LA GIORNATA

Bignami contro il Quirinale. Il Colle: “Parole sconfinano nel ridicolo”

  • Stadio della Roma, il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Comitato contrario al progetto
  • Ponte sullo Stretto: “piena fattibilità dell’opera”
  • Reti, Agora: con pianificazione coordinata risparmi da 560mld al 2050

19 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini

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Scontro tra Fratelli d’Italia e il Qurinale. Tutto comincia con Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che chiede alla presidenza della Repubblica di smentire la notizia pubblicata da La Verità in un articolo titolato ‘Il piano del Quirinale per fermare la Meloni’, secondo la quale consiglieri del capo dello Stato, afferma, ‘auspicherebbero iniziative contro il presidente Giorgia Meloni e il centrodestra, esprimendo altresì giudizi di inadeguatezza nei confronti dell’attuale maggioranza di governo’. ‘In particolare – aggiunge il capogruppo del partito della presidente del Consiglio -La Verità riferisce in maniera circostanziata di conversazioni in cui questa persona auspicherebbe la formazione di coalizioni alternative come ‘una grande lista civica nazionale’, con il dichiarato intento di impedire una vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Progetti che si spingerebbero addirittura – sottolinea Bignami – ad auspicare un ‘provvidenziale scossone’ contro l’attuale governo’. ‘Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza’ è la richiesta di Bignami. Il Colle affida ad una nota la risposta.”Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”. “Nè Fdi né tanto meno Palazzo Chigi hanno mai dubitato della lealtà istituzionale del presidente Mattarella con il quale il governo ha sempre interloquito con totale spirito di collaborazione, non da ultimo sugli importanti dossier internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente. Infatti Bignami non si è in alcun modo riferito al Quirinale né si è rivolto in modo irrispettoso al presidente della Repubblica ma ha semplicemente fatto notare che sarebbe stata opportuna una smentita del consigliere Garofani per le affermazioni a lui attribuite dal quotidiano La Verità. Smentita che avrebbero risolto sul nascere ogni tipo di polemica”. ha poi dichiarato il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari

Stadio della Roma, il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Comitato contrario al progetto

“La Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dal Comitato contrario al progetto dello Stadio della Roma a Pietralata. Dopo il no del Tar, arriva dunque una nuova conferma: anche il Consiglio di Stato non ha accolto le richieste sul tema dell’abbattimento dei 26 alberi nell’area del futuro impianto”. Ne dà notizia dai suoi social il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, che spiega che la decisione dei giudici reca che “Le motivazioni del ricorso sono state giudicate generiche, senza indicare un danno diretto, concreto e irreparabile. Non esiste un pericolo attuale, perché la Regione non ha ancora rilasciato alcun nullaosta: quindi nessun rischio immediato. Il Consiglio di Stato rileva inoltre possibili profili di inammissibilità del ricorso, che saranno esaminati nel merito dal Tar”, continua Umberti.

Manovra, emendamento della Lega per lo scorporo dell’Anas dalle Fs

Far uscire Anas da Ferrovie dello Stato, oggi socio unico della società stradale, facendola tornare sotto il Ministero dell’economia e delle finanze. E’ quanto prevede un emendamento della Lega alla legge di bilancio. La proposta di modifica, firmata dai senatori Tilde Minasi, Elena Testor e Marco Dreosto, stabilisce che, dall’approvazione del bilancio 2025 di Fs da parte della relativa assemblea degli azionisti (prevista nella primavera 2026, ndr), Fs trasferisca “senza corrispettivo al Mef le azioni” di Anas trasferite nel 2018 alle Ferrovie.    L’obiettivo dell’operazione è di “consolidare le funzioni di Anas quale concessionaria titolare di diritti speciali ed esclusivi nella costruzione, gestione, esercizio, miglioramento e adeguamento della rete viaria statale”.    Il trasferimento è disposto “previa delibera dell’assemblea degli azionisti di Fs ed è eseguito mediante girata dei relativi certificati azionari, con una riduzione di patrimonio netto pari al valore di iscrizione di Anas nel bilancio di esercizio di Fs alla data del 31 dicembre 2025, come risultante dai relativi documenti contabili”. Dalla data del trasferimento restano in vigore “gli accordi, le convenzioni e ogni altra pattuizione sottoscritti da Anas antecedentemente”. Restano in capo ad Anas anche i rapporti giuridici sorti prima della data di entrata in vigore di questa disposizione.    Dopo il trasferimento, Anas proseguirà attività previste dal contratto di programma sottoscritto con Mit. E, previa autorizzazione dell’ente concedente, ad Anas possono anche “essere affidati, entro il limite delle risorse disponibili a legislazione vigente e sulla base di apposite convenzioni, compiti di assistenza e supporto, compreso lo svolgimento di attività di committenza ausiliaria, per la progettazione e realizzazione di interventi su strade esterne alla rete di competenza di Anas“. Infine, per garantire la “continuità della gestione societaria”, il cda di Anas in carica alla data di entrata in vigore della legge di bilancio “prosegue il proprio mandato fino alla relativa scadenza

Ponte sullo Stretto: “piena fattibilità dell’opera”, il risultato del lavoro di un team nazionale e internazionale

Si è tenuto ieri su iniziativa della Senatrice a vita Professoressa Elena Cattaneo, il seminario “Ponte sullo Stretto: confronto tecnico-scientifico su aspetti geologici e sicurezza del progetto”. Sono intervenuti alcuni degli esperti che hanno partecipato per diversi aspetti di carattere metodologico e scientifico allo studio del progetto definitivo e al suo aggiornamento, in particolare, il Dr. Gianluca Valensise, il Professor Iunio Iervolino, il Professore Emerito Giorgio Diana, il Professor Fabio Brancaleoni e il Professor Alessandro Mandolini, per un confronto sulle osservazioni sollevate dai professori Carlo Doglioni, Federico Mazzolani e Mario de Miranda. I lavori si sono aperti con i saluti della Senatrice a vita Professoressa Elena Cattaneo insieme all’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. In particolare, nel corso del seminario è stato ribadito: che la scelta della soluzione a campata unica è comprovata dall’impalcato che garantisce la stabilità aerodinamica, mentre restano insuperate le difficoltà nel garantire la presenza di una o più pile in mare per molteplici ragioni, legate alle difficoltà costruttive e di gestione connesse con le specifiche condizioni dello Stretto e dei suoi fondali. Per quanto riguarda il salto tecnologico del ponte sullo Stretto di Messina, è stato ricordato che l’innovazione fondamentale è la sezione multi-cassone dell’impalcato che unitamente agli schermi antivento trasparenti con dispositivi di smorzamento aerodinamico garantiscono la piena efficienza ​dell’Opera. Le accelerazioni sismiche per il progetto del Ponte sullo Stretto sono state verificate con metodi del più recente stato dell’arte, del tutto analoghi o più estesi rispetto a quelli di grandi progetti internazionali. In particolare, la teoria usata per calcolare le azioni sismiche di progetto è la più avanzata e razionale disponibile. Il tema della PGA (accelerazione di picco al suolo) deve tenere conto del fatto che essa non è rilevante per la dinamica sismica dell’opera. Le prestazioni richieste al Ponte sullo Stretto, per terremoti con intensità di progetto, sono assai superiori a quelle delle norme tecniche italiane e internazionali per altre strutture. In merito alle faglie attive e capaci è stato illustrato che esistono faglie attive minori sul fondo dello Stretto, sopra la porzione più superficiale della faglia che ha generato il terremoto del 1908, e che la presunta Faglia di Cannitello, non è in effetti una faglia attiva ma è un terrazzo marino (linea di riva fossile). Mentre La Faglia di Pezzo è una faglia antica riutilizzata come linea di costa, poi sollevata. Nessuna delle due faglie si è mossa nel 1908.​ Per quanto riguarda le deformazioni lente, lo spostamento relativo verticale dei siti dei piloni è di ~0.1 mm/anno, mentre l’allontanamento delle coste è di circa 1 mm l’anno all’altezza dell’attraversamento. Entrambi gli spostamenti non comportano alcuna criticità per la stabilità dell’Opera. Il progetto definitivo del Ponte è il risultato di un lavoro svolto da una grande squadra internazionale, a guida italiana, al quale hanno partecipato i più autorevoli tra gli studiosi nonché leader mondiali nella progettazione di ponti sospesi e nella realizzazione di grandi opere. Inoltre, esso è stato verificato indipendentemente dalle maggiori istituzioni scientifiche nei suoi aspetti fondamentali.

Tlc, Asstel:  il settore vive una crisi strutturale profonda

Il settore delle telecomunicazioni in Italia vive un paradosso: se da un lato è percepito come un comparto ricco, dall’altro soffre di una “crisi strutturale profonda”, con ricavi in perenne diminuzione e volumi di investimenti che faticano a rimanere costanti. E’ questo lo scenario dipinto oggi dal numero uno di Tim e presidente di Asstel durante il forum nazionale delle telecomunicazioni. Una premessa complicata, dunque, che ha fatto lanciare allo stesso Pietro Labriola l’appello perché si venga incontro alle necessità del settore con il rinnovo delle frequenze senza oneri per le aziende.
“Negli ultimi dieci anni – è l’allarme di Labriola – i ricavi sono diminuiti in modo costante mentre gli investimenti sono rimasti elevati e a costi del capitale crescenti: il costo del capitale per le Tlc in Italia è salito dal 7,3% all’8,1%, azzerando la capacità delle imprese di generare cassa e rallentando gli investimenti privati”. In effetti anche i dati Asstel presentati al Forum mostrano che nel solo 2024 gli investimenti privati sono scesi del 4% a 6,5 miliardi di euro, mentre tra il 2019 e il 2024 la contrazione arriva al 26%. Pesa sui conti delle aziende poi anche “l’esborso record per le frequenze 5G, il più alto in Europa, che ha drenato risorse fondamentali”. Secondo il manager, dunque, “è ora di investire nel nostro paese e nell’infrastruttura digitale e chiediamo un rinnovo non oneroso delle frequenze per costruire la rete su cui sviluppare tutto il digitale”. In caso contrario potrebbe affacciarsi lo spettro della crisi occupazionale. “Noi stiamo garantendo i livelli occupazionali, non c’è nessuno che vuole ridurre i posti di lavoro, ma abbiamo bisogno di alcuni cambi. Diversamente qualcosa succede”, avverte infatti Labriola.

Bonus elettrodomestici, 550mila domande, esaurito plafond

Dalle ore 7.00 di ieri mattina sono arrivate 550 mila richieste di voucher per il bonus elettrodomestici tramite l’app IO e il sito bonuselettrodomestici.it, sufficienti a coprire il valore del plafond e attualmente in fase istruttoria per l’assegnazione definitiva. Lo riferisce il Mimit.  La piattaforma rimane operativa e gli utenti possono continuare a presentare nuove domande, che saranno automaticamente inserite in una lista d’attesa e gestite in ordine cronologico.

“Famiglie e risparmio”: il libro Cdp su come cambiano le scelte finanziarie

In occasione dei 175 anni dalla sua nascita CDP ha presentato il libro “Famiglie e risparmio – Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, un volume che analizza l’evoluzione delle scelte finanziarie, della distribuzione e gestione della ricchezza delle famiglie italiane ed evidenzia il ruolo che il risparmio ha svolto nella crescita economica del Paese di fronte alle nuove sfide, dalla demografia alla previdenza, mettendo a confronto l’Italia con il resto dell’Europa. L’incontro si è svolto presso la sede del Gruppo a Roma, alla presenza del Presidente Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato Dario Scannapieco, del management di CDP e di rappresentanti del mondo accademico. I contenuti del volume, curato da un gruppo di ricercatori del Centre for Economic Policy Research (CEPR) coordinati da Luigi Guiso, Professore presso Einaudi Institute for Economics and Finance, con prefazione di Presidente e Ad di Cassa Depositi e Prestiti, sono stati analizzati in un panel che ha visto la partecipazione, oltre che di Luigi Guiso, di Giovanna Nicodano, Professoressa di Economia Finanziaria presso l’Università di Torino, e Luana Zaccaria, Professoressa associata di Finanza presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma. Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, ha dichiarato: “Da 175 anni Cassa Depositi e Prestiti accompagna lo sviluppo del Paese, interpretando i cambiamenti sociali e industriali e promuovendo la crescita sostenibile con responsabilità e visione. Oggi più che mai, la nostra azione si fonda sulla capacità di leggere il presente e anticipare il futuro, mettendo a sistema risorse, competenze e innovazione. Custodire il risparmio degli italiani significa rafforzare la coesione sociale e promuovere opportunità per le nuove generazioni, con lo sguardo rivolto alle sfide globali e la determinazione di chi vuole costruire valore duraturo per il Paese”. Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, ha commentato: “I 175 anni di CDP sono la testimonianza di una storia fatta di fiducia, innovazione e responsabilità, ma rappresentano soprattutto il punto di partenza per continuare a generare un impatto positivo sull’economia e i territori, mettendo al centro ricerca, innovazione sociale e valore delle persone. Impatto non è solo una parola, ma un impegno concreto che si traduce in progetti e strumenti finanziari a sostegno della crescita. Con questa visione, guardiamo al futuro con l’ambizione di trasformare le sfide in opportunità e creare valore duraturo in tutte le geografie in cui operiamo”.

In occasione della celebrazione dei 175 anni, CDP e la Fondazione CDP hanno lanciato l’iniziativa “Valore per il Territorio” per premiare le migliori proposte innovative e replicabili nate in ambito universitario in grado di generare un impatto positivo in quattro ambiti specifici: economia circolare e sostenibilità, innovazione tecnologica e digitale, occupabilità e inclusione sociale, rigenerazione delle periferie. Il progetto, presentato in occasione dell’incontro da Francesca Sofia, Direttore Generale di Fondazione CDP, si rivolge a ricercatori universitari, dottori di ricerca/dottorandi (massimo 35 anni), laureati e laureandi magistrali (massimo 28 anni) e prevede un contributo di 500mila euro. L’assegnazione dei premi considererà anche criteri di ripartizione geografica, selezionando proposte dal Nord, Centro e Sud per garantire una distribuzione territoriale equilibrata e inclusiva. Sono previsti premi da 150mila euro per i tre migliori progetti di ricerca, riconoscimenti da 10mila euro per altrettante tesi di dottorato e quattro premi da 5mila euro per tesi di laurea. Le candidature possono essere presentate sul portale di Fondazione CDP entro il 31 marzo 2026.

Plenitude si rafforza in Francia: firmato accordo per l’acquisizione di un portafoglio di impianti rinnovabili di Neoen da 760 MW

Plenitude ha firmato un accordo per l’acquisizione da Neoen, una delle aziende leader nel settore delle energie rinnovabili, di un portafoglio di 52 asset in esercizio di cui 37 impianti fotovoltaici, 14 eolici ed una batteria in esercizio per un totale di circa 760 MW di capacità installata dislocati su tutto il territorio francese. Gli asset producono circa 1,1 TWh annui di energia elettrica. L’operazione rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia di crescita della Società, che rafforza così il proprio posizionamento tra i principali operatori energetici integrati in Europa. Il perfezionamento dell’accordo è subordinato all’autorizzazione delle Autorità competenti. L’acquisizione è una delle più rilevanti transazioni nel settore delle rinnovabili francese concluse negli ultimi anni e contribuisce in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi di capacità installata da fonti rinnovabili di Plenitude al 2025. Il percorso di crescita della Società, delineato nel Piano Strategico 2025–2028, punta a raggiungere 10 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2028, in linea con l’impegno di Plenitude per la transizione energetica. Al completamento dell’operazione, la Società consoliderà ulteriormente la propria presenza in uno dei mercati energetici più dinamici d’Europa. L’integrazione di questo portafoglio di impianti con gli asset già esistenti di Plenitude permetterà di ottimizzare le attività e generare sinergie operative. Stefano Goberti, Amministratore Delegato di Plenitude, ha commentato: “Questa acquisizione amplia la nostra presenza in Francia, Paese in cui contiamo già circa 1 milione di clienti retail e dove ci stiamo espandendo nei servizi energetici e nella rete di ricarica per veicoli elettrici. Grazie a questa operazione rafforziamo il nostro modello di business integrato e acceleriamo nel raggiungimento dei nostri obiettivi”. Plenitude, Società controllata da Eni, è presente in oltre 15 Paesi del mondo con un modello di
business che integra la produzione di energia elettrica da 4,8 GW di fonti rinnovabili, la vendita di energia e di soluzioni energetiche in Europa, con 10 milioni di clienti ed un’ampia rete di oltre 22.000 punti di ricarica pubblici per veicoli elettrici. Entro il 2028, la Società ha l’obiettivo di raggiungere 10 GW di capacità rinnovabile a livello globale.

 

Il progetto di riciclo chimico del PET di Saipem e Garbo selezionato per ricevere 15,5 mln dall’Eu Innovation Fund

ReNova ChemPET, il progetto di riciclo chimico del PET sviluppato congiuntamente da Saipem – soggetto capofila – e Garbo, basato sulla loro tecnologia proprietaria ChemPET, è stato selezionato dalla Commissione europea per ricevere un finanziamento nell’ambito del bando del Fondo europeo per l’Innovazione per il 2024, dedicato alle tecnologie Net-Zero per progetti di scala intermedia. L’importo del finanziamento destinato al progetto è di circa 15,5 milioni di euro e sarà erogato solo dopo la firma del Grant Agreement con la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), prevista per marzo 2026. Il Fondo europeo per l’Innovazione (EU Innovation Fund) è uno dei principali strumenti dell’Unione Europea a sostegno delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. Per questa edizione, la Commissione ha selezionato 61 progetti in 18 Paesi, di cui 4 italiani.

ReNova ChemPET prevede la realizzazione a Cerano (Novara) del primo impianto su scala industriale in Italia per il riciclo chimico del PET, un prodotto semilavorato ampiamente utilizzato nel packaging, nei contenitori alimentari e nell’industria tessile. L’’impianto, la cui entrata in funzione è prevista per l’inizio del 2029, avrà una capacità annuale stimata equivalente al riciclo di oltre 250 milioni di bottiglie in PET che verranno trasformate in nuovo materiale plastico di alta qualità impiegato nell’industria tessile. La tecnologia innovativa ChemPET, di proprietà di Saipem e Garbo, consente la depolimerizzazione del PET in nuovo materiale di alta qualità, anche partendo da plastiche colorate o complesse così come dai tessuti in poliestere e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al riciclo meccanico tradizionale, grazie a processi più semplici, sicuri e sostenibili che consentono una maggiore flessibilità nel feedstock di alimentazione. L’impianto di Cerano fa parte del percorso di collaborazione avviato nel 2023 tra Saipem e Garbo con la firma dell’accordo per il supporto all’industrializzazione, lo sviluppo e la commercializzazione a livello globale della tecnologia ChemPET. Il progetto ReNova ChemPET si inserisce, inoltre, nella strategia ESG 2025–2030 di Saipem e nella visione industriale di Garbo orientata alla diffusione di soluzioni per la chimica sostenibile e il recupero dei materiali. Il riconoscimento ottenuto dal Fondo europeo per l’Innovazione conferma la solidità della collaborazione fra Saipem e Garbo e la validità della tecnologia ChemPET, destinata a contribuire alla riduzione delle emissioni e al rafforzamento della filiera della chimica verde in Italia e in Europa.

 

Ex Ilva, sindacati: rottura a P. Chigi, è sciopero

“Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero a partire da domani, con assemblee. Perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro”. Ad annunciarlo è stato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine dell’incontro sull’ex Ilva a Palazzo Chigi, riferendo la decisione dei sindacati e sostenendo che “il piano porta alla chiusura dell’ex Ilva. È mancato il senso di responsabilità delle istituzioni e del governo”

Reti, Agora: con pianificazione coordinata risparmi da 560mld al 2050

Secondo una nuova analisi di Agora Energiewende, i paesi europei possono ridurre i costi del sistema energetico di oltre 560 miliardi di euro tra il 2030 e il 2050 ottimizzando gli investimenti infrastrutturali. La cifra sale a 750 miliardi di euro se si considerano i risparmi derivanti dalla generazione di riserva evitata. Questi risparmi deriverebbero da un approccio integrato alla pianificazione delle infrastrutture energetiche che sblocchi i guadagni di efficienza, indirizzi gli investimenti dove sono più necessari e massimizzi i benefici di un sistema energetico flessibile. L’analisi è stata condotta in collaborazione con altri quattro think tank europei in ambito energetico: Forum Energii, IDDRI, ECCO e Energy Policy Group (EPG). Si basa sulla modellazione completa del sistema energetico condotta da Fraunhofer IEG, Fraunhofer ISI e d-fine e fornisce raccomandazioni per una modellazione infrastrutturale più solida sulla strada verso la neutralità climatica, in vista della pubblicazione del “Pacchetto Reti” della Commissione Europea. “Le infrastrutture sono la spina dorsale del sistema energetico europeo in evoluzione e le strutture di governance devono tenere il passo con la rapida trasformazione”, ha affermato Frauke Thies, Co-Direttore Europa di Agora Energiewende. “Una pianificazione ben coordinata è essenziale per garantire che gli investimenti confluiscano dove meglio supportano l’implementazione di tecnologie pulite come il solare, l’eolico e le batterie, fornendo energia sicura e accessibile”.

Il modello Fraunhofer adotta un approccio innovativo che integra più vettori energetici e aree geografiche in un unico quadro. Rivela sinergie ed efficienze intersettoriali spesso trascurate nei metodi più frammentati comunemente utilizzati negli odierni processi di pianificazione infrastrutturale. La modellazione esamina quattro scenari su due dimensioni: intersettoriale vs settoriale, e ottimizzazione europea vs maggiore attenzione nazionale. La combinazione di queste dimensioni consente una valutazione degli effetti di sistema e dei costi. A differenza della modellazione che considera aree geografiche o settori parallelamente, il modello co-ottimizza gli investimenti in approvvigionamento, stoccaggio e trasmissione di energia attraverso queste dimensioni per identificare soluzioni che altrimenti verrebbero trascurate. I risultati indicano che l’approvvigionamento energetico complessivo e la capacità di accoppiamento settoriale possono essere ridotti in diverse aree. Uno scenario integrato richiederebbe 505 gigawatt in meno di capacità di backup, il 15% in meno di capacità eolica onshore e il 9% in meno di capacità di elettrolisi dell’idrogeno rispetto a un approccio settoriale più focalizzato a livello nazionale. Tutti gli scenari mostrano un’accelerazione dello sviluppo di energie rinnovabili che sostituiscono progressivamente l’uso di combustibili fossili. Le ipotesi dello studio sulla domanda di energia seguono traiettorie conservative, comprese tra i valori medio-alti di altri esercizi di modellazione, per consentire conclusioni solide sulle esigenze infrastrutturali. Il modello identifica soluzioni per le infrastrutture di trasmissione di elettricità, idrogeno, gas e anidride carbonica nell’ambito delle ottimizzazioni degli scenari. I risultati mostrano che gli investimenti nella rete elettrica appaiono costantemente prioritari in tutti gli scenari. Questa scoperta sottolinea il ruolo dell’elettrificazione nella decarbonizzazione dell’economia europea e riflette l’enfasi politica su efficienza ed elettrificazione, come si evince ad esempio dalla strategia di integrazione del sistema energetico dell’UE, dal pacchetto “Fit for 55” e dal piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili. La necessità di gasdotti fossili diminuirà rapidamente, mentre sono necessarie nuove infrastrutture mirate per l’idrogeno e l’anidride carbonica. “La rapida elettrificazione di settori di utilizzo finale come i trasporti, il riscaldamento e il riscaldamento industriale a bassa temperatura è fondamentale per una transizione di successo. La modellizzazione energetica a livello europeo può aiutare a identificare gli investimenti prioritari, come quelli nella rete elettrica, e dovrebbe quindi svolgere un ruolo chiave nel definire il percorso dell’Europa verso un sistema energetico resiliente, efficiente e climaticamente neutro”, ha affermato Thies.

Per sfruttare i vantaggi di un approccio integrato alla pianificazione delle infrastrutture, i think tank sottolineano l’importanza di condurre una modellazione di alto livello, indipendente e trasparente tra i vettori energetici e i settori. Un approccio integrato fornirebbe ai paesi europei una visione chiara del sistema energetico, orientando e informando la pianificazione infrastrutturale dal basso. Questa panoramica contribuirebbe a garantire che gli investimenti siano allineati alle priorità della transizione energetica, in particolare alla crescente attenzione alle infrastrutture elettriche a supporto di un sistema energetico più pulito. Poiché le molecole, pur essendo necessarie, saranno utilizzate principalmente in cluster per soddisfare esigenze specifiche, un approccio basato sui cluster per la pianificazione infrastrutturale contribuirebbe a ottimizzarne l’utilizzo all’interno del sistema energetico più ampio, osserva il documento. Inoltre, un approccio top-down alla costruzione di scenari aiuterebbe a identificare le aree in cui sono necessari investimenti per consentire una maggiore partecipazione ai mercati energetici europei, garantendo che gli Stati membri possano massimizzare i benefici collettivi di un sistema energetico integrato. I think tank raccomandano di incaricare un organismo europeo esistente, ad esempio la Commissione Europea, di realizzare la modellazione di alto livello per orientare la pianificazione bottom-up. Un processo di modellazione più trasparente, aperto e iterativo fornirebbe ai governi nazionali e alle autorità di regolamentazione informazioni più dettagliate sui costi e i benefici del sistema. Questa maggiore visibilità potrebbe consentire un maggiore coordinamento tra le regioni e nell’UE nel suo complesso, favorendo in ultima analisi la transizione energetica in modo più efficace ed economicamente efficiente, conclude il documento. Il rapporto di 27 pagine intitolato ” Progettare infrastrutture energetiche per un’Europa climaticamente neutra: soluzioni per uno sviluppo di sistemi economicamente vantaggioso” è stato redatto da Agora Energiewende, in collaborazione con Forum Energii, IDDRI, ECCO e l’Energy Policy Group (EPG). Si basa su un’ampia modellizzazione del sistema energetico condotta da Fraunhofer IEG, Fraunhofer ISI e d-fine, che analizza il ruolo della pianificazione infrastrutturale integrata nella trasformazione del sistema energetico europeo nel percorso verso la neutralità climatica entro il 2050.

Autonomia, Cgil: le pre-intese su materie non Lep violano sentenza Corte costituzionale e peggiorano condizione economica e sociale del Paese

“L’evidente strumentalità a fini elettorali delle pre-intese sulle materie ‘non Lep’ è solo uno dei problemi dell’iniziativa assunta dal Governo. Certo, è l’ennesima dimostrazione di come si interpretano i ruoli istituzionali, non nell’interesse di tutti ma a fini di parte. Il problema principale, però, è un altro: l’intenzione di far rientrare dalla finestra ciò che, prima la mobilitazione popolare e poi la Corte costituzionale, ha fatto uscire dalla porta, ossia un’Autonomia differenziata che non danneggia solo il Mezzogiorno ma, aumentando diseguaglianze sociali e divari territoriali, porta a sbattere tutto il Paese”. Così il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari commenta le pre-intese sull’Autonomia che il ministro Calderoli ha sottoscritto e sottoscriverà tra oggi e domani con i Presidenti di Regione di Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte. Per il dirigente sindacale “sono ben altre le priorità dei cittadini italiani: dalla crescita tra le più basse d’Europa al drastico calo della produzione industriale, dalla questione salariale alla crisi sociale, ai definanziamenti e tagli che colpiscono sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche per la casa, trasporto pubblico, trasferimenti a Regioni ed Enti Locali. Tornare sulla Legge Calderoli è, nella migliore delle ipotesi, un’arma di distrazione di massa, nella peggiore renderà ancor più critica la condizione in cui versa l’Italia”. “Insieme alle tante realtà che si sono opposte a questo disegno che, per come è stato concepito, contraddice i valori di solidarietà, uguaglianza e unità nazionale – conclude Ferrari – vigileremo affinché la sentenza 192/2024 della Consulta sia rispettata alla lettera, anche per quanto riguarda le materie qualificate come ‘non Lep’, nel cui ambito non possono essere trasferite funzioni che comunque attengono a prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”.

Fondazione Maire–Ets e Maire, la seconda edizione del concorso EvolveArt

Prende il via la seconda edizione di EvolveArt, il concorso nazionale promosso da Fondazione MAIRE – ETS e MAIRE con Associazione Amici della Biennale dei Licei Artistici – ABiLiArt, Rete Nazionale dei Licei Artistici – ReNaLiArt, in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC). Dedicato agli studenti e alle studentesse dei Licei Artistici italiani, il progetto invita i giovani creativi a riflettere, attraverso la creatività contemporanea, sui temi dello sviluppo sostenibile, della transizione energetica e dell’economia circolare, mettendo in dialogo estetica, etica e scienza per immaginare nuovi orizzonti di futuro. EvolveArt nasce con l’obiettivo di sostenere il talento dei giovani artisti e di valorizzare la scuola come luogo di formazione culturale e civica. Le opere vincitrici — quest’anno la sfida è creare sculture e installazioni — saranno poi esposte presso la GNAMC e in una delle sedi romane del gruppo MAIRE. Attraverso il linguaggio dell’arte, i partecipanti saranno chiamati a reinterpretare la sfida della sostenibilità, della circolarità e del contrasto al cambiamento climatico, promuovendo nuove forme espressive capaci di sensibilizzare la collettività sui temi ambientali più urgenti.

 

 

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