DONNARUMMA AGGIORNA IL PIANO STRATEGICO FS
“Nel 2025 investimenti a 18 mld e in utile”. Ora nuove risorse ma modello Rab al palo, avanti su Pizzarotti
- L’ad di Fs (in foto) traccia il bilancio del primo anno di piano: “Abbiamo raggiunto risultati tangibili e misurabili”, frutto di una nuova visione industriale. Ma la sfida si pone nell’immediato futuro: con lo stop al Pnrr servono nuove risorse per finanziare gli investimenti per mantenere il passo e rispettare la tabella di marcia del piano. Donnarumma attacca l’Ance sul dossier Pizzarotti.

Stefanio Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Fs
Dodici miliardi: c’è un numero che l’amministratore delegato di Fs Spa, Stefano Donnarumma, scolpisce sulla pietra. E’ l’ammontare annuo degli investimenti necessari sull’infrastruttura ferroviaria per portare a termine gli interventi in corso e per mantenere il passo sulla traiettoria che prevede ulteriori investimenti per 177 miliardi di euro nel periodo 2026–2034. Ma il punto è che questo fabbisogno si colloca in una fase cruciale in cui verrà meno il boost del Pnrr. E se, da una parte, non ci si può permettere di tornare allo ‘ status quo ante’ con investimenti limitati a soli 4 miliardi l’anno della fase pre Pnrr, dall’altra, non si potrà spingere più di tanto sulla leva dell’indebitamento finanziario per reperire le risorse ma occorre percorrere nuove strade. Per questo, il numero che indica Donnarumma, presentando l’aggiornamento dello Strategic Plan 2025-2029- Next Level, è un numero che pesa perché mette in piena luce tutta la complessità della sfida che il gruppo si trova a fronteggiare già nell’immediato futuro, visto che la data fatidica dello stop al Pnrr è agosto 2026.
A distanza di un anno esatto dalla presentazione del Piano, il ‘ferroviere’ Donnarumma (salito ieri sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium di Santa Cecilia di Roma, indossando il berretto da capotreno e cravatta rossa) traccia un bilancio di questi primi dodici mesi. Un anno ricco di risultati “tangibili”, assicura, frutto di quella disciplina operativa di industrializzazione dei processi che è stata la stella polare da quando è arrivato al timone del gruppo. Snocciola i numeri di questo primo anno parlando di investimenti senza precedenti con oltre 18 miliardi di euro nel 2025 (la stessa entità della legge di Bilancio per il 2026), di cui circa sette dedicati all’attuazione del Pnrr, più di 35mila treni riportati in orario con una crescita della puntualità AV di circa tre punti percentuali; un aumento dei passeggeri a livello nazionale (577 milioni, +1%) e internazionale (253 milioni, +15% vs. 2024) e a un avanzamento del rinnovo della flotta con la consegna di 241 nuovi mezzi a basso impatto ambientale tra treni e autobus, fra cui il Frecciarossa 1000 di nuova generazione.
La grande scommessa è ora quella di assicurare continuità, stabilità e sostenibilità agli investimenti infrastrutturali nel medio-lungo periodo. Come spiega l’ad di Fs, nella fase post-PNRR, per rispondere ai fabbisogni infrastrutturali del Paese – dalle grandi direttrici come Palermo–Messina–Catania, Salerno–Reggio Calabria e
Napoli–Bari, fino al potenziamento della rete regionale – sarà necessario consolidare una capacità di investimento dell’ordine dei 12 miliardi di euro l’anno. Investimenti che consentiranno di avere un impatto positivo di circa 18 miliardi di euro sul PIL nazionale e un indotto diretto e indiretto di 120mila occupati. “Prima del Pnrr le Fs investivano 4 miliardi, con il Pnrr 10 miliardi, alla fine del Pnrr torneremo ai 4 miliardi. Noi abbiamo però esigenze per 12 miliardi per fare le nuove infrastrutture ferroviarie pianificate insieme al Mit. Quando finirà il Pnrr dovremo finanziare la quota tra 4 e 12 miliardi”, spiega. Un anno fa, nella basket strategy del piano, la leva di finanziamento delle opere individuata era stata quella del modello Rab. “Ci siamo chiesti cosa possiamo fare soprattutto per creare valore e fermare il disvalore”.
Dopo un anno, era naturale che, in occasione di questo appuntamento, ci si attendesse l’annuncio del decollo del nuovo veicolo societario, considerato una delle leve strategiche di accelerazione del piano. Ma non è stato così. E Donnarumma spiega perché: “un anno fa abbiamo provato ad applicare il modello Rab utilizzato in Italia da 25 anni. Abbiamo provato a usarlo sull’Alta velocità. Questo metodo, per una serie di vincoli legati alle ferrovie, non è però facilmente applicabile come invece avviene per società quotate. Ci stiamo lavorando e non sappiamo se lo adotteremo. Ci sono altre soluzioni: con fondi pubblici o bisogna trovare fondi non pubblici infrastrutturali o fondi pensione. Stiamo studiando la soluzione giusta, ci stiamo lavorando tutti insieme e questi investimenti li faremo. Il piano cuba per 100 miliardi e noi andremo avanti. Troveremo le soluzioni nei prossimi mesi. Negli ultimi anni c’è anche un forte interessamento di fondi sovrani arabi. Non abbiamo ancora deciso nulla, perché la decisione andrà presa con il Mef”. Rispondendo alle domande in conferenza stampa, Donnarumma non si mostra preoccupato dall’allungamento dei tempi dovuto alle complessità del contesto giuridico-normativo di realizzazione del modello Rab. “Con il Governo assorbito dalla legge di bilancio e il Mef oberato dalla manovra, il lavoro congiunto è rallentato. Ma l’analisi è a buon punto, non c’è da parte di nessuno la volontà di fermare le opere. Non ci sono – rimarca – colli di bottiglia e rallentamenti”.
C’è anche un altro tema caldo, anzi caldissimo visto il vespaio di polemiche che ha sollevato, che rientra sempre nella basket strategy e sul quale le Fs sono intenzionate ad andare avanti: parliamo del dossier delle verticalizzazioni nella filiera delle infrastrutture e in quella del materiale rotabile. Innanzitutto, le costruzioni: le Fs vanno avanti sull’operazione per l’acquisizione del ramo ferroviario del gruppo Pizzarotti. Proprio oggi scade il termine per la presentazione dell’offerta vincolante e le Ferrovie ci saranno. “Non c’è nessun motivo per non andare avanti”, risponde asciutto Donnarumma. «Sulla questione Pizzarotti abbiamo avuto un’osservazione dell’Ance che abbiamo ritenuta inopportuna e inappropriata. Non commento nel dettaglio”. Donnarumma non anticipa nulla nel merito delle controdeduzioni ai rilievi mossi dall’associazione dei costruttori in materia di violazione della concorrenza sul mercato. Certo è che “noi agiremo in tutte le sedi andando avanti». Il punto è che “non vogliamo fare il secondo polo delle costruzioni, ma vogliamo tutelare la nostra filiera per finalizzare investimenti che oggi, a causa delle difficoltà di molte imprese, rischiano di non partire o non finire”. Nel 2025, intanto, sono state completate iniziative di integrazione verticale nel comparto del turismo e del trasporto merci. In particolare, il Gruppo FS ha esteso la propria presenza anche al settore degli autobus turistici cittadini e dei terminali logistici, come quello di Anversa in Belgio, con l’obiettivo di rafforzare l’intermodalità e offrire un servizio ancora più completo e integrato.
Altro dossier che l’anno scorso era stato aperto è quello dell’operazione a ritroso dello scorporo di Anas dal gruppo Fs. Ora, “nessuno ha dubbi sulla necessità di separazione, non ci sono state le sinergie attese, non c’è beneficio né operativo né finanziario affinché l’Anas sia all’interno del gruppo”. E si guarda all’emendamento presentato dalla Lega alla manovra finanziaria che prevede, appunto, l’uscita dal perimetro delle Fs.
Qualsiasi piano deve poggiare sulla solidità dei conti. Il gruppo Fs conferma gli obiettivi economici fissati al 2029: 20 miliardi di euro di ricavi, 3,5 miliardi di euro di ebitda e un risultato netto pari a 500 milioni di euro, coerenti con la traiettoria di crescita prevista per i prossimi anni. Intanto, come annuncia Donnarumma, l’esercizio torna a chiudere in utile recuperando la perdita di circa 200 milioni del 2024. Il fatturato si attesta a 17 miliardi di cui 3 generate dalle attività estere.
E, a proposito di estero, Donnarumma parla a lungo di sviluppo internazionale come pilastro strategico del piano. Il 2025 ha segnato un’evoluzione significativa nella presenza del Gruppo all’estero, con l’avvio dell’operatività di FS International, incaricata di coordinare e gestire in modo unitario tutte le partecipazioni estere impegnate nel trasporto passeggeri. Non si tratta della costituzione di una nuova società, ma del completamento di una profonda riorganizzazione dell’assetto internazionale, che ha ricondotto sotto un’unica governance le società operative già attive nei diversi mercati europei. Accanto al consolidamento dei mercati già presidiati e all’ingresso programmato nell’Alta Velocità tedesca, due iniziative del Basket Strategico assumono particolare rilievo: l’avvio del progetto Parigi–Bruxelles, su uno dei principali corridoi ferroviari europei in cui il Gruppo intende rafforzare ulteriormente la propria presenza;l’esplorazione del mercato ferroviario negli Stati Uniti, una delle aree con il maggiore potenziale di sviluppo della mobilità collettiva a livello globale. “Queste direttrici si inseriscono nella visione di lungo periodo del Gruppo: contribuire alla realizzazione di una “Metropolitana europea” integrata e interoperabile entro i prossimi decenni, ampliando al tempo stesso la presenza del Gruppo in mercati internazionali ad alto potenziale”, chiosa Donnarumma.
“Abbiamo impresso una svolta decisiva all’ammodernamento della flotta – dice ancora l’ad – , elemento fondamentale per garantire qualità del servizio e centralità del viaggiatore, con l’introduzione di 241 nuovi mezzi tra treni e autobus. Questo insieme di interventi, accompagnato dal rafforzamento della gestione operativa, sta già producendo risultati concreti: la puntualità dell’Alta Velocità è aumentata di 3 punti percentuali e gli infortuni gravi si sono ridotti del 35%”. “È stata inoltre avviata una profonda trasformazione industriale: abbiamo riorganizzato la governance del Gruppo, reso operative le nuove Business Unit, lanciato la Scuola FS e definito un Piano Tecnologico da 20 miliardi di euro al 2034 per digitalizzare la rete, rafforzare la sicurezza dell’infrastruttura e migliorare la gestione dei cantieri. Si tratta di un cambiamento strutturale che sta rendendo i processi più chiari, il coordinamento più efficace e la nostra capacità esecutiva più solida. Il nostro obiettivo è ben delineato: costruire un sistema ferroviario moderno, affidabile e competitivo, in grado di sostenere la crescita dell’Italia nei prossimi decenni”, è in sintesi la visione di Donnarumma.
L’ad tiene anche a far sapere di non essere sorpreso di vedere il proprio nome girare nel ‘totonomine’ che riguarda l’avvicendamento ai vertici aziendali. “Mi capita almeno da una decina d’anni. La questione è che la panchina si è assottigliata, si fanno quindi sempre gli stessi nomi. Ci auguriamo che arrivino nuove riserve. Io, intanto, sono focalizzato nelle Fs”. Gruppo in cui c’è un lavoro di squadra basato su una condivisione di valori. Elemento sottolineato anche dal presidente Tommaso Tanzilli. “Non era così in passato”, osserva. «A un anno dalla presentazione del piano strategico abbiamo raggiunto – sottolinea – risultati tangibili. Il tutto si è svolto in un complesso geopolitico complicato con tensioni commerciali e situazioni che non ne agevolano l’applicazione. Abbiamo dato una grande spinta all’innovazione e alla sostenibilità». E poi da registrare è la soddisfazione del ministro vigilante. “Sono estremanete orgoglioso di quello che state facendo”, dice il ministro delle Infrasturtture e Trasporti Matteo Salvini. E poi, aggiunge, “fatemi arrabbiare il meno possibile nel 2026 e mandare meno messaggi”.