La giornata

Condanna a 8 mesi per Delmastro. Meloni: sono SCONCERTATA

  • Panetta: “solo crescendo potremo garantire risorse per il welfare”
  • Cdp: via libera a nuove operazioni da 1 miliardo di euro a favore di Pmi e infrastrutture per il territorio,  altri 150 milioni per student e senior housing
  • Ocse: nel 2024 il Pil rallenta a +1,7%
  • Via libera definitivo della Camera al Dl Milleproroghe
  • Edison chiude il 2024 con ricavi in calo a 15,4 miliardi, rinnovabili e attività downstream trainano i risultati

20 Feb 2025

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IN SINTESI

Un’altra vicenda giudiziaria si abbatte sul Governo. Il tribunale di Roma ha condannato a otto mesi il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro.
Nei suoi confronti l’accusa era di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito. Ma sul destino di Delmastro una parola chiara la dice subito la premier Giorgia Meloni : “il sottosegretario Delmastro rimane al suo posto”. Ma a pesare è il commento sulla sentenza dei giudici romani: “sono sconcertata per la sentenza di condanna del sottosegretario Andrea Delmastro, per il quale il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto l’archiviazione e successivamente l’assoluzione. Mi chiedo  – sottolinea – se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione”. Mentre l’opposizione, dal Pd ad Avs, attacca chiedendo le dimissioni, con Delmastro, che rispondendo ai giornalisti ha detto che non intende dimettersi, si schiera il Governo. Il ministro della Giustizia Nordio si dice “disorientato ed addolorato per una condanna che colpisce uno dei collaboratori più cari e capaci. Confido in una sua radicale riforma in sede di impugnazione e rinnovo all’amico Andrea Delmastro la più totale ed incondizionato fiducia. Continueremo a lavorare insieme per le indispensabili ed urgenti riforme della Giustizia”.

Panetta: “solo crescendo potremo garantire risorse per il welfare”

“Solo crescendo potremo garantire risorse adeguate e pensioni, sanità, istruzione e assistenza sociale”. Ad affermarlo è stato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, introducendo il convegno ‘Il futuro del welfare italiano tra equità e sviluppo’ per la presentazione del Rapporto sulla sussidiarietà 2023/2024. “Nel settore sanitario, ad esempio – ha detto Panetta- questo significa sostenere l’innovazione tecnologica, migliorare l’accesso alle cure, ridurre le liste d’attesa e potenziare i servizi essenziali”. “Nei prossimi anni – ha poi avvertito il governatore – non sarà facile bilanciare una crescente domanda di protezione sociale, soggetta a rapide e imprevedibili evoluzioni, con un’offerta inevitabilmente limitata dai vincoli di finanza pubblica”. Di fronte alla sfida per modernizzare il welfare italiano bisogna tenere conto che “le risorse di bilancio per colmare le lacune del nostro sistema di protezione sociale sono limitate, in un contesto in cui gli effetti della globalizzazione probabilmente richiederebbero un maggiore impegno perequativo”, ha detto il Governatore. “Il debito pubblico e’ pari al 135% per cento del Pil, e la spesa pensionistica e’ destinata ad aumentare nel medio periodo a causa delle sfavorevoli dinamiche demografiche. A cio’ si aggiunge la necessita’ di destinare piu’ risorse rispetto al passato a difesa, transizione verde e digitale”.

Cdp: via libera a nuove operazioni da 1 miliardo di euro a favore di Pmi e infrastrutture per il territorio,  altri 150 milioni per student e senior housing

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, su proposta dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale, Dario Scannapieco, ha deliberato nuove operazioni per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro a favore di piccole e medie imprese e di infrastrutture strategiche per il territorio. Il CdA ha anche approvato il differimento del pagamento delle rate dei mutui per i Comuni e le Province del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici nel 2016-2017 senza addebito di nuovi interessi, in linea con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 20251 Inoltre, il Consiglio ha deliberato l’avvio dell’operatività da parte di CDP del Plafond Africa strumento che consentirà a Cassa Depositi e Prestiti di concedere finanziamenti per un limite massimo di 500 milioni entro il 2025 a favore di aziende stabilmente operative nel Continente con l’obiettivo di sostenerne iniziative e progetti promossi nella cornice del Piano Mattei del Governo italiano. Interventi a favore delle PMI e per lo sviluppo delle infrastrutture In coerenza con il nuovo Piano Strategico 2025-2027, il Consiglio d’Amministrazione ha dato il via libera a interventi dedicati alla realizzazione di opere infrastrutturali destinate all’ammodernamento della rete viaria a livello locale che avranno un impatto positivo sulla qualità della vita dei cittadini e sugli scambi commerciali. Con l’obiettivo di incrementare gli investimenti delle aziende italiane il CdA ha inoltre deliberato operazioni che ne facilitino l’accesso al credito. Particolare attenzione sarà rivolta alle piccole e medie imprese e a quelle attive nelle otto Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In risposta alle esigenze abitative di studenti fuori sede e anziani autosufficienti, il CdA ha infine autorizzato una ulteriore dotazione di risorse pari a 150 milioni in favore del FNAS – Fondo Nazionale dell’Abitare Sociale, gestito da CDP Real Asset SGR, per lo sviluppo di nuove iniziative nelle due “esse” dell’abitare sociale “Student Housing” e “Senior Housing”.

Per quanto riguarda la struttura di vertice di Cassa Depositi e Prestiti, il CdA ha espresso un ringraziamento al Direttore Business Massimo Di Carlo, entrato in Cassa a marzo 2022 e che lascerà CDP a fine mese, per i risultati raggiunti. Inoltre, è stato varato il nuovo assetto organizzativo di CDP, focalizzato su un maggior presidio dei clienti privati e della Pubblica Amministrazione.

Ocse: nel 2024 il Pil rallenta a +1,7%

Le prime stime annuali indicano che la crescita del Pil dell’Ocse e’ leggermente rallentata, attestandosi all’1,7% nel 2024, rispetto all’1,8% del 2023. Lo indica l’organizzazione spiegando che “tra i 28 Paesi dell’Ocse per i quali sono disponibili dati, cinque hanno registrato una contrazione del Pil nel 2024. La crescita e’ rallentata in dieci Paesi e ha accelerato in 13 paesi, con il Costa Rica che ha registrato la crescita annuale piu’ alta nel 2024 (4,3%)”. Nel quarto trimestre dell’anno, si è registrata una frenato con il lieve incremento dello 0,3% rispetto allo 0,5% del precedente trimestre. ll tasso di crescita del PIL complessivo ha rallentato anche per il G7 nel quarto trimestre del 2024, passando dallo 0,5% allo 0,4%, riflettendo un quadro misto tra i paesi del G7. La crescita è diminuita in Francia, passando dallo 0,4% a -0,1%, e in Germania, dallo 0,1% a -0,2%. La contrazione in Francia ha riflettuto in parte un ritorno a condizioni economiche normali dopo i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi, che avevano sostenuto la crescita nel terzo trimestre, come riportato dall’ufficio statistico francese. I principali fattori che hanno pesato sulla crescita francese sono stati un aumento delle importazioni di beni, che sono aumentate dello 0,6% nel quarto trimestre, rispetto a una contrazione dello 0,6% nel terzo trimestre, e la riduzione delle scorte. In Germania, il motivo principale del rallentamento è stato che “le esportazioni erano significativamente inferiori rispetto al trimestre precedente”, secondo le informazioni preliminari pubblicate dall’ufficio statistico tedesco. La crescita è rallentata negli Stati Uniti, passando dallo 0,8% allo 0,6%, a causa di un calo degli investimenti (stabili nel quarto trimestre dopo una crescita dello 0,7% nel terzo trimestre) e di una contrazione dello 0,2% delle esportazioni (dopo una crescita del 2,3% nel terzo trimestre). Il PIL reale in Italia è rimasto stabile negli ultimi due trimestri. Al contrario, la crescita è accelerata notevolmente in Giappone, passando dallo 0,4% allo 0,7%, riflettendo principalmente un contributo positivo dal commercio netto (esportazioni meno importazioni), con le importazioni di beni in calo del 2,4% nel quarto trimestre. La crescita è aumentata marginalmente in Canada (dallo 0,3% allo 0,4%) e nel Regno Unito (dallo 0,1% allo 0,2%). Tra le altre economie OCSE per le quali sono disponibili dati, l’Irlanda ha registrato la maggiore caduta del PIL nel quarto trimestre (-1,3%), seguita da Messico e Norvegia (-0,6% in entrambi i paesi). Il Portogallo ha registrato il tasso di crescita più elevato rispetto al trimestre precedente nel quarto trimestre (1,5%), seguito dalla Costa Rica (1,4%) e dalla Polonia (1,3%).

Via libera definitivo della Camera al Dl Milleproroghe

L’Aula della Camera ha definitivamente approvato, con 165 voti favorevoli e 105 contrari (tre gli astenuti) il Dl milleproroghe, nel testo identico a quello licenziato dal Senato. Tra le novita’ introdotte da Palazzo Madama nel decreto legge con le ‘disposizioni urgenti in materia di termini normativi’ figura la riammissione la ‘rottamazione quater’ per i contribuenti che avevano aderito all’operazione ma erano decaduti dal beneficio fiscale per il mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate. In particolare, potranno essere riammessi “limitatamente ai debiti compresi nelle dichiarazioni precedentemente effettuate”, inviando una dichiarazione entro il 30 aprile prossimo. Il pagamento potra’ essere effettuato in unica soluzione entro il 31 luglio oppure in dieci rate con scadenze entro il 2027.

Lavoro: 404mila entrate previste dalle imprese a febbraio. Positive le aspettative per i servizi, maggiore incertezza per l’industria, sono 193mila le assunzioni di difficile reperimento

Sono circa 404mila le assunzioni previste dalle imprese per il mese di febbraio e quasi 1,4 milioni quelle per il trimestre febbraio-aprile; -4mila rispetto a febbraio 2024 (-1,0%) e +81mila invece per il trimestre (+6,1%). In crescita le imprese dei servizi (+0,5% nel mese), in frenata il manifatturiero e le costruzioni (-4,2% e -3,7% rispettivamente al confronto con 12 mesi fa). Si mantiene elevata la difficoltà di reperimento segnalata dalle imprese che coinvolge a febbraio il 47,9% delle assunzioni programmate. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, che elabora le previsioni occupazionali per il mese di febbraio. L’industria nel suo complesso programma quasi 127mila entrate nel mese e circa 380mila nel trimestre, con una flessione rispetto a un anno fa sia nel mese (-4,0% rispetto allo scorso febbraio), sia nel trimestre (-2,7%). A febbraio, il manifatturiero è alla ricerca di quasi 79mila lavoratori (-4,2%) e circa 238mila nel trimestre (-2,8% rispetto allo scorso anno), mentre il comparto delle costruzioni programma per il mese oltre 48mila entrate (-3,7%) e a circa 141mila nel trimestre (-2,5%). Bene, invece, i servizi che programmano oltre 277mila entrate nel mese (+0,5%) e oltre 1 milione nel trimestre (+9,9%). A creare maggiori opportunità di lavoro è il commercio con circa 75mila assunzioni programmate nel mese (+24,6%) e oltre 257mila nel trimestre (+36,1%).

A febbraio sono difficili da reperire 193mila profili professionali pari al 47,9% del totale assunzioni programmate soprattutto a causa della mancanza di candidati (30,0%), seguita dalla preparazione inadeguata (14,7%). A risentire maggiormente del mismatch sono le imprese delle costruzioni (63,8% dei profili ricercati è di difficile reperimento), le imprese della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (61,8%), le industrie tessili, abbigliamento e calzature (56,5%), le industrie del legno e del mobile (56,2%) e le imprese della meccatronica (55,9%). Dal Borsino delle professioni sono difficili da reperire sul mercato i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (72,8%), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (72,0%), i fabbri ferrai costruttori di utensili (71,3%), meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse e mobili (69,4%) e i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (68,7%). Difficili da reperire anche i tecnici in campo ingegneristico e i tecnici della salute, rispettivamente 63,3% e 62,7% la quota segnalata dalle imprese. Sono circa 79mila le assunzioni di personale immigrato (il 19,5% delle entrate) soprattutto nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (34,4%), nei settori dei trasporti, logistica e magazzinaggio (28,0%) e costruzioni (26,7%). I contratti a tempo determinato sono proposti a 215mila unità, pari al 53,4% del totale, in leggero aumento rispetto a febbraio 2024 quando erano 211mila (51,9%). Crescono anche i contratti a tempo indeterminato con 86mila unità nel mese pari al 21,4% mentre erano 82mila nel febbraio 2024 (20,1%). A livello territoriale, 123mila entrate sono previste dalle imprese del Sud e isole, a cui seguono le imprese del Nord ovest (110mila), del Nord est (92mila) e del Centro (78mila). Nel Nord est la difficolta di reperimento continua a interessare più di una assunzione su due (52,5%).

Edison chiude il 2024 con ricavi in calo a 15,4 miliardi, rinnovabili e attività downstream trainano i risultati

Edison archivia l’esercizio 2024 con ricavi di vendita a 15,4 miliardi di euro, rispetto ai 18,4 miliardi dell’anno precedente in conseguenza della riduzione dei prezzi medi di vendita di gas e di elettricità, nonostante i maggiori volumi di energia elettrica (+2,1%) e di gas (+18,0%) venduti. L’utile netto scende a 403 milioni di euro, con l’impatto degli accantonamenti per le attività di rigenerazione territoriale dei siti ex Montedison. Il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 1,71 miliardi, per la prima volta composto al 55% da attività rinnovabili, flessibilità, clienti e servizi (nel 2023 rappresentavano il 43% dell’Ebitda), avvicinandosi all’obiettivo strategico di portare il contributo al 70% dell’Ebitda del Gruppo entro il 2030. Il margine operativo lordo ha risentito della riduzione dei prezzi del gas, compensata dalla robusta performance della produzione rinnovabile che nel 2024 è arrivata a rappresentare il 28% del mix di generazione di Edison, grazie soprattutto all’incremento della produzione idroelettrica e all’entrata in esercizio di nuova capacità rinnovabile. Inoltre, nel segmento clienti e servizi, Edison Energia ha registrato nell’anno una forte crescita della base clienti, prossima a 3 milioni di contratti; Edison Next ha confermato il positivo contributo alla reddittività dei servizi di decarbonizzazione per le pubbliche amministrazioni e l’industria. Alla luce dell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un trend decrescente dei prezzi energetici, il Gruppo Edison prevede per il 2025 un EBITDA compreso tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro. La contrazione dell’EBITDA rispetto al 2024 non avrà necessariamente un riflesso proporzionale sul risultato netto del 2025, considerate le poste straordinarie che hanno influito sul risultato netto 2024.

A2A, redditività in aumento con +18% ebitda a 2,33 miliardi, investimenti +10% a 1,51 miliardi

Redditività e investimenti in crescita per A2A nel 2024. I risultati consolidati preliminari dell’esercizio 2024 vedono l’ebitda attestarsi a 2,33 miliardi di euro (1,97 miliardi di euro nel 2023, +18%). L’ebitda ordinario, ovvero al netto delle poste straordinarie registrate nel periodo, si attesta a 2,32 miliardi di euro in crescita del 20% rispetto all’esercizio 2023 (1,93 miliardi di euro). Il gruppo parla di “eccellenti risultati” conseguiti grazie al contributo di tutte le Business Unit del Gruppo, in particolare delle Business Unit Generazione & Trading e Mercato attraverso strategie di ottimizzazione del portafoglio integrato di produzione, coperture effettuate e azioni di sviluppo commerciale in un contesto energetico di minore volatilità rispetto all’anno precedente caratterizzato da prezzi in contrazione a livello complessivo, seppur in tendenziale rialzo nell’ultima parte dell’anno. Gli Investimenti organici si sono attestati a 1,51 miliardi di euro in incremento del 10% rispetto all’anno precedente e hanno riguardato per oltre il 60% interventi di sviluppo principalmente finalizzati all’ammodernamento delle reti di distribuzione elettrica a supporto della progressiva elettrificazione dei consumi, alla diffusione degli impianti fotovoltaici, a garantire flessibilità e copertura dei picchi di domanda, al recupero di materia e di energia e alla digitalizzazione del Gruppo.

Oltre a tali investimenti, nel corso del 2024 A2A ha finalizzato operazioni di M&A, al netto delle cessioni, pari a 1,43 miliardi euro, riconducibili principalmente all’acquisizione da e-distribuzione del 90% del capitale sociale di Duereti S.r.l., veicolo societario beneficiario del conferimento degli asset di distribuzione nella provincia di Milano e, nel bresciano, della Valtrompia, per un totale di oltre 17.000 km, circa 800.000 POD e circa 9.500 cabine. Tale acquisizione, la più grande del settore in Italia, consentirà al Gruppo di realizzare economie di scala contribuendo ulteriormente alla crescita di aree già fortemente abitate e industrializzate e conferma l’impegno di A2A per favorire il processo di decarbonizzazione dei centri urbani e supportare il percorso di elettrificazione dei consumi in atto. La Posizione Finanziaria Netta risulta pari a 5,84 miliardi di euro (4,68 miliardi di euro al 31 dicembre 2023), con un rapporto PFN/Ebitda pari a 2,5x. Escludendo le variazioni di perimetro intervenute nell’anno in esame pari a 1,43 miliardi di euro e l’emissione del Bond Ibrido per -0,74 miliardi di euro, la PFN è pari a 5,15 miliardi di euro. La crescita rispetto al 2023 è principalmente dovuta all’attività di commodity sourcing e all’andamento dei prezzi elettricità e gas. A2A segnala che nella variazione di perimetro pari a 1,43 miliardi di euro sono riclassificati 0,13 miliardi di euro relativi al debito finanziario per le opzioni put relative ai soci di minoranza.

“Il 2024 è stato un anno di fortissima crescita per A2A, senza mai tralasciare il percorso che ci vede impegnati nel processo di decarbonizzazione del Paese. L’EBITDA ha raggiunto 2,33 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto al 2023: un risultato senza precedenti. Abbiamo inoltre realizzato 1,51 miliardi di investimenti destinati al potenziamento delle infrastrutture; registrato un incremento della produzione da fonti rinnovabili (+33% rispetto all’anno precedente) e ampliato il numero dei nostri clienti. Oltre a questi risultati abbiamo portato a termine la più importante operazione sulle reti elettriche in Italia: asset moderni ed efficienti sono essenziali per sostenere la transizione energetica e migliorare i servizi per cittadini e imprese” commenta Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. “Dal punto di vista finanziario, abbiamo mantenuto sotto controllo il debito con un rapporto PFN/Ebitda pari a 2,5x e accresciuto ulteriormente il peso della Finanza Sostenibile attraverso nuovi strumenti in formato green”.

Leonardo: nel 2024 ordini +16,8% a 20,9 miliardi, ricavi salgono a 17,8 miliardi

Crescita dei volumi, buona reddittività e un andamento positivo in termini di generazione di cassa:  è quanto emerge dai risultati preliminari del 2024 del gruppo Leonardo.  Gli ordini raggiungono i 20,9 miliardi di euro, in crescita del 16,8% rispetto al 2023 (+12,2% rispetto ai dati Proforma), anche in assenza di grandi ordinativi, grazie all’apporto dell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza che ha riguardato tutte le principali aree di business della componente EDS Europa e della controllata Leonardo DRS, nonché degli Elicotteri, in ambito governativo e commerciale. In crescita anche l’apporto della Cyber & Security Solutions e in generale di tutti i settori di business in cui il Gruppo opera. Il portafoglio ordini assicura una copertura in termini di produzione pari a 2,5 anni e supera nel 2024 la soglia di 44 miliardi, grazie al successo delle campagne commerciali condotte negli ultimi anni.

I ricavi crescono del 16,2% a quota 17,8 miliardi (+11,1% rispetto ai dati Proforma) con un incremento in quasi tutti i settori di business, in particolare per effetto del miglioramento costante della capacità di esecuzione del portafoglio ordini e del percorso di efficientamento della catena di fornitura. Di particolare rilievo l’apporto dell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza, sia nella componente europea, sia, in particolare, in quella statunitense, e nel business Elicotteri. L’ebita, pari a 1.525 milioni, riflette la solida performance dei business del Gruppo, con una crescita del 15,8% rispetto al 2023 (+12,9% sul dato Proforma), principalmente per effetto dell’incremento dei volumi di attività. La solida performance del segmento Difesa e Sicurezza, in particolare l’Elettronica, e l’accelerazione del piano di saving, più che compensa l’effetto di alcuni fattori esterni negativi sia sull’andamento delle Aerostrutture sia sul segmento manufatturiero dello Spazio. L’indicatore, come precedentemente definito, pari a 1.452 milioni (€mil. 1.326 nel dato Proforma del 2023), è in linea con gli obiettivi prefissati e si presenta in crescita rispetto l’esercizio precedente, a conferma dell’impatto positivo delle iniziative previste dal piano industriale e nonostante le sopracitate difficoltà.

“I risultati preliminari del 2024 dimostrano la solidità di Leonardo dal punto di vista economico- finanziario e industriale – sottolinea Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo – con una prospettiva di sviluppo nel medio periodo in linea con gli obiettivi individuati in seno al Piano Industriale. Nel 2024 si è registrata una significativa crescita dei volumi associata ad un miglioramento dell’EBITA. La solida performance del segmento Difesa e Sicurezza abbinata all’accelerazione del piano di saving è stata in grado di compensare l’effetto dei fattori esogeni in ambito Aerostrutture e nel segmento manifatturiero dello Spazio. Il miglioramento del FOCF ci consente di ridurre ulteriormente l’indebitamento netto di gruppo, pur in presenza di un dividendo raddoppiato. Tutto ciò – aggiunge – consente a Leonardo di giocare sempre più un ruolo da player di riferimento nello scenario globale dell’industria dell’Aerospazio Difesa e Sicurezza, con una capacità crescente di catalizzazione di nuove alleanze e di presenza nei programmi di rilevanza strategica a livello globale. L’anno appena trascorso – conclude Roberto Cingolani – è stato rilevante anche nel raggiungimento degli obiettivi in ambito sostenibilità. Leonardo sta sempre più dimostrando di essere una società capace di attrarre giovani, di essere inclusiva, di incidere sull’innovazione e di migliorare l’impatto ambientale. Si tratta di un impegno sostanziale che coinvolge l’intera azienda e i suoi partner.”

Saipem prima azienda al mondo a ricevere da DNV l’attestato internazionale per gli elevati standard ESG

Saipem è la prima azienda al mondo a ricevere l’attestato internazionale “ESG recognition” da parte di DNV, ente norvegese leader mondiale nei servizi di certificazione, assurance, verifica e gestione del rischio che opera in oltre 100 paesi. Il riconoscimento ESG di DNV assegnato a Saipem conferma che l’azienda opera con sistemi di gestione certificati conformi agli standard ISO per l’ambiente, la salute e la sicurezza sul lavoro, la qualità e l’anticorruzione, e SA8000 per la responsabilità sociale. Per Saipem si tratta di un importante risultato ottenuto negli anni grazie alle pratiche sostenibili e responsabili messe in atto e agli alti standard raggiunti. Saipem, infatti, ha perseguito un continuo miglioramento e una progressiva integrazione dei propri sistemi di gestione ambientale, sociale e di governance, garantendo elevati standard di qualità e trasparenza. Saipem continua a lavorare per un futuro sempre più sostenibile, ponendo al centro delle proprie attività i valori della salute e sicurezza sul lavoro, della responsabilità ambientale, del benessere sociale e della buona governance, per garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine e la creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder.

Balneari, il Tar della Liguria dà ragione al comune di Zoagli: nessuna proroga automatica delle concessioni al 2027

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha respinto il ricorso presentato da Bagni Silvano di Nichel Anna & C., dall’impresa individuale Sacha Cubeddu e da Matakello contro il Comune di Zoagli, in provincia di Genova, in merito alle concessioni balneari. I ricorrenti contestavano la legittimità delle gare già indette dal Comune, sostenendo che vi fosse un obbligo di proroga delle concessioni fino al settembre 2027. L’amministrazione comunale ha difeso la propria posizione, ottenendo ragione in giudizio. La sentenza del Tar assume particolare rilevanza perché smentisce quanto sostenuto dal Governo sulla proroga automatica delle concessioni balneari. Il tribunale ha infatti chiarito che non esiste alcun accordo scritto tra lo Stato italiano e la Commissione europea che imponga alle amministrazioni locali di estendere le concessioni fino al 2027. Inoltre, anche se tale accordo esistesse, non potrebbe prevalere sulla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha già sancito l’incompatibilità delle proroghe automatiche con il diritto comunitario. Il Tar Liguria ha quindi rigettato il ricorso e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di lite in favore del Comune di Zoagli. La decisione rappresenta un ulteriore tassello nel complesso contenzioso sulle concessioni balneari, confermando l’orientamento secondo cui i rinnovi automatici non sono più praticabili e che i Comuni possono procedere con l’assegnazione delle concessioni tramite gara pubblica

Guerra dei dazi, Aice-Confcommercio: l’incertezza è ancora più preoccupante per le imprese, serve stabilità

La “guerra dei dazi” tra Stati Uniti ed Unione Europea avrebbe importanti ripercussioni sul sistema delle imprese del terziario, ma ancora più preoccupante in questa fase è la situazione di incertezza legata agli annunci e alla minaccia dei dazi stessi: le imprese, per pianificare forniture e consegne e, quindi, gestire la propria catena del valore, hanno bisogno di condizioni stabili nel tempo. Lo afferma Aice, l’associazione italiana commercio estero Confcommercio, alla luce degli ultimi dati sull’interscambio e il sentiment emerso dall’indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza che ha coinvolto oltre 400 imprese. Nel 2024, come ha certificato l’Istat, l’export italiano ha registrato un lieve calo in valore (-0,4%) con dinamiche contrapposte (-1,9% export verso Ue, + 1,2% export verso extra Ue): un dato che sarebbe stato positivo (+0,3%) al netto dei prodotti energetici. In questo contesto, diminuisce l’export verso i due mercati principali per il Made in Italy: Germania e Stati Uniti (per entrambi i Paesi -3,7%). II valore dell’export negli Usa: è di circa 65 miliardi nel 2024. Gli Usa sono al secondo posto dopo la Germania, e prima della Francia, come destinazione delle esportazioni nazionali. Gli inasprimenti doganali tra Usa e UEesecondo l’indagine condotta da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza avrebbe un impatto negativo sulle imprese per l’86% di chi svolge attività di import e il 74% di chi pratica sia attività di import sia di export: in sostanza, per più di tre imprese su quattro.

Eurostat: a dicembre aumenta dell’1,3% il prezzo della produzione dell’energia

A dicembre 2024, il prezzo interno alla produzione dell’energia nell’UE è aumentato dell’1,3% rispetto al mese precedente, mentre è diminuito dell’1,4% rispetto a dicembre 2023. Tuttavia, tra gennaio 2021 e dicembre 2024, il prezzo è aumentato dell’80,3%. Per la fornitura di energia elettrica e gas, il prezzo ha registrato un aumento dell’1,6% a dicembre 2024 rispetto a novembre 2024, mentre è diminuito dello 0,4% rispetto a dicembre 2023. Per quanto riguarda l’estrazione di petrolio greggio e gas naturale, il prezzo è aumentato dell’1,6% tra novembre e dicembre 2024. È aumentato del 7% tra dicembre 2023 e dicembre 2024.

Impianti, le organizzazioni artigiane scrivono agli associati per metterli in guardia sui dispositivi non a norma

CNA Installazione Impianti, Confartigianato Impianti, Casartigiani, Claai e Aiel hanno recentemente inviato a tutte le imprese associate una lettera nella quale, allo scopo di evitare possibili responsabilità per le imprese installatrici, lanciano l’allarme sulla recente immissione sul mercato di un dispositivo di filtraggio per generatori a biomassa (caminetti e simili) che consentirebbe lo scarico a parete. Il dispositivo viene presentato dal costruttore come una soluzione che avrebbe l’obiettivo di migliorare la classe di prestazione ambientale dell’impianto, essendo stato “certificato”, sebbene “la certificazione di un prodotto per alcune sue caratteristiche non significhi che esso possa essere utilizzato per eludere vincoli di legge – si legge nella lettera delle associazioni – Affidarsi esclusivamente a un certificato o attestato fornito dal costruttore, senza verificarne il rispetto della legge, può esporre l’impresa installatrice a sanzioni, contenziosi e gravi responsabilità civili e penali”. Per quanto riguarda la classificazione delle prestazioni ambientali del generatore, le associazioni sottolineano che “solo il costruttore del generatore può dichiararne la classe prestazionale e per quanto riguarda il divieto di scarico a parete per i generatori a biomassa è stabilito dal Dpr del 26 agosto 1993, n. 412, dalla legge 90/2013 che lo ha modificato e dal Dlgs 102/2014. La legge prevede alcune deroghe per i generatori a gas, ma nessuna per i generatori a biomassa”.

“Dalla lettura delle caratteristiche del dispositivo pubblicate sul sito web del costruttore – prosegue la lettera – emerge che il canale da fumo è in contropendenza, dando seguito a diversi rischi, mentre il tiraggio naturale, essenziale per evacuare i fumi contenenti, fra gli altri, il monossido di carbonio, non è misurabile in opera, con possibili ripercussioni sulla sicurezza e sulle prestazioni”.

Il costruttore del dispositivo dichiara, inoltre, un miglioramento del rendimento basato su test non standardizzati e non necessariamente rappresentativi di un reale miglioramento delle prestazioni energetiche del generatore. Le organizzazioni artigiane del comparto si riservano, quindi, ogni altra azione e iniziativa sindacale utile per la tutela della categoria e dell’utenza nei confronti dei soggetti economici che incautamente propongono sul mercato tale dispositivo.

Al via collaborazione tra Cna e Comunità di Sant’Egidio per il reinserimento ex detenuti

CNA e la Comunità di Sant’Egidio avviano una collaborazione per gestire e organizzare il reinserimento delle persone in uscita dal regime carcerario. Il protocollo è stato firmato oggi a Roma dal presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, e dal segretario generale della Comunità di Sant’Egidio Acap, Cesare Giacomo Zucconi. Obiettivo della collaborazione è quello di creare un modello virtuoso di inclusione lavorativa per persone, soprattutto giovani, che affrontano difficoltà di reintegrazione e rafforzare i legami tra il mondo delle imprese artigiane e il sociale contribuendo a costruire una società più equa e solidale.  “È un grande orgoglio – ha dichiarato Costantini – la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio per recuperare attraverso la dignità del lavoro donne e uomini che hanno vissuto momenti di fragilità”. Costantini ha sottolineato che il protocollo si inserisce “tra le molteplici iniziative e progetti realizzati dalla CNA per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per dare risposte concrete alle nostre imprese che fanno sempre più fatica a trovare collaboratori. Nei prossimi cinque anni le imprese artigiane devono trovare 400mila dipendenti ed è una sfida enorme”.

Fotovoltaico: crescita del 30% nel 2024, ma calano le connessioni di impianti residenziali

Al 31 dicembre 2024, in Italia risultano connessi 1.878.780 impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 37,08 GW. La potenza connessa durante il 2024 è stata pari a 6,80 GW segnando un incremento del 30% rispetto al 2023. Nonostante tale crescita in termini di potenza, il numero di nuovi impianti connessi nell’anno è diminuito del 25%, attestandosi a 283.914 nuove installazioni. L’analisi dei dati mostra un’accelerazione nel segmento utility-scale durante il 2024, con una quota crescente di connessioni di grandi impianti, mentre il settore residenziale ha risentito dell’effetto della fine del Superbonus 110% e della cessione del credito, che si è riflesso in un calo delle connessioni degli impianti domestici in modo più marcato nella seconda metà dell’anno passato. “Il fotovoltaico italiano sta vivendo una fase di crescita solida, con un ruolo sempre più forte degli impianti di grande taglia. Tuttavia, il calo delle installazioni residenziali è un segnale da non sottovalutare: servono misure mirate per sostenere le famiglie nella transizione energetica”, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.

Chi sale e chi scende. Nel 2024, la ripartizione della potenza installata evidenzia i seguenti trend:

Settore residenziale (<20 kW): la fine del Superbonus è all’origine della riduzione della potenza del 21% rispetto al 2023 (1.789 MW vs 2.258 MW del 2023), mentre il numero degli impianti è passato da 359.772 nel 2023 a 274.537 durante lo scorso anno
Per il settore C&I (20 kW ≤ P < 1 MW) la crescita tra il 2023 e il 2024 è stata del 8% (1.961 MW vs 1.819 del 2023)
Settore utility-scale (≥1 MW): ha registrato la crescita più marcata (+163%), con numerosi impianti di grande taglia connessi alla rete (1.157MW nel 2023 contro i 3.045 MW dello scorso anno), soprattutto nel secondo semestre dell’anno.
Lombardia sfiora i 5.000 MW

La Lombardia con i suoi 4.990 MW è in testa alla classifica per i MW cumulati, a seguire Veneto (3.768 MW) e Puglia (3.632 MW). In Lombardia spiccano gli impianti C&I, con potenza tra i 200 kW e 1 MW mentre sono praticamente assenti le installazioni utility scale. Se in Veneto la potenza installata sulle diverse classi è abbastanza omogenea, in Puglia prevalgono nettamente gli impianti di media taglia. Il Lazio, al quinto posto della classifica, è la regione con la massima potenza di impianti di grande taglia (>10MW). Guardando alle nuove installazioni del 2024 le regioni che spiccano sono Lazio (1.286 nuovi MW) che registra un aumento del 300% rispetto all’installato del 2023, Lombardia con 934 MW si mantiene pressoché in linea al nuovo installato del 2023 (+3%) e Veneto con i suoi 604 MW registra un calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Tendenze del quarto trimestre – L’ultimo trimestre del 2024, grazie all’entrata in esercizio di diversi impianti utility-scale, ha segnato un’accelerazione nella potenza connessa, con quasi 1,9 GW di connessioni sul totale di 6,79 GW di nuova capacità connessa nell’anno. La distribuzione degli impianti per classe di potenza mostra una crescente polarizzazione: mentre il segmento residenziale si riduce, i grandi impianti sopra 1 MW crescono, trainati dall’entrata in esercizio di progetti autorizzati negli anni precedenti al 2024.

Prospettive per il 2025 – Guardando al futuro, la transizione energetica prosegue, ma è necessario affrontare le sfide ancora aperte: Valorizzare l’autoconsumo in particolare per il settore residenziale e per le imprese che investono nell’autoconsumo; Migliorare la gestione della rete, evitando colli di bottiglia che rallentano le connessioni dei grandi impianti ma anche e soprattutto degli impianti al servizio delle piccole, medie e grandi imprese; Accelerare il permitting degli impianti, riducendo i tempi burocratici.

 

Maria Cristina Carlini

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