LA GIORNATA
Caro gasolio, sconto verso la proroga. Salvini: “Fino a fine mese”
- Bankitalia, tasso sui nuovi mutui in calo al 3,81% a luglio, accelerano prestiti +3,5%
- Webuild, ‘nessuna richiesta di 22 miliardi di extracosti al governo’
- Enel e sindacati, raggiunto l’accordo sul nuovo modello organizzativo della rete
IN SINTESI
Non si arresta la corsa del petrolio e del gas sui mercati internazionali, mentre il governo va verso una nuova proroga dello sconto sulle accise del gasolio. L’attuale riduzione, pari a 17,1 centesimi al litro, è scaduta ieri mezzanotte. “Ho parlato con Giorgetti e penso che verrà prorogato con le accise mobili fino a quasi fine mese”, ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, dal palco della kermesse della Lega ‘A Tua Difesa – Verso la finanziaria 2027’. Salvini ha chiesto inoltre che nel nuovo intervento vengano compresi anche i lavoratori autonomi. «Non sono lavoratori di serie B. Sono convinto che saranno ricompresi», ha aggiunto. Il nuovo taglio delle accise dovrebbe essere introdotto con un decreto legge che dovrebbe essere varato oggi dal Consiglio dei ministri. In queste ore si lavora per definire la durata dell’intervento e soprattutto le coperture necessarie. L’obiettivo è arrivare entro la fine del mese a un provvedimento più strutturale e selettivo contro il caro-energia, così da evitare il ricorso a ulteriori proroghe dello sconto generalizzato sulle accise, che finisce per avvantaggiare anche le fasce di reddito più elevate. Per le misure selettive contro i rincari energetici sarà però necessario tenere conto anche del confronto con la Commissione europea. Oggi dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri la lettera con cui il governo formalizzerà a Bruxelles la richiesta di scostamento del deficit per le spese legate alla difesa, pari allo 0,9% del Pil, circa 21,7 miliardi fino al 2028, e per l’energia, pari allo 0,6% del Pil, circa 14,4 miliardi, dei quali 7,2 spendibili in un solo anno. Il margine complessivo arriverebbe così a 36,1 miliardi entro il 2028.
La definizione del decreto sul caro-energia non è ancora chiusa e l’obiettivo è reperire le risorse entro fine settembre. Tra le ipotesi allo studio c’è un bonus contro i rincari da inserire tra i fringe benefit rimborsati dai datori di lavoro ai dipendenti, con simulazioni in corso per determinarne i costi e individuare la soglia di reddito per l’accesso. Si valuta inoltre l’estensione del sostegno alle partite Iva maggiormente esposte alle fiammate dei prezzi. Il nodo resta quello delle coperture. Per utilizzare il margine di flessibilità concesso dall’Ue, infatti, gli interventi non dovrebbero essere direttamente legati ai combustibili fossili. Per questo potrebbero essere privilegiate misure destinate, ad esempio, a contenere il costo delle bollette elettriche o a sostenere sicurezza ed efficientamento energetico. Il negoziato con Bruxelles resta quindi cruciale: dopo il via libera politico ottenuto dall’Italia nei mesi scorsi, la Commissione continuerà a verificare nel dettaglio la destinazione delle risorse.
Intanto il petrolio continua a correre. Il Brent, il greggio del Mare del Nord, con consegna a novembre, sale del 3,5% a 101,37 dollari al barile, superando nuovamente la soglia dei 100 dollari. Il Wti americano guadagna il 3,6% a 96,35 dollari. A spingere le quotazioni sono le tensioni in Medio Oriente e la ripresa degli acquisti da parte della Cina. Corre anche il gas naturale, che raggiunge i massimi dalla fine del 2022. Sulla piazza Ttf di Amsterdam il future sul mese di ottobre ha superato la soglia degli 80 euro, arrivando a 80,99 euro al MWh, in rialzo del 6,8%. Secondo gli analisti, sulle quotazioni pesa l’intensificazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e la concorrenza tra Asia ed Europa per assicurarsi il Gnl disponibile. La corsa dei prezzi internazionali si riflette anche sui carburanti alla pompa. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del self service sulla rete stradale nazionale è salito a 2,067 euro al litro per la benzina, contro i 2,158 euro della rilevazione precedente, e a 2,177 euro per il gasolio, rispetto ai 2,169 euro di ieri. Sulla rete autostradale il prezzo medio è invece di 2,152 euro al litro per la benzina e 2,248 euro per il gasolio.
Bankitalia, tasso sui nuovi mutui in calo al 3,81% a luglio, accelerano prestiti +3,5%
In luglio il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi mutui alle famiglie si è collocato al 3,81%, in calo rispetto al 3,95% del mese precedente). Lo rende noto Bankitalia nella serie ‘Banche e moneta’, specificando che la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 29,0% (19,9 nel mese precedente). Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è invece collocato al 10,38% (10,33 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,79% (3,70 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,37%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,55%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,69 per cento (0,67 nel mese precedente). Sempre a luglio, si registra un’accelerazione dei prestiti al settore privato, aumentati aumentati del 3,5% sui dodici mesi (dal 3,3 nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6% (2,7 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,1% (3,2 in giugno). I depositi del settore privato sono aumentati del 2,4% (2,8 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 5,6% (6,0 nel mese precedente).
Ponte Stretto, Morelli: Cipess verso i primi giorni di ottobre
Dopo le prescrizioni del Consiglio dei Lavori pubblici, tutte le pratiche dovrebbero essere completate “verso la fine di settembre quindi ritengo che la riunione si terrà nei primi giorni di ottobre”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, a margine dell’evento della Lega sulla Finanziaria, interpellato sul possibile approdo al Cipess della documentazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Morelli non vede il rischio di un ulteriore allungamento dei tempi. “Il Ponte sullo Stretto di Messina ha il pieno sostegno dell’Europa, che ha inserito quest’opera all’interno della rete Ten-t”, ha poi sottolineato parlando in un panel sulle infrastrutture. “Quando sentiamo dire che l’Ue è contro il Ponte sullo Stretto, siamo vittime di una bugia”.
Webuild, ‘nessuna richiesta di 22 miliardi di extracosti al governo’
Webuild “non ha richiesto al Governo ’22 miliardi di extracosti’, notizia destituita di ogni fondamento”. Lo afferma la società in una nota in relazione alle ricostruzioni di stampa pubblicate ieri. “Le comunicazioni inviate alle istituzioni competenti — di carattere riservato, e delle quali la società non è la fonte delle anticipazioni odierne — riguardano obbligazioni contrattuali già maturate: crediti per lavori eseguiti e certificati ed anticipazioni contrattuali previste dalla legge”, aggiunge Webuild. “Le riserve e le varianti, i 22 miliardi a cui si riferisce il titolo roboante dell’articolo apparso su Il Fatto Quotidiano, rappresentano invece il totale delle somme iscritte nei registri di contabilità lavori secondo le procedure previste dei contratti pubblici, e in larga parte già sottoposte ai Collegi Consultivi Tecnici, organi terzi previsti dalla legge e composti anche da membri designati dalla committente cui spetta ogni relativa determinazione”, spiega il gruppo. “Di tali importi, come era specificato, circa 13 miliardi corrispondono a riserve iscritte per lavorazioni già realizzate, il restante è una stima relativa ai lavori ancora da effettuare. Si tratta di dibattito contrattuale, non di crediti o di somme dovute o di ammontari iscritti a bilancio. Si tratta, peraltro, di una criticità che riguarda l’intero settore delle costruzioni italiane e non la sola Webuild, come segnalato pubblicamente anche da Ance, l’associazione di categoria, in relazione agli effetti della revisione dei prezzi sui contratti pubblici in corso”, specifica Webuild.
“L’adeguamento dei quadri economici delle opere ai costi effettivi non è una richiesta dell’impresa: è un obbligo che la normativa sui contratti pubblici pone in capo alle stazioni appaltanti a garanzia del completamento delle opere e della tutela dell’intera filiera”, afferma ancora il gruppo.
Enel e sindacati, raggiunto l’accordo sul nuovo modello organizzativo della rete
Consolidare un modello innovativo di relazioni industriali e rafforzare il dialogo con i sindacati in vista delle nuove sfide che il settore elettrico affronterà nei prossimi anni “per garantire energia competitiva, sicura e sostenibile a beneficio di tutto il Paese”. Questo l’obiettivo dell’intesa siglata ieri da Enel e organizzazioni sindacali di categoria sul nuovo modello organizzativo della rete.
Si tratta, viene spiegato, di un passo significativo nel percorso di evoluzione del modello operativo delle reti di distribuzione, considerate dal gruppo un asset strategico per la transizione energetica. Il nuovo accordo, approvato dalla maggioranza dei lavoratori, si inserisce infatti in un quadro caratterizzato da un piano di investimenti che destina il 55% delle risorse, in continuità con il biennio 2024-2025.
L’intesa abilita l’adozione di un modello di funzionamento della rete capace di garantire maggiore flessibilità, efficienza e rapidità nella gestione dei disservizi, assicurando al contempo una migliore pianificazione delle attività programmate e una maggiore prevedibilità dell’impegno lavorativo. Per sostenere questo percorso, Enel ha avviato contestualmente un piano di assunzioni nella rete, con circa 3mila ingressi tra il 2024 e il 2026. Parallelamente sono state introdotte nuove figure di coordinamento operativo (Vice-Capi Blue Team) e misure di welfare aggiuntive, tra cui il servizio di baby-sitting, sviluppate anche grazie ai contributi emersi dai momenti di ascolto con il personale.
Secondo lo Studio strategico “L’elettricità per un’Italia più sicura e competitiva”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Elettricità Futura e recentemente presentato al Forum di Cernobbio, quello elettrico è già oggi il primo settore industriale per investimenti, ed è pronto a investire ulteriormente fino a 200 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. In questo contesto la multinazionale energetica guidata da Flavio Cattaneo prevede nel biennio 2026-2028 di realizzare 53 miliardi di nuovi investimenti, di cui 20 miliardi destinati alle energie rinnovabili, con un incremento di 8 miliardi rispetto al precedente piano strategico.
Acea, accordo con PoliMi per promuovere ricerca e formazione
Acea e il Politecnico di Milano hanno sottoscritto un accordo quadro triennale finalizzato a promuovere attività congiunte di formazione, ricerca e innovazione nei settori dell’energia, dei sistemi idrici e dell’economia circolare. L’intesa, spiega una nota, nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra il mondo accademico e quello industriale, valorizzando competenze complementari e creando nuove opportunità di sviluppo scientifico e tecnologico. In qualità di partner industriale, Acea metterà a disposizione la propria esperienza nei settori della produzione, distribuzione e management dell’energia, della gestione del servizio idrico integrato e dei servizi ambientali, condividendo le tematiche di ricerca di particolare rilevanza strategica.
Nel dettaglio, l’accordo prevede diverse aree di collaborazione strategica, tra cui lo sviluppo di progetti di ricerca nell’ambito dei sistemi idrici ed energetici, il finanziamento di percorsi di dottorato di ricerca (PhD) e la promozione di iniziative dedicate all’orientamento, all’inserimento professionale e alla valorizzazione dei talenti, attraverso le attività del Career Service del Politecnico di Milano.
Cementir: nessun impegno assunto per acquisizione brasiliana CSN Cimentos
Aalborg Portland, societa’ di diritto danese affiliata a Cementir Holding, ha presentato, congiuntamente alla societa’ brasiliana Votorantim Cimentos, un’offerta vincolante nell’ambito procedura competitiva relativa all’acquisizione della societa’ brasiliana CSN Cimentos. Tuttavia, afferma Cementir in una nota che puntualizza alcune indiscrezioni di stampa, questa “offerta e’ scaduta senza essere stata accettata dalla parte venditrice. Alla data odierna – prosegue la nota – non sussistono pertanto accordi vincolanti, ne’ impegni di qualsivoglia natura, in relazione alla potenziale acquisizione di CSN Cimentos da parte di Aalborg Portland, Cementir Holding o altre societa’ del Gruppo Cementir”. Cementir Holding conferma comunque la “propria intenzione di valutare attivamente eventuali ulteriori opportunita’ nel continente sudamericano”.
Tre milioni a sostegno della filiera energetica nel Nord-Ovest
In arrivo tre milioni a sostegno della filiera dell’industria energetica del Nord-Ovest. Ad annunciare la misura, la prima interregionale a livello italiano, gli assessori allo Sviluppo economico di Liguria, Lombardia e Piemonte, Alessio Piana, Guido Guidesi e Andrea Tronzano, in occasione della ‘Cabina Economica del Nord-Ovest’ organizzata ieri a Palazzo Ducale di Genova. “L’obiettivo è di favorire la nascita di catene del valore, mettendo in relazione le competenze delle grandi imprese, la capacità innovativa delle pmi e il patrimonio di conoscenze degli organismi di ricerca – spiegano congiuntamente gli assessori Piana, Guidesi e Tronzano -. La ‘Cabina Economica del Nord-Ovest’ è stata avviata da Liguria, Lombardia e Piemonte nel 2023. Un percorso che nasce dalla convinzione che, davanti alle grandi trasformazioni industriali che abbiamo di fronte, competere insieme su filoni strategici, come quello dell’industria energetica, mettendo da parte i campanilismi e ragionando insieme in un’ottica di filiera, possa rendere i nostri territori più competitivi sui palcoscenici internazionali”. Il bando metterà a disposizione diversi strumenti, pensati per accompagnare le tecnologie lungo il percorso che va dalla ricerca alla concreta applicazione industriale. Potranno partecipare partenariati interregionali composti da un minimo di cinque e un massimo di otto soggetti, con la presenza obbligatoria di almeno una grande impresa, almeno una pmi per ciascuna delle tre Regioni e almeno un organismo di ricerca.
“La collaborazione tra le nostre Regioni – sottolineano gli assessori all’Energia di Liguria, Lombardia e Piemonte, Paolo Ripamonti, Massimo Sertori e Matteo Marnati – permette di mettere a sistema competenze, capacità industriali e innovazione in un settore decisivo per la competitività dei territori. Rafforzare la filiera energetica significa creare nuove opportunità per le imprese e accompagnare lo sviluppo delle tecnologie strategiche per il futuro”.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata la candidatura, sostenuta dalla Liguria, ad ospitare a Genova la sede della prossima Agenzia nazionale del nucleare.
Trieste eccellenza italiana della flessibilità elettrica grazie ad AcegasApsAmga
A seguito della chiusura del progetto SmartGrid, finanziato dal PNRR, che ha visto il potenziamento e lo sviluppo della rete elettrica di Trieste, AcegasApsAmga rende possibile ora un upgrade sulla gestione dell’energia della città improntato sulla flessibilità. Un risultato raggiunto con l’impiego delle tecnologie sviluppate nel 2020 da Areti e in esercizio sulla rete elettrica di Roma, grazie al progetto RomeFlex. Con questo scopo, stamane, è stato presentato ufficialmente al territorio triestino LiveGrid, il progetto pilota sui servizi di flessibilità locale sulla rete elettrica che consacra il capoluogo di regione tra le prime città italiane per questo tipo di innovazione. Per mezzo di questa rete viva che consentirà di valorizzare la capacità di modulare consumi e produzione di energia in base alle esigenze della rete elettrica, AcegasApsAmga sale sul podio dei primi distributori in Italia per questo tipo di sperimentazione, rendendo così Trieste una città sempre più all’avanguardia nella transizione energetica.
Il progetto LiveGrid è attualmente oggetto di consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere e sollecitare osservazioni, contributi e proposte dai portatori di interesse anche nel sito AcegasApsAmga. Il progetto pilota sperimenta nuovi servizi di flessibilità locale che permettono al gestore della rete elettrica di chiedere a imprese, impianti o sistemi di accumulo di modificare temporaneamente i propri scambi di energia con la rete attraverso l’utilizzo di meccanismi di mercato. Quando necessario, gli utenti possono aumentare l’energia immessa in rete o ridurre i propri consumi (“servizio a salire”), oppure fare il contrario, diminuendo l’energia immessa o aumentando i consumi (“servizio a scendere”). Queste azioni aiutano a mantenere stabile ed efficiente la rete elettrica nelle aree interessate. Gli utenti non produrranno più energie in maniera unidirezionale, bensì coordinandosi su quantità e orari, ottimizzando l’equilibrio tra produzione e consumo. In questo modo sarà possibile massimizzare produzione ed esigenze di consumo, garantendo, oltre all’efficienza, stabilità e continuità del servizio, in un contesto di crescente produzione diffusa.
Ieri AcegasApsAmga insieme a Politecnico di Milano, il Gestore dei Mercati Energetici GME e Areti hanno coinvolto tutte le realtà industriali del territorio in un workshop per presentare LiveGrid. L’innovativo progetto di flessibilità della rete elettrica. Nel nuovo Training Center della sede operativa di via Svevo a Trieste, l’Amministratore Delegato di AcegasApsAmga, Carlo Andriolo, ha aperto il workshop approfondendo gli aspetti tecnici e le modalità di funzionamento in un confronto con gli stakeholder nell’ambito della consultazione in corso. «Con LiveGrid, AcegasApsAmga S.p.A. compie un ulteriore passo nell’evoluzione dell’infrastruttura elettrica, sperimentando un modello che punta a rendere la rete sempre più flessibile ed efficiente, favorendo l’integrazione della generazione distribuita e dei nuovi carichi legati alla crescente elettrificazione della città». L’intervento di Andriolo ha evidenziato come LiveGrid si iscriva di diritto tra i casi di eccellenza nazionale per innovazione e sostenibilità, e sia frutto del più ampio progetto SmartGrid sull’infrastruttura elettrica della città, finanziato dal PNRR con un investimento di oltre 26 milioni di euro, che include alcuni interventi anche a Gorizia.
Il cda di Tim rileva con favore il miglioramento dell’offerta di Poste Italiane
Intelligenza Artificiale: nasce Almawave Labs
Nasce Almawave Labs, la NewCo R&D dedicata allo sviluppo di soluzioni sovrane di Intelligenza Artificiale del Gruppo Almaviva, costituita dallo scorporo di asset e competenze tecnologiche di Almawave. La realtà italiana è formata da circa 100 esperti di AI di cui oltre 30 PhD, coadiuvata da professori, consulenti accademici permanenti e joined labs con primarie università. Aderente al GPAI code of practice europeo, può contare su un solido approccio di compliance attestato da 11 certificazioni fra cui la ISO 42001 per lo sviluppo AI, ACN QC1 e QC2. La tecnologia, i prodotti e le expertise di Almawave Labs sono menzionate in oltre 90 report dei principali analisti di mercato internazionali. Almawave Labs fa propri i modelli di AI generativa della famiglia Velvet – velvet 25B, 14B, 2B e velvet 2B speech – che continueranno a crescere, diventando sempre più efficaci in ottica “enterprise ready”, leggeri e facilmente specializzabili per domini e task verticali come PA, industria, mobilità, sanità, ambiente, o orizzontali come sicurezza e crm. La società ha come proprio asset la piattaforma AIwave, che rende possibile una governance multiagentica e multimodello, low code/no code, adatta ai contesti più vari, in cloud e on premise.
Valeria Sandei, Chief Global AI del Gruppo Almaviva, assume la Presidenza del Consiglio di Amministrazione di Almawave Labs, ricoprendo anche il ruolo di CEO. Raniero Romagnoli assume il ruolo di CTO. Dopo la recente istituzione della Direzione Global AI, creata per guidare il posizionamento strategico e l’evoluzione dell’offerta nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale in modo integrato, il Gruppo Almaviva compie un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento del proprio modello industriale, organizzativo, operativo e di go to market in Italia e all’estero. La società Almawave viene incorporata nella capogruppo Almaviva attraverso un’operazione di fusione che consente di ampliare ulteriormente le capacità di sviluppo e delivery AI, consolidando competenze tecnologiche e di settore, per un’offerta sempre più specializzata ed efficace. Questa impostazione consentirà di operare in modo analogo in tutte le società estere del Gruppo, come Iteris negli USA o Tivit in Brasile e America Latina, creando soluzioni AI driven in modo efficiente e con un’unica governance.
“La nascita di Almawave Labs è il nuovo passaggio strategico di un percorso evolutivo che negli ultimi 15 anni ci ha visti, primi in Italia e tra i primi in Europa, portare la nostra AI sovrana sul mercato globale, al servizio di aziende e organizzazioni complesse dagli USA al Brasile al nostro mercato domestico” – ha dichiarato Valeria Sandei, Chief Global AI Almaviva Group. “La crescita sostenuta del Gruppo a livello globale consentirà di consolidare la nostra leadership nel digitale e nelle soluzioni AI driven nei settori mission critical che presidiamo,” – aggiunge Sandei. “La focalizzazione in Almawave Labs, dei nostri numerosi IP AI – che spaziano dallo sviluppo di modelli di AI generativa come quelli della famiglia Velvet, fino a piattaforme e prodotti mirati in area voice e vision, come AIwave – è una scelta forte sotto il profilo tecnico e strategico. Crediamo che l’AI possa essere realmente trasformativa del business e per questo vogliamo imprimere la massima accelerazione a livello globale, con una unica, chiara visione di governance che porti a risultati efficaci, veloci e misurabili per i nostri clienti”, conclude Sandei.
Almaviva ottimizza così un’offerta end-to-end in tutte le sue legal entity, in grado di coprire l’intera catena del valore, dalla consulenza strategica allo sviluppo di piattaforme e soluzioni tecnologiche innovative e verticali e investe sull’organizzazione e la governance dell’AI come leva di valore. Protagonista una visione sovrana dell’Intelligenza Artificiale, come propulsore di crescita di un Gruppo italiano che nel 2025 ha raggiunto 1.8 miliardi di fatturato, con una presenza stabile in 65 Paesi ed il cui fatturato estero ha ormai superato il 50% del totale.
Irca-Zoppas Industries: acquisisce la maggioranza di Bluewind
Irca-Zoppas Industries, leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi ed elementi riscaldanti, ha acquisito una partecipazione di maggioranza nel capitale di Bluewind, societa’ veneta di engineering specializzata nello sviluppo di elettronica e software per prodotti e sistemi ad alta complessita’. L’operazione, strutturata in due fasi successive, prevede il progressivo incremento della partecipazione fino all’acquisizione dell’intero capitale sociale di Bluewind. Fondata nel 1998 e con sede a Castelfranco Veneto, Bluewind accompagna i clienti dalla definizione dell’architettura tecnologica all’industrializzazione di sistemi elettronici e software embedded. La societa’ opera principalmente nei settori automotive, industriale, ferroviario, aerospaziale e medicale, con competenze nell’elettronica di potenza, nei sistemi di controllo, nelle tecnologie wireless, nella cybersecurity, nell’intelligenza artificiale, nell’Internet of Things e nelle piattaforme cloud. “L’acquisizione di Bluewind rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita di Irca-Zoppas Industries – ha dichiarato Gianfranco Zoppas, Presidente di Zoppas Industries. – L’integrazione delle competenze di Bluewind nell’elettronica, nel software embedded e nella connettivita’ con il nostro patrimonio tecnologico e industriale ci consentira’ di accelerare fin da subito lo sviluppo di soluzioni piu’ complete, intelligenti e affidabili. Vogliamo trasformare rapidamente queste sinergie in nuovi progetti, maggiore valore per i clienti e ulteriori opportunita’ di crescita nei mercati a piu’ elevato contenuto tecnologico”.
GreenYellow rafforza la propria presenza nel settore delle costruzioni con un nuovo progetto da 3,1 MWp per Calme
GreenYellow rafforza la propria presenza nel settore dell’edilizia sostenibile con un importante progetto al fianco di Calme, impresa con 45 anni di esperienza nel settore delle costruzioni. Le due aziende hanno avviato la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra da 3,1 MWp presso il sito produttivo di Orciano Pisano (PI), operativo a partire dal secondo trimestre del 2027. Il progetto è stato sviluppato secondo il modello di GreenYellow che nella formula del PPA on-site della durata di 20 anni per l’autoconsumo prevede che il finanziamento, la progettazione, la costruzione e la gestione dell’impianto siano a carico di GreenYellow. L’impianto produrrà oltre 4,3 GWh di energia l’anno, coprendo circa l’80% del fabbisogno energetico del sito e consentendo di evitare l’emissione di oltre 1.886 tonnellate di CO₂ ogni anno – l’equivalente delle emissioni medie di circa 1.522 famiglie. Con questa iniziativa, Calme compie un passo decisivo verso la decarbonizzazione della propria attività, integrando l’energia solare nella strategia aziendale per ridurre l’impatto ambientale e promuovere un modello produttivo più sostenibile. “Questo progetto rappresenta per Calme un passaggio strategico fondamentale nel nostro percorso di crescita sostenibile. L’integrazione di un impianto fotovoltaico di questa portata nel sito di Orciano Pisano ci consente di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale, migliorando al contempo l’efficienza energetica dei processi produttivi. La collaborazione con GreenYellow si inserisce in una visione industriale che coniuga innovazione, responsabilità e competitività, elementi imprescindibili per affrontare le sfide future del settore”, dichiarano i vertici aziendali.“Siamo orgogliosi di accompagnare Calme in questo percorso di transizione energetica – dichiara Pierre Marouby, General Manager di GreenYellow Italia – Questo progetto conferma l’efficacia del nostro approccio nel proporre soluzioni su misura che uniscono sostenibilità ambientale e vantaggi economici concreti per i nostri partner industriali”. GreenYellow continua così a supportare il mondo produttivo italiano con soluzioni energetiche innovative, contribuendo attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico attraverso progetti ad alto impatto positivo sul territorio.
Sace si allea con il Banco de la Nación Argentina per nuove opportunità per le imprese
Una intesa tra Sace e Banco de la Nación Argentina, Bna, il principale istituto bancario pubblico argentino, punta – viene indicato – “a rafforzare la cooperazione tra le due istituzioni e a supportare nuove opportunità di export per le imprese italiane in Argentina”. L’accordo è stato firmato a Buenos Aires, nell’ambito della missione imprenditoriale in Argentina e Brasile organizzata da Confindustria e Ice. E’ una collaborazione che – commenta l’ad di Sace, Michele Pignotti – “rafforza l’impegno di Sace al fianco delle imprese italiane che guardano all’Argentina e, più in generale, ai mercati dell’America Latina. Attraverso questo accordo puntiamo a facilitare nuove opportunità di export verso il Paese, rendendo più accessibili gli strumenti di finanziamento, assicurazione e garanzia e accompagnando le imprese, nei loro percorsi di crescita e internazionalizzazione”.
L’intesa “conferma – prosegue – la nostra volontà di consolidare la presenza nella regione, rafforzando il sostegno alle esportazioni italiane e contribuendo a creare nuove occasioni di business per il Made in Italy”.
Shipping, Rixi: con Cipro, Grecia e Malta strada comune per rivedere l’ets e tutelare la competitività del Mediterraneo
Un fronte mediterraneo per chiedere all’Europa di cambiare passo sulle politiche dello shipping e, in particolare, sulla revisione dell’ETS marittimo. È il risultato politico del confronto tra il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, la viceministra dei Trasporti di Cipro Marina Hadjimanolis, il ministro greco delle Infrastrutture e dei Trasporti Vasilis Kikilias e il ministro maltese dei Trasporti e delle Infrastrutture Chris Bonett. Grecia, Cipro e Malta a Limassol hanno condiviso con l’Italia la necessità di rafforzare il coordinamento tra i Paesi mediterranei e di costruire una posizione comune in vista delle prossime discussioni europee e internazionali sulla competitività dello shipping e sulla decarbonizzazione. “Sul futuro dello shipping europeo il Mediterraneo deve far sentire la propria voce. Non possiamo accettare che regole pensate per accelerare la decarbonizzazione finiscano per spostare traffici, investimenti e competitività fuori dall’Europa. Italia, Grecia, Cipro e Malta hanno una responsabilità comune e oggi rafforzano un fronte che deve contare nelle scelte dell’Unione”, ha detto il viceministro Rixi nel corso del suo intervento in collegamento.
Per l’Italia, la revisione dell’ETS deve garantire un reale equilibrio tra obiettivi ambientali e competitività del sistema marittimo europeo, con particolare attenzione ai porti mediterranei, al transhipment, al cabotaggio, ai collegamenti insulari e al trasporto marittimo regionale. L’estensione del sistema alle navi tra 400 e 5.000 GT rischia inoltre di produrre nuovi costi proprio sui segmenti più esposti. Il confronto punta a trasformare la convergenza tra i quattro Paesi in una strategia politica comune, capace di incidere nel Consiglio Ue e di dialogare anche con gli Stati marittimi extraeuropei che hanno un peso decisivo nei negoziati IMO. Il documento preparatorio sottolinea infatti la necessità di superare una logica esclusivamente europea e di costruire alleanze più ampie per arrivare a un accordo globale. “Non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere con una mano legata dietro la schiena. Il Mediterraneo non può essere considerato una periferia dell’Europa quando si parla di commercio, porti e sicurezza economica. È una delle sue principali porte d’ingresso e una componente strategica della sua competitività. Per questo Italia, Grecia, Cipro e Malta devono stare insieme e far pesare questa posizione a Bruxelles e all’IMO”, ha concluso Rixi.
Consalvo (Porto Trieste), ‘fondamentale l’integrazione dei Balcani’
‘In uno scenario di crisi internazionale, avere la parte balcanica integrata in progetti di sviluppo economici anche per il Porto di Trieste è fondamentale. Il Porto di Trieste deve diventare sempre più competitivo ed efficiente per proporsi come soluzione di trasferimento delle merci in Europa’. Lo ha detto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, a margine del convegno ‘The Balkans Meet in Trieste’, organizzato dall’Agenzia Ansa in occasione della 34/a assemblea generale della Association of Balkan News Agencies Southeast Europe (ABNA-se) con il patrocinio di Iniziativa centro europea (Ince). ‘In questo momento – ha spiegato Consalvo – si possono già delineare degli scenari. Fare delle partnership operative in questa fase forse è prematuro, ma in ogni caso ben venga iniziare a lavorare sulle relazioni e sull’individuazione di obiettivi comuni, perché rappresenta l’inizio di un percorso’.
Istat, grazie al Pnrr aumentati tram, filobus e metro
Nel 2024 tornano a crescere le principali infrastrutture a impianti fissi del Trasporto pubblico locale (Tpl): tram, filobus e metropolitana, il cui rafforzamento è oggetto dell’Investimento del Pnrr per lo “sviluppo del trasporto rapido di massa”. L’estensione delle reti in esercizio aumenta in misura significativa per la metropolitana (212,3 km, +7,3% rispetto al 2023) e il filobus (305,3 km, +4,2%), mentre resta sostanzialmente invariata per il tram (360,8 km, -0,5%). Lo rende noto l’Istat. Nel trasporto pubblico locale (Tpl) si rinnovano le flotte: metà degli autobus non va più a gasolio. Tra le alimentazioni alternative al gasolio, aumentano soprattutto i bus elettrici e ibridi (+54,9% sull’anno precedente), mentre quelli alimentati a gas presentano una crescita più contenuta (+9,7%), restando comunque più numerosi (29,9% degli autobus in esercizio nei Comuni capoluogo, contro il 18,4% dei bus elettrici e ibridi). Restano ancora in circolazione quote consistenti di veicoli Euro 5, immatricolati da più di 11 anni (26,5%), e delle classi precedenti, immatricolati da più di 16 anni (il 12,5% nell’insieme dei capoluoghi, e il 22% nelle città del Sud). I servizi di autobus rappresentano, in media, il 56,9% dell’offerta di Tpl nei Comuni capoluogo, quota che supera il 90% in quattro capoluoghi su cinque. Nel 2024, la quota di autobus a basse emissioni (elettrici/ibridi o a metano/Gpl) sale al 48,4% del totale: +8,1% sull’anno precedente e +16,8 dal 2019. La quota complessiva aumenta in tutte le ripartizioni e raggiunge il 63,8% nei capoluoghi del Nord-est; resta invece nettamente inferiore alla media nel Nord-ovest (42,5%) e nel Mezzogiorno (39,5%). Il valore aggregato dei capoluoghi metropolitani (47,5%) è prossimo alla media nazionale, ma riporta al suo interno una variabilità molto ampia: la quota dei bus a basse emissioni supera il 75% a Bologna e Bari e il 50% a Venezia, Roma e Catania, mentre all’estremo opposto, con valori molto inferiori alla media, si collocano Genova, Firenze e Reggio di Calabria.
Antitrust, impatto positivi interventi di advocacy nella raccolta differenziata
L’Antitrust ha incaricato la società di consulenza Lear di sviluppare una metodologia di analisi di impatto ex ante, finalizzata a stimare i possibili benefici, dei propri interventi di advocacy nel settore dei servizi pubblici locali, in particolare nella gestione dei rifiuti urbani e nel trasporto pubblico locale . Lo fa sapere l’Agcm spiegando che gli interventi di segnalazione dell’Autorità nei settori in questione riguardano soprattutto situazioni in cui l’ente concedente ha deciso di non fare ricorso alla gara per selezionare il soggetto concessionario e non ha giustificato tale scelta in modo adeguato.
Dall’analisi svolta “emerge che l’impatto potenziale ex ante degli interventi di advocacy dell’Autorità sulla qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani, con riferimento ai soli interventi di segnalazione effettuati tra il 2023 e il 2025, è chiaramente positivo in quanto idoneo a far registrare un aumento della percentuale di raccolta differenziata totale pari in media al 16% circa, con un risparmio stimato sul costo aggregato medio di raccolta e trasporto dei rifiuti differenziati pari al 20%, equivalente a circa 120 milioni di euro”. A tale riguardo, l’analisi svolta da Lear ha stimato i benefici potenzialmente imputabili a questi interventi in una prospettiva ex ante, misurandoli in termini di riduzione dei costi per la collettività e di miglioramento della qualità dei servizi.
Per quanto riguarda il settore del TPL è emerso un beneficio ex ante potenziale rappresentato soprattutto da una maggiore capacità dell’ente virtuoso di attrarre la domanda pro-capite (ovvero il numero di passeggeri annui trasportati per abitante) e di gestire in modo efficiente le spese. (