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Con le pensioni saltano i fondi per il caro materiali, poi rientrano 1,1 miliardi. Soddisfazione Ance

20 Dic 2025 di Giorgio Santilli

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La commissione Bilancio del Senato ha concluso l’esame della manovra che lunedì andrà in aula. Recuperati, nell’ultima versione dell’emendamento del governo, 1,1 miliardi per la copertura del caro materiali relativo ai lavori 2024 e 2025 e 300 milioni per il piano casa, che erano stati stralciati dalla prima versione dell’emendamento in conseguenza dell’eliminazione delle norme sulle pensioni. Soddisfazione della presidente di Ance, Federica Brancaccio: “Bene il ripristino delle risorse destinate al caro materiali per i cantieri in corso e al piano casa”.

La confusione aveva regnato per 48 ore prima del rush finale di ieri sera. Insieme allo stralcio delle pensioni dall’emendamento del governo (si veda l’articolo di Maria Cristina Carlini) erano saltati infatti anche i fondi destinati agli aiuti per il caro materiali (400 milioni nel 2026 e 800 milioni nel 2027) e quelli aggiuntivi per il piano casa (300 milioni nel 2026-27). Senza i risparmi garantiti dalle finestre pensionistiche e dalle limitazioni all’utilizzo del riscatto della laurea a fini pensionistici – norme fatte saltare dall’opposizione della Lega – l’equilibrio finanziario del maxiemendamento era saltato completamente e a farne le spese erano state proprio le due misure del caro materiali e del piano casa che sempre la Lega e  lo stesso Salvini avevano proposto con fondi MIT.

Il ministro delle Infrastrutture non ha mollato durante ore di grande tensione con il MEF che è stato costretto poi a trovare una soluzione sul caro materiali con un nuovo emendamento che ha ridotto di cento milioni lo stanziamento complessivo previsto, ma al tempo stesso lo ha accelerato sul primo anno (600 milioni nel 2026 e 500 milioni nel 2027 anziché 400+800). Recuperate anche le risorse per il piano casa.

Sul caro materiali è passata intanto anche la proroga al 2026 senza costi per il Tesoro e con il meccanismo di copertura attraverso la riprogrammazione delle opere 2026-2027 da parte delle stazioni appaltanti. Unica variante introdotta: i risparmi per la stazione appaltante dovranno arrivare dalla rimodulazione di intere opere e non potranno arrivare da varianti al ribasso su singole opere.

“Si tratta di misure indispensabili – ha detto Brancaccio dopo la conclusione delle votazioni – per mettere il Paese al riparo dal rischio blocco dei cantieri, con ripercussioni negative per la crescita, e per dare una prima risposta all’emergenza abitativa che morde sempre di più le città e che è ormai diventata una vera emergenza sociale. Apprezziamo – continua la presidente di Ance – perciò lo sforzo del Ministro Salvini, di tutto il Governo e dei parlamentari che si sono impegnati in queste ore per non inficiare gli effetti positivi per la crescita e il benessere sociale contenuti nella manovra”.

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