LA CONVENTION DI ASSORESTAURO

Per i progetti Pnrr sui beni culturali 5.427 autorizzazioni dal Mic a fine 2024, ma soltanto il 30% riguarda interventi nel Mezzogiorno

03 Feb 2025 di Giorgio Santilli

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Per i progetti Pnrr sui beni culturali 5.427 autorizzazioni dal Mic a fine 2024, ma soltanto il 30% riguarda interventi nel Mezzogiorno

Chiesa di San Rocco a Casalmaggiore (CR)

Un totale di 5.427 provvedimenti autorizzativi per progetti Pnrr emessi dalla direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero della Cultura: è un numero che contribuisce a dare la dimensione dell’intervento in corso sul patrimonio culturale. Il dato è stato annunciato alla convention nazionale di Assorestauro da Esmeralda Valente, dirigente del Servizio di tutela del patrimonio storico artistico e architettonico. Il 60% di queste autorizzazioni riguardano beni culturali, il 25% beni paesaggistici, il 15% interventi che hanno per oggetto beni culturali e paesaggistici. Quello che però Valente ha voluto particolarmente sottolineare è la ripartizione regionale delle autorizzazioni (riprodotta nella tabella in alto), che vede il Lazio al primo posto con 588 interventi autorizzati. Il dato più significativo è però quello degli aggregati per macroregioni che vede il Sud in affanno con 1.700 autorizzazioni rilasciate che costituiscono solo il 30% del totale, a fronte del centro-nord che ne conta 3.727 pari al 70% circa. “Da questi numeri è evidente – ha detto Valente – che l’accelerazione delle autorizzazioni che consentono poi l’apertura dei cantieri non vale in misura omogenea per tutto il territorio nazionale”. La quota attribuita al Sud è inferiore a quella dei target del Pnrr che impongono che un 40% degli interventi sia realizzato nel Mezzogiorno.

Valente ha anche ricordato la ripartizione delle risorse della misura M1C3 che destina 1.020 milioni all’attrattività dei borghi, 800 milioni alla sicurezza sismica dei luoghi di culto, restauro patrimonio FEC e siti di ricovero di opere d’arte (in home page la foto dell’intervento sulla chiesa di San Rocco a Casalmaggiore, in provincia di Cremona), 600 milioni per interventi a tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale, 300 milioni ciascuno infine alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi, ai programmi per valorizzare l’identità dei luoghi (in particolare parchi e giardini storici), agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica in cinema, teatri e musei.

Alessandro Bozzetti, presidente di Assorestauro

I dati del Mic hanno ben fotografato lo stato dell’arte in un settore che è fortemente spinto dal Pnrr oltre i livelli fisiologici di lavoro. “Il grande investimento del PNRR – ha detto il presidente di Assorestauro, Alessandro Bozzetti, rappresenta un’occasione di crescita importante, non solo economica ma anche personale nostra e dei nostri teams. È indispensabile, però, riuscire a definire dei percorsi strutturali che ci permettano di sostenere i grandi investimenti anche dopo il PNRR”. Al tempo stesso è proprio il flusso di lavori, insieme alle scadenze del Pnrr, a creare criticità che non accennano a ridursi. “Sin dalla Convention del 2022 – ha ricordato ancora Bozzetti – avevamo espresso come le tempistiche per l’attuazione del grande investimento del PNRR fossero poco compatibili con la specificità del nostro territorio e patrimonio”.  Anche perché la filiera del restauro lavora in un settore che fa della sostenibilità il cuore del proprio intervento da sempre. “Non contano solo le statistiche – dice Bozzetti – ma l’impronta che le nostre azioni lasciano sul mondo. Dobbiamo capire come lasciare, tutti insieme, la nostra impronta positiva nella nostra realtà”. L’aspetto cruciale è “la gestione dei cantieri, che richiede una sinergia costante tra tutte le figure coinvolte e l’utilizzo di tecnologie avanzate, come il Building Information Modeling (BIM) applicato al restauro. La formazione continua e il dialogo tra professionisti e maestranze sono fondamentali per affrontare queste complessità”.

 

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