L’idea, in sé, non è scandalosa. La Galleria Borghese ha bisogno di spazio. Ha problemi di accessibilità, sicurezza, depositi, servizi, attività didattiche, climatizzazione, public program. Insomma: è uno dei musei più piccoli ma più belli del mondo, che funziona dentro un edificio che non era nato per essere un museo contemporaneo. Pretendere che tutto resti com’è, come se Bernini, Caravaggio, Canova e Raffaello potessero essere custoditi per sempre dentro una macchina museale data una volta per tutte, è una posizione irragionevole.
Il problema, però, comincia subito dopo. Perché non basta dire: il museo ha bisogno di spazio, dunque facciamo un nuovo edificio. A Roma, e in particolare dentro Villa Borghese, ogni metro quadrato è carico di storia, vincoli, paesaggio, memoria, abbandono, retorica e politica.