’anno scorso” dell’Italia nell’indice di percezione della corruzione “c’è stato un altro passo indietro, è un lento veloce declino, ma la situazione non è felice”, ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, alla presentazione dell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International. “Una tendenza che c’è è quella di prendersela col termometro”ma “questo è un indice che unisce tutto il mondo, che consente di misurare a livello globale, è un termometro che va preso molto sul serio e non mai sottovalutato”, ha sottolineato. Per Busia il fatto “che si vada male è che anche in Europa si siano fatti purtroppo passo indietro, non deve essere un elemento che non fa guardare con preoccupazione i passi indietro che ci sono”. Il presidente dell’Anac è poi tornato sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio che “è tutt’altro che banale” e ha lasciato “un vuoto”. Dobbiamo continuare “ed è quello lo sforzo che stiamo facendo – ha poi aggiunto – a coniugare anticorruzione ed efficienza”. Per Busia, inoltre, “abbiamo bisogno per la prevenzione della corruzione di rivedere in modo organico, in modo ponderato, gli istituti, non in modo da colpevolizzare, accentuare, creare lacci che nessuno vuole, ma creare garanzie per l’integrità, creare in modo equilibrato e armonico delle garanzie che possano far sì che quella imparzialità che sta scritta nella Costituzione sia davvero garantita nel nostro ordinamento”

Macron, ‘alla Ue serve debito comune europeo di 1.200 miliardi all’anno’

“Oggi, abbiamo tre battaglia da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantico”: lo dice, in merito alla sua nuova “dottrina economica europea”, il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista a 7 quotidiani europei. “In tutti questi settori – dice Macron – investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l’Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest’investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po’ di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto”. Il presidente francese ricorda che “Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all’anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all’anno”.”Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L’Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via”.

Ue, ‘in arrivo quadro per la resilienza climatica, avrà misure di sostegno’

La Commissione europea “sta preparando un quadro europeo integrato per la resilienza climatica, un programma di sostegno per costruire la resilienza fin dalla progettazione: comprenderà una proposta legislativa snella e misure di sostegno”. Lo ha confermato la commissaria Ue per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, nel dibattito alla plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo sugli eventi meteorologici estremi in Spagna, Portogallo, Italia meridionale, Malta e Grecia. “I cittadini, le imprese e i responsabili politici hanno bisogno di informazioni migliori sulle realtà climatiche che potrebbero dover affrontare e su come prepararsi a tali impatti. Il quadro integrato contribuirà a chiarire la responsabilità dei rischi, a sfruttare le conoscenze sul campo e a garantire la flessibilità necessaria per tenere conto delle circostanze particolari di ciascuno Stato membro dell’Ue”, ha anticipato.

Clima, da Pe via libera finale a target -90% emissioni al 2040

Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio sulle modifiche alla legge UE sul clima, per includere un nuovo obiettivo climatico UE intermedio e vincolante per il 2040, che prevede la riduzione delle emissioni nette di gas serra (GHG) del 90% rispetto ai livelli del 1990, on l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. L’accordo è stato votato con 413 voti favorevoli, 226 contrari e 12 astensioni.

Coima: negli ultimi sei mesi finalizzate operazioni per oltre 1 mld

Coima,leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali, ha finalizzato nel corso degli ultimi sei mesi operazioni di finanziamento per oltre 1 miliardo di euro, di cui circa 450 milioni nel solo mese di dicembre, a supporto sia di nuove acquisizioni – tra cui gli immobili situati in via Carcani 61 a Roma e in via Paleocapa 7 a Milano – sia del rifinanziamento di asset già presenti in portafoglio, e in fase di stabilizzazione o con finanziamenti in scadenza. Una quota significativa di queste operazioni – pari a oltre il 50% – è stata strutturata come Green Loan (GL) o Sustainability-Linked Loan (SLL), confermando il focus strategico di COIMA sull’integrazione dei criteri ESG nei processi finanziari. I Green Loan sono stati prevalentemente impiegati per finanziare asset già allineati alla Tassonomia UE o per supportare interventi mirati a raggiungerne l’allineamento, con particolare attenzione all’elevata prestazione energetica degli edifici e al rispetto dei criteri ambientali previsti dalla normativa europea. I Sustainability-Linked Loan, invece, hanno sostenuto progetti di riqualificazione volti a migliorare le performance ambientali degli immobili, attraverso obiettivi specifici come la progressiva eliminazione dei combustibili fossili dagli impianti, l’efficientamento energetico tramite interventi su involucro edilizio e sistemi HVAC e l’integrazione di fonti rinnovabili onsite. Tra le principali operazioni del 2025 si segnala il finanziamento green di Pirelli 35, immobile direzionale multitenant oggetto di una riqualificazione conclusa a giugno 2024, per un importo di 220 milioni di euro realizzato con il coinvolgimento di BayernLB, Caixa Bank e Unicredit. È stato inoltre perfezionato il finanziamento sustainability linked loan del fondo Core I, dotato di un portafoglio composto da sette immobili situati a Milano e a Roma, per un valore di 120 milioni di euro, interamente sottoscritto da Credit Agricole e ING. Nel corso degli ultimi 6 mesi COIMA ha infine ampliato il numero degli istituti di credito coinvolti nelle operazioni di financing, con banche nazionali e internazionali come BCC Milano e Caixa Bank, a conferma della crescente attrattività e solidità delle iniziative promosse. Fulvio Di Gilio, Chief Financial Officer del Gruppo COIMA, commenta: “Nel contesto di un mercato del credito bancario sempre più selettivo, COIMA prosegue nella crescita del proprio ruolo fiduciario con il sistema bancario nazionale e internazionale, anche attraverso collaborazioni industriali nel settore dei real asset. Abbiamo concluso con successo operazioni di finanziamento per oltre 1 miliardo di euro, a conferma della fiducia degli istituti di credito nella qualità dei nostri asset e nelle nostre competenze operative”. Ad oggi, i finanziamenti complessivi dei veicoli gestiti da COIMA SGR sono pari a 3,8 miliardi di euro, di cui il 48% rappresentato da sustainability linked e/o green loan.

Fs, Trenitalia lancia il nuovo brand per il Frecciarossa

Frecciarossa cambia volto e guarda al futuro dell’Alta Velocità. Il brand diTrenitalia (Gruppo FS) inaugura una nuova fase della propria evoluzione industriale con il lancio del nuovo logo e di un’identità visiva rinnovata, che accompagnano l’ingresso in flotta dei Frecciarossa di ultima generazione e il rafforzamento complessivo dell’offerta del Gruppo. La presentazione ufficiale del nuovo logo si è tenuta ieri  alla stazione di Milano Centrale. Nel corso dell’evento, al binario 21 della stazione di Milano Centrale, era presente anche il Frecciarossa con la “Effe” rinnovata sul muso e il nuovo logo applicato sulle fiancate e negli interni. «Il nuovo logo Frecciarossa rappresenta un’evoluzione coerente con il percorso industriale che stiamo portando avanti – ha dichiarato Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia – ed è il simbolo di un rinnovamento che accompagna la crescita del brand, puntando su innovazione e qualità del servizio. Lo affianchiamo all’ingresso in flotta dei Frecciarossa di nuova generazione, simbolo dell’eccellenza tecnologica e stilistica italiana, progettati per offrire il massimo in prestazioni, comfort, sicurezza e sostenibilità. È un passo ulteriore nel rafforzamento dell’Alta Velocità italiana in Europa e nella costruzione di un sistema di mobilità sempre più moderno, integrato e orientato al futuro». «Con il lancio del nuovo logo Frecciarossa il Gruppo FS rafforza la propria visione strategica e il ruolo che svolge al servizio del sistema Paese», ha affermato Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS Italiane. «È un segno identitario che rafforza il posizionamento del brand. Al tempo stesso, rende visibile una strategia volta a consolidare la mobilità nazionale ed europea attraverso investimenti, innovazione e qualità dei servizi, accompagnando la modernizzazione delle infrastrutture, la transizione sostenibile e contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell’Italia».

Il marchio trae origine dal disegno della livrea dei treni, a sua volta ispirata alla forma della freccia, e prende corpo in una “F” dal tratto deciso, inclinata di 45 gradi, che restituisce il profilo aerodinamico dei convogli e ne interpreta visivamente il movimento, la velocità e la tensione verso il futuro. Il segno grafico è essenziale e contemporaneo, concepito per rappresentare dinamismo e performance. La lettera richiama i valori che guidano il brand: Future, per evocare modernità, innovazione tecnologica e una mobilità sempre più sostenibile; Forward, come spinta in avanti e dinamismo; Fast, espressione della velocità dell’Alta Velocità; First, per rappresentare eccellenza e qualità; e For All, a sottolineare accessibilità, inclusività e una visione della mobilità pensata per tutte le persone e per connettere i territori in modo sempre più ampio. Il nuovo marchio sarà progressivamente applicato su tutta la flotta Frecciarossa e su tutti gli spazi e supporti Trenitalia, a partire dalle FRECCIALounge di RomaTermini e Milano Centrale, per poi estendersi in modo graduale a tutti gli altritouchpoint. In parallelo, la nuova identità si arricchisce con un sound logo ispirato al codice Morse e con il progetto di certificazione del “Rosso Frecciarossa”, sviluppato in collaborazione con Pantone Color Institute, per rafforzare la riconoscibilità del brand. Il rinnovo della flotta Frecciarossa rientra tra gli obiettivi del Piano Strategico del Gruppo FS e punta a offrire un servizio sempre più moderno, innovativo e sostenibile. Il piano di consegna progressiva di 46 nuovi convogli Frecciarossa, con quattro consegne avvenute entro lo scorso dicembre, è stato rispettato: con l’entrata in servizio odierna del quinto treno si conferma la piena attuazione del programma. I Frecciarossa di nuova generazione sono progettati da Hitachi Rail e realizzati negli stabilimenti italiani di Pistoia e Napoli. Il rinnovamento dell’identità accompagna una rete in continua espansione: ogni giorno Frecciarossa opera circa 270 collegamenti verso oltre 130 destinazioni, con più di 130 mila posti disponibili, integrati dai servizi FrecciaLink che collegano località turistiche, montane e città d’arte con fino a 14 bus al giorno su sette rotte attive. In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Trenitalia – Premium Partner dell’evento – ha previsto collegamenti potenziati e soluzioni integrate treno-bus per raggiungere le sedi di gara, compresiprolungamenti verso Malpensa nei weekend olimpici. Lo scorso dicembre sono inoltre state introdotte delle azioni mirate per rispondere ai picchi di domanda, come l’impiego dei Frecciarossa in doppia composizione sulle tratte più richieste,collegamenti notturni tra Milano e il Sud ed estensioni stagionali versoBardonecchia, Bolzano, Pescara e Pompei, a conferma di una rete sempre più flessibile e orientata alle esigenze di mobilità del Paese.

Ponte sullo Stretto, Ciucci: massimo rispetto per la Corte dei Conti

 “I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti, quindi, contrariamente a quanto afferma l’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto”. Lo dichiara in una nota l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. “Risulta priva di fondamento anche l’affermazione che ‘il bando iniziale era un project finance’, infatti la gara a suo tempo effettuata per il Contraente generale non prevedeva alcun Project finance. Il cosiddetto Project finance, previsto inizialmente (40% di capitale sottoscritto principalmente dall’Azionista Fintecna e il 60% da reperire sul mercato finanziario), riguardava unicamente la Società Stretto di Messina, senza coinvolgere il Contraente Eurolink. Quindi non c’è stata alcuna modifica delle condizioni di gara. L’aumento del corrispettivo per il Contraente generale, fissato in 10,5 miliardi e non 14,5 come erroneamente affermato da Bonelli, come più volte spiegato, è da attribuire pressoché esclusivamente all’aumento dei prezzi, che non rileva ai fini della direttiva Ue Appalti, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione, non solo in Italia. È  importate ricordare che nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione e che il dialogo prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione Europea”.

Newcleo ed Eagles siglano intesa europea su prototipo di reattore avanzato

La startup italiana newcleo e il Consorzio europeo Eagles – di cui fanno parte Ansaldo Nucleare ed Enea per l’Italia, Raten per la Romania e Sck Cen per il Belgio – hanno firmato un accordo di collaborazione per la realizzazione di Leandrea, un prototipo di reattore nucleare che sarà sviluppato entro il 2034 presso l’istituto di ricerca belga Sck Cen.    L’intesa è stata siglata a Bruxellesnel corso della conferenza ‘Taking the Lead’, dedicato al progetto Eagles-300 – mini reattore veloce raffreddato a piombo che sarà sviluppato in Europa entro il 2039 – alla presenza del ministro dell’Energia belga, Mathieu Bihet.

Ediliziacrobatica, nel 2025 ricavi +9,3% a 116,7 mln

Ediliziacrobatica ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati per 166,73 milioni, in aumento del 9,3% rispetto al 2024. E’ quanto emerge dai dati esaminati dal cda, non sottoposti a revisione contabile. In Italia, le vendite sono salite dell’8% a 131,7 milioni, in Francia del 30,8% a 5,39 milioni, in Spagna del 27% a 2,59 milioni, nel Principato di Monaco del 16,7% a 1,19 milioni e nel Medio Oriente del 10,8% a 13,67 milioni. ‘Il 2025 e’ stato un anno di consolidamento e sviluppo – ha commenta l’a.d. Anna Marras -. La crescita del gruppo e’ stata trainata in modo significativo dalle attivita’ internazionali, mentre in Italia abbiamo lavorato sul rafforzamento del perimetro e sull’evoluzione dell’offerta. Un percorso che conferma la solidita’ del nostro modello industriale e la capacita’ di creare valore nel tempo’.

Pa, Zangrillo: “Capitale umano al centro della trasformazione”

“Il punto di partenza è il capitale umano: l’unico fattore su cui dobbiamo puntare per far crescere le nostre organizzazioni e offrire servizi sempre più efficienti agli utenti, cittadini e imprese”. Lo ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo oggi all’iniziativa “Capitale umano, valore pubblico. Formare per innovare la PA”, promossa da Formiche presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato come la trasformazione della Pubblica amministrazione passi innanzitutto dalla valorizzazione delle persone. “Non si tratta più di numeri, ma di persone di cui prenderci cura, valorizzare, capire i punti di forza e di debolezza”. Zangrillo ha quindi richiamato i risultati raggiunti sul fronte del reclutamento, ricordando l’inversione di tendenza dopo anni di blocco del turnover: “Negli ultimi tre anni sono state assunte oltre 600mila persone, un processo reso possibile anche grazie al portale inPA, divenuto l’unica porta di accesso alla Pubblica amministrazione, che conta circa 3 milioni di utenti registrati, più della metà dei quali under 40”. Nel corso dell’incontro, è stata ribadita la centralità degli strumenti e dei percorsi di formazione promossi dal Dipartimento della funzione pubblica, a partire dalla piattaforma Syllabus, insieme ai Poli formativi territoriali, ai programmi di alta formazione “Essere PA” e “Leadership e performance” e al progetto PerFormaPA. Tutte iniziative che hanno consentito di passare da una media di appena 6 ore annue di formazione per dipendente a circa 40 ore, rafforzando competenze, capacità manageriali e leadership all’interno delle amministrazioni.

Zangrillo ha infine ricordato il disegno di legge sul merito, approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, che introduce per la prima volta nel settore pubblico percorsi di carriera e di crescita attraverso la valutazione dei risultati raggiunti sul campo e delle capacità acquisite. “Saremo proprio noi, con i nostri comportamenti e le nostre azioni quotidiane, a disegnare il futuro delle amministrazioni, mettendo a terra iniziative e progetti concreti per farli camminare sulle gambe delle nostre persone”, ha concluso il ministro.

Uber e itTaxi rinnovano la partnership per i servizi di mobilità urbana

 Uber e itTaxi, il più grande network di tassisti in Italia hanno annunciato il rinnovo della loro partnership strategica per ulteriori cinque anni, consolidando la collaborazione avviata nel 2022. Lo si legge in una nota nella quale si sottolinea che “i dati del primo triennio ne confermano la solidità”, Dal lancio della partnership gli utenti hanno effettuato oltre 20 milioni di richieste di taxi tramite l’app Uber e, solo nell’ultimo anno, i viaggi in taxi prenotati in Italia attraverso l’app sono cresciuti di circa il 40%.   “La collaborazione – si legge – ha contribuito alla crescita complessiva del settore, come dimostra l’aumento degli autisti aderenti al network di itTaxi, un segnale concreto di un rafforzamento della visibilità del servizio taxi e della capacità di intercettare nuova domanda, proveniente tanto dagli utenti italiani quanto da quelli internazionali. Benefici concreti si sono registrati anche per gli autisti: la riduzione dei tempi morti tra una corsa e l’altra ha consentito ai tassisti di lavorare in modo più efficiente e di rendere più produttivo il proprio turno di lavoro. Nel corso della collaborazione, inoltre, la commissione applicata da Uber sulle corse taxi è rimasta invariata, a conferma della stabilità e trasparenza del rapporto”. L’accordo è attualmente attivo in circa 50 comuni, tra cui le città capoluogo Bergamo, Bologna, Cagliari Catania, Como, Firenze, Lodi, Milano, Monza (Monza e Brianza), Napoli, Salerno, Nuoro, Oristano, Olbia, Padova, Palermo, Pescara, Pisa, Roma, Siena, Siracusa, Trapani, Trieste, Venezia, Vicenza.

Arera, bollette sospese per 6 mesi nei territori colpiti dal ciclone Harry

Arera ha approvato un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a favore delle popolazioni delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia, tra cui il Comune di Niscemi, interessate dagli effetti del Ciclone Harry a partire dal 18 gennaio 2026. La delibera, che arriva a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio, riguarda tutte le utenze e forniture di famiglie e attivita’ produttive nei Comuni danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici, individuati dall’ordinanza 1180 del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 30 gennaio 2026. Le misure si applicano a tutte le fatture e agli avvisi di pagamento emessi o da emettere con scadenza a partire dal 18 gennaio 2026, compresi eventuali costi per le prestazioni di allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro o gli ulteriori corrispettivi eventualmente previsti dai gestori del settore rifiuti. Allo stesso modo verranno sospese le procedure di distacco per morosita’, anche verificatesi prima della stessa data. Come gia’ previsto per i mutui, per accedere alle agevolazioni i titolari delle utenze e forniture interessate dovranno presentare richiesta al proprio fornitore entro il 30 aprile 2026. Al termine del periodo di sospensione dei termini di pagamento delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere, gli importi oggetto di sospensione dovranno essere rateizzati su un periodo minimo di 12 mesi, senza discriminazione e senza applicazione di interessi a carico dei clienti e utenti, al fine di agevolare la ripresa dei pagamenti e ridurre l’impatto economico sulle famiglie e sulle imprese colpite. Con questo intervento, Arera intende garantire la continuita’ dei servizi essenziali e offrire un primo sostegno concreto alle popolazioni colpite, nelle more dell’adozione di eventuali ulteriori misure straordinarie da parte delle autorita’ competenti.

Mase, arrivano nuove linee guida per la verifica climatica: infrastrutture italiane a prova di futuro e fondi Ue

L’Italia accelera sulla protezione del territorio e la sostenibilità delle opere pubbliche con il varo delle nuove “Linee guida per l’integrazione della verifica climatica nelle valutazioni ambientali”. Il documento, definisce il quadro operativo per rendere obbligatoria la “prova del clima” per tutti i progetti infrastrutturali che aspirano ai fondi della politica di coesione europea 2021-2027. L’obiettivo è duplice: da un lato contenere le emissioni climalteranti per raggiungere la neutralità entro il 2050, dall’altro garantire che ponti, strade e impianti siano in grado di resistere a eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.Questo percorso tecnico e normativo è il risultato di un lavoro corale coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in stretta collaborazione con il Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È quanto emerge dal testo ufficiale, che ha beneficiato del supporto tecnico dell’iniziativa BEI-JASPERS e del contributo attivo di diverse autorità regionali e proponenti, coinvolti per massimizzare l’efficacia pratica delle misure di adattamento. Il cuore delle nuove disposizioni risiede nella volontà di allineare la pianificazione nazionale agli orientamenti tecnici della Commissione europea per infrastrutture a prova di clima. Le linee guida non si limitano a fornire istruzioni burocratiche, ma offrono un supporto concreto per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, già declinati nelle Strategie regionali di sviluppo sostenibile (SRSvS) e in quelle di adattamento ai cambiamenti climatici (SRACC). Attraverso questo documento, la “Verifica Climatica” (VC) entra ufficialmente nei processi di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), garantendo che la variabile climatica non sia più un elemento accessorio, ma un pilastro fondante della progettazione. Per quanto riguarda la mitigazione, le linee guida raccomandano l’utilizzo delle metodologie della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per calcolare l’impronta di carbonio dei progetti. La soglia critica è fissata a 20.000 tonnellate di CO2 equivalente l’anno: al di sopra di questo valore, è richiesta un’analisi economica approfondita che includa la monetizzazione delle emissioni e la verifica della compatibilità con i target UE al 2030 e 2050. Questo passaggio è fondamentale per orientare gli investimenti verso la decarbonizzazione, promuovendo l’efficienza energetica e la sostituzione delle fonti fossili con le rinnovabili già nella fase embrionale dei piani e dei programmi.

Il secondo pilastro, quello della resilienza, mira a garantire che l’infrastruttura mantenga la sua funzionalità nel tempo nonostante nubifragi, ondate di calore, siccità o l’innalzamento del livello del mare. L’analisi proposta si articola attraverso lo studio della sensibilità degli asset e dell’esposizione della localizzazione specifica. Le linee guida pongono un forte accento sulla necessità di disporre di mappe di rischio climatico aggiornate e proiezioni basate sui modelli IPCC. Qualora emerga una vulnerabilità media o alta, il proponente è tenuto a individuare misure di adattamento mirate, che possono essere strutturali, come modifiche al progetto, o non strutturali, come sistemi di allerta precoce e piani di manutenzione potenziati. Secondo la visione del Ministero, la fase di VAS rappresenta l’occasione ideale per anticipare la valutazione dei rischi. Intervenendo a livello di piani e programmi, è possibile orientare le scelte localizzative verso aree meno vulnerabili e promuovere modelli di mobilità e consumo a minore impatto. Le linee guida dettagliano come inserire la verifica climatica nel Rapporto Preliminare e nel Rapporto Ambientale, fornendo ai pianificatori strumenti per confrontare le alternative e definire sistemi di monitoraggio efficaci. In questo modo, la VAS diventa un “setaccio” che permette di selezionare solo gli interventi realmente sostenibili, riducendo i tempi delle successive autorizzazioni a livello di singolo progetto.

Per i singoli interventi sottoposti a VIA, la verifica climatica si inserisce direttamente nello Studio di Impatto Ambientale (SIA). Qui l’analisi diventa granulare: si valutano le emissioni dirette e indirette e si analizzano le conseguenze fisiche, sociali ed economiche di eventuali guasti dovuti al clima. Il testo sottolinea come la documentazione di VIA debba riassumere tutte le analisi svolte, riportando chiaramente nelle conclusioni se la verifica sia stata completata in modo soddisfacente. Questo garantisce trasparenza non solo per le autorità competenti, ma anche per i cittadini e le imprese, assicurando che le opere realizzate siano sicure e durature. A completamento del quadro normativo, il documento individua otto diversi casi di applicazione, che variano a seconda che il progetto sia ricompreso in piani sottoposti a VAS o che debba affrontare integralmente la procedura di VIA. È la fotografia scattata da un sistema che non vuole lasciare zone grigie: anche i progetti che non ricadono nelle fattispecie di VIA, ma che richiedono finanziamenti europei, devono sottostare a un’analisi dedicata. Ad arricchire il manuale ci sono sette allegati tecnici, che includono tabelle di screening, elenchi dei soggetti con competenza ambientale (SCA), banche dati climatiche e una rassegna della normativa di riferimento, fornendo a professionisti e amministrazioni tutto il necessario per operare con rigore scientifico.

Opere di difesa rigide e costa, un passo avanti nella conoscenza: pubblicato il geodatabase Ispra

L’Italia oggi ha quasi un quinto della costa interessato dalla presenza di opere rigide di difesa: al 2020 si trattava di più di 1.500 km di costa, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, più di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66%. Dal 2020 ad oggi, seguendo lo stesso trend, si aggiungerebbero circa ulteriori 50 km circa.

I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate; l’innalzamento del livello del mare e le alterazioni dei regimi di vento e delle correnti amplificano l’energia delle onde, accelerando i processi di erosione costiera e aumentando la vulnerabilità delle coste già fragili. In questo contesto, episodi come il ciclone Harry, che si è recentemente abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono più eventi isolati, ma segnali di una tendenza strutturale che si aggiunge agli effetti di alcune attività umane e richiede strategie di adattamento e gestione costiera sempre più integrate e basate su evidenze scientifiche.

Eventi come questi hanno riportato l’attenzione sulle conoscenze e sugli strumenti che possono essere applicati per evitare il ripetersi di fenomeni come quelli accaduti nei giorni scorsi, a partire dalla mappatura dagli interventi già realizzati, soprattutto le opere di difesa “rigide”, come le scogliere, in ulteriore sviluppo nonostante le Linee Guida nazionali sottolineino come si tratti di soluzioni tali da limitare gli impatti in alcuni siti specifici, ma che allo stesso tempo limitano il ripascimento naturale su interi tratti costieri, bloccando il trasposto di sedimenti lungo la costa.

Negli scorsi decenni sono state istallate lungo la costa quasi 11.000 opere di difesa rigide, che interagiscono in modo diverso con le aree naturali circostanti. Ad esempio, in Liguria sono molto comuni le istallazioni di pennelli, cioè di scogliere perpendicolari alla costa capaci di intrappolare la dinamica sedimentaria. Lungo le regioni adriatiche il grosso delle spiagge è interessato dalla presenza di varie tipologie di scogliere staccate dalla linea di riva, capaci di limitare le onde e quindi l’effetto delle mareggiate. Spesso poi le opere rigide acquisiscono forme particolari per funzionamenti specifici, come il sistema di grandi pennelli “a T” lungo la costa tirrenica calabrese.

Conoscere e poter integrare negli studi futuri le opere rigide costruite ed i tratti di costa interessati da questi interventi, diventa oggi un elemento chiave per attuare strumenti più efficaci, come una pianificazione coordinata ed azioni locali, tipicamente i ripascimenti delle spiagge.

ISPRA ha pubblicato e distribuito gratuitamente, sotto forma di un geoDB, i dati che identificano e caratterizzano i tratti di costa italiana interessati dalla presenza delle opere di difesa rigide installate sul nostro territorio, quei tratti che risentono dell’influenza di strutture come scogliere, pennelli, muraglioni in cemento o scogliere radenti alla costa. La pubblicazione di questo geoDB si affianca a quella dei geoDB ISPRA “Assetto Costiero”, che prendono in esame l’intero assetto nazionale, compresa la mappatura in alta risoluzione di tutte le opere di difesa costiera rigide presenti lungo il litorale italiano e che, seguendo la direttiva europea INSPIRE, sarà prossimamente aggiornato grazie ai risultati del PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration).

Il GeoDB rappresenta il riferimento italiano nell’ambito della definizione della linea di costa, offrendo un ulteriore elemento utile per il monitoraggio, la pianificazione e la progettazione costiera. LINK AL GEODB: https://tinyurl.com/4nybzxpf

Il mercato della casa connessa tocca quota 1 miliardo, +11%. PoliMi, oltre 6 italiani su 10 hanno in casa dispositivi smart

In Italia il mercato della casa connessa continua a crescere, nel 2025 tocca per la prima volta quota 1 miliardo di euro e registra un incremento dell’11% su anno, in linea con i principali mercati europei. Oltre 6 italiani su 10 hanno in casa dispositivi smart, l’Intelligenza artificiale sta diventando un elemento centrale nell’automazione domestica. Sono i principali risultati di una ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano. presentata oggi.
Il mercato italiano, secondo l’analisi, è trainato soprattutto dalle soluzioni per la sicurezza, con videocamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni e serrature connesse, che valgono 305 milioni di euro, pari al 30% del mercato (+22%). Seguono gli elettrodomestici connessi, che generano 195 milioni di euro (20%), grazie soprattutto alla crescita dei piccoli elettrodomestici smart. E poi dispositivi per il risparmio energetico (14% del mercato, 142 milioni di euro) e smart speaker (11%, 112 milioni di euro). Oltre sei italiani su dieci (63%) possiedono almeno un dispositivo smart con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Oltre metà degli utenti (51%) ha effettivamente connesso i dispositivi acquistati, “segnale di una percezione sempre più concreta del valore generato dalle soluzioni smart”. L’interesse dei consumatori resta elevato, in particolare verso applicazioni in grado di migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativo: il 71% degli utenti è interessato a soluzioni per ottimizzare i consumi energetici della propria abitazione. “In questo contesto, bonus e incentivi per la smart home potrebbero giocare un ruolo determinante, contribuendo a una riduzione dei consumi energetici annuali”, si aggiunge. “L’Intelligenza artificiale è diventata un elemento centrale non solo per l’automazione domestica, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dei consumi energetici ma anche come principale leva di differenziazione tra funzionalità di base gratuite e servizi avanzati ad alto valore aggiunto”, spiega Angela Tumino, Direttrice dell’Osservatorio Internet of Things.

Ia, Eurostat: In Ue nel 2025 Italia con utilizzo più basso tra giovani (47,2%)

Secondo Eurostat, tra i paesi dell’Ue le quote più elevate di persone di età compresa tra 16 e 24 anni che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale generativa sono state registrate in Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%). Le quote più basse sono state registrate in Romania (44,1%), Italia (47,2%) e Polonia (49,3%). Nel 2025, il 63,8% dei giovani di età compresa tra 16 e 24 anni nell’Ue utilizzava strumenti di intelligenza artificiale (IA) generativa. Questa percentuale è quasi il doppio rispetto alla percentuale di persone nella popolazione generale che utilizzava questi strumenti (32,7% nella fascia di età 16-74 anni).

Kervis Sgr entra nel settore hospitality, accordo con Ruby Group per una nuova struttura a  Milano

 Kervis SGR, gruppo specializzato in Real Estate con focus su acquisizione, gestione e sviluppo di iniziative immobiliari sul mercato italiano per conto di primari investitori istituzionali e family office, fa il proprio ingresso nel settore hospitality siglando un accordo con Ruby Group per la realizzazione di un hotel lifestyle nel quartiere Isola a Milano. L’operazione vede Kervis SGR nel duplice ruolo di investitore, attraverso il fondo Kervis Real Estate Fund II (KREF II), e sviluppatore. Ruby Group, che attualmente gestisce 21 hotel in tutta Europa e ne ha in pipeline altri 18, sarà il gestore della nuova struttura di 128 camere che nascerà dalla riconversione di un complesso immobiliare a uso misto di 7.500 metri quadri. CBRE, società di consulenza per investimenti immobiliari, ha agito in qualità di advisor per la selezione dell’operatore. Il progetto Lario–Stelvio nasce con l’obiettivo di riqualificare una serie di edifici dismessi, situati nel cuore del quartiere Isola fra le vie Lario e Stelvio, valorizzandone le peculiarità: sarà preservata la scala dell’ex scuola dell’infanzia, così come l’ex magazzino industriale, destinato a ospitare un’area food & beverage aperta anche al quartiere; il ritmo modulare degli ex uffici viene reinterpretato per accogliere le camere d’albergo, mentre il cortile centrale, oltre a riconnettere le proprietà frammentate, offre uno spazio destinato alla socialità. La sostenibilità è il cardine del progetto, attraverso un approccio di rigenerazione urbana circolare: la conservazione degli edifici esistenti consente una significativa riduzione delle emissioni rispetto a una demolizione e ricostruzione integrale. L’intervento prevede la minimizzazione degli scavi e un’ottimizzazione delle distribuzioni interne; la concentrazione delle funzioni e dei flussi attorno al cortile consente inoltre di migliorare il controllo microclimatico e le prestazioni passive. Il progetto utilizza piattaforme BIM completamente integrate come strumenti predittivi e decisionali, consentendo il coordinamento in tempo reale dei parametri strutturali, impiantistici ed economici. La modellazione digitale è stata impiegata per testare scenari alternativi, anticipare criticità e orientare le scelte progettuali sulla base di dati misurabili, secondo un approccio design-to-value. Il modello BIM costituirà inoltre la base per la futura gestione operativa dell’hotel, supportando manutenzione, monitoraggio del ciclo di vita e ottimizzazione delle performance. “La firma degli accordi con Ruby Group segna l’avvio di una collaborazione con uno dei marchi più dinamici del panorama degli urban lifestyle hotels”, ha affermato Giancarlo Patri, Partner e Head of Investment Management di Kervis SGR. “L’operazione, che porta il brand per la prima volta a Milano, rafforza il posizionamento di Kervis in un segmento in crescita strutturale, valorizzando un asset urbano attraverso un intervento di adaptive reuse che unisce qualità architettonica, sostenibilità e beneficio per la città. Questo investimento riflette inoltre la nostra strategia di lungo periodo: collaborare con operatori internazionali leader di mercato per generare valore sostenibile e rendimenti attrattivi per i nostri investitori, contribuendo al contempo allo sviluppo dei contesti urbani in cui operiamo”. “Milano è un mercato europeo strategico, caratterizzato da una forte domanda durante tutto l’anno sia per viaggi d’affari che di piacere, grazie al profilo internazionale della città e alla sua cultura del design”, ha commentato Catherine Hilt, Head of Development Southern Europe di Ruby Group. “L’attenzione di Milano all’efficienza, all’individualità e alla qualità del design si sposa perfettamente con il brand Ruby. La location individuata nel quartiere Isola rappresenta una scelta ideale per il nostro concetto di Lean Luxury, che ci permette di offrire un’esperienza di ospitalità contemporanea e autentica, pensata per le esigenze dei viaggiatori di oggi. Questo progetto costituisce una tappa importante nell’espansione del nostro portafoglio in Italia”. Da febbraio 2025 il brand Ruby Hotels fa parte del portfolio IHG Hotels & Resorts. FLa conclusione dei lavori per il nuovo hotel, ispirato alla filosofia Lean Luxury di Ruby che offre soluzioni di lusso accessibile per una clientela attenta allo stile, è prevista nel 2028.

Fincantieri, Wass si aggiudica commessa da oltre 200 mln dalla Difesa saudita

Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems – leader nella progettazione e nello sviluppo di sistemi avanzati per la difesa subacquea – ha ottenuto un importante ordine dal Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90. Con un valore superiore ai 200 milioni di euro, l’accordo rappresenta il più grande contratto nei 150 anni di storia di WASS e segna un nuovo record in termini di acquisizioni dopo quello recentemente siglato con la Marina Indiana. La firma del contratto è stata annunciata in occasione del World Defence Show 2026, in corso a Riyadh, tra Andrea Adorni CEO di WASS, e S.E. Ibrahim bin Ahmed al-Suwayed, Viceministro per gli Armamenti e gli Approvvigionamentidel Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita. Presenti anche Dr. Khalid Bin Hussien AlBayari, Assistente del Ministro della Difesa per gli Affari Esecutivi e l’Amministratore delegato e Direttore Generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero. Il programma sarà gestito dallo stabilimento WASS di Livorno, centro di eccellenza nei sistemi subacquei, con consegne previste tra il 2029 e il 2030.

Il siluro MU90, riferimento della terza generazione di siluri leggeri (LWT), è già in servizio presso la Marina Militare e oltre dieci marine militari internazionali. Progettato e realizzato con tecnologie all’avanguardia, è concepito per rispondere a qualsiasi esigenza operativa, in ogni scenario e ambiente, e per affrontare le missioni di guerra antisommergibile (ASW) più complesse. Il siluro MU90 può essere impiegato da una vasta gamma di piattaforme – unità navali di superficie, velivoli ad ala fissa e ad ala rotante – rappresentando un prodotto di punta nel settore della difesa subacquea.

Oltre ai siluri, il contratto comprende anche un pacchetto di servizi di supporto logistico per la Royal Saudi Naval Force. Si tratta del primo ordine siglato da WASS direttamente con il Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita – un mercato strategico per Fincantieri – e apre la strada a future sinergie commerciali.

L’intesa rappresenta un traguardo fondamentale nell’espansione del Gruppo nel Regno e consolida ulteriormente il suo posizionamento strategico nel Paese. Dopo l’apertura, nel 2024, di Fincantieri Arabia for Naval Services a Riyadh, il Gruppo ha rafforzato la propria presenza regionale, confermando il proprio impegno di lungo periodo. A questo nuovo ordine si affiancano le collaborazioni in corso con primarie istituzioni saudite, tra cui la Saudi Red Sea Authority (SRSA) e la King Abdullah University of Science and Technology (KAUST), che ribadiscono il ruolo di Fincantieri come partner di riferimento per lo sviluppo delle capacità marittime e industriali del Regno.  “Questo contratto – commenta Folgiero –  rappresenta un traguardo di particolare rilevanza per WASS e per l’intero Gruppo Fincantieri. Conferma l’eccellenza tecnologica e l’affidabilità dei nostri sistemi underwater, nonché la nostra capacità di operare come partner di riferimento in programmi di difesa altamente strategici e complessi. Questo risultato rafforza concretamente la nostra presenza industriale in Arabia Saudita, mercato chiave per il Gruppo, e testimonia l’impegno di lungo periodo nel supportare lo sviluppo delle future capacità navali del Regno attraverso soluzioni avanzate, cooperazione industriale e una presenza locale strutturata, con un approccio integrato end-to-end”.

Singapore porto sicuro: investimenti record

 L’Edb, agenzia governativa singaporeana incaricata di pianificare le strategie industriali e attrarre investimenti, ha pubblicato i dati relativi agli investimenti diretti esteri, confermando che la città-stato continua a essere un porto sicuro per i capitali internazionali, attirando oltre 14 miliardi di dollari in attività fisse. Il rapporto evidenzia che i flussi principali si sono concentrati nei settori dei semiconduttori, del biomedicale e dell’aerospazio, con una forte componente dedicata ad attività di ricerca e sviluppo. Parallelamente, si sono conclusi i lavori del Singapore Airshow 2026, che ha registrato numeri record e confermato massicci investimenti da parte di colossi come GE Aerospace, leader mondiale nella propulsione aeronautica, segnalando una forte ripresa del settore aeronautico a livello mondiale. La società ha annunciato un piano di investimento da 300 milioni di dollari per espandere le proprie capacità di riparazione dei motori a Singapore, integrando automazione avanzata e ispezioni basate su intelligenza artificiale. Il coinvolgimento delle società italiane è stato centrale durante l’Industry Day di Singapore e il relativo Space Summit. Una nutrita delegazione di aziende, tra cui Leonardo, Elettronica, Nurjana Technologies, Zoppas Industries, Flygas e Miprons, ha presentato tecnologie d’avanguardia sotto l’egida dell’Agenzia Ice e dell’Aiad. Un punto di forza per l’Italia resta Avio Aero, azienda basata a Torino e parte del gruppo GE Aerospace, che progetta componenti critici per i motori prodotti dal colosso americano. Tra i potenziali sviluppi, i Ministeri della Difesa di Italia e Singapore hanno siglato una lettera d’intenti per rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento e la collaborazione in ricerca e sviluppo. Questo accordo apre la strada a nuovi contratti e progetti congiunti in settori strategici come la sicurezza subacquea e la nascente agenzia spaziale nazionale di Singapore (Nsas), che vedrà le imprese italiane in prima fila per fornire sensori, sistemi di propulsione e servizi di osservazione satellitare.

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