TAR NAPOLI

Il fallimento dell’affittante il ramo d’azienda può essere causa di esclusione dalla gara solo in caso di elementi di continuità sostanziale tra le parti del contratto

28 Gen 2025

di Gabriella Sparano Il tribunale ha ritenuto illegittima l’esclusione dichiarata da una stazione appaltante sul presupposto che le vicende della società affittante il ramo di azienda, sottoposta a liquidazione giudiziale, si ripercuotessero anche in capo all’operatore economico concorrente per il principio del contagio.
LA RISPOSTA AL NOSTRO APPELLO

Ecco i chiarimenti dell’Anac sul bando-tipo 1/2023, ancora silenzio sul bando-tipo 2/2023

26 Gen 2025

di Gabriella Sparano comunicato del Presidente del 14 gennaio ma pubblicato solo il 23 gennaio con due punti essenziali: laddove il correttivo incida su una clausola del bando-tipo a oggi approvato, la stessa dovrà intendersi sostituita dalle nuove disposizioni nelle more del suo aggiornamento, che avverrà comunque tempestivamente (secondo punto per rassicurare le stazioni appaltanti). Attesa per l'altro bando-tipo su cui non vi è stato nessun accenno

Nel correttivo manca l’indicazione sull’applicabilità o meno anche all’affidamento diretto dell’obbligo di indicare nei documenti di gara i costi della manodopera stimati dalla Sa

23 Gen 2025

di Gabriella Sparano Mera dimenticanza o precisa volontà? Un dubbio che, peraltro, andava in parallelo, per le medesime ragioni testuali e con una risposta altrettanto affermativa da parte del MIT, con quello relativo all’applicabilità all’affidamento diretto dell’articolo 11, contenente l’obbligo di indicare il CCNL prevalente.

L’obbligo di individuare e indicare nei documenti di gara il CCNL prevalente vale anche per l’affidamento diretto

20 Gen 2025

di Gabriella Sparano Come si ricorderà, la norma, per il fatto stesso di richiamare testualmente i “bandi” e gli “inviti”, aveva indotto a ritenerla non applicabile all’affidamento diretto, che gara non è e, quindi, non ha documenti di gara, quali appunto il bando e gli inviti. Tale interpretazione fu, tuttavia, respinta dal MIT con il Parere n. 2346 del 26/02/2024.

Tempus regit actum e correttivo appalti: il mistero della finanza di progetto

20 Gen 2025

di Niccolò Grassi Si tratta di un elemento cardine del sistema della contrattualistica pubblica soprattutto in relazione ai periodi di transizione da un sistema normativo ad un altro, ancor più fondamentale seguito dell’avvento del D.Lgs. n. 209/2024 poiché, come noto, l’art. 97 del Correttivo si è unicamente limitato a richiamare la sua immediata entrata in vigore nel nostro ordinamento, a discapito di qualsivoglia periodo transitorio che sarebbe stato quantomeno opportuno.
SPARITO DAI RADAR DA MARZO 2024

Correttivo, sul bando tipo n.2 del 2023 ADESSO palla all’Anac

15 Gen 2025

di Gabriella Sparano Lo schema dell'Autorità, recependo le diverse interpretazioni, aveva isolato tre diverse opzioni, affidando, in un primo tempo, all’esito della consultazione pubblica, la scelta dell’opzione regolatoria da indicare nel bando tipo (sebbene essa propendesse già per quella intermedia), e ritenendo opportuno, in un secondo tempo, attendere la decisione del Legislatore.
LA SENTENZA DEL TAR LAZIO

La sentenza di patteggiamento non può più essere considerata una clausola di esclusione automatica

12 Gen 2025

di Gabriella Sparano Per il giudice prevale il principio di tassatività delle cause di esclusione, di cui all’articolo 10 del codice, secondo cui le cause di esclusione non possono essere interpretate estensivamente. Ciò anche in ragione del decreto legislativo 150/2022 che ha modificato la disciplina del patteggiamento escludendo che la sentenza di patteggiamento possa produrre, in ambito diverso da quello penale e in assenza di pene accessorie, gli effetti di una sentenza di condanna
TAR Basilicata-Potenza

La richiesta al concorrente anomalo di ulteriori chiarimenti sull’offerta è legittima e non viola né il Codice 36 né la direttiva Ue 2014/24

22 Dic 2024

di Gabriella Sparano A smentire la suddetta doglianza, in verità, sarebbe bastato ricordare che la contestata disposizione altro non è che la pedissequa ripetizione di quanto contenuto nel Bando tipo dell’ANAC n. 1/2023, a cui, ai sensi dell’ultimo periodo dell’ultimo comma dell’articolo 83 del Codice, le stazioni appaltanti devono attenersi, salvo che non abbiano espressamente motivato, nella delibera a contrarre, le deroghe ad esso apportate. Pertanto, il ricorrente, avrebbe dovuto impugnare anche il Bando tipo che vi dava fondamento e legittimazione.
TAR LIGURIA

L’affidamento diretto delle concessioni: il caso Sanremo

19 Dic 2024

di Niccolò Grassi In relazione al noto Festival, il tribunale ha affermato che per i contratti attivi (come quello in questione, che offre opportunità di guadagno al concessionario), il principio di concorrenza impone l’interpello del mercato e il confronto di offerte concorrenti; si tratta di un obbligo che deriva dai principi generali sanciti dall'art. 13, comma 5, del Codice nonché dai regolamenti di contabilità pubblica.
LA RISPOSTA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Ogni impresa resta indipendente per gli adempimenti fiscali e gli oneri sociali perché il raggruppamento temporaneo non ha rilevanza esterna

16 Dic 2024

di Gabriella Sparano L’impresa mandataria può coordinare l'invio delle fatture emesse dalle Imprese riunite ai Committenti, sollecitare i pagamenti, incassare le somme ma i singoli componenti sono tenuti ad emettere la propria fattura nei confronti della stazione appaltante relativamente ai lavori di competenza effettuati. In alternativa, la stessa impresa capogruppo può, d'intesa con gli altri componenti, assolvere anche al compito di emettere direttamente le fatture, ma esclusivamente ''in nome e per contro degli altri''.
TAR VENEZIA

La revoca della gara è legittima anche oltre l’aggiudicazione definitiva ma non oltre la stipula del contratto

11 Dic 2024

di Gabriella Sparano L'ipotesi è valida in caso di interesse pubblico alla corretta gestione delle risorse collettive. Essa, pertanto, è sì espressione dell’esercizio di un potere discrezionale dell’amministrazione, ma deve essere sorretta da sopravvenuti motivi di pubblico interesse e mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento, o anche da nuova valutazione dell’interesse pubblico originario.

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