L'EVENTO DELLA LEGA

Ciucci (Ance): “Per l’edilizia integrata lavorare alla quarta ‘gamba’ del Piano Casa. Incentivi decennali per efficientare il patrimonio edilizio: qui si gioca la sfida post Pnrr”

09 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

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Ciucci (Ance): “Per l’edilizia integrata lavorare alla quarta ‘gamba’ del Piano Casa. Incentivi decennali per efficientare il patrimonio edilizio: qui si gioca la sfida post Pnrr”

Felice Squitieri e Antonio Ciucci

 

Tornare a mettere la casa al centro delle politiche pubbliche, affrontando insieme il tema dell’accessibilità, della sicurezza e della qualità del patrimonio abitativo italiano. È la sfida indicata dal presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, che chiede una strategia di lungo periodo per la riqualificazione degli edifici, con incentivi stabili e un orizzonte almeno decennale, rivolgendo particolare attenzione alle fasce più deboli. “Finalmente si torna a parlare di casa e del grande tema di accessibilità alla casa”, esordisce così il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, al panel dedicato al Piano Casa nell’ambito della due giorni organizzata dalla Lega “A tua difesa. Verso la finanziaria”. In prima fila, è seduto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini: ascolta attentamente mentre viene salutato più volte dagli esponenti del Carroccio come ‘padre’ di questo Piano. Con la ripresa dell’attività, dopo la pausa estiva, il dibattito, che oltre a Ciucci vede, tra gli altri, la partecipazione del commissario straordinario del Governo per il Piano Casa Felice Squitieri, diventa, dunque, l’occasione per fare il punto su questa operazione che punta a mettere in campo 10 miliardi di euro in 10 anni per recuperare 100 mila abitazioni.

“La casa è tornata finalmente al centro dell’agenda ma abbiamo perso tanto tempo che ora va recuperato. Bene che ci sia il decreto e speriamo di poterlo migliorare e perfezionare”, sottolinea Ciucci che proietta il suo ragionamento in un orizzonte di lungo periodo. “Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica bene i 970 milioni stanziati ma serve un piano decennale con stanziamenti progressivi”, dice infatti. Poi arriva il rilancio sul fronte dell’edilizia integrata, cioè, là dove “il privato deve intervenire”: “auspichiamo che si possano rivedere le regole, per arrivare a una sorta di quarta gamba del Piano casa, che consenta di poter realizzare edilizia accessibile non solo nelle grandi città ma anche nelle zone dove il valore immobiliare è minore ma comunque c’è fabbisogno abitativo”. Il rischio più volte denunciato dall’associazione dei costruttori edili, del resto, è che lo schema 70%-30% risulti troppo rigido e questa suddivisione non sia sempre sostenibile.

Ribadito questo, il presidente dell’Ance lancia un altro cruciale tema dove si gioca la sfida del post Pnrr.  “La casa deve essere accessibile, ma deve essere anche vivibile e sicura. Quindi, tutto il patrimonio che abbiamo lo dobbiamo efficientare e rendere più sicuro”. Per Ciucci, l’obiettivo non può essere perseguito attraverso misure temporanee o episodiche, ma richiede una politica strutturale. “Sicuramente va bene il Conto termico, se lo apriamo anche agli edifici privati e, naturalmente, una politica di incentivi a lungo periodo, partendo naturalmente dalle fasce deboli e non commettendo gli errori che abbiamo commesso col Superbonus”. Stagione chiusa e archiviata, scandisce Ciucci tra gli applausi della platea. La richiesta dell’Ance è quindi quella di garantire certezza agli interventi e agli investimenti, con una programmazione pluriennale. “Dobbiamo efficientare il patrimonio edilizio attraverso una politica di incentivi a lungo termine con un orizzonte decennale partendo dalle fasce deboli”, ribadisce.  Una strategia che, secondo Ciucci, non deve essere motivata esclusivamente dagli obblighi europei legati alla direttiva sulle cosiddette Case green. “Efficientare gli edifici non è per far felice l’Europa, è perché gli italiani devono vivere in delle case vivibili”, ha sottolineato. Il rischio, in assenza di un adeguato sostegno pubblico, è infatti che il costo della riqualificazione finisca per ricadere soprattutto sulle famiglie con minore capacità economica. La riqualificazione del patrimonio esistente rappresenta, dunque, secondo l’Ance, uno dei principali terreni sui quali misurare la politica edilizia nella fase successiva al Pnrr. “La grande sfida post Pnrr è quella di lavorare sul patrimonio edilizio esistente e su quello che dobbiamo costruire in più”, dice Ciucci, indicando come criterio fondamentale quello della rigenerazione urbana. L’obiettivo, ha sottolineato, deve essere perseguito “sempre con principi di rigenerazione urbana e non naturalmente andando a consumare nuovo suolo”.

Il confronto sul Piano Casa è anche l’occasione per rivedere anche il cronoprogramma del piano. Compito che spetta al commissario Squitieri. “Abbiamo chiuso il Dl e siamo partiti con lo studio dei criteri relativi al bando, che speriamo Invitalia pubblichi nei prossimi giorni, tra il 15 e il 30 settembre”, spiega. Il programma prevede un intervento complessivo su “60 mila alloggi da riqualificare”, con una dotazione di “700 milioni per l’Erp e 270 milioni per l’Ers”, ricorda. L’obiettivo è procedere rapidamente con la selezione degli interventi e con l’avvio dei lavori. “A ottobre chiuderemo il bando e per l’apertura dei primi cantieri certamente tra gennaio e marzo 2027 si apriranno i cantieri”, ha spiegato il commissario, indicando anche l’obiettivo di “prevedere le prime consegne delle prime unità ristrutturate entro marzo”. Un secondo bando del valore pari a 270 milioni  verrà dedicato all’edilizia residenziale sociale per il recupero del patrimonio immobiliare pubblico sul quale è in corso una ricognizione.  “Il Piano Casa è la leva più forte che si sia mai creata dal dopoguerra. Oggi, in Italia un milione e mezzo di famiglie, quindi circa 5 milioni di persone” ed “esattamente come le infrastrutture lineari, ferrovie e autostrade, anche la casa intesa come infrastrutture sociale deve diventare l’elemento fondamentale della vita dei cittadini. Dando loro sicurezza, possiamo liberare energie per la crescita e le famiglie”, afferma Squitieri,

A  sottolineare la centralità dell’efficientamento energetico sia per il patrimonio privato sia per quello pubblico è poi l’amministratore delegato del Gse, Vinicio Vigilante.  “È assolutamente importante il tema dell’efficientamento energetico, sia per quella privata che per quella pubblica. E non stiamo parlando di slogan, ma di realtà”, ha affermato Vigilante, ricordando che con la misura M7 del Pnrr, investimento 17, il governo ha messo a disposizione “1 miliardo e mezzo per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica”. “Quindi progetti concreti che verranno realizzati nei prossimi mesi”, ha aggiunto. La misura, ha spiegato, è stata considerata talmente efficace da essere riproposta nell’ambito del Piano sociale per il clima. “Contiamo che la Commissione europea approvi il piano perché significa liberare investimenti nel periodo 2027-2032, oltre 9 miliardi di euro”, dice “E circa 2 miliardi di euro sono proprio per una misura per l’edilizia residenziale pubblica”.

 

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